Uno strano caso per il commissario Calligaris È la settimana che precede il Natale, festività che Adalgisa Calligaris, commissario di polizia di Rivorosso Umbro, odia con tutte le forze. La cittadina è alle prese con i frenetici preparativi per la vigilia. Ma qualcosa è destinato a scuotere l’idilliaca atmosfera natalizia. Vicino alla casa di Agata Ravanello, una donna anziana che vive con il marito malato di Alzheimer, viene ritrovata una valigia che contiene un cadavere fatto a pezzi. Di chi si tratta? E perché l’assassino ha deciso di sbarazzarsene nei pressi dell’unica casa sperduta in mezzo ai boschi di Passonero? Adalgisa dovrà affrontare un’indagine molto complicata, che vede coinvolti i personaggi più bizzarri: una blogger, una cartomante, un professore di storia medievale e l’immancabile ispettore Corvo. E stavolta il proverbiale intuito del commissario Calligaris sarà messo a dura prova da una vicenda in cui vendette e bugie si intrecciano ad antiche superstizioni. Intricato, geniale, irresistibile Un nuovo caso per il commissario Calligaris Hanno scritto dei suoi romanzi: «Sensibilità, intuizione psicologica e profonda umanità permettono alla protagonista di risolvere i casi. L’autrice ha saputo rendere veri e credibili i suoi personaggi.» «Fino all’ultimo tante ipotesi, tanti sospetti e una soluzione inaspettata che non si era presa in considerazione. Davvero bello!» «Più leggo i suoi romanzi più mi piace. Un giallo leggero ma intrigante: spero di leggere ancora del commissario Calligaris!» «Ben fatto, ben scritto, scorrevole e con il colpo di scena finale.»
Alessandra Carnevali è nata a Orvieto ed è laureata in Lingue. Nel 1996 si diploma come autrice di testi presso il CET di Mogol. Ha partecipato, in veste di autrice, al Festival di Sanremo 2002 con il brano All’infinito eseguito da Andrea Febo. Scrive romanzi, racconti e poesie. Nel 2007 è la prima blogger ufficialmente accreditata al Festival di Sanremo. Dal 2005 al 2012 ha curato online il blog Festival, sulla musica italiana e Sanremo, per il network Blogosfere. Dal 2007 si occupa di promozione web per eventi e artisti emergenti. La Newton Compton ha pubblicato Uno strano caso per il commissario Calligaris, libro vincitore del Premio Ilmioesordio nel 2016.
Quinto episodio della serie del commissario Adalgisa Galligaris; un giallo insolito, con risvolti storici o pseudo-tali ed investigazioni a tutto spiano, per venire a capo del misterioso ritrovamento di un cadavere smembrato di una giovane donna. In un paesino come Rivorosso dove non succede mai nulla, figuriamoci il trambusto!
L’autrice, Alessandra Carnevali, è brava a rendere sempre piacevole e coinvolgente la lettura, con il tema della festività natalizia sullo sfondo delle frenetiche indagini, nonostante la protagonista sia fortemente allergica al Natale ed ai suoi odiati risvolti festaioli.
Ironico, anche se talvolta poco credibile (c’è anche la ricerca del Santo Graal), si conferma una lettura leggera che non delude.
Sempre più intriganti e, per certi versi, più originali questi casi che avvengono a Rivorosso Umbro, che questa volta vede il cadavere di una donna ritrovato in un campo all'interno di una valigia, che sembra misteriosamente collegato alla setta eretica dei catari e ai loro discendenti che, a quanto pare, si rifugiarono proprio in Umbria (ovvero a Orvieto, che sarebbe la città reale dietro a Rivorosso Umbro). Un attimo... Ho detto originale? In effetti c'è un elemento che è tutt'altro che originale e che ho subito sgamato.
