Qu'est-ce qui est le plus dangereux pour l'État italien ? Les Phalanges armées qui veulent restaurer les valeurs de l'Occident chrétien grâce à une bande d'allumés aux crânes rasés, ou la stupidité du seul flic qui s'attaque à elles ? C'est assurément l'inspecteur Coliandro le plus redoutable, mais sa navrante incompétence alliée à sa consternante vantardise finissent par décourager le mal à défaut de le vaincre. Pas la moindre trace de grandeur chez l'inspecteur Coliandro, simplement une bêtise et une obstination si humaines qu'elles finissent par forcer la compassion.
Cialtrone, sconclusionato, impulsivo, politicamente scorretto, maschilista, istintivo, razzista e – diciamocelo – un po’ ignorante, ma anche ironico, onesto, tenace, vivo. Questo è Coliandro. L’intreccio non è dei migliori di Lucarelli, ma mi piace la sua prosa semplice e l’ottima caratterizzazione dei personaggi. Quattro stelle sono una specie di media tra le tre e mezza al libro e le cinque e mezza a Giampaolo Morelli.
Mmm... ho l’impressione che mi rimarrà ben poco di questo racconto, tranne forse la descrizione del personaggio (parole di Nikita, alias Simona, pezzo forte di questa storia): Brutto fanatico d’uno sbirro scemo, esaltato, coglione, stronzo e... Ecco, tutto questo è Marco Coliandro: un protagonista che ispira rabbia e tenerezza allo stesso tempo, perché tutto sommato è un bravo ragazzo, onesto, ma ottuso... completamente inadeguato al lavoro che svolge, per il quale possiede una sola qualità: la prepotenza. E la prepotenza spesso genera guai; i guai portano all’azione, l’azione alla violenza... troppa in questo caso. Vabbè... è un noir... ci sta! 2,5/5
Rimane invariata la mia simpatia per il personaggio televisivo, imbranato e pasticcione (abilmente interpretato da Giampaolo Morelli).
Se mi fate vedere un film o una serie tv tratta di un libro, mi sentirete gridare a gran voce "Il libro è migliore!". Sono la portabandiera de "il libro è migliore". Non c'è storia, i personaggi dei libri sono migliori, più completi, più sfaccettati, gli eventi sono approfonditi e non tagliati per esigenze di sceneggiatura o scenografiche: nel 99% dei casi libro batte pellicola 1-0. Nel 99% dei casi, appunto...poi c'è quell'1% di casi in cui anche io capitolo e ammetto che pellicola batte libro 1-0. Questo è senza dubbio un 1%. Coliandro, che qui non è neppure ispettore, è – a conti fatti – un povero idiota che non riesce a vedere un indizio neppure se ce l'ha sotto al naso, un misogino e un razzista della peggior specie (il che la dice lunga sul suo quoziente intellettivo), privo di un qualunque barlume di intelligenza e di ironia, che si crede pure sottovalutato dal resto del mondo e privo di quel fascino da sfigato-ma-bravo-ragazzo che vediamo in tv. In tutto il corso del racconto non fa assolutamente niente, se non lasciarsi investire e trasportare dagli avvenimenti, capace solo di reagire (senza peraltro raggiungere chissà che risultati) alle azioni degli altri, e fare collegamenti logici tra eventi e persone solo dopo che altri glieli hanno spiattellati in faccia. In tutto il libro prende una sola decisione – che neppure il più pivello dei poliziotti avrebbe preso – e come risultato (prevedibile, scontato) un suo amico viene ucciso davanti ai suoi occhi. *** Let me watch a movie or a TV series based on a book, you will hear me scream "The book is better!". I'm the standard bearer of "book is better". There is no comparison, the characters of the books are better, more complete, more multifaceted, the events are in-depth and not cut out for script or scenographic needs: in 99% of cases the book beats film 1-0. In 99% of cases... then there is that 1% of cases in which I admit that film beats book 1-0. This is undoubtedly 1%. Coliandro, who isn't even an inspector here, is - on balance - a poor idiot who can't see a clue even under his nose, a misogynist and a racist of the worst kind (which speaks volumes about his IQ), devoid of any glimmer of intelligence and irony, and he also believes to be underestimated by the rest of the people and he's not that loser-but-good-boy charm we see on TV. Throughout the course of the story he does absolutely nothing, except to let himself be invested and carried away by events, he's capable only of reacting (without however achieving great results) to the actions of others, and he makes logical connections between events and people only after others characters have clearly explained to him how things had gone. Throughout the entire book he makes only one decision - one that not even the most rookie of cops would have made - and as a result (a predictable one indeed) his friend is killed in front of his eyes.
Primo libro che leggo di Lucarelli e ne sono rimasto piacevolmente sorpreso. Lo stile è accattivante, veloce, senza pretese ma capace di incollarti alle pagine con piacere. Il personaggio dell'ispettore Coliandro è un personaggio grezzissimo, politicamente scorrettissimo ma sotto sotto dal buon cuore e con ancora un minimo senso della giustizia che lo spinge nelle sue azioni nonostante la misoginia e il razzismo occasionale della sua personalità, un antieroe ben caratterizzato.
