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Étymologies: Pour survivre au chaos

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99 parole per riappropriarci del mondo.

99 parole per ritrovare una voce che altrimenti rischia di farsi troppo flebile e perdersi tra la fretta e la sciatteria di questo nostro nuovo secolo.

99 parole per ribellarci alla confusione e al buio che ci travolgono quando rimaniamo muti di fronte al presente.

99 parole per ritrovare noi stessi.

Andrea Marcolongo ha scelto le sue personali 99 parole. E di ognuna di esse, con eleganza e leggerezza e al tempo stesso infinita cura, ricostruisce il viaggio.

Le parole sono il nostro modo di pensare il mondo, il mezzo che abbiamo per definire ciò che ci sta intorno e quindi, inevitabilmente, per definire noi stessi. Ogni volta che scegliamo una parola diamo ordine al caos, diamo contorni e corpo al reale, ogni volta che pronunciamo una parola essa è riflesso di noi. Ci rivela. Senza il linguaggio non faremmo che brancolare scomposti nella confusione, incapaci di dire la realtà e ciò che sentiamo. Proprio per questo delle parole dobbiamo avere estrema cura. Sono un giardino da coltivare con pazienza ogni giorno, da mantenere fertile e vivo, fino alle sue radici.

Ma come ci si prende cura delle parole? Innanzitutto riappropriandoci della storia, appunto, delle loro radici, dei loro significati originari, seguendo il viaggio che un termine ha percorso per arrivare fino a noi, seguendo le sfumature di senso, gli slittamenti che nel corso dei secoli e attraverso i luoghi esso ha subito, ricostruendo così la storia di noi e del nostro leggere e rappresentare il mondo. Tutt'altro che sterile e fine a se stessa è dunque l'arte di ricostruire le etimologie. È lente per mettere a fuoco chi siamo stati, chi siamo. E chi vogliamo essere.

Quanto ha viaggiato una parola prima di arrivare fino a noi? Da dove è partita? Quanti luoghi ha toccato influenzando altre lingue e quanto è stata a sua volta modificata? Forse non c'è lezione migliore di quella che ci offrono le parole, per loro natura «viaggianti», che di movimento e mescolanza da sempre fanno una ragione di sopravvivenza.

Andrea Marcolongo, nata nel 1987 e laureata in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Milano, è una scrittrice italiana attualmente tradotta in 27 Paesi. Autrice de La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza, 2016) e de La misura eroica (Mondadori, 2018), scrive per TuttoLibri de «La Stampa». Traduttrice dal greco, visiting professor presso l'Universidad de Los Andes di Bogotà e l'UNAM di Città del Messico e presidente 2019 del Festival de l'histoire di Blois, è stata finalista in Francia al Prix des Lecteurs. Ora vive a Parigi.

220 pages, Kindle Edition

First published November 19, 2019

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About the author

Andrea Marcolongo

36 books128 followers
Andrea Marcolongo, nata nel 1987 e laureata in Lettere classiche presso l'Università degli Studi di Milano, è una scrittrice italiana attualmente tradotta in 27 Paesi. Autrice de La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco (Laterza, 2016) e de La misura eroica (Mondadori, 2018), scrive per TuttoLibri de «La Stampa». Traduttrice dal greco, visiting professor presso l'Universidad de Los Andes di Bogotá e l'UNAM di Città del Messico e presidente 2019 del Festival de l'histoire di Blois, è stata finalista in Francia al Prix des Lecteurs. Ora vive a Parigi.

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1 star
17 (7%)
Displaying 1 - 30 of 42 reviews
Profile Image for Luca.
140 reviews1 follower
April 15, 2021
Parlare di etimologia senza essere vincolati dai standard accademici è un ottima idea per un libro, peccato che il prodotto finale è deludente.

