Periferia di Milano. Anni '80. Mattia, un bambino di otto anni sveglio e sensibile, racconta la vita che si porta addosso sventolandola come se non avesse un futuro, inghiottito dalle tonnellate di cemento e vetri del suo mondo, dai prati insidiosi che separano la città dalla periferia. Gli altri da lui.
Pochi mesi dopo l'inizio di un nuovo anno scolastico, però, conosce Ginevra, un po' più grande di lui e comincia un'amicizia sincera e piena di intesa. I due si cercano e non vedono l'ora di stare assieme. Girano per le strade di Baggio nella periferia ovest della grande città e la vita scorre piena di sensazioni nuove per lui e la sua nuova amica. Finalmente qualcosa sta cambiando nella sua vita. Un giorno però decide di portare Ginevra a vedere un laghetto, immerso nella campagna poco distante, che per lui è speciale.
Un giallo atipico e originale. Notevole la descrizione del quotidiano e della vita di un quartiere popolare milanese filtrata dagli occhi di un bambino. Ho apprezzato molto la figura del commissario di polizia: asciutta, onesta, che ricorda i personaggi di Scerbanenco e sa di chiodi di garofano. Lo consiglio.