Come si può definire il regime politico instaurato da Vladimir Putin, «l'uomo più potente del mondo», secondo la definizione di Forbes nel 2013? Quali conseguenze sociali e politiche ha determinato la «dittatura della legge» del Presidente? E, soprattutto, quali sono le eredità politiche, culturali e istituzionali del passato che ancora plasmano la società e il mondo politico russo? Il volume offre il ritratto di un paese che è poco conosciuto nelle sue dinamiche interne, ma che è un attore primario nello scenario geopolitico contemporaneo, nella guerra al terrorismo in Cecenia, nel conflitto con l'Ucraina per l'annessione/invasione della Crimea; nella cyber war con l'America di Trump e nella costruzione delle fake news per contrastare sentimenti russofobici.
Mara Morini, esperta di politica russa, insegna Politiche dell'Europa orientale, Politica comparativa e Scienze Politiche all'Università di Genova. E' stata osservatrice dell'OSCE-ODIHR alle elezioni parlamentari (2003) e presidenziali (2018) a Sankt Petersburg, Murmansk e Kazan. E' stata visiting professor all'Accademia Diplomatica del Ministero Russo degli Affari Esteri ed alla Scuola Superiore di Economia di Mosca.
Ottimo per capire come vanno le cose in certi posti… l’autrice racconta fatti e non esprime giudizi. Un testo piuttosto tecnico per me che non sono un’esperta di geopolitica ma che ho deciso di informarmi da chi ha visto studiato e vissuto tutta una serie di situazioni.
Molto istruttivo per chi si approccia la prima volta all'argomento. Sicuramente un libro consigliato per qualche corso universitario in quanto scorrevole e con ottima visione generale. Un po' meno consigliato per chi mastica l'argomento ma può essere visto come utile ripasso sopratutto sulla parte istituzionale.
Unico appunto personale e che non inficia la qualità generale del libro è la breve citazione alla dottrina Gerasimov e qualche imprecisione sugli aspetti militari. Tale dottrina non esiste in quanto tale, addirittura il primo utilizzatore occidentale del termine (Mark Galeotti) si è più volte pentito di aver utilizzato tale terminologia. Nonostante questo è diventato un un catch-all term come hybrid warfare.
Si tratta di un volume agile e sintetico ma molto tecnico, che spiega, con dovizia di dati e riferimenti bibliografici, l'universo politico (idee, istituzioni, progetti e riforme) della Russia sotto la presidenza di Vladimir Putin. La pubblicazione risale a giugno del 2020, perciò alcuni capitoli risultano obsoleti e necessiterebbero di un aggiornamento. Mara Morini non esprime (giustamente) alcun giudizio di valore sull'operato di Putin ma ci permette di capire quali siano i cardini, i processi e gli indirizzi che stanno alla base della politica putiniana. Consigliato agli appassionati di scienze politiche.
Utile per raggranellare idee sparse, non per un quadro chiaro, a meno che non si voglia faticosamente riassumere quanto scritto in termini più, appunto, riassuntivi. A volte palesemente difettoso nella fase di revisione (Shinzo Abe primo ministro della Cina). Un lungo paper di analisi politica ben poco divulgativo.
E' fatto bene, spiega in maniera molto generale la Russia di Putin appunto. Facile la comprensione, anche se spesso si fa riferimento ad eventi che non vengono spiegati nel dettaglio (in quanto, si presuppone che chi legge già conosca abbastanza). Magari avrei preferito un analisi più profonda della figura stessa di Putin, più che della Russia. Comunque fatto bene.
Mara Morini traccia un necessario profilo della Federazione Russa nata dalla dissoluzione dell'Unione sovietica. Un libro che risulta ancora più utile alla luce dell'invasione russa dell'Ucraine, cominciata il 24 febbraio 2022. Dalle narrazioni, giornalistiche e televisive, a cui stiamo assistendo due elementi su tutti emergono della Russia di Putin: Putin, uomo solo al comando; i cosiddetti "oligarchi". La lettura del testo della Morini permette di aggiungere densità e complessità. Ne emerge un sistema di potere molto più profondo di quanto possa apparire, in cui Putin è chiave di volta che regge l'architettura e riesce a tenere in piedi la baracca posizionando e riposizionando uomini (di donne ce ne sono ben poche), tenendone a bada fedeltà e ambizioni con un complesso alternarsi di favori e regalie. La Russia è oggi dunque soprattutto questa amministrazione di potere, imperniata sul Presidente, ormai sinonimo di Putin. La Duma, il Parlamento russo, appare del tutto prono ai voleri presidenziali, così come il partito Russia Unita tiene le briglia delle innumerevoli entità regionali e territoriali della Federazione Russa. L'analisi di continuità e discontinuità tra Eltsin e Putin, così come delle dinamiche "elettorali" è da manuale, laddove il testo scopre il fianco a possibili critiche è nella sua seconda parte, soprattutto quando si presentano i rapporti tra Russia e resto del mondo. L'autrice fatica a usare l'espressione "invasione" per la Georgia nel 2008 e la Crimea nel 2014 (tralasciando i recenti avvenimenti), preferendo termini quali "intervento".
L'autrice conclude il libro scrivendo che nel medio e lungo periodo le priorità della strategia di Putin sarebbero "la modernizzazione del paese, tanto auspicata e annunciata, e la situazione economica del paese". Il 24 febbraio 2022 Putin ha deciso di perseguire un’ambizione neo-imperiale, sacrificando sull'altare della gloria personale e delle prestigiose “sfere di influenza” proprio il miglioramento della vita reale dei propri cittadini.
Ha fornito risposte esaustive a tante delle mie domande in merito al regime politico instaurato da Putin, al suo operato nei confronti della popolazione russa e nelle relazioni internazionali. Interessante per capire l'attualità e non limitarsi alla propaganda spicciola di facciata.