La ricerca etimologica fatta dall'autrice è impressionante ma si mischia così tanto nelle sue digressioni che diventa difficile capire quali sia l'etimologia esatta delle parola e la sua evoluzione cronologica. Queste digressioni confondo e sono spesso così personali che si fa difficoltà a capire perchè sono state incluse. Allo stesso modo, le numerosissime citazioni presenti non hanno una funzione precisa e quindi rallentano la lettura e fanno sembrare l'autrice un'esibizionista culturale.
In poche parole, il potenziale di questo libro è stato sfruttato molto male.
4 reviews
June 17, 2020
J'ai commencé le livre car je suis passionnée d'étymologie. Et n'étant pas helléniste (mais Mme Marcolongo non plus, dès qu’on lit sur son CV qu’elle a un diplôme et elle a fait des traductions du grec pour son ex-copain Alessandro Baricco…) je me suis dit que j'allais apprendre beaucoup de choses, faire des allers-retours entre hier et aujourd'hui. Je n'ai pas fini l'ouvrage mais je ne suis pas sûre d'aller au bout ! Je trouve la pensée assez confuse, beaucoup de blabla, de répétitions, elle manque d'envergure intellectuelle. La narration mêle trop de choses différentes, des nombreuses digressions privées sans lien les unes aux autres, des anecdotes pas trop amusantes de sa vie aisée et vraiment peu sur l'évolution de la langue. C’est un type de storytelling qui confond l'essentiel et l'accessoire et porte sur l'antiquité un regard contemporain qui oriente la vie et les choix de l’auteure. Mais écrire, n'est-ce pas faire la liste des choix et des vertus de l’auteure! A vrai dire, je ne comprends pas grand-chose. Par exemple, pourquoi faire la traduction dans toutes les langues néolatines de chaque mot ? Pourquoi s'attacher au style épique alors qu'elle en manque singulièrement ?
L'auteure est enthousiaste, mais ce livre n’est pas forcément passionnant.
« Les portes existent surtout pour être ouvertes, pour accueillir et laisser entrer la lumière, le vent, les autres. ». Et bien… cette phrase vient du livre précédent de Marcolongo « La Part Du Héros » !!
« Notre langage est devenu pauvre » bah oui, elle fait du recyclage de ses mots !
Profile Image for Federica.
21 reviews
April 2, 2020
Che delusione per una maniaca dell’etimologia come me. Libro confuso e pieno di digressioni moraleggianti. Non ho niente contro le digressioni, le adoro, ma bisogna saperle fare. Più di una volta sono andata a cercarmi da sola l’etimo delle parole di cui parlava l’autrice perché in mezzo ai voli pindarici il succo del discorso andava completamente perso
Profile Image for محمد نجابتی.
Author 9 books140 followers
June 15, 2022
J'envie la confiance en soi de l'autrice. Il faut beaucoup de courage pour publier de telles bêtises!
Profile Image for Claudia.
101 reviews15 followers
September 17, 2020
Il libro dei bacetti perugina. Soldi spesi male.
Profile Image for Rayco Garcia Perdomo.
36 reviews2 followers
July 10, 2024
Peor que "la lengua de los dioses" por una sencilla razón: es más largo y más enrevesado. Moñas, sensiblero y poco contrastado.
Y lo peor de todo es que no sirve para sobrevivir al caos.
Profile Image for Saru.
197 reviews4 followers
February 26, 2023
Hacía muchísimo tiempo que no sufría leyendo un libro, especialmente porque soy cabezona y no me gusta dejar libros a medias (pero lo que hubiese ganado en salud y tiempo...).
Es una sucesión de datos inconexos con alguna que otra anécdota interesante. Un libro cuyo único motivo de ser es "quiero escribir sobre algo que me parece interesante pese a no dominar/conocer el tema (el estudio etimológico) pero voy a hacerlo para todos los públicos (craso error) y por lo tanto dejaré de lado la calidad y el rigor lingüístico" (lo último puede deberse a no tener ni puta idea de cómo llevar a cabo estudios etimológicos o de lingüística histórica).
Por mucho que me flipe la lingüística histórica (y sea un campo que haya estudiado bastante), tengo MUY claro que a partir de ahora voy a huir de cualquier "best seller" sobre etimologías (que por suerte o por desgracia se están multiplicando últimamente) o sobre lingüística en general.
Joder, está dando por hecho cognatos y reconstrucciones que ni los propios lingüístas históricos aseguran porque no es una ciencia infusa. Madre mía, llevo 5 años intentándome especializar en este campo y me siento una ignorante sin capacidad de aseverar nada y esta mujer, desde su ignorancia, afirma las cosas como el mayor académico.
Profile Image for Jessica.
312 reviews102 followers
March 1, 2020
99 Etimologie che trascinano con sé storie, aneddoti, ricordi e altrettanti vocaboli, etimologie, lingue diverse.
A volte le parole sembrano mancarci, non riusciamo a esprimerci con chiarezza eppure loro sono sempre lì, a ricordarci che c'è sempre un modo per raccontarsi.
Questo libro mi ha fatto fare pace con le parole e forse anche con me stessa.
Profile Image for Federico Carciaghi.
109 reviews2 followers
May 30, 2020
Scavare all'origine delle parole, un dizionario minimo per imparare a dirsi, per a dare un senso alla nostra vita.
Etimi per ri-costruirci e ri-costituirci.
Parole che danno forma ai nostri pensieri, che identificano la diversità di ciascuno di noi.

