Leopold in these 24stories is the head of homicide, later to become the department of violent crimes. Because he is given to interior musing, we learn the workings of the mind of a thoughtful detective. Showing Leopold’s mind, Hoch develops nuances of character rare in mystery stories.
“The House by the Ferris” poses a typical Hoch problem. Ancient crone Stella Gaze predicts that four men will die—by earth, air, fire, and water. Leopold is called in when one man drowns, is called again when another burns. The crimes seem to have been concocted by a witch.
Edward D. Hoch is one of the most honored mystery writers of all time.
* 1968 Edgar Allan Poe Award (Mystery Writers of America): "The Oblong Room", The Saint Mystery Magazine, July 1967 * 1998 Anthony Award (Bouchercon World Mystery Convention): "One Bag of Coconuts", EQMM, November 1997 * 2001 Anthony Award (Bouchercon): "The Problem of the Potting Shed", EQMM, July 2000 * 2007 Ellery Queen Readers Choice Award (awarded 2008): "The Theft of the Ostracized Ostrich", EQMM, June 2007 * Lifetime Achievement Award (Private Eye Writers of America), 2000 * Grand Master (Mystery Writers of America), 2001 * Lifetime Achievement Award (Bouchercon), 2001
These nineteen stories, even by Hoch's incredibly high standards, should count as masterpieces. They are psychological thrillers and police procedurals fused together into a unique form that Hoch had perfected for Captain Leopold. Absolutely loved the book. This book featuring Leopold's earlier cases, together with the recent volume celebrating his final endeavours, showcase him truly and properly. If Leopold's other cases are also slowly brought back to print, that would be a matter of joy for all mystery-lovers everywhere. Highly recommended.
Edward Dentinger Hoch rappresenta un "unicum" nella storia del panorama giallo: autore dalla mente fertile e scattante, grande appassionato del genere sin da ragazzo, è uno dei pochissimi autori ad aver raggiunto una fama imperitura nell'ambito del mystery dedicandosi esclusivamente alla stesura di racconti. Dall'inizio degli anni '70 fino alla sua morte, Hoch ha pubblicato mensilmente, puntuale come un orologio, una sua storia nella prestigiosa rivista "Ellery Queen's Mystery Magazine". La sua ricchissima produzione, che consta migliaia di corti, si snoda anche in molti altri generi, ma è nel mystery che Hoch ha dato il meglio di sé, creando alcune delle serie più originali e interessanti del settore: dagli arcani misteri del copto bimillenario Simon Ark, al novello Robin Hood che è Nick Velvet, ladro che incappa spesso in situazioni delittuose, per finire alle più tradizionali storie gialle con il pacifico dottore Sam Hawthorne.
La forma del racconto, spesso sottovalutata nella narrativa classica, ha assunto invece nel mystery un grande prestigio, in quanto il formato ridotto consente di eliminare elementi secondari, puramente esornativi, per mettere in rilievo ciò che è il fulcro del genere stesso: il crimine e la sua risoluzione attraverso la deduzione e la giusta interpretazione degli indizi. Permette dunque ai giallisti di creare enigmi ancor più raffinati e complessi, perché non vi sono distrazioni di sorta e non vi è spazio per dozzinali dinamiche per sviare il lettore, inducendo ad uno sforzo ulteriore nel nascondere tutti gli elementi per arrivare alla soluzione, che, come prerogativa minima, deve essere sorprendente. Hoch ha trovato nel racconto la forma ideale alla sua creatività prorompente e instancabile, più del romanzo che avrebbe forse spento, nella lunga fase di gestazione che inevitabilmente lo accompagna, ogni suo slancio inventivo e sperimentale. Hoch tuttavia, oltre a servirsi del racconto per costruire trame ingegnose, è riuscito, pur nella brevità del contesto, ad imprimere nelle sue storie anche lati letterari profondi, tratti malinconici e coinvolgenti. Questa interessante fusione è particolarmente evidente in quella che è la saga più longeva e prospera tra quelle da lui inventate, ossia quella avente come protagonista il Capitano Leopold della Squadra Omicidi della sua città nel Connecticut.
