"Siamo ombre e luce, anime dimenticate che bruciano nelle tenebre."
Sono passati trent’anni da quando Venohr ha distrutto l’Alleanza e il mondo non ha ancora smesso di bruciare. Ombre calpestano la terra, sussurrano nel buio, trasformano la carne. E gridano. Fendra lo sa bene, è per questo che si è arruolata ad Asterya. Per combattere i mostri. Ma essere un Aster non basterà a proteggerla dal dolore, perché l’oscurità si nasconde nei luoghi più impensati. Inizierà così un viaggio pericoloso al fianco dei compagni di una vita e imparerà che la verità è questione di punti di vista. Tra combattimenti e incantesimi, creature e trafficanti di magia nera, Fendra scoprirà che non tutto è come sembra e che non tutti possono essere salvati. Primordia non è più un luogo sicuro. Combatterai con Asterya o cadrai preda delle ombre?
"Primordia: L’alleanza" è il primo volume di una serie fantasy adatta ai lettori di tutte le età con protagonista una giovane ragazza che lotta, cade e si rialza più forte di prima. Ci troviamo in un luogo fantastico retto da diversi regni legati da un’alleanza precaria e piena di crepe, in cui convivono umani e creature magiche. Un luogo che impariamo a conoscere pian piano, grazie ai tanti tasselli disseminati nel romanzo e alla bravura dell’autrice di costruire il mondo senza scaricare tutte le informazioni nel primo capitolo. Facciamo la conoscenza di Fendra, una ragazza forte e determinata, una guerriera nell'animo che ha deciso di arruolarsi nell'Accademia di Asterya, - che addestra maghi e cavalieri e che cerca di mantenere la pace tra i regni -, per combattere i mostri che vivono nel suo mondo di Primordia. Al suo fianco conosciamo diversi personaggi, ognuno con la propria storia e il proprio passato, che si proteggono e combattono insieme e che ci insegnano che l’unione fa la forza. Tra questi i più importanti sono: Drewan, la sua guida e l’amico di sempre; William, il principe di Primordia nonché un cavaliere valoroso che si sacrifica per il bene comune e che desidera cambiare il mondo; e infine Hale, un mago che non si tira indietro quando si tratta di combattere e che è disposto a sacrificarsi per gli altri. Il loro è un gruppo ben amalgamato e unito che ci insegna lo spirito di quadra e il coraggio, a non mollare mai, a combattere fino alla fine affrontando il precipizio, a sacrificarci per il bene comune e a compiere scelte, giuste o sbagliate che siano. Nell'ombra però ci sono creature oscure che vanno al di là del loro controllo, persone malvagie disposte a tutto pur di raggiungere i propri obiettivi. L’autrice ci fa entrare lentamente nel mondo affascinante che ha creato, con la sua scrittura semplice e scorrevole, con dialoghi efficaci e l'azione continua, presentandoci ogni personaggio e facendoci vedere il tutto attraverso gli occhi di Fendra. È affascinante leggere delle regole dell’Accademia, della struttura politica di Primordia e delle creature magiche che popolano quel mondo, il tutto narrato nei minimi dettagli. Vedrete come leggendo pagina dopo pagina, la curiosità crescerà sempre di più, grazie alla magia contenuta nelle parole della stessa autrice. Insieme a Fendra e ai suoi fedeli amici conosciamo passo dopo passo questo mondo magico e le sue leggi, ci ambientiamo in questo nuovo luogo pieno di avventure, pericoli e misteri, nuove scoperte e difficoltà che accompagneranno Fendra ad evolversi a livello personale. Un percorso lungo che inizia da questo volume e prosegue nei prossimi capitoli. Dal palazzo reale alle pianure verdeggianti, dall'Accademia fino ai boschi fitti e insidiosi, il lettore si ritrova risucchiato all’interno della storia ad affrontare i pericoli e le battaglie insieme ai personaggi. Insomma una storia che racchiude tante tematiche importanti: amicizia, lealtà, spirito di sacrificio, perdono e il legame tra madre e figli. Una storia che ci insegna che la vera forza è l’unione e che a volte, nonostante i sacrifici che facciamo e il dolore e la paura che proviamo, non possiamo proteggere tutte le persone che amiamo. Perché alcuni eventi vanno oltre il nostro controllo.
Primordia è il primo volume di una saga fantasy di quattro volumi. Nel primo capitolo L’alleanza, ci porta a conoscere un mondo fatto di luoghi incantati, di creature malvagie e dalla popolazione di cui vi abita in questi luoghi.
Il primo approccio di cui veniamo a conoscenza della storia è quello della nostra protagonista: Fendra. Fendra sin dalla tenera età ha avuto la s(fortuna) di conoscerli da più vicino, sono creature così malvagie da poter nascere dal nulla e che possono far di te uno di loro e vivere per sempre nell’ombra.
Queste creature sono le Morhn. Le Dhrek’Morhn sono dei mostri più potenti rispetto alle Morhn.
Fendra così decide di arruolarsi nell’accademia di Asterya per proteggere la sua famiglia e cittadini che vivono in quelle terre. La vita accademica è fatta di allenamenti, di insegnamenti, valori ma soprattutto conosce il valore dell’amicizia, grazie ai suoi compagni più fidati.
Qui Fendra conoscerà Wiliam principe di Beylot ed è l’unico Cavaliere di drago in carica; Hale un mago mentre Drewan un arciere. Insieme partiranno nelle terre di Primordia per eliminare la minaccia da parte di una Dhrek’Morhn ha attaccato un villaggio e devono subito estinguere il contagio prima di essere troppo tardi.
La squadra di Asterya dovrà combattere sino all’ultimo, ci saranno perdite dolorose, incontri con stregoni, introdurre le loro abilità, ma soprattutto riusciranno a eliminare la minaccia presente nelle terre di Primordia?
Primordia L’autrice ci pone il romanzo raccontato in prima persona da Fendra, che attraverso i suoi occhi e pensieri ci racconta per filo e per segno le vicende che si susseguono in Primordia e dei suoi amici.
Da questo punto di vista non mi è dispiaciuto scoprire attraverso uno dei protagonisti della storia, non tutti ci riescono ma questa volta l’intento è riuscito alla perfezione.
In tutto il romanzo al di fuori della stessa storia, ho apprezzato l’accurata descrizione delle ambientazioni tipiche del fantasy con un tocco un po’ diverso dalle classiche ambientazioni per non parlare delle creature come le Morhn, Dhrek’Morhn, sono rimasta così affascinata da quel lato oscuro che le veste.
La scrittura del romanzo è scorrevole e piacevole, ricca di dialoghi che coinvolgono il lettore tanto da calarsi nello stesso personaggio. E’ un romanzo con un linguaggio semplice che non diventa mai complesso, è di facile comprensione e quindi adatto a tutti. Primordia non è il classico romanzo fantasy, tra l’altro è il primo dei tanti letti che non mi ha delusa e dietro ad ogni aspetto del romanzo si può notare lo studio approfondito e costante di ogni piccolo dettaglio partendo dai protagonisti, le ambientazioni ma anche dalle stesse creature. Sicuramente è un buon approccio per chi si avvicina a questa tipologia di romanzo e amerà sicuramente la fluidità della prosa.