«È il linguaggio a fornire ossigeno alla nostra presenza dignitosa nel mondo».
1 review1 follower
March 21, 2020
Un ininterrotto cazzeggio sulla vita, la morte e tutto il resto, cui fanno da asse portante le 99 etimologie. Personalmente non amo questa scrittura, tra Gramellini e la new age, ma è una questione di gusti, quello che veramente non perdono all'autrice è lo strafalcionismo, visto soprattutto che si impanca a filologa. Ci sarebbero molti esempi di quello che dico, ma mi limito a questi due. Ecco quello che scrive di Petrarca: "Lasso, che son! che fui! / La vita el fin, e ’l dì loda la sera. Così scrisse Petrarca nella canzone Nel dolce tempo de la prima etade. Parola tutta toscana e ormai desueta, lasso: si rimprovera – si accusa – di essere stato «pigro» e distratto, il poeta, quando la vita gli ha domandato di vivere «la prima etade» – quella gioventù che finiamo spesso per rimpiangere". Ora, basta leggere distrattamente la canzone per rendersi conto che Petrarca non è Leopardi: "lasso" non vuol dire "pigro", ma "stanco" o, come in questa canzone, "misero" (in questa accezione si trova in almeno 8 incipit del Canzoniere) e Petrarca, lamentando la sua attuale "miseria" dovuta al suo amore per Laura, si rimprovera di non aver perseverato nella sua giovanile refrattarietà agli strali d'amore.
La civetta, ora: "Saper vedere prima degli altri, preveggenza non data dal caso, dagli astri o dall’oroscopo, ma dalla capacità di sondare le tenebre dell’animo umano e di trarne un pensiero fattuale e attivo. La forza di pre-dire, ovvero dire prima degli altri, mentre tutti dormono, o se ne stanno muti. Questo è il compito della civetta, il rapace che sa vedere nel buio della notte. Ed esattamente questo è il compito della filosofia". Peccato che a riprova di questa affermazione l'autrice citi proprio il famoso passo della Prefazione ai Lineamenti della filosofia del diritto, in cui Hegel dice che l’interpretazione filosofica della realtà è possibile solo quando questa realtà è al tramonto: la filosofia è quindi come la civetta di Minerva che inizia il suo volo al crepuscolo. Esattamente il contrario del pre-dire.


Profile Image for Iara Gutiérrez.
20 reviews3 followers
December 13, 2021
Señora, aprenda Lingüística de verdad y deje de imaginar que todo en el lenguaje es mágico. Las frustraciones al psicólogo, porfa.
Esto no es un verdadero libro de etimología. Es una señora que si quiere escribir ensayo o contar sus frustraciones pues que lo haga pero que no lo llame etimologías porque de vez en cuando suelte alguna y además a su fantasiosa manera.
Profile Image for Justine.
1,474 reviews226 followers
dnfed
August 19, 2024
Je ne m'attendais pas du tout à ça. Le propos est assez confus, même si l'on tire parfois quelque chose d'un article. C'est dommage : je pensais vraiment en apprendre plus sur l'étymologie de manière fluide et agréable. Je le reprendrai peut-être plus tard.
34 reviews
July 28, 2020
ANDREA MARCOLONGO _ ALLA FONTE DELLE PAROLE
Che libro "entusiasmante" questo di Andrea Marcolongo. Da tempo non leggevo un libro con tale "diletto", esperienza sublime per un lettore dilettante quale sono. Mi sono divertito a utilizzare due etimi tra i 99 sui quali con grazia e leggera serietà immagino volare e posarsi la nostra scrittrice.

Sento già lo stridere delle unghie sui vetri, costante sensazione di arrampicarmi dove non sono capace quando mi metto a scrivere di libri che sono ben oltre la mia capacità di comprensione e di analisi. Perché lo faccio, con il rischio, anzi la certezza, di ammantare con gravose banalità libri che dovrei semplicemente commentare con un semplice e sincero "che bello"?

