Altro che Dracula e Frankenstein.
L'essere umano può essere più spaventoso di qualsiasi mostro della fantasia.
Questa è la storia di un "essere tutto natura" che, fra il 1918 ed il 1924, massacrò ventisette giovani, con i quali aveva avuto rapporti sessuali, azzannandoli alla gola e bevendone il sangue.
La cosa più spaventosa? Che ventisette sono solo le vittime certe. Potrebbero esser state molte di più.
Haarmann, infatti, ammise innanzi alla Corte che lo giudicava, che potevano "essere trenta come quaranta" le sue vittime.
Lessing ha il coraggio di scendere nell'inferno dell'animo umano, nel punto più basso.
Da qui, Satana lo si guarda da sotto. E ne fuoriesce con una rappresentazione di una "umanità dolente, distrutta dal lavoro, fiaccata, inaridita, oppressa" che non può non condividere una parte di colpe con il Lupo Mannaro.
Perché la Colpa è di Haarmann, ma anche di quelli che nulla hanno notato.
Del funzionario, del poliziotto che non hanno dato peso alle denunce di smarrimento, alle lacrime, alla paura dei genitori.
Consigliato.
"Tutti insieme seguiamo, partecipi della sorte di quei genitori, genitori anche noi, la bara della gioventù che non è sbocciata per colpa nostra."
"Haarmann. Storia di un lupo mannaro.", Theodor Lessing, 1925.