Al fondo del volume potete trovare un glossario ricco di informazioni su tutti i personaggi, delle creature, dei luoghi e del mondo di Primordia.
In sintesi, Primordia è avventura, spontaneo e magico.
Era da un sacco di tempo che non leggevo un fantasy italiano, e saranno passati anni dall'ultima volta che ho dato un'occasione ad un'autrice esordiente che non avevo mai letto prima. Però, ditemi, secondo voi potevo girarmi dall'altra parte di fronte ad una cover così bella? Proprio no. Primordia. L'Alleanza mi è piaciuto quindi sono contenta di essermi affidata al mio sesto senso.
PRIMORDIA. L’ALLEANZA è un primo libro frenetico e adrenalinico. L’autrice ci immerge subito in un’ambientazione chiara ed estremamente vivida, un mondo in cui l’oscurità si cela ovunque, pronta a distruggere la vita se solo le si lascia uno spiraglio. Un’oscurità che troviamo nella trama ma che è esaltata dalle atmosfere cupe dell’ambientazione in cui la paura condiziona ogni dettaglio, rendendo decadente un luogo altrimenti fantastico.
Ma oltre all’ambientazione c’è di più, perchè J. A. Windgale è sicuramente un’autrice che non lascia nulla al caso, regalandoci un’avventura unica e incredibile, un fantasy in cui la personalità dei suoi protagonisti è estremamente forte, ogni personaggio ha un suo taglio tipico, delle caratteristiche forti che ne determina ogni atteggiamento e scelta. La squadra che ci troviamo a seguire in un viaggio spericolato è sicuramente una delle più unite di cui abbia mai letto, l’equilibrio che regna tra di loro è il collante che rende perfetto il team protagonista.
Una squadra di Aster il cui compito è proteggere il mondo che abitano, in particolare la loro missione sarà di vitale importanza, metterà le basi per il prossimo volume alterando il precario ed apparente equilibrio che regna su Primordia.
Tra i protagonisti, la vera stella è sicuramente Fendra, un personaggio tormentato dagli incubi di quell’oscurità che ogni giorno combatte al fianco dei propri compagni. Fendra è una protagonista forte che tuttavia conosce i propri limiti, le proprie debolezze e le proprie paure, una caratteristica che la rende reale, un personaggio plausibile e tangibile. La sua sofferenza si acuisce dopo una vicenda estremamente dura da superare, ma richiamando la figura classica dell’eroe, Fendra è una protagonista capace di affrontare ciò che la vita le pone come ostacolo, o almeno di provarci.
"Non ho paura, è qualcosa di diverso. Mi sento piccola. In questo cielo così vasto non sono che un puntino, troppo lontano per essere messo a fuoco. Pensiamo sempre di poter fare la differenza, ma siamo solo dei punti su una pergamena azzurra".
Personaggi che nella loro diversità hanno tutti un grande punto in comune, ovvero la profondità con cui i loro sentimenti, le loro emozioni e pensieri sono raccontati, nonostante l’intera vicenda sia narrata dal punto di vista di Fendra. Ciò che distingue più di tutto questo fantasy da molti altri è lo stile dell’autrice che, nonostante la storia frenetica e ricca d’azione che ha deciso di raccontare, è stata in grado di rendere viva ogni emozione. Lo stile di J. A. Wingdale è estremamente vivido, evocativo è forse il termine che lo descrive meglio. Con poche semplici parole l’autrice è in grado di raccontarci moltissimo dell’atmosfera che regna in ogni situazione, delle emozioni protagoniste della scena, dei tormenti dei personaggi, e soprattutto di dare peso al non detto, informazioni deducibili che ci lascia come indizi per riempire il ruolo dei personaggi, le relazioni che ci sono tra di essi e le implicazioni in momenti più drammatici di un regno che sta per implodere.
Una situazione in bilico che rende gli eventi della trama precipitosi, come già detto frenetici, e questa caratteristica unita allo stile scorrevole danno quasi l’impressione che il libro sia troppo breve, che scorra in modo irrefrenabile e quasi che finisca troppo in fretta. La verità è probabilmente che avrei voluto leggere ancora e ancora di questo mondo e dei suoi problemi, dei protagonisti e della loro missione, che le 278 pagine mi sono sembrate poche, ma questa “fame di Primordia” direi che è un ottimo punto di partenza per gettarmi con entusiasmo nel prossimo libro, quando uscirà…spero prestissimo!!
In definitiva, Primordia.L’alleanza è un fantasy made in Italy capace di trasportare in un mondo oscuro e tenebroso, una realtà in bilico che insieme ai protagonisti avrete subito voglia di salvare, motivo per cui consiglio questa lettura a chi è in cerca di un’avventura adrenalinica, senza sosta, frenetica ma non superficiale grazie allo stile incredibilmente evocativo dell’autrice che ben amalgama azione e spessore della storia.
Le terre libere sono infestate ormai da anni dalla terribile maledizione di Venohr. Per combatterlo, Fedra, si è arruolata ad Asterya. Ma quando è il suo villaggio d’origine ad essere a rischio, riuscirà a fare quello che è giusto?
Sono molto in difficoltà con questa recensione. I primi capitoli del romanzo sono costruiti con un tono molto scherzoso, per poi precipitare senza dare al lettore le basi per permettere al personaggio principale Fedra di spiccare. Ci sono piccole accortezze che avrebbero messo il lettore in una posizione più empatica con la protagonista: si ritiene responsabile di un grave attacco al suo villaggio, ma l’autrice non ha creato i presupposti per farci stare in ansia (ad esempio era vero che non avessero controllato la presenza di altre pietre nere), oppure facendoci innamorare del suo villaggio (magari dei flashback, oppure un prologo in cui ci affezioniamo alla sua famiglia). Questo fa apparire questa emergenza meno forte.
A questo a mio parere si aggiunge anche il fatto che la protagonista inizia a infrangere molte regole imposte dalla sua accademia. Eppure sembra che, per quanto gravi possano essere queste azioni, tutti chiudono un occhio; la protagonista sembra troppo spesso avere carta bianca e non si capisce come mai abbia un trattamento così di favore nei suoi confronti.
Altra ingenuità dell’autore è anche il non dare un nome alla pietra nera. Si parla di pietre che possono assorbire potere e diffondere il male, ma non hanno una nomenclatura nel loro mondo: cosa che mi fa storcere un po’ il naso perché i gradi di potere nell’accademia, i “mostri” e molto altro, hanno un nome creato dall’autrice e che appartiene al mondo fantastico. Questo elemento, che è importante per la storia, rimane ancorato alla parola pietra senza che se ne dia una unicità. Per certi versi pensavo fosse un semplice sasso a cui un mago aveva fatto un sortilegio, invece l’autrice ci tiene a specificare che è una pietra ben precisa, che è difficile da recuperare, però non ha un suo nome. È un peccato perché stona con il resto.
Infine, quello che manca in questo libro, è un lavoro molto più massiccio sul “Show don’t tell”. Il libro è anche ben scritto (ci sono a volte alcuni refusi, ma lo imputo più al fatto che è una copia per blogger, e magari non completamente rivista rispetto a quella edita) eppure la storia sembra troppo spiegata e poco “vissuta” dai personaggi: leggendo si sentono la mancanza di almeno trecento pagine, che sono troppo spesso riassunte. Per esempio il libro meritava un prologo su Fedra e il suo incontro con i protagonisti: è chiara soprattutto la sua necessità anche per rendere più forte il rapporto con William.
