Tamachi è uno dei protagonisti di questo volume: un uomo di grande integrità e correttezza che, di fronte alla frottole raccontate dal suo capo, decide che, in buona coscienza, non può restare alla centrale elettrica e far finta che vada tutto bene. Eppure non si sente pronto per tornare a fare il lavavetri, anche se tutti sono pronti ad accoglierlo a braccia aperte. Ma quando il peggio sembra avverarsi e la centrale elettrica va a fuoco, Tamachi affronta le fiamme per salvare i colleghi e cercare la sua redenzione personale per non essere riuscito a salvare Aki, il padre di Mitsu. E quando tutto sembra essere perduto, beh, forse anche per lui arriva il momento di superare il suo senso di colpa e tornare a casa.
Mitsu, nel mentre, affronta le sue paure: l'idea di andare sulla Terra lo affascina tantissimo, ma non vuole rinunciare per sempre ad un lavoro che ama e che lo fa stare bene. Il problema è che l'ideatore di tutto il progetto è un soggetto un po' strano e temo che la sicurezza di Mitsu non sia la sua priorità numero uno. Anzi. Nishimaru è in cerca di vendetta contro un sistema ingiusto, che ha distrutto la sua vita, un sistema che lo considera un essere di poco valore solo perché nato nel livello inferiore: un sistema in cui il privilegio la fa da padrone, in cui i diritti delle persone sono direttamente legati alla loro classe sociale. E così, nel mezzo del panico creato dall'incendio alla centrale elettrica, lui contribuirà a inasprire ancora di più il conflitto di classe, sacrificando una vita innocente.
Il prossimo sarà l'ultimo volume. Chissà come si concluderanno le vicende di Mitsu & co.