Ma il motivo principale per cui questo romanzo, pubblicato nel 1993, è ricordato ad oggi è principalmente per la risoluzione di un celebre caso di cronaca nera italiana per cui il romanzo funse da anticipatore involontario . Ho adorato anche come man a mano l'atmosfera del romanzo si faccia cupa e nerissima mettendo seriamente soggezione. Non sono un grande appassionato di gialli ma Lucarelli è riuscito a convincermi oltre che come divulgatore anche come scrittore.
La Losangelizzazione della pianura padana La vicenda � un classico caso di merda che colpisce il ventolatore. Tutti al riparo. Un bolognese di quelli "bein mo dab�n!" (eh, davvero?) non avanzerebbe. Nemmeno un ispettore uscito dalla scuola di polizia con ottimi voti. La lista dei "nemmeno" � troppo lunga pertanto Lucarelli inventa Coliandro. Un reperto mesozoico, concentrato dei pi� vieti biechi e sdati stereotipi del violento rambesco maschilista razzista poliziotto cazzolunghista: irresistibile! Gi� nel difficile gli affianca (personaggio praticamente coprotagonista) una punketta tale Nikita che � nata come specchio simmetrico di Coliandro, si detestano a prima vista, costretti a coprirsi l'una l'altro per aumentare di poco le loro possibilit� di sopravvivenza.
Seconda avventura del sovrintendente Coliandro, coinvolto stavolta in un' indagine che coinvolge skinhead e altri loschi figuri al momento apparentemente sconosciuto. Quando i colleghi di Coliandro, che avevano arrestato lo skinhead muoiono, la situazione si complica. Ritorna anche Nikita, che viene nuovamente messa in pericolo da Coliandro, a causa della sua approssimazione. Il protagonista in questo secondo episodio non migliora, anzi traspare ancora di più la sua misoginia, il suo qualunquismo e la sua ignoranza fin quasi a rendercelo simpatico. Lucarelli scrive questo romanzo negli anni '90 prima della risoluzione del caso molto noto della Uno Bianca ma si avvicina molto alla verità storica e processuale della vicenda, quasi in modo profetico o forse grazie alla sua mente brillante e alla conoscenza di Bologna e dintorni. Romanzo breve ma estremamente avvincente, cruento e, per assurdo, divertente.
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Non si dovrebbe mai vedere la versione televisiva di un libro. In questo caso la versione televisiva è più coinvolgente, intrigante. Forse avrei detto il contrario se prima avessi letto il libro? Boh?
Azione e suspense condite con un mix di cialtroneria del protagonista, che non può non risultare simpatico al lettore. Questa volta Lucarelli ci mette anche qualche traccia di love story. Un mix a mio parere ben riuscito.
il personaggio più riuscito, più divertente, più dissacrante, più umano dell'intero panorama italiano ( e non solo) dei telefilm polizieschi. Ovviamente anche il più osteggiato, e non solo nelle storie, anche dai palinsesti televisivi. Se lo avete visto in tv sappiate che il libro è ancora meglio, se non lo conoscete correte a prendere un libro o a guardarvi una puntata. " Falange armata" fu un libro premonitore, scritto durante i fattacci della Uno bianca, Lucarelli scrisse questa storia pensando che le forze dell'ordine non fossero tutte integerrime e fedeli al distintivo. Il finale del libro sembra prender spunto dalla realtà, in realtà si scoprì solo dopo chi fossero gli appartenenti alla banda dell'uno bianca. Al di là della critica alla polizia, e della Bologna di sfondo, il motore è senza dubbio Coliandro, il poliziotto in grado di fare sempre la cosa sbagliata al momento sbagliato. E una nota anche per la comprimaria, un alterego che il povero Coliandro riesce malamente a gestire.
Storia banale e personaggi macchietta. Pensare che sia stata addirittura tratta una serie tv con un personaggio come Coliandro (anzi... Cogliandro), è una chiara dimostrazione del basso lvello della nostra televisione. Una stellina in più perchè il libro è scorrevole e per nulla noioso, ma i gialli ed i thriller sono un'altra cosa.
Un Lucarelli diverso dal solito, con una scrittura diversa dai romanzi di De Luca e della Nigro, ma non per questo meno godibile. Chi ha la nostra età troverà i segni della propria gioventù, e si godrà ancora di più questo romanzo breve. Copiando mi piace e, dopo la piacevole introduzione di "Nikita", la sua sfiga da coglione (ha ragione il questore
Che Carlo Lucarelli non sia un grande scrittore l'ho capito fin dal primo libro che ho letto: eppure provo sempre piacere a leggerlo. Qui quel pasticcione del sovrintendente Coliandro insieme alla giovanissima Simona (Nikita) non ci fa una gran figura ma la simpatia della coppia è fuori discussione e la Bologna cupa dei primi anni novanta mi fa ancora soffrire al ricordo!
Primo libro di Lucarelli che leggo. Un' po troppo "di azione" per i miei gusti,intravedi appena i personaggi, riesci comunque ad odiare a provare contemporaneamente pena per Caliandro.
Premetto di non aver mai visto un episodio della serie TV "Coliandro" e soprattutto, volevo finalmente iniziare a leggere Lucarelli. Be' mi sono divertito nel leggerlo e nel giro di qualche ora è terminato. Il lavoro è buono, stile non molto scorrevole ma appropriato al personaggio. Perciò lo consiglio e passo al prossimo.