Ci sono spunti originali, che forse se approfonditi avrebbero reso la lettura più a tuttotondo. Sfortunatamente, questo libro, sembra solo abbozzato.
𝗥𝗘𝗩𝗜𝗘𝗪 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗬 𝗣𝗥𝗜𝗠𝗢𝗥𝗗𝗜𝗔 - 𝗟'𝗔𝗟𝗟𝗘𝗔𝗡𝗭𝗔🐉 ⠀ Fendra, Darwen, Hale e William sono quattro ragazzi che hanno deciso di dedicare la propria vita ad un’unica causa: quella di Astorya. ⠀ 🖌Ho divorato questo libro nelle poche ore libere a mia disposizione, grazie ad uno stile fresco e scorrevole. L’autrice è stata in grado di scrivere una storia ricca di azione ma anche di sentimenti. Ho trovato una storia fantasy originale, coinvolgente e ricca di elementi tipici del genere. Proprio questa ricchezza mi ha lasciato un po’ confusa in alcuni punti in cui avrei preferito ricevere una spiegazione ulteriore. 🌏Il mondo ideato a mio parere ha un grande potenziale: un luogo dove la magia è la normalità, dove c’è lo scontro tra bene e male, dove c’è chi usa le proprie risorse nel modo giusto e chi no. Un mondo dove i draghi sono validi compagni per l’uomo, dove ci sono poche persone elette in grado di possederli e cavalcarli. Un mondo in cui dei ragazzi si trovano a dover intraprendere un viaggio per poter combattere e sconfiggere il male. 📝I personaggi sono sicuramente un lato positivo di questa storia. Si tratta di ragazzi molto giovani legati da una forte amicizia, molto audaci, disposti a tutto per proteggere il proprio popolo. Tra tutti ho preferito Fendra (ho un debole per i personaggi femminili forti, lo ammetto): una donna che si trova a combattere in un mondo abitato da uomini ma che è in grado di difendersi benissimo. L’ho trovata molto coraggiosa, molto forte ma anche molto sensibile. Una donna che non ha paura di mostrare i propri sentimenti in un mondo in cui si tende a dimenticarli per poter continuare a vivere sereni. 🤔L’unica pecca che ho trovato nel libro e che mi ha fatto dare 3,75 stelline è stata la mancanza di un approfondimento maggiore sia per quanto riguarda il worldbuilding che i personaggi. Questa cosa mi ha fatto sentire un po’ confusa nel corso della narrazione, ma non ha assolutamente rovinato la lettura. Anzi, ho deciso di farla presente perché credo che potrebbe solo che migliorare una storia molto promettente. ⠀ 😍Non vedo l’ora di leggere il secondo libro di questa serie fantasy. ❤️Ringrazio l’autrice per l’opportunità che mi è stata data.
Primordia" è un romanzo che mi ha conquistato fin da subito, dai primi estratti e dalla copertina. Ho subito sentito dentro di me una vocina che mi diceva di leggerlo, perché mi avrebbe lasciata senza parole. E infatti è stato così. Leggerlo mi ha fatto stare bene, dentro e fuori, finalmente ho trovato un fantasy con delle qualità a dir poco meravigliose! -- L'inizio del libro inizia con una frase incantevole:
"Siamo ombre e luce, Anime dimenticate Che bruciano nelle tenebre"
-- All'inizio si potrebbe pensare a un libro inquietante, ma in realtà è come se fosse la chiave per entrare in questo meraviglioso mondo. Siamo a Asterya e protagonista della storia è Fendra, una ragazza molto coraggiosa che ama l'avvenuta. E' anche una ragazza un po' ribelle che non riesce a stare zitta ed essere uguale alle altre. Fendra ha deciso di arruolarsi nell'accademia per proteggere la sua famiglia e le persone che ama dai mostri, rinunciando così alla solita vita. La vita in accademia è piena di allenamenti, ma gode di ottima compagnia. Non cambierebbe per nulla al mondo i suoi amici, troviamo William, il principe di Beylot che è l'unico Cavaliere di drago in carica, Hale è un mago mentre Drewan è un arciere. Questi ragazzi sono così uniti che si getterebbero letteralmente nel fuoco per salvarsi l'un l'altro, è sempre bello poter contare su qualcuno, soprattutto se riesci a coltivare una bella amicizia come la loro. La scrittura è magnifica! Scorrevole, vivida e magnetica. Non sono riuscita a staccare gli occhi dall'inizio alla fine. Soprattutto nella parte quando Dhrek'Morhn ha attaccato un villaggio vicino e loro sentono il dovere di fare qualcosa. Affronteranno molte avventure, sangue, combattimenti, lotte insomma un mix di cose che nessuno al mondo vorrebbe affrontare... riusciranno a restare tutti vivi? La parte finale mi è piaciuta tantissimo anche se ammetto che ne volevo di più. Non vedo l'ora di leggere altro di questa autrice.
Voto: 4/5🌟 Segui il blog: trasognoerealta98.blogspot.com
Beh incomincio con il dire che questo libro è davvero scorrevole, non si sente il peso della lettura e sopratutto non è così confusionario come all’inizio possa sembrare, un punto a favore sicuramente è stato il glossario a fine libro, che nei momenti di dubbio mi ha aiutato con la definizione di alcuni termini o semplicemente con il capire meglio di cosa e di chi si stesse parlando. Parliamo dei messaggi che vuole lasciarci il libro a fine lettura una di questi è sicuramente l’’amore per la famiglia, da non dimenticare mai, anche se questo significhi allontanarsi dalla propria famiglia andando a inseguire il proprio futuro in un altro paese. Tutto ciò viene sottolineato da un evento che rende la protagonista ancora più donna e determinata a capire cosa stia succedendo nella terra da sempre ritenuta sicura ai suoi occhi. Vendiamo come anche l’amicizia sia un elemento fondamentale in cui i nostri personaggi Fendra (la protagonista), William (il principe), Drewan (l’arciere), Hale (il mago) e tanti altri che non voglio spoilerarvi, possano essere determinanti e tutti importanti allo stesso modo, come una famiglia, perché non conta da chi nasci ma con chi cresci, e tante volte gli amici possono essere una famiglia migliore della propria come appunto ci fa capire la nostra protagonista attraverso le sue emozioni e sensazioni. Ovviamente il tutto viene svoltato da questo evento che porta la nostra protagonista Fendra a fare una cosa che nessun essere umano vorrebbe mai fare, e comincia a capire cosa significa davvero tutto ciò, cosa significa questa battaglia e quando per lei sia importante sacrificare se stessa per capire come fermare tutto, come fermare questo mistero che si cela dietro questi villaggi, queste ombre che viaggiano intorno a loro e anche dentro di loro, come fare per non venirne risucchiati e sopratutto, come sconfiggere tutto ciò. Parliamo del mondo che la nostra scrittrice ha costruito, beh ce poco da dire se non che è stupendo, ti immergi nella storia fin da subito e riesci a mettere insieme tutti i tasselli grazie alla scrittura scorrevole e per niente prolissa, un libro di 280 pagine su per giù che si mangiano in pochi giorni. Parliamo del finale, beh sicuramente il colpo di scena e assicurato, qualcosa che non vi aspettereste mai e proprio dietro l’angolo, come appunto la filosofia della storia no? Non poteva esserci finale più azzeccato anche se vi lascia un po’ con il fiato sospeso, ma essendo il primo libro della saga non posso ancora esprimermi a pieno su l’intera storia . Ma detto questo passiamo al voto e alle considerazioni finali... . ⭐️⭐️⭐️⭐️✨4,5 stelle per questo libro Ora voi direte, come mai 4,5 stelle e non 5 se ti è piaciuto cosi tanto? Beh per iniziare abbiamo una questione all’interno della storia che è rimasta aperta, il che è anche giusto vendendo tutto ciò sul punto di vista ‘sequel’ ma a me personalmente non fa impazzire quando non si accenna neanche minimamente a come potrebbe chiarirsi o semplicemente non mi piace non avere neanche una supposizione su come una questione possa svolgersi durante appunto l’azione finale, in più il finale lascia troppo con il fiato sospeso cosa che non adoro particolarmente ma soltanto perché mi piace avere finali che chiudono tutte le questioni del libro e preparano per un prossimo capitolo della saga. Ma pur avendo trovato questi piccoli difetti del tutto personali e soggettivi sul libro, a me è piaciuto molto e lo consiglio a tutti coloro che vogliono un fantasy innovativo dove ci si immerge completamente nella storia sin da subito e ci si immedesima perfettamente nella protagonista, tanto da capire il suo stato d’animo, le sue azioni e i suoi comportamenti, quasi come se Fendra in realtà fossimo noi, i miei più grandi complimenti alla scrittrice per averci regalato questo libro veramente studiato nei minimi particolari e non avendo lasciato a se i caratteri, le emozioni, e i rapporti tra i personaggi ne tutta la storia dietro creando una perfetta fusione tra i due.