Forse perché stuzzicano un sentimento recondito, come se smuovessero qualcosa che è dentro nel profondo e che non trova, per povertà di linguaggio e idee, la possibilità di emergere.

Grandi sono questi libri, dico grazie a chi li scrive, che pur rivolgendosi all'universale, sa parlare con confidenza a ciascuno di noi.

Voglio citare dal libro alcune brevi frasi ( a fatica estrapolate da un testo che mi affascina dall'inizio alla fine):

"incendiare il reale e non accontentarsi delle sue ceneri, questo significa SENTIRE le parole che ci bruciano dentro. Smettere di essere aneddoti sfocati, e ricominciare a essere uomini e donne messi a fuoco - e a nudo."

"De-costruire una parola per ri-costruirci come esseri umani. Di fatto, sentirci pungere dentro da un significato che avevamo smarrito nelle pieghe della nostra memoria o nei musei di chissà quale passato e scoprirci pienamente vivi, ben saldi nel nostro presente"

"La lingua che parliamo, quella che abbiamo appreso fin dalla nostra infanzia e che da secoli qualcuno ha parlato prima di noi, serve a esprimere noi stessi in quanto esseri umani"

infine

"Gli etimi sono la cassaforte del nostro sguardo sul mondo"

Libri dotti come questo generalmente mi consentono di provare il piacere dell'ignoranza, sentendomi come un vaso riempito di humus e di acqua fresca, ma nel caso presente la sensazione è più complessa. Avendo studiato, in ere geologiche anteriori, latino e greco, qualche parvenza di ombra di rimembranza aleggia tra le mie sinapsi. La sensazione è come, se posso permettermi, ironicamente, il paragone, se mi trovassi nella caverna di Platone, dalla quale vedo le ombre etimologiche delle parole, di alcune solo, per carità, e con Marcolongo tolgo la patina che mi impedisce la piena conoscenza e riesco a vedere le figure complete alla luce.

Ho apprezzato anche lo stile e il tono. La leggera ironia non supponente (a volte in libri di dotti che vogliono apparire alla mano è artefatta ) e la, immagino reale, sincerità con la quale si pone nei confronti del lettore. L'immagine è quella di un dialogo che io situo per esempio su una panchina alla sera guardando il mare, nel quale due amici discorrono dei fatti della vita e una dei due svela il significato delle parole che usiamo per rappresentarci e rappresentare le nostre esperienze, rendendo più vivo e preciso il nostro interrogarci e raccontarci.

Può forse sembrare un panegirico questo commento al libro della signora Marcolongo. In realtà è scritto con la schietta sincerità di chi non dispone di molti strumenti critici di analisi (avrà sicuramente i suoi difetti, lascio a chi ha migliori frecce nella sua faretra la loro puntualizzazione). Io esprimo liberamente la mia "meraviglia", senza, come dice l'autrice citando Catone, cercare la sua fiducia - impossibile non conoscendoci - con chili di lodi.