Neanche farlo apposta, questo libro si ambienta nel periodo natalizio, festività odiata dalla protagonista, per un fatto accaduto durante la sua infanzia. Ogni anno fa di tutto per lavorare in quei giorni e se non c'è un caso da risolvere si inventa qualcosa pur di essere occupata, facendo lavorare, egoisticamente, anche i suoi subalterni. Nelle campagne di Rivorosso viene trovata una valigia ed all'interno il cadavere di una bellissima ragazza fatto a pezzi, si aprono così le indagini. Questa volta la vicenda sembra un po' più complicata per il commissario Callegaris, che si imbatterà in complicati intrighi mistici. Un giallo avvincente e ben ideato con diversi colpi di scena e chissà se l'arrivo di Bromuro riesca a rabbonire il nostro commissario.
Facile lettura, rilassante. Nessuno dei personaggi ne esce bene, neanche la Calligaris che con il tormentone natalizio e' insopportabile. Meno male che ci sono Bromuro e Fontanella.
Un thriller davvero avvincente e spassoso al tempo stesso. La sagacia, l'ironia e l'arguzia dell'autrice si palesano immediatamente, sin dalle prime battute, ed accompagnano il lettore sino all'ultima pagina, alleggerendo con simpatia ed ilarità i contenuti di un'indagine complessa, dai risvolti macabri, oscuri ed inquietanti. La versione femminile del Commissario Montalbano si ritrova così ad affrontare un caso di omicidio alquanto strano, con scambi di identità e incontri con personaggi strani. Ma la chiave che dà quel tocco particolare è sicuramente l’intreccio storico con il Catarismo, un movimento eretico cristiano diffusosi nel Medioevo in alcune zone d’Europa, che ha portato seguaci e discendenti diretti nientemeno che a Rivorosso! La trama del romanzo è molto ben sviluppata così come la descrizione dei singoli personaggi che la Calligaris incontra durante le sue indagini. La particolarità della narrazione sta senza dubbio nell’intercalare dei personaggi; quel dialetto misto tra romano e umbro, poiché l’immaginaria Rivorosso si trova appunto al confine tra le due regioni. Molti personaggi sembrano ciò che poi non sono e per il lettore è una gran bella scoperta leggere di loro e delle loro storie Ma cosa c'è dietro un delitto così efferato? Il colpevole è da cercare tra queste persone oppure sono tutti complici? Di sicuro c'è chi non racconta tutta la verità. E ancora perché la valigia è stata lasciata lì? Doveva forse essere fatta ritrovare? Sono tante le domande che si pone la squadra mobile di questo piccolo paesello sperduto dell'Umbria. Lo stile dell’autrice è molto scorrevole, moderno ed esplicito nonostante si tratti di un giallo. Sebbene il mistero venga risolto solamente nell’epilogo del romanzo, la Carnevali riesce ad incuriosire il lettore fino all’ultima pagina! In conclusione mi sento di consigliare questo romanzo a tutti i fan del mistero ma anche della storia e, essendo ambientato a Natale, vi consiglio magari di leggerlo in inverno, al caldo davanti ad un caminetto per entrare meglio nell’atmosfera della storia. I colpi di scena vi stupiranno di continuo e non ne rimarrete delusi… Buona lettura! Il lettore avrà sempre un livello di inquietudine alto mentre legge, ma sarà sempre stemperato dalla bravura dell’autrice nel piazzare battute dove servono senza distrarre. In questo libro c’è tanto materiale e la lettura scorre senza problemi, anzi, la curiosità vi farà andare avanti e finire il libro senza che ve ne accorgiate.
Poco da aggiungere su questa nuova avventura della commissaria Adalgisa Calligaris. Sempre più cariche le caratterizzazioni dei personaggi, ripetitiva l'idiosincrasia della protagonista per il Natale e le feste Natalizie e un po' arzigogolato e forzato il coinvolgimento di sette religiose e storia fino a risalire ai Catari. Un po' troppo anche per un ascolto leggero.