Questo primo romanzo ci catapulta subito nel bel mezzo dell’azione in vero stile Gioco di Ruolo Fantasy dove sono presenti le differenti classi; mago, guaritore, guerriero ecc… Ognuno con la sua arma e il suo tipo di attacco combatte contro mostri a non finire. I diversi personaggi hanno abilità proprie, indispensabili le une per gli altri, come in una vera squadra un “party”. Facciamo così la conoscenza della nostra protagonista; Fendra, una Aster che si prepara all’Accademia per diventare guerriero. Drewan un arciere e William il secondogenito del re. Asterya è ormai da anni un regno pacifico, il più protetto in tutta Primordia, ma le barriere difensive cominciano a cedere permettendo all’oscurità di intrufolarsi tra le mura. Proprio durante una festa per celebrare la forza e l’indipendenza di Asterya, dall’oscurità giunge un attacco da parte di devastanti mostri, le Dhrek Morhn. Queste orrende creature sono il frutto dell’utilizzo di magia nera proveniente da pietre nere utilizzate da stregoni provenienti dal regno di Venhor. Questo regno è pieno di pietre nere estratte dalle miniere e usate dagli stregoni a proprio vantaggio per creare il proprio esercito d’oscurità, contagiando in primis loro stessi ma anche tutta la popolazione. A Fendra viene proposta una difficile impresa, tramite uno dei pochi frammenti di pietra rimasti risalire alla fonte della sua produzione e all’oscurità che si nasconde dietro tutto. Sarà in grado Fendra di lottare contro l’oscurità che si diffonde e dilaga in tutta Primordia?!
Ogni volta, a mio parere, quello che fa la differenza in un buon romanzo Fantasy sono le descrizioni e l’accuratezza con le quali si fanno; senza pesantezza o prolissità ma il giusto in modo da potersi immedesimare e toccare con mano; ambientazione, luoghi, personaggi, creature e magia. L’autrice è stata molto brava in questo; nella caratterizzazione dei personaggi, decisamente non scontati e ben assortiti, adoro Fendra e la sua caparbietà. L’ambientazione sia nel descrivere vasti luoghi aperti che in spazzi ristretti è decisamente ottima; l’Accademia ad esempio, ho avuto la percezione di toccare la pietra, gli archi e le finestre che mi venivano descritte. Lo stile è semplice, come accennavo prima, da vero gioco di ruolo, una trama e una narrazione pratica e veloce, mai pesante e ricca di azione. I combattimenti descritti nel dettaglio proprio come gli spostamenti di una pedina sul tabellone da gioco. La magia è accattivante; quest’oscurità, questo male che come un morbo dilaga e divora tutta Primordia, popolazione compresa. E le creature, come sapete sono sempre il mio punto debole…. Fantastiche. Un libro che difficilmente si riesce a posare una volta iniziato, il mondo attorno si arresta e vieni inglobato nella storia.
Sono assolutamente soddisfatto, consigliato a tutti gli appassionati del Fantasy, ma anche delle belle storie ricche di azione. Ora sono in attesa del seguito; sono tutti cavoli tuoi Giulia, mi aspetto un secondo capitolo di un livello ancora superiore. Grazie per questa lettura molto GDR, la meravigliosa copertina, la stupenda mappa e tutto il giga lavoro di editing che hai fatto e stai facendo per il tuo romanzo, ho guardato giorno per giorno i tuoi sacrifici, le prove di stampa ecc… un lavoro NOTEVOLE. Brava. (KeeperofFae)
Aveva ragione la mamma: i mostri non si nascondono nella notte. Sono attorno a noi. Camminano, mangiano, dormono. E urlano.