A mio avviso un ottimo libro da leggere una prima volta tutto d'un fiato, e poi, tenendolo a portata di mano, un etimo al giorno, con maggiore lentezza.
Profile Image for Francesco.
Author 4 books86 followers
November 21, 2019
Andrea Marcolongo torna in libreria con “Alla fonte delle parole. 99 etimologie che ci parlano di noi” (edito da Mondadori, pp.300 €18), un libro che rivela e fa affiorare sulla superficie delle pagine, la nuda bellezza delle parole, la loro intrinseca bizzarria. Un viaggio etimologico alla radice della parola libertà, pungolando il lettore senza mai biasimarlo. Il suo libro d’esordio nel 2016, “La lingua geniale. 9 ragioni per amare il greco” (Laterza) è stato un grande successo editoriale con più di 100.000 copie vendute - tradotto in Spagna, Francia, Grecia, Olanda, Portogallo, Croazia, Germania, Corea e in tutto il Sud America – bissato con “La misura eroica” (Mondadori). Narratrice curiosa e giramondo, fra le sue nuove pagine rivela il suo legame molto forte con la Francia partendo dal debito di riconoscenza con l’autrice Jacqueline de Romilly, poiché non è ammessa la pigrizia nel giardino delle parole. «Occorre tagliare, seminare, innaffiare, rastrellare il nostro linguaggio ogni giorno, in ogni momento dell’esistenza». Da Amicizia e Verderame, da Tradire ad Amare, passando per Oriente e Occidente sino ad Avventura (e ovviamente, Linguaggio), Marcolongo ci invita dentro questo lexikón – già in corso di traduzione in diversi paesi - scovando e raccontando la «sentenzia» di novantanove parole, con l’invito a prendere consapevolezza, per riappropriarci delle parole, «usando le più precise, le più taglienti», ecco è questo il modo perfetto per raccontarci al mondo intero. E infine, ancora rivolta a noi lettori, ci invita a concederci il lusso d’essere bizzarri.
Profile Image for Antonio Gallo.
Author 6 books57 followers
January 5, 2020
Solo una donna poteva scrivere un libro del genere. Un libro che non lo si legge dall'inizio alla fine, sfogliando le pagine, e poi lo si richiude. Se le etimologie scelte sono 99, siate ben certi che da ognuna di esse ne sgorgano altre novantanove in una continua fioritura di idee, pensieri e riflessioni. Questo è il gioco delle parole, come le ciliegie, l'una tira l'altra, e il processo è sempre personale. La ragione è presto detta: la nostra identità è fatta di parole, che non sono come quelle di nessun altro. Nel momento in cui le conosciamo, le adottiamo, le facciamo nostre, diventano personali. Costruiscono il nostro io. Non a caso Auster ha scritto ed io ho adottato il suo pensiero come una identità personale: "Nessuno è stato mai me. Può darsi che io sia il primo." Tutto questo è dovuto alle parole che mi hanno costruito, sin da quando sono venuto al mondo, sino a quando questo "mio" mondo finirà. Con esso finiranno anche le mie parole. Non ho ancora letto il libro, queste sono soltanto alcune considerazioni di principio. I tag che ho assegnato al libro saranno la guida per una lettura guidata alla versione kindle che ho appena scaricato.
Profile Image for Maria Chiara  Calafato.
21 reviews
January 8, 2023
Ho apprezzato tantissimo l'idea e l'autrice ha, indubbiamente, condotto lunghissime e doviziose ricerche prima della stesura di questo libro. Il risultato, però, secondo me non è all'altezza delle aspettative.
Sono appassionata di etimologia e mi aspettavo riflessioni accurate sulle etimologie delle parole, sull'eventuale cambiamento di significato nel corso del tempo, sul rapporto tra quella parola e l'utilizzo odierno. Ogni voce è così confusionaria che, a volte, si perde persino l'etimologia. Le citazioni sembrano inserite per ostentare il bagaglio personale, in quanto spesso non si legano bene. Lo stesso discorso vale per gli aneddoti personali, eccessivi numericamente e per estensione.
Le riflessioni che accompagnano le parole non sono sempre profonde. In alcuni punti ho avuto l'impressione di leggere una raccolta di aforismi.
Probabilmente scegliere di raccontare la storia di 99 parole è stato un azzardo.
Peccato.
Profile Image for Magnolitaz.
375 reviews13 followers
August 12, 2020
“Nulla più del linguaggio ha la forza e il talento di dare forma alle cose e di plasmare la realtà. Alla sciatteria, il dire è cura e contravveleno. Necessario è dunque ribellarci alla pigrizia verbale, che è sempre sintomo di pigrizia intellettuale - fare un po’ di movimento, perché ogni rivoluzione passa attraverso la lingua.”
Profile Image for Camilla Pruccoli 🎃☕️🪄.
216 reviews16 followers
January 16, 2023
Interessante e dolcissimo (può un libro di etimologie essere dolcissimo? evidentemente sì); eppure incompleto (per un appassionato e/o linguista, che qui si ritroverebbe a galleggiare dentro uno stadio superficiale della materia).
Infatti, mi sentirei al massimo di consigliarlo ad un lettore a digiuno da conoscenze linguistiche ed etimologiche; lettore che abbia eventualmente pure la necessità di ritrovare tra le pagine di un libro un po' di fiducia nella speranza e in sé stessi. Dico questo perchè le 99 etimologie raccontate nel testo sono una scusa per fare poco più di una chiacchierata, una riflessione sentimentale sugli aspetti della vita più mastodontici e sull'importanza di ridare centralità alle parole che usiamo quotidianamente per definire e definirci, conoscere dentro e fuori.
Lungi da me passare per la "bacchettona" (non vorrò mai esserlo) che giudica il libro da buttar via solo perché superficiale nella sua trattazione. Il libro, comunque, si consulta con facilità e risalta la sensibilità dell'autrice per il linguaggio e la sua affascinante responsabilità, il suo essere "dono" per le possibilità dell'intelletto.