Oscillo tra le due e le tre stelle. Mi sembra un pochino più riuscito, come "giallo", ma ha perso un po' della piacevolezza di lettura dei precedenti. Trovo che l'autrice abbia messo un po' troppa carne al fuoco, tra omicidi a destra e manca, Catari, scambi di persona, furti in sagrestia e chi più ne ha più ne metta. E l'avversione versi il Natale della protagonista mi sa di forzatura. Pure a me stanno sulle ciufole gli auguri ipocriti, i regali inutili e lo scempio del denaro, ma stare in famiglia vuol dire anche tollerare questo tipo di impegni che sono fastidiosi ma a cui altri possono anche sinceramente tenere.
Unico lato positivo, la maggior partecipazione all'indagine del Giudice Fontanella, marito di Adalgisa, per cui ho una viscerale simpatia sin da quando è apparso nella serie.
[GdL] Non sono un'amante dei gialli. Non riescono a catturarmi e questo ne è stato la conferma. In più alcune parti di racconto, alcuni capitoli addirittura, li ho trovati superficiali: il continuo insistere sull'odio della protagonista per il Natale viene ripetuto mille volte. Perchè? Non ci ho colto un elemento fondamentale per la trama, se non l'insofferenza della donna ogni volta che venivano anche solo accennate le feste e quella dei colleghi che sono costretti a lavorare anche la Vigilia e Natale. I vari personaggi coinvolti nell'indagine, dai poliziotti ai sospettati, non li ho mai trovati particolarmente coinvolgenti. Fatta eccezione per una piccola parentesi di uno degli ispettori che, invece, avrei preferito fosse più approfondita o più lunga.
È stato piacevole ritornare a Rivorosso e ritrovare la Commissaria Calligaris e tutti gli altri personaggi che compongono questo quadretto dal gusto molto paesano (nel senso migliore del termine). Una nuova indagine, questa volta un po’ più intricata, tanto da dare alla narrazione una maggiore impronta gialla rispetto ai libri precedenti che si caratterizzavano essenzialmente per la loro ambientazione nella piccola provincia italiana, descrivendone più che altro vizi e virtù. Una lettura soddisfacente, divertente e rilassante, una conferma per una serie che si legge ancora con tanto piacere e molta simpatia.
Ho trovato la trama di questo libro molto avvincente, ma secondo me andrebbero un po' rivisti i contenuti; alcuni momenti, come l'uccisione dei coniugi ravanello, li ho trovati un po' scontati e inoltre non ho amato particolarmente l'utilizzo di termini dialettali, tipici del dialetto umbro, soprattutto perchè non conoscendolo mi sono dovuta soffermare per capirne il significato. Come ultima cosa non ho trovato molto convincente il collegamento storico con la vicenda dei catari, con la principessa Esclarmonde e con la ricerca della reliquia. Per il resto, mi sono piaciute le vicende amorose, forse utilizzate per alleggerire e spostare l'attenzione, e penso che se venisse il libro rivisionato, potrebbe diventare più compromettente di quanto non lo sia già.
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Non ci siamo proprio... Continuo a leggere i romanzi della serie per la fissazione di volerla finire una volta cominciata, ma proprio non mi è piaciuto. Trama forzata, suggerimenti che arrivano in modi e da personaggi improbabili, colpi di scena prevedibili. E continuano i personaggi e le situazioni macchietta.
La serie, partita benino anche se i riferimenti a Imma Tataranni erano fin troppo palesi e non all'altezza dell'originale, è andata via via scadendo. Questo ultimo davvero senza capo né coda, personaggi oramai a livello di macchiette
Quella burbera del commissario Calligaris e il suo gruppo di conoscenti improbabili ci regalano una storia dalla trama interessante e persino divertente. Libro ben scritto, lettura gradevole
Questa incursione storica del Commissario Calligaris mi è piaciuta davvero molto, un bel giallo asciutto, senza pagine inutili, ma che fila veloce fino alla fine. La serie è sempre godibile
5º episodio di questa serie molto carina che con il tempo ho imparato ad apprezzare, se non altro per la leggerezza e l’ironia che sempre pervadono il racconto e che caratterizzano anche i personaggi coinvolti, primari e non. Le incursioni dialettali sono un fiore all’occhiello. Insomma, difficile rimanerne delusi. Questa volta Adalgisa si trova alle prese con una valigia, rinvenuta nelle campagne vicino a Rivorosso, contenente il corpo sezionato di una giovane donna. Le indagini fanno affiorare una storia insolita che ha lontane radici medievali, che parla di eresia e rituali mistici, con riferimenti addirittura al Sacro Graal. Risvolti storici interessanti (ho curiosato un po’ in rete), che intrigano e sollecitano la curiosità. Con il sopravvenire di colpi di scena, rivelazioni e scoperte varie, la trama si snoda fino allo spiegone finale, inevitabile per collocare e collegare tutte le tessere del puzzle. Manco a dirlo la vicenda si svolge in prossimità delle festività natalizie ed è ormai risaputo che il nostro caro commissario odia es evita in tutti i modi questo contesto. Novità: arriva Bromuro, un cagnetto che si insinua pian piano nella vita quotidiana del commissario; chissà se riuscirà a smussare almeno un po’ il suo carattere riottoso?