Fendra ha avuto la sfortuna di conoscerli di persona questi mostri che nascono dalla carne, dalla vita, dal respiro e che trasformano tutti in ombra. Questi mostri hanno un nome: Morhn. Le Dhrek'Morhn invece sono questi mostri al massimo della loro potenza, quando hanno raggiunto la completa trasformazione. Fendra ha deciso di arruolarsi nell'accademia di Asterya per combatterli, rinunciando a malincuore alla vicinanza della sorella e della madre. In fin dei conti lo fa anche per loro, si è arruolata per difendere le persone, comprese quelle a cui tiene di più al mondo. La vita in accademia è fatta di allenamenti, di insegnamenti e tutto è reso più semplice dalla compagnia, da coloro con i quali convive all'interno dell'accademia. Fendra ha la sua squadra che non cambierebbe per nulla al mondo per quanto i suo componenti sono affiatati. William è il principe di Beylot ed è l'unico Cavaliere di drago in carica; Hale è un mago mentre Drewan è un arciere. I quattro ragazzi si getterebbero letteralmente nel fuoco per salvare l'altro, è sempre bello poter contare su qualcuno. Quando i ragazzi scoprono che una Dhrek'Morhn ha attaccato un villaggio vicino sanno che spetta a loro intervenire, che devono evitare che il morbo si propaghi, devono assolutamente bloccare il contagio. Tra combattimenti, lotte all'ultimo sangue, perdite dolorose, incontri con ribelli e stregoni, i ragazzi devono mettere in campo le loro abilità e conoscenze, con la speranza di riportare in accademia salva la pelle, ci riusciranno? La squadra di Fendra riuscirà a sconfiggere i mostri delle tenebre? L'autrice ha saputo catturare la mia attenzione dalla prima all'ultima pagina, non mi sono mai annoiata, anzi! Ciò è dovuto al fatto che il ritmo della narrazione è incalzante, ci sono continuamente avvenimenti che tengono alta l'attenzione, che accendono la curiosità del lettore tenendolo incollato alle pagine. La solidità della squadra di Asterya è un grosso punto a favore del libro perché mi ha permesso di appassionarmi alla lettura, di affezionarmi ai suoi componenti; volevo conoscere i particolari di quell'amicizia, cosa univa quei quattro ragazzi in modo indissolubile. L'inserimento di William nel quartetto credo sia stata una buona scelta da parte dell'autrice. William è un principe e non fa differenze tra nobili e non. I suoi amici non lo sono e va contro al parere di suo padre frequentandoli. Ciò ovviamente impone una riflessione, soprattutto ai più giovani, sull'importanza di non discriminare l'altro per la propria appartenenza sociale. L'amicizia, quella vera, non ha colore, età o estrazione sociale, i sentimenti non si comandano, non ci si sceglie, si segue solo l'istinto e l'affinità che unisce. Mi è piaciuto anche constatare come i quattro ragazzi sanno essere empatici e disposti ad aiutare chi ne ha bisogno. Come ci fa capire bene l'autrice non ci si deve girare dall'altra parte quando vediamo qualcuno in difficoltà, anche se non lo conosciamo e dall'aspetto non ci ispiri molta fiducia, perché un giorno potremmo essere noi quelli ad aver bisogno di aiuto. La prosa è piuttosto fluida, ricca di dialoghi che coinvolgono il lettore. Il linguaggio è semplice e diretto adatto anche ai più giovani. Primordia è un fantasy ricco di spunti di riflessione. Io, come ormai saprete, sto imparando a conoscere il genere fantasy da poco e posso dire che Primordia può essere un ottimo punto di partenza per approcciarsi al genere. Essendo il primo libro di una saga non posso che essere curiosa di leggere il seguito!
{Recensione Blog- Libri Riflessi} La storia è narrata tutta dal punto di vista della protagonista, Fendra, una ragazza di umili origini che si è arruolata per sconfiggere i mostri in giro per Primordia. Non sappiamo molto sul suo passato. Sua madre è una locandiera, di suo padre non abbiamo traccia. Ha una sorella maggiore, Selena, che le rinfaccia il fatto di essersene andata. In Accademia ha trovato degli amici. Prima di tutto Drewan, arciere e suo pari e poi William, il principe bello e gentile a cui non importa nulla del suo sangue non nobile – cosa che non si può dire per re Elar. Al trio si aggiunge anche Hale, il giovane mago dai capelli rossi. Proprio loro saranno chiamati a indagare sul commercio illegale di Pietra Nera, una pietra magica capace di generare i mostri, le morhn o, allo stadio più avanzato, le Dhrek’morhn. La scesa in campo di William è più che giustificata: lui è un cavaliere, anzi, è l’unico cavaliere di draghi rimasto e con il suo drago Ruben può dare una svolta decisiva alla missione. Ma perché tre ragazzini? La motivazione che siano sacrificabili non mi convince del tutto, così come il fatto che siano amici del principe. Una missione tanto delicata per la sopravvivenza dei tre regni avrebbe richiesto la presenza di qualcuno di più esperto. Insomma, capisco l’esigenza della storia affinché siano proprio loro tre a partire, tuttavia avrei preferito una migliore gestione della cosa o magari che fossero accompagnati da un comandante più esperto. Come avrei preferito – ma questa è giusto una mia opinione personale da amante dei draghi – una maggiore presenza del drago, Ruber, relegato a mera cavalcatura di William e poco più. Spero comunque di vederne di più quando la guerra arriverà al suo vivo nei prossimi volumi. Un punto sicuramente a vantaggio di questo romanzo è la costruzione del mondo di Primordia. Niente è lasciato al caso, sia dal punto di vista politico che nelle strutture dei singoli luoghi che nella creazione delle creature. Non ci sono qui i soliti orchi, elfi o nani che troviamo solitamente in un epic fantasy, ma le già citate morhn o gli strani fangor. Certo, c’è da dire anche che qualcosa nelle situazioni, nei luoghi o addirittura nei personaggi mi ha ricordato altri libri già letti, tuttavia bisogna anche considerare che Primordia – l’alleanza è il primo libro dell’autrice e non è mai facile creare qualcosa da zero, senza tenere conto, anche involontariamente, delle letture passate. Insomma, il romanzo presenta un ottimo potenziale che, però, non viene sfruttato fino a fondo. 4 specchi d’incoraggiamento per J. A. Windgale, in attesa di vederla spiccare il volo con il secondo con il secondo volume della serie e risolvere le domande che si è lasciato dietro questo primo volume con una nuova maturità. nismo.
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Come sapete, un buon fantasy può essere definito tale non solo per l'originalità della trama, ma anche per l'accuratezza delle descrizioni, senza lasciare nulla per scontato al lettore. Ecco un altro punto a favore di questo libro. Le descrizioni non solo dei luoghi, ma anche dei combattimenti, delle disgrazie sono scritte in modo molto accurato. Credetemi se vi dico che leggendo non vi sentirete per niente disorientati o confuso. Tutto è scritto in modo chiaro e preciso. I combattimenti, di solito, sono quelli più difficili da scrivere poiché molte volte mi sono ritrovata di fronte a libri dove la descrizione dei combattimenti era confusionaria e non si capiva bene l'azione dei personaggi. Con Primordia questo non succede. Tutto ha un filo logico lineare e preciso.
Il punto di vista di questo libro è quello della nostra protagonista: Fendra. Una giovane ragazza di umili origini che in tenera età ha deciso di intraprendere un percorso completamente diverso rispetto a quello di sua sorella maggiore Selena e di sua madre Merel, proprietaria di una locanda. Fendra decide di andare ad Asterya. Qui Fendra imparerà a combattere, a essere più forte e a saper affrontare qualsiasi tipo di pericolo e di ostacolo. Una cosa ho davvero ammirato in questo personaggio: nonostante le regole dell'accademia, Fendra mette i primi sentimenti e il suo cuore al primo posto. Il suo forte legame con sua madre e sua sorella che mi ha fatto emozionare. Il suo legame con i suoi più fidati compagnia: Drewan, Hale e William. Cosa farebbe lei senza di loro? Pronta a fare di tutto per loro, persino sacrificare la propria vita. Non mancheranno, però, gli errori, gli sbagli che la segneranno nell'anima.
Nonostante il punto di vista sia in prima persona e di Fendra, attraverso i suoi occhi e i suoi pensieri abbiamo anche la possibilità di conoscere non solo la sua storia e quella di Primordia, ma anche quella dei suoi amici. Di solito per i fantasy prediligo molto la terza persona poiché ti da la possibilità di avere più punto di vista. Ma in questo caso la scelta della prima persona la trovo più che azzeccata.
Altro punto a favore per l'autrice: le creature presenti in questo libro. Devo ammettere che l'originalità la troviamo anche in questo caso. Morhn, Dhrek'Morhn, Fangor e tanti altri. Ma state molto attenti se vi ritrovate di fronti alle prime due creature, sono quelle più pericolose, quelle cui stare in guardia.