I racconti con il Capitano Leopold sono caratterizzati, a differenza delle altre saghe, più scarne e incentrate esclusivamente sul mistero centrale, oltre che da brillanti idee gialle, da grandi scorci introspettivi e da venature emotive che li fanno accostare per alcuni versi al noir e all'hard-boiled. Leopold è, infatti, un personaggio sfaccettato, ben delineato anche nei suoi dubbi, nelle amarezze che spesso seguono la risoluzione di casi in cui il confine tra giustizia e ingiustizia è labile e controverso. È un uomo che si mette in discussione, che avverte il peso della sua responsabilità. Leopold è quindi un personaggio che il lettore sente vicino, in quanto lo segue nella sua intimità, spesso nella sua tristezza dovuta ad una vita solitaria, dedicata esclusivamente al lavoro. Leopold piace perché è tremendamente umano, si evolve nel corso degli anni, così come altri personaggi che lo affiancano, pur mantenendo la stessa lucidità deduttiva con cui riesce a sventare i piani più diabolici. Per questi aspetti, la sua figura è stata accostata al Maigret di Simenon, soprattutto per l'importanza data al fattore sentimentale del crimine (fatto che sembrerebbe confermato dal nome del personaggio, Jules, anche se in realtà Hoch afferma di essersi ispirato a quello di un contributore su un magazine enigmistico che leggeva da giovane). Oltre al filone noir, nei racconti con il Capitano si avverte una decisa presenza di elementi hard-boiled, rappresentati essenzialmente dalla corruzione che spesso i casi affrontati portano alla luce e dal profondo pessimismo che impregna la risoluzione di alcuni crimini. Tutto ciò tinge questi gioielli narrativi di un senso di malinconia, di un'amara tristezza, rendendoli drammatici e quasi poetici.
Alcuni dei racconti con Leopold sono contenuti nella meravigliosa raccolta "Leopold's Way" (2014), che spicca per ingegnosità dei plot e per uno stile scrittorio profondo, emozionante e molto coinvolgente.
CIRCUS (4 STELLE) In una strada residenziale, su un lotto di terreno, viene rinvenuto il cadavere di un bambino di 10 anni. È stato strangolato brutalmente mentre si stava recando al vicino circo. Il Capitano Leopold è incaricato di questo triste caso, di cui, a detta di molti, responsabile sarebbe un folle maniaco. Eppure il Capitano non ne è convinto, per l'assenza di qualsiasi segno di abuso sul corpo. Cosa è dunque successo? Leopold dovrà collegare diversi indizi per giungere alla verità, non prima di aver fatto i conti con il dolore che provoca nei familiari una morte del genere e con i dubbi sulla vera essenza della giustizia. Racconto gradevole, intriso di una profonda vena descrittiva e introspettiva, inusuale per Hoch, che dona al tutto un tocco di profonda malinconia. Il crimine, diversamente da quanto avviene in altri suoi scritti, fa sentire qui il suo peso drammatico ed emotivo, mette in luce il dolore straziante che ne consegue, al di là del puro enigma. Alla luce di ciò, Leopold appare un detective molto più riflessivo ed empatico rispetto agli investigatori tradizionali, assumendo tinte simenoniane, quasi noir. L'enigma è semplice ma molto buono, con una soluzione allo stesso tempo catartica ma amara, che rammenta una dinamica presente in alcuni racconti di Christie e in un Doyle. Dunque un Hoch diverso, che mescola detection classica agli influssi più intimistici del noir.
DEATH IN THE HARBOR (4 STELLE) Nel porto del Sound, ogni sabato sera da diverse settimane, vengono uccise varie persone: dapprima il dr Flown, poi il povero pescatore Proctor, infine una giovane ragazza. Tutte le vittime erano accomunate dal fatto che, al momento del delitto, fossero su una barca ormeggiata al molo. Il modus operandi è sempre il medesimo: l'assassino spara alla vittima e riesce a volatilizzarsi nel nulla, nonostante la folla che accorre presto al colpo di pistola. Il Capitano Leopold cerca un nesso tra i delitti e solo grazie ad una lieve sbavatura nel piano del colpevole riesce a scoprire la verità. Una verità che potrebbe costargli la vita. Racconto piuttosto lungo ma ben articolato, con una serie di impressionanti delitti seriali, dall'aria impossibile. L'inafferrabilità del colpevole, unita al buio che nasconde le sue gesta e l'apparente assenza di qualsiasi legame tra le vittime, crea una tensione molto avvincente, una suspense notevole e un fitto velo di mistero. Hoch si diverte ad utilizzare vari motivi ricorrenti nel giallo, giocandoci su quasi con intento di misdirection, citando implicitamente anche una nota opera della Christie. Anche se gli omicidi non risultano poi essere inspiegabili nella loro dinamica, la soluzione è ottima, fondata su un indizio ben nascosto, e conduce ad un finale adrenalinico e cupo, quasi da hard-boiled. Un ottimo racconto sul tema degli omicidi in serie.