Appunto stilistico: la scrittura della Marcolongo – che avevo molto apprezzato in "La misura eroica" – qui si fa a mio giudizio molto sdolcinata e melensa, al punto da risultare a tratti dispersiva e distratta. Non sono certa di aver reso l'idea, ma consultando il libro (ho fatto salti qua e là per i capitoli, ognuno corrispondente ad una etimologia) ho avvertito l'autrice in una trance talmente entusiastica nell'esprimere il suo amore per le parole che spesso ne ha perso la linearità formale e la limpidezza compositiva.

Ad ogni modo, viva gli innamorati!
Profile Image for Gaia.
278 reviews2 followers
August 22, 2021
8!
99 etimologie che parlano di noi.
Le parole sono il mezzo che abbiamo per descrivere il mondo che vediamo e noi stessi.
“Le parole sono un giardino da coltivare con estrema cura “.
“ Senza parole siamo elisi dalla realtà “.
Il concetto di ipocognizione viene spiegato come condizione di essere condannati a “conoscere meno”, ad essere meno consapevoli poiché sprovvisti di parole. “
La conoscenza degli etimi e’ un rimedio per non restare sopraffatti di fronte all’immensità del sentire.
L’autrice ha scelto di ordinare le parole in capitoli ricorrendo ai colori greci le cui nuance “ rimandano più alle percezioni umane che allo specchio cromatico comunemente inteso”.
Ho scelto di leggere questo libro con quel desiderio della scoperta: dopo l’introduzione ho scelto di aprire casualmente il libro e ho lasciato che le parole scegliessero me, e poi per il principio della reciprocità le ho scelte qualcuna io dall’indice.
Raccontare partendo dall’etimologia la vita della parola crea la narrazione di un viaggio prezioso e magico.
Grazie all’autrice per l’apertura di nuovi orizzonti!
Profile Image for Germán Moya.
689 reviews151 followers
August 26, 2021
Como con otras obras de la autora, se transmite tanta emoción y fervor por las palabras que es difícil que no se impregne de ese cariño al lector. Puede resultar por momentos saturada. La autora quiere decir tanto de cada ético recogido en este lexicón que conviene pararse y leer poco a poco. En cuanto a la traducción, debería mejorarse la traducción de algunos adverbios del italiano. Por lo demás, me ha gustado mucho. Hay erudición. Hay filosofía y pensamiento de la autora proyectado en las definiciones pero hay, por encima de todo, mucha pasión por algo tan hermoso como la etimología y la evolución de las palabras. Es muy ameno y divulgativo.
Profile Image for Carmen Álvarez.
49 reviews
January 10, 2022
Andrea vuelve a hablar del lenguaje de manera fascinante al igual que con la Lengua De Los Dioses. Este libro me pareció precioso porque no solo va por las etimologías de una manera puramente filológica, sino que va más allá y habla de las palabras de una manera humana también. Además, me encanta como escribe, se nota que ama la lengua.
Profile Image for EMILIO SCUTTI.
241 reviews22 followers
March 8, 2021
Testo interessante, scritto con passione e amore per le parole. Un libro che ci insegna molto sul significato e sul l’importanza delle parole ci educa a trattarle e ad usarle, partendo dalla loro storia, per ricordarci la bellezza ed il miracolo del linguaggio umano .
Profile Image for pepa ✦.
85 reviews
April 15, 2022
Leerlo todo seguido a veces se hacía un poco cansino pero los ensayos son preciosos :')
Profile Image for Molsa Roja(s).
844 reviews31 followers
January 1, 2023
Las etimologías están y es interesante, pero el formato del libro per se no contribuye en absoluto a vislumbrar un camino, a despejar ese caos léxico.
5 reviews
January 5, 2023
Brillante

Excellent take our hand through the language and arrive at new concept of our inner world. Really was a pleasure
Profile Image for Hélène.
64 reviews1 follower
January 17, 2023
Ho letto questo libro in più di un anno.
Soggiornava sul mio comodino e si prestava alla lettura di un'etimologia per volta. Con calma.
Marcolongo, ne "La fonte delle parole" mette a disposizione la sua conoscenza e le sue esperienze per condurci nella sua lettura di mondo.
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