Insomma questo libro ha tutte le carte in regole per poter essere un buon fantasy, ma soprattutto una bellissima serie fantasy. Da amante di questo genere lo consiglio a tutti coloro che non solo sono amanti di questo genere, ma a coloro che desiderano approcciarsi per la prima volta al fantasy. La nostra autrice saprà conquistarvi per bene!
Primo di una saga fantasy di 4 volumi, Primordia. L'alleanza ci porta in un mondo che è molto più di quello che riusciamo a leggere in queste pagine, è molto più di quelle ombre misteriose che si aggirano nei boschi, è molto più di un drago, appartenente all'ultimo Cavaliere, è molto più di qualche pietra nera e di qualche incantesimo. E' molto di più.
Fendra è un Aster, fa parte dell'esercito di Asterya, ha dedicato tutta la vita a combattere i mostri, ma ultimamente qualcosa è cambiato. Quelle che erano solo ombre, adesso attaccano i villaggi, trasformano gli umani in qualcosa di mostruoso, e lei deve sconfiggerle. Vengono chiamate Morhn, creature che una volta erano umani ma che la Pietra Nera ha trasformato in mostri.
Dopo trent'anni che Venohr, il regno di pietra, ha abbandonato l'Alleanza tra i regni di Fharna, Halbor e Suthra, il Velo, una misteriosa barriera magica che divide le Terre Libere dal regno, ha iniziato a vacillare e le Terre Libere non sono più al sicuro. Fendra, con i suoi più cari compagni l'arciere Drewan, il mago Hale ed il principe nonchè unico Cavaliere di drago William, inizieranno un'avventura che li porterà lontano per tentare di scoprire da dove arrivano le Morhn, chi le genera, che cosa vogliono, perche il Velo si è fatto più debole e la paura è tanta.
Primordia è il primo romanzo di Juls e non ha nulla da invidiare ad altri romanzi fantasy di scrittori più "rodati". In perfetto stile GDR, la narrazione di Primordia è veloce, pratica e mai lenta, le descrizioni dei luoghi non sono mai pesanti od insistenti, i combattimenti sono veloci, descritti come se si stesse narrando una campagna (e se hai già partecipato ad un GDR puoi benissimo capire come è stato leggere questo romanzo), i dialoghi sono taglienti ed ironici, come tra un gruppo di amici.
L'atmosfera familiare che si respira tra le pagine è qualcosa che non si trova spesso. Qui i personaggi sono una famiglia ed è facile potersi immedesimare in Fendra, William, Drewan o Hale. La complicità che c'è tra loro è davvero unica e l'ho adorata fino alla fine (perchè la fine è veramente tosta da digerire).
Primordia è un romanzo che ti segna... ci troviamo davanti un fantasy vecchio stile e tutti sanno quanto mi piace questo genere di letture. Draghi, maghi, magia nera wow un mondo che avevo accantonato ma che con lui ho avuto il piacere di riprendere per mano...
"Siamo ombre e luce, anime dimenticate che bruciano nelle tenebre"
Primo volume di 4 romanzi, Primordia ti porta a fare i conti con il passato a quando una guerra venne scatenata dal tradimento di Venohr uno delle 4 colonne portati di Primordia. Da quel giorno sono passati trent'anni e nonostante l'equilibrio sembra essersi ristabilito qualcosa agisce indisturbato nell'ombra trasformando gli esseri umani in mostri terrificanti sotto forma di ombre, i Morhn ma che si evolvono e una volta completati prendono il nome di Dhrek'Morhn ovvero mostri al pieno della loro potenza.
Aveva ragione la mamma: i mostri non si nascondono nella notte. Sono attorno a noi. Camminano, mangiano, dormono. E urlano.
La protagonista di questa storia è Fendra, colei che nonostante ami alla follia la sua famiglia, decide di arruolarsi all'accademia di Asterya per combatterli, cosi da riportare la pace nelle Terre di Primordia.
Non voglio dargli una stella perché su GR ho valutato con una stella libri peggiori ma due stelle forse sono anche generose perché qui dentro manca tutto ed è anche noioso da leggere. Sorry, ora argomento altrimenti sembra che stia devastando il libro per sport.
L' autrice ha chiaramente a cuore i personaggi a scapito del resto e il problema è che in un libro, specie fantasy, non basta scrivere dialoghi con frasi a effetto o cercare di far capire i sentimenti dei personaggi al lettore per andare a segno, e sottolineo "far capire" perché non c'è una vera e propria empatia che si instaura tra lettore e personaggi o neanche una messa in scena del vissuto emotivo, che viene solo raccontato. Al di là di questo, il problema principale è che non c'è neanche una trama. Sì, c'è una concatenazione di eventi... ma non è una trama, non è una storia, è solo concatenazione di cose in cui il fil rouge si sfilaccia fino a perdersi. Ho letto altre recensioni negative per avere riscontro dei miei pareri e in effetti sono concorde nel dire che si sente la mancanza di uno show don't tell efficace che abbraccia personaggi ed eventi; per far capire il livello di informazioni a scapito della messa in scena, ad esempio, sono rimasta disorientata già nel primo capitolo perché in quattro o cinque momenti diversi ci vengono date informazioni sui mostri ma in modo così ravvicinato e per bocca della protagonista che spiega che non riuscivo a immagazzinare niente e appena leggevo già le dimenticavo. Le creature o i luoghi hanno dalla loro infodump random poi, invece, dei due personaggi maschili introdotti assieme alla protagonista non abbiamo neanche una descrizione fisica per immaginarli (e idem per la stessa protagonista!) così che quando capitoli dopo capiamo di che colore abbiano gli occhi e i capelli (una descrizione un po' acerba nel tratteggiare un personaggio ma sarà l' unica che avremo) è già tardi che hai dovuto immaginarli come ti capitava. Poi capisci che non era neanche importante immaginarli perché sono tutti uguali tipo figurine che dipendono dalla protagonista. Ho capito l'esigenza della prima persona e del vedere qualcuno con il proprio filtro ma se io interagissi con almeno due persone avranno un briciolo di differenza nei gesti e nel parlato, no? Invece sono tutti interscambiabili nelle intenzioni e nei comportamenti, specie gli amici che praticamente entrano in scena solo per fare da psicologi alla protagonista. Riguardo al worldbuilding e all' atmosfera, anche qui, purtroppo si vivono e si respirano troppo poco per riuscire a mettere in un contesto le vicende: all' inizio credevo volesse basarsi su un worldbuilding che il lettore desse per scontato, del tipo molto simile a un contesto medievale o da gioco di ruolo in cui ci sono gli archetipi che l' autrice ci presenta (druido, guerriera, cavaliere ecc.), il che ci poteva anche stare... ma in realtà non c'è neanche quello. Ho avuto difficoltà anche solo a immaginare Asterya perché ci viene descritto come un palazzo fatto così e così, stop. O addirittura durante la festa pre-torneo si parla di "bibite" e "gazebo" davanti cui ho un attimo avuto delle perplessità perché non riuscivo a collocarle in un tempo e un luogo e non capivo se fosse una - mi si perdoni il paragone - cafonata alla Jennifer Armentrout che nel Medioevo fa bere calici di bollicine in taverna o avesse senso e avessi mancato io il punto. Praticamente ho immerso io i personaggi in un immaginario che però, a questo punto, non è Primordia ma "Chiara immagina le stanze di Kaer Morhen, un interno alla GoT, le segrete di un castello random ecc. perché è quello a cui è abituata" in modo assolutamente arbitrario. Non ha aiutato neanche il fatto che Asterya è... cos'è? Un' accademia? Una roccaforte? Sono dovuta arrivare al 40% per avere conferma che fosse un' accademia (di cosa? Mistero), insomma un qualcosa di ordine e disciplina sicuramente eppure i personaggi fanno quello che vogliono come gli gira. Viene detto "infrangeremo le regole se facciamo questa cosa" ma tu neanche sai quale sia la regola per cui... Okay? Mi fido, procedi come se non ci fossi? Tanto neanche ti beccano mai quindi tutte chiacchiere. Addirittura i sotterfugi "distrai la tizia di guardia col tuo fascino mentre io mi infilo nelle segrete" ceeeeeerto, okay l' ormone ma se io sto di guardia da qualche parte può arrivare anche lo stragnocco più bello dell' universo a distrarmi ma me ne accorgo se nel mio campo visivo non ci sta più l' amica che lo accompagna. Il piano sarebbe fallito se la tizia avesse buttato l'occhio ogni tanto per non far sentire la protagonista la terza incomoda lol No, okay, ora sono sarcastica ed era per alleggerire un po' ma, per dire, okay la sospensione dell' incredulità se mi dici che l' accademia è un posto rigoroso mi aspetto che lo sia senza il bottone accendi-spegni per esigenze di trama.