A PLACE FOR BLEEDING (4 STELLE E MEZZO) Il Capitano Leopold non può stare tranquillo neanche di notte, perché il crimine lo richiama continuamente: stavolta si tratta di un complesso caso di omicidio e di rapimento. Una ragazza quindicenne, Karen, figlia dei ricchi signori Clement, è stata sequestrata mentre rientrava a casa da una recita scolastica, accompagnata dal proprio autista Thomas Sale. Quest'ultimo è stato rinvenuto nel garage della famiglia in una pozza di sangue, con una forca conficcata nel petto. Nella casella postale è stata inoltre rinvenuta una richiesta di riscatto di ben 10.000 dollari. Il caso è piuttosto spinoso e, nonostante l'aiuto dell'FBI, la polizia non riesce a muovere alcun passo in avanti nell'indagine, sebbene molti siano i sospetti. Tutto diventa più strano quando arriva una seconda lettera di riscatto, evidentemente scritta da un altro rapitore. Cosa vuol dire? E perché vi sono apposte le iniziali L.M. sulla seconda missiva? Starà a Leopold collegare i vari indizi e a scoprire l'assurda verità dietro questo caso. Racconto molto ben orchestrato, con una serie di stranezze che destano l'interesse e tengono alta la tensione. Hoch fa un ottimo uso delle indagini e delle varie ipotesi per portare il lettore fuori pista, facendogli puntare l'attenzione su una prospettiva sbagliata del caso. La soluzione è ottima, perfettamente sorretta da indizi concreti e logici, in cui tutto alla fine combacia e assume le giuste proporzioni. Interessante la figura di Leopold che, in silenzio e con modestia, riesce con le sue capacità deduttive a svelare le apparenze, restando nel contempo molto umano e comprensivo.
REUNION (4 STELLE E MEZZO) Per il Capitano Leopold è tempo di rimpatriate: per quanto straordinario possa sembrare, anche lui un tempo è stato giovane. Il suo vecchio compagno di college, Harry Tolliver è infatti passato a trovarlo nel suo ufficio per invitarlo ad una riunione di vecchi amici al Venice Park e per chiedergli aiuto nel rintracciare tutte le loro passate conoscenze. Chi infatti se non un funzionario di polizia può setacciare meticolosamente l'intero Stato? Leopold si trova costretto ad accettare sebbene il ricordo dei vecchi tempi non faccia che deprimerlo. Memorie passate e inclinazioni attuali si mescoleranno tuttavia quando il Capitano si ricorderà della tragica morte dell'amico George Fisher nell'ultimo raduno degli studenti di venticinque anni prima: per un uomo abituato al crimine, tutto può sembrare sospetto, anche quell'accidentale annegamento in uno dei torrenti del parco cittadino. Ma si sa, una volta insinuato un dubbio in una mente insofferente alle ambiguità, non si può far nulla per toglierlo. Anzi, esso diventerà sempre più grande e l'unico modo per dissiparlo è affrontare il passato. Un passato che qualcuno con la coscienza sporca non ha mai dimenticato... Racconto bellissimo, incentrato su un cold case che coinvolge in prima persona il Capitano, in quanto partecipe nelle vicende che contornarono la morte del ragazzo. Il passato ritorna prepotente nel presente, portando con sé nostalgia, malinconia, angoscia e anche presagi di morte. La storia è intrisa di un alone di tristezza antica ma ancora persistente, come una ferita la cui cicatrice è ben visibile anche dopo molto tempo. L'atmosfera si tinge dunque di toni sofferenti, intimi, dovuti al disvelamento di peccati e segreti apparentemente sopiti, che ricorda molto il clima di opere come "Gli elefanti hanno buona memoria" di Christie o "L'assassino è tra noi" di Queen. Il caso si snoda in un vortice di ricordi sbiaditi, convinzioni traballanti e dubbi etici, in cui emerge fortemente il dilemma sulla validità di rivangare una realtà ormai lontana. L'enigma e la relativa soluzione sono ben congegnati e supportati da indizi solidi, sia a livello psicologico che materiale. Un racconto dai toni noir, in cui al mistero su un omicidio passato si affiancano temi interiori, che coinvolgono lo stesso detective, infondendo alla narrazione un'aura di forte emotività.
THE HOUSE BY THE FERRIS (4 STELLE) La morte del signor Otto Held, caduto con la macchina da un molo, sembra essere il solito incidente. Eppure perché è stato chiamato il Capitano Leopold della Squadra Omicidi? Perché paradossalmente la moglie della vittima asserisce furente che si è trattato del risultato di una maledizione lanciatagli da una strega, Stella Gaze. Quest'ultima infatti ha rivolto l'anatema contro Mr Held e i suoi tre compagni d'affari in quanto si sarebbe rifiutata di vendere la sua modesta casa per allargare il loro parco divertimenti, che infatti la circonda, quasi fagocitandola. Leopold è un uomo molto pragmatico ma, quando la profezia comincia ad avverarsi, con crimini apparentemente impossibili, comincia a pensare che possa esistere la magia nera... o un assassino particolarmente astuto. Racconto molto ben costruito, con un alone di sovrannaturale che conferisce alla narrazione un'atmosfera cupa e una tensione notevoli. La vicenda, tuttavia, assume, come in altri racconti precedenti, delle venature molto struggenti, grazie all'attenzione riservata non solo alla parte gialla, ma anche ai drammi dei personaggi. La soluzione del caso è semplice ma ingegnosa e l'epilogo dona al tutto un senso di amarezza e di melanconia molto espressivi, svelando come dietro i crimini, così asettici del mystery classico, si celino sempre tormenti profondi e strazianti.
THE OBLONG ROOM (2 STELLE) Tom McBern, studente universitario, è stato rinvenuto all'interno della sua stanza nel dormitorio a vegliare sul corpo del suo compagno di stanza, Ralph Rollings, pugnalato a morte nel petto. È un caso aperto e chiuso, in quanto il ragazzo è rimasto nella camera per tutto il giorno, non facendo entrare nessuno fino alla macabra scoperta. Dalle voci degli altri studenti, si apprende che Tom era talmente affascinato dalla personalità di Ralph che non avrebbe permesso a nessuno di ucciderlo. Ma allora perché lui lo ha ammazzato? E per quale ragione è rimasto 22 ore a sorvegliare il cadavere? Leopold, oltre a fare da poliziotto, qui deve entrare nei panni dello psicoterapeuta. Racconto che ha un suo mordente, dall'atmosfera inquietante, gotica, impregnata di un alone di malsano esoterismo, ma che non si rivela essere affatto un giallo. È esclusivamente un racconto gotico, che gioca sul labile filo tra la sanità mentale e la follia, che procura qualche brivido, ma nulla di più.
THE VANISHING OF VELMA (5 STELLE) La quindicenne Velma Kelty, salendo una sera sulla ruota panoramica del parco divertimenti della città (lo stesso che è apparso nel precedente racconto "The House By the Ferris"), è scomparsa nel nulla. Nonostante alcuni testimoni, tra cui il bigliettaio, l'avessero vista entrare in una delle cabine, non ne era più discesa. Che si fosse volatilizzata nel nulla? O sul parco incombe ancora la maledizione passata di Stella Gage? Casi complessi richiedono menti ingegnose per poter essere risolti e dunque il capo della polizia pensa bene di rivolgersi al Capitano Leopold, ormai avvezzo al luogo per la sua indagine di tre anni prima. Ma il caso si rivelerà ben più spinoso di quanto sembrasse, essendo coinvolti interessi anche di eminenti personalità politiche... Racconto straordinario, con una sparizione impossibile molto ben strutturata e iconica nell'ambientazione, risolta in maniera semplice seppur ingegnosa. Ciò che però rende pregiato il racconto, oltre all'accorta costruzione dell'enigma, è il sottofondo amaro e triste che percorre tali vicende, che culmina in un finale crudo, quasi da hard-boiled per la consapevolezza di una società corrotta e degradata. Grande risalto è dato a Leopold che, coerentemente con il freddo realismo che la trama diffonde, emerge non solo quale risolutore di misteri inspiegabili, ma anche come figura che avverte il peso insostenibile dei casi che gli vengono affidati e delle loro frequenti implicazioni che infondono in lui un pessimismo esistenziale quasi totalizzante. Un racconto potente, sottile, corrosivo e toccante.
THE RAINY-DAY BANDIT (4 STELLE) La città di Monroe è terrorizzata da un criminale, soprannominato il "bandito delle giornate di pioggia", che ha il vizio di derubare negozi, banche e uomini facoltosi nei giorni particolarmente uggiosi. In uno dei suoi furti, però, ci scappa apparentemente il morto: si tratta di un assicuratore, James Mercer, ucciso da colpo di pistola in un vicolo. Che sia stata opera del bandito, oltre al fatto che il delitto sia avvenuto mentre pioveva, sembra provarlo l'assenza del denaro che aveva riscosso dai suoi clienti poco prima di morire. Dunque neanche questa volta Leopold può riposarsi, lasciando la faccenda alla cura dell'Unità addetta ai furti, e deve necessariamente entrare in scena. Ma la verità dietro queste rapine armate sarà più vicina di quanto possa apparirgli... Racconto molto complesso, più articolato dei precedenti, pieno di false piste, enigmi secondari e ammiccamenti maliziosi (e capziosi) ai motivi ricorrenti del genere. Qui il tono si fa più leggero e dinamico, domina maggiormente l'azione pur non disdegnando la deduzione. La soluzione ai vari misteri è ottima, con un colpo di scena nell'epilogo un po' prevedibile ma buono.
THE ATHANASIA LEAGUE (4 STELLE) "Athanasia League" è una sorta di pensione per anziani benestanti, ma ha una particolarità che la fa spiccare tra le altre: il dottor Libby, che la gestisce, promette infatti a coloro che vi risiedono l'immortalità. A quanto pare però, il dr. Libby deve ancora lavorarci su, dato che uno dei membri della comunità pseudo-religiosa, Mrs Peachtree, è stata rinvenuta assassinata, con un coltello da cucina nel cuore. Leopold deve investigare in questa strana comunità per svelare la verità dietro le illusioni metafisiche del dr. Libby. Racconto molto carino, tanto metafisico nella narrazione quanto nel contenuto da farlo accostare quasi a Chesterton, specie al suo meraviglioso racconto "La forma sbagliata". La soluzione ben si conforma al contesto, con un indizio davvero palese ma ben nascosto nella sua ovvietà. Un bel racconto onirico, in cui si riflette sul senso della vita, della morte e delle illusioni che spesso l'uomo si costruisce per non affrontare la realtà dei fatti.
END OF THE DAY (5 STELLE) Leopold ha affrontato tanti duri casi, tanti dolorosi momenti, ma nulla supera la sofferenza e la tristezza nel vedere un proprio amico e collega arrestato per omicidio: il sergente Roger Fleming è stato infatti notato da molti testimoni mentre sparava a sangue freddo in testa ad un uomo dal finestrino della sua macchina parcheggiata fuori dall'autostrada. Il fatto ancor più strano è che Fleming rifiuta di parlare del perché del suo atto da folle. Alla fine della giornata, forse tra le più lunghe ed estenuanti mai vissute, Leopold scoprirà una verità ancor peggiore delle apparenze. Racconto fantastico, cupo, pieno di ipotesi via via scartate, di vicoli ciechi e trabocchetti. Il caso si impernia sulla stranezza di eventi che sembrano non avere alcun senso, alcun legame logico tra di loro. La soluzione è sconvolgente, intelligente e astuta e tinge questo racconto di un'amarezza incredibile, assimilabile ad un pugno nello stomaco, nel constatare la bassezza in cui spesso può cadere l'animo umano.