Un giallo ricco, ricchissimo: di personaggi, di colpi di scena, di storia e religione, di indizi e dettagli, di persone e luoghi che non sono ciò che sembrano. Una trama intricata, ma ben sviluppata, che si tuffa nella storia delle religioni e incuriosisce sempre più il lettore, accompagnandolo fino al momento in cui tutto viene svelato e spiegato. Bellissimi e pieni di ironia e simpatia i protagonisti della vicenda, alcuni di loro estremamente spontanei nel loro intercalare dialettale.
È la settimana prima di Natale quando all’ispettrice Adalgisa Calligaris, del commissariato di Rivorisso Umbro, arriva la segnalazione di una valigia sospetta abbandonata lungo una strada di campagna. Al primo sguardo sembra un semplice trolley da viaggio, ma all’interno si trova il cadavere di una bellissima ragazza fatto a pezzi. Perché e soprattutto chi ha ridotto in quello stato la poveretta?
Adalgisa è una donna forte e scontrosa che non si dà mai per vinta e che a volte può risultare un po' burbera ma sotto sotto è una persona con un grande cuore che tiene alla propria famiglia e al cagnolino che suo marito le regalerà. Per risolvere il caso, collaborerà con i suoi colleghi e con alcuni degli stravaganti cittadini di Rivorosso Umbro come Paris Picchio, una travel blogger amante della moda, e di sua sorella, la Foca Monaca.
Non sono una grande amante dei gialli (sono più una da thriller, e c’è una bella differenza) ma devo dire che questo libro mi ha stupita in positivo.
Inizialmente i personaggi stravaganti e la protagonista, Adalgisa Calligaris, non mi avevano convinta molto, mi sembravano un po' esagerati e il commissario troppo antipatica. Poi però, andando avanti con la lettura, ho notato che contribuivano a rendere la narrazione più leggera e frizzante e che in fondo la Calligaris non è poi così burbera come sembra. L’unico personaggio che non è mai riuscito a convincermi è Rosaria, la madre di Adalgisa. Non mi è sembrato realistico il fatto che all’inizio del libro parlasse dialetto come una semplice anziana umbra per poi diventare quasi verso la fine del romanzo un’esperta di storia umbra che parla perfettamente l’italiano. De gustibus…
Per quanto riguarda il mistero da risolvere, devo dire che l’ho trovato molto interessante ed ero veramente curiosa di vedere chi avesse ucciso la ragazza. Ho apprezzato molto l’intreccio di sospettati che si crea, dall’antiquario del paese ad un travestito che si finge cartomante. Mi è piaciuto molto anche il fatto che non fosse il solito giallo alla Montalbano e che si parli anche di misteri e di storia antica, da grande amante della storia devo veramente ringraziare Alessandra Carnevali.
In conclusione mi sento di consigliare questo romanzo a tutti i fan del mistero ma anche della storia e, essendo ambientato a Natale, vi consiglio magari di leggerlo in inverno, al caldo davanti ad un caminetto per entrare meglio nell’atmosfera della storia. I colpi di scena vi stupiranno di continuo e non ne rimarrete delusi… Buona lettura!