Peccato perché un briciolo di worldbuilding in un fantasy non può mancare, fosse anche semplice o derivativo e anche solo per dare delle coordinate in cui muoversi: viaggiare di posto in posto nominando nomi come bandierine segnaletiche senza comunque far respirare quei luoghi non lo sostituisce. Peccato perché il potenziale delle introspezioni sa farsi apprezzare ma finché non vivono di carne e sangue restano riflessioni su carta. Infine, peccato perché la portata di qualsiasi evento diventa nulla se non c'è una trama a sorreggerlo. A essere onesta il mio viaggio con Primordia vorrebbe finire qui... ma potrei andare avanti perché sono passati anni dal primo libro e magari nei seguiti l' autrice ha già migliorato alcuni aspetti.
MINI SPOILER giù!
da quando li ho visti battibeccarsi ho voluto la bromance Hale-Drewan, quando è arrivato il momento one bed trope speravo ci si infilassero loro lasciando fuori la protagonista ahahah e invece Hale... Nevermind.
Sono rimasto un po' deluso da questo romanzo, ma probabilmente in parte è perché avevo settato in maniera sbagliata le mie aspettative verso questa scrittrice esordiente. Il libro, a mio avviso, più che un young adult è da considerarsi un libro per giovanissimi (età tra gli 8 e i 10 anni) come quelli della collana rossa de "Il battello a vapore" (lo so, sono vecchio!). Questa constatazione non vuole né togliere né aggiungere nulla al libro, ma è, per l'appunto, una mera constatazione. Una prima critica invece è alla totale mancanza di editing e a qualche refuso grammaticale di troppo che costano al libro una, se non due, stelle.
TRAMA: in teoria molto semplice e in linea con i fantasy classici. C'è una minaccia che in qualche modo arriva da un nemico lontano a causa di qualcosa capitato nel passato. I protagonisti sono un gruppo eterogeneo di ragazzini di cui non è ben chiara l'età (sia quella anagrafica, sia quella mentale) a cui viene affidata una missione importante ecc. L'antagonista è un signore oscuro che usa la magia per i suoi scopi malefici. Resto apposta sul vago per non fare spoiler. Nonostante la linearità del fantasy classico, si fa fatica a seguire lo sviluppo della storia. I fatti accadono senza nesso logico e senza riuscire a trascinarti con loro.
MONDO FANTASY: Qui si poteva fare molto di più. Anche in questo caso ci sarebbero buoni spunti, se non ottimi, che però si perdono nella confusione generale dell'autrice. Creature buttate a caso, background del mondo quasi assente, descrizioni della natura poco accattivanti. L'atmosfera generale che si respira leggendo è sempre la stessa, che ci si trovi in un villaggio, in una città o in un bosco. Tutto appare come uno sfondo opaco. Qui sicuramente un buon lavoro di editing avrebbe fatto guadagnare molti punti.
PERSONAGGI: la scelta di raccontare la storia in prima persona dal punto di vista della protagonista annulla e appiattisce tutti gli altri personaggi. Di loro si sa e si capisce poco, e non ci si riesce ad immedesimare. Quando qualcuno muore la reazione del lettore è poco diversa da una veloce alzata di spalle. I dialoghi sono sempre molto semplici e in linea con il target 8-10 anni. Non ho apprezzato invece che le azioni della protagonista, non avessero mai delle conseguenze per lei. Si tratta di una cadetta dell'accademia militare di Asterya, che ne combina una più di D'Artagnan disobbedendo ad ordini diretti, rubando oggetti preziosi ai propri superiori, interrogando e quasi uccidendo prigionieri che le era stato espressamente vietato di visitare e il massimo rimprovero che riceve in un ambiente marziale come quello in cui dovrebbe essere è una cosa tipo "adesso smettila di fare la testa matta!". Mi sono cadute le braccia.
GENERALE: Oltre a ritenere una scelta poco felice quella di usare la prima persona come punto di vista, ritengo poco efficace anche l'aver utilizzato il tempo presente nella narrazione. Infatti, personalmente, lo trovo più adatto a racconti brevi e veloci piuttosto che a romanzi, soprattutto se di genere fantasy classico e quindi ambientati in una epoca attigua a quella medioevale. Anche il lessico spesso mi ha lasciato perplesso. A tal proposito cito due esempi che mi ricordo: ad un certo punto la protagonista beve una "bibita" e subito me la immagino con una lattina di Coca Cola, oppure i personaggi si rivolgono con il titolo di "sua maestà" verso un principe, quando questo titolo è riservato solo agli imperatori e solo in epoche più recenti anche ai re, ma sicuramente non ai principi.
CONCLUSIONE: Un libro che con la giusta revisione professionale avrebbe tranquillamente raggiunto la sufficienza, se non qualcosa di più, ma che invece pone l'accento sulla poca esperienza di quest'autrice. Si respira frettolosità e approssimazione dove la mano di una casa editrice vera avrebbe sicuramente giovato al lavoro. Ancora una volta mi trovo a bocciare il lavoro di un esordiente autopubblicato.