Hoch è famoso per aver scritto centinaia di racconti, sicuramente il suo personaggio più utilizzato(presente in circa settanta dei racconti) e popolare è il capitano Jules Leopold, capo della squadra omicidi della polizia di una non meglio specificata cittadina dello stato del Connecticut (ma, nei primi racconti, ha lo stesso ruolo in un distretto di polizia di New York), evidentemente ricalcata su Rochester, città natale di questo autore. A me questa raccolta, che unisce una ventina, i più famosi e meglio riusciti, di questi racconti, è piaciuta moltissimo. Non sono solo gialli (peraltro ottimi, con la capacità in poche pagine di costruire whodunit o howdunit magistrali e di gestire colpi di scena inaspettati anche da un lettore esperto ed esigente come me) ma veri e propri racconti drammatici in cui si analizzano i temi del male e della morte, violenta o meno. Per alcuni aspetti ricordano i racconti di Chesterton con padre Brown protagonista, con la differenza che se Chesterton faceva emergere la sua fede cristiana, Hoch ci restituisce uno sguardo disincantato e duro sul crimine e sulle sue conseguenze, lasciando nel lettore sgomento e amarezza. Per altri aspetti, Jules Leopold ricorda il suo omonimo Maigret, creato da Simenon, in particolare la capacità di entrare in sintonia con i sospettati e comprenderne motivazioni e carattere. La raccolta, unendo racconti scritti in tempi diversi, permette poi di assistere allo sviluppo del personaggio, che conosciamo giovane e ritroviamo poi maturo, e delle sue vicende private, solo accennate ma significative, con un matrimonio sfortunato e una Mrs Leopold che dopo pochi anni lo lascia solo, senza figli e troppo segnato per impegnarsi di nuovo sentimentalmente. Particolarmente significativi in questo i racconti The reunion, dove indaga su un cold case ai tempi dell’esame di maturità e ritroverà i suoi compagni delle superiori, alcuni professionisti di successo, altri con una vita diversa da quella che avevano sognato. Captain Leopold goes home, con il ritorno di Leopold al suo paese natale, nelle campagne dell’Ohio. E soprattutto The Leopold closed room, con il tragico reincontro fra i coniugi Leopold Altro tema ricorrente sono personaggi in qualche misura “diversi” e ai margini della società, descritti in modo efficace, come gli artisti circensi di Circus. La “strega” di The house by the ferries (un personaggio che mi ha fatto davvero commuovere) o lo stravagante protagonista di The Atanasia league Merita una menzione speciale The oblong room, vincitore di un premio Edgar, che esce dal genere giallo che caratterizza il resto della raccolta, e si rivela essere un vero e proprio racconto gotico, che ho trovato particolarmente inquietante ed efficace L’unico difetto di questa raccolta è che non è mai stata tradotta nella nostra lingua. Se leggete in inglese, ve la consiglio di cuore.
The cases are sound enough but the writing is simplistic. Sordid cases of sex, drugs, violence and underage girls; deaths pointless and unplanned. I guess you'd call it Realism.
Thinks: A true friend doesn't say, "Why did you do it?". He says, "I'm sorry Captain, but it doesn't look good."
I'm probably not the only reader who fell in love with one of Hoch's stories in an anthology and was frustrated not to be able to find more by this talented writer. For me, it was the "The Jersey Devil" in Alfred Hitchcock's "Having a Wonderful Crime." Searches in libraries, used book stores, and (for a long time) on Amazon yielded nothing. Even the "Mystery Megapacks" ignore Hoch completely (copyright issues?)
Now Kindle editions of his novels and collections are available and I found this one which features Captain Jules Leopold, a cop who's both by-the-book and quietly imaginative. According to the fascinating forward and the obituary I found, Hoch published almost 1,000 short stories between 1955 and 2008 (his death.) He wrote only four novels, but was such a prolific producer of stories that Ellery Queen's Mystery Magazine frequently contained two of his stories, one under his own name and one under a pen name.
Unlike Rex Stout and others, he didn't stick with one detective, but published multiple stories about several detectives. Captain Leopold is considered to be his "normal" one, since the others include a Westerner who may be a reincarnation of Billy the Kid, a spy, a tech wizard, a professional thief, a retired doctor, a man who claims to be 2,000 years old, and a Gypsy King. I lean toward no-frills detectives myself (Hammett's Continental Op being the gold standard for me) which is why I was so taken with Captain Leopold in "The Jersey Devil."
Leopold's appeal isn't easy to explain. He's modest and unassuming, always considerate of his subordinates, and cooperative with his colleagues. He's an honest cop, but doesn't lose any sleep over the ones who take a bit of grift. Unlike Perry Mason, he ages as the stories go along, starting out as a middle-aged man and being close to retirement toward the end.
He's a loner and consecutive stories explain the circumstances that left him with little but his career and warm friendships with a couple of his subordinates. He has an unusual understanding of human strengths and frailities and how they influence behavior. He's far from being an avenger, but he feels a responsibility to the victims he encounters. His most prominent characteristic is curiosity and once a puzzle is presented to him, he'll wrestle with it mentally until he has it solved to his own satisfaction.
There are nineteen stories in this collection and I liked them all. The combination of plodding police procedures and Captain Leopold's quirky style and intuitive hunches is irresistible. The bad news is that this is all there is of Leopold for the time being. Leopold was Hoch's favorite character, featuring in over seventy stories. But while Hoch published multiple collections of stories about Nick Velvet (professional thief) and Simon Ark (the 2,000-year-old man), there is only one collection of Captain Leopold stories.
Will some benefactor mine old magazines and collect other Leopold stories for Kindle collections? I will wash that person's car for the rest of my life, if that's any incentive. I think these stories are some of the most satisfying I've ever read and I hope to be able to read more of them before I pass into oblivion.
I was first turned onto Hoch by one of his novels, oddly enough, given that he’s the king of short stories. It didn’t knock my socks off but when I read them his Simon Ark stories did. Then his Dr. Sam Hawthorne stories knocked off my next pair of socks. I was a boa fide, Hoch fan.
I knew by then, of course, that Ark and Hawthorne were just the tip of the iceberg but I wasn’t sure his other detectives would interest me as much. Then I read a Captain Leopold story. Now I’m a Leopold fan, too. I guess there are around 108 Captain Leopold stories. A lot compared to Ark’s 61 and Hawthorne’s 72.) Like his stories of his other series detectives, the Leopold tales take the place over decades of real time and part of the fun is seeing how the characters arc. It’s a unique feature, I’d say. If not unique, Hoch does it best.
Reach for Simon Ark if you want (possibly) supernatural crime, Hawthorne for impossible crime, and Leopold for police procedural crime. Don’t let the procedural part fool you. These stories aren’t boring, paint-by-numbers cop stories. Hoch is too clever for that. Highly recommended.
(Leopold’s Way can be found for about fifty bucks, and the ebook just a fraction of that.)
Edward D Hoch is a master pf short detective stories. He also has many detectives. This book features captain Leopold.the inventiveness of Hoch is simply amazing. And he always manages to surprise me with his solutions. Very good.
A lovely compilation from one of the most prolific -- and one of my favorite -- short story mystery authors. The only thing that was a little difficult was reading about how bleak Leopold's life sometimes was, which was more obvious with so many of the stories together in one volume.
Finish date: 20 June 2025 CF Short Stories ( 19) Reading time: 10 hrs Rating: A+++++
Quick Scan: Leopold's Way: 19 detective stories (1985) Edward Dentinger Hoch (1930 – 2008) In 2001, Hoch was named a Grand Master by the Mystery Writers of America, ...the first time a Grand Master was known primarily for short fiction rather than novels. Although he wrote several novels, he was primarily known ...for his vast output of over 950 short stories. I want to read them all!!
Good News: Circus - 22 min - good Death in the Harbor - 39 min - very good! A Place for Bleeding - 34 min - short, sweet and very good! Reunion - 50 min - good detective work....! The House by the Ferris - 26 min - ...not so good. The Oblong Room - 17 min - strange...but good. The Vanishing of Velma - 37 min - very good! (where's Velma?) The Rainy Day Bandit - 30 min - good, but not real murder investigation. The Athanasia League - 36 min - clever turn on events in this case! End of the Day - 47 min - super complex....very good! Christmas is for Cops - 17 min - murder within the ranks! The Jersey Devil - 17 min - not great....but still worth reading. The Leopold Locked Room - 25 min - "locked room"murder! A Melee of Diamonds - 30 min ...stash of diamonds..."verschwunden" ! - very good! Captain Leopold Plays a Hunch - 27 min...excellent! "You can't invent a murder where none exists." Captain Leopold and the Ghost-Killer - 32 min - ..a ghost? How does Hoch think up these plots? Captain Leopold Goes Home - 36 min...wow, I did not see THAT coming! No Crime for Captain Leopold - 15 min ...quick and simple. The Most Dangerous Man Alive - 52 min...saving the best for last? ....solving the puzzle master's challenge.
Personal: Strong point: ...characters and the dialogue are always snappy and clever. Strong point: …the craft of writing as the art of thinking. How does Hoch think up these plots? Strong point: ...quick hooks and deep characters. Strong point: ...setting in Leopold's Way—typically a Connecticut town, often called Monroe. The city oozes a sense of order and routine, reflecting the daily life of a police department, ...but ironically each story is permeated by an undercurrent of danger and unpredictability. You can work through a single story over a cup of coffee or immerse yourself ...more deeply by consuming a few in a longer sitting.
So this book was a no-brainer for me ...19 stories written by this talented man, E. D Hoch ...who you probably never heard of. Rarely do I read a collection in which every single story is a HOME RUN! #MustRead this Gem!