Capita spesso che i fantasy italiani siano considerati di serie B rispetto agli autori anglosassoni: è vero che forse, fino a poco tempo fa, la letteratura italiana non ha visto di buon occhio il genere ma, cercando tra i libri editi e quelli autopubblicati, si possono trovare anche delle chicche. Primordia è una di queste. L'Alleanza è, infatti, il primo libro di una serie ambientata in un mondo fantasy all'apparenza piuttosto tradizionale, composto da differenti regni, alcuni alleati e alcuni in conflitto fra loro, in cui insieme agli umani vivono anche creature fantastiche come ninfe e draghi. Su questo continente vigila un'accademia, Asterya, che, coordinando gli sforzi di maghi e cavalieri, ha il compito di garantire la pace e mantenere l'ordine tra i vari regni. Fendra, la protagonista, una ragazza forte e determinata, è una Aster, ovvero un membro dell'Accademia addestrato a combattere i mostri che infestano Primordia. Da questo punto di vista l'autrice ha creato un pretesto davvero originale: i mostri che infatti Fen e i suoi amici si trovano a dover combattere, si chiamano Mohr e non sono altro che esseri umani trasformati da un'infezione legata a un terribile manufatto magico, la pietra nera. Ma non è tutto: una volta completata la trasformazione e perso l'ultimo briciolo di umanità, questi esseri diventano creature ancora più terribili, le Darhen Mohr non solo ancor più pericolose, ma anche molto difficili da uccidere. La pietra nera è uno dei grandi misteri del libro: i suoi poteri e i suoi effetti sono devastanti e non ancora del tutto esplorati: a mio avviso si tratta di uno degli aspetti più coinvolgenti della saga e spero che ciò verrà approfondito nel prossimo volume della serie. Quello che più mi è piaciuto di Primordia è, però, la sua scorrevolezza: si tratta di un romanzo che si legge tutto di un fiato, senza un attimo di noia, caratterizzato da una scrittura asciutta, senza troppi passaggi arzigogolati o giri di parole. Per quanto riguarda la trama devo dire che se la prima metà del libro si sviluppa su binari standard (che qualcosa andasse storto in una certa situazione, senza fare spoiler, era piuttosto prevedibile) la seconda inizia già a mostrare segni di originalità che credo verranno ripresi anche nei volumi successivi. Non a caso, una delle cose belle riguardo all'evoluzione di questo volume è la sua imprevedibilità: mentre i primi capitoli li ho trovati prevedibili (e credo, col senno di poi, che sia stata tutta una scelta dell'autrice) più la narrazione procedeva, e più la storia si discostava dai cliché per percorrere una strada tutta sua. Dal punto di vista dei personaggi, devo dire che, essendo ancora un primo libro di serie, il percorso di evoluzione è ancora agli inizi: nonostante il carattere forte e la grande forza di volontà, Fen è una protagonista narrativamente ancora immatura, ma il suo percorso di crescita deve ancora entrare nel vivo. Stesso dicasi per i coprotagonisti, Hale e William: una cosa che ho apprezzato, riguardo alle relazioni tra questi tre personaggi, è che, almeno in questo primo libro, l'autrice abbia deciso di porre l'accento sull'azione anziché sul romance, e ciò ha scongiurato, almeno per ora, il rischio di un triangolo amoroso telefonatissimo! Dunque, in conclusione la mia valutazione è di quattro stelline. Primordia si è rivelata una lettura piacevole e un inizio di saga davvero promettente.
Ambientato in un mondo in cui i mostri non sono solo quelli nascosti nella fantasia ma sono ben reali e tragicamente tangibili, Primordia è un fantasy al contempo atipico e classico. Fendra è una ragazza indomita, consapevole che perché il male vinca basta solo che i buoni non si ergano in suo ostacolo. Abbandona la madre e la sorella proprio per questo, e si arruola per difendere il suo mondo proprio dai questi mostri tragicamente tangibili. Il suo è un personaggio complesso, pieno di sfumature, con cui è facile identificarsi, complice anche uno stile di scrittura schietto e diretto, che ci trascina subito al suo fianco mentre compie i suoi primi passi per crescere come Aster, e siamo sempre accanto a lei mentre la vediamo prendere consapevolezza che a volte quando si sente un grido d'aiuto si deve rispondere a prescindere da tutto. Primordia è un libro che fonda le sue basi sul concetto di male e bene più puro e classico dei Fantasy. Quel bene che in realtà poggia le sue radici nell'onore e nel rispetto proprio come per William, quel bene che si trasforma in un legame d'amicizia indissolubile per cui si sarebbe pronti a gettarsi nel fuoco per salvare l'altro, proprio come per Drewan e Hale. Proprio come un buon fantasy, Primordia parla di onore, rispetto, amicizie indissolubili e coraggio indomito, ma parla anche di altro. Parla dell'affrontare le proprie paure, di uscire dal guscio e addentrarsi nel mondo a dispetto di tutto, a dispetto del dolore che si potrà provare, perché crescere è anche questo. Fendra cresce davanti ai nostri occhi, passando gioie e dolori, ma uscendone sempre un po' più forte di prima. Questo è un libro che affronta, ed ecco dove risiede il suo essere atipico, il concetto della diversità e di quanto in realtà cose come titoli ed esteriorità non valgano nulla al confronto dell'animo interno di ognuno di noi. Cosa dire di più di un libro che oggettivamente denota una bravura dell'autrice che ci fa ben sperare non solo per questa saga ma anche per possibili saghe future? Primordia non è un classico fantasy, perché è macchiato da quella modernità che lo rende però più attuale e più accessibile anche a chi non è un gran cultore del genere, ma che attirato dalla bellissima copertina (di dragonage-iana memoria) e dalla trama accattivante potrebbe prendere in mano questo romanzo e pensare di dargli una chance; ma è anche un libro che attinge a quattro mani da tutti quei valori e quei pilastri che rendono il genere fantasy la culla delle grandi ed epiche battaglie tra bene e male e che ci scaldano il cuore con valori più grandi di noi e che vorremmo sempre portare nel mondo reale. Un libro consigliato, quindi, sia a chi si approccia a questo genere per la prima volta, sia a chi è un consumato lettore di fantasy, perché il vento di freschezza di Primordia piacerà sicuramente ad entrambi. Unica pecca? Avrei voluto fosse più lungo, soprattuto avrei voluto che fosse dato più spazio all'ultima parte del libro, ma confido nel secondo volume!
Bella grafica, scrittura fluida, protagonista interessante, ma con qualche appunto.
Conosco l'autrice e non vedevo l'ora di poter mettere le mani su questo sui primo progetto. A lettura ultimata, però, ho diversi appunti da fare che forse aiuteranno altri ad orientarsi nella lettura.
Il progetto grafico di Primordia è veramente ben fatto, mappa e copertina incluse. Non sembra un libro autopubblicato, ma uno vero e proprio che puoi trovare in libreria.
L'autrice scrive molto bene. Stile fluido, chiaro e semplice. Dialoghi ben resi e caratterizzazione coerente. Ci sono delle frasi molto carine nel romanzo che mi sono rimaste impresse.
Ci troviamo in un contesto fantasy classico , un mondo da gdr, che ha pochi elementi originali, che è una cosa che personalmente ricerco nel genere. PRIMORDIA è consigliato a un pubblico giovane che si avvicina al genere. Per chi mastica fantasy da un po' la lettura potrebbe essere troppo semplice (o almeno questa è stata la mia esperienza 😊)
Il romanzo non è mai pesante o noioso, ogni pagina è un pezzo di storia che avanza e non si rischia mai di fermarsi. L'ho finito in un giorno e mezzo, quindi direi che si legge molto bene.
La protagonista della storia è Fendra, guerriera di Asteria che si ritroverà ad affrontare le sue più grandi paure, al fianco degli amici di una vita. Seguiamo la storia dal suo punto di vista, con un focus costante sulle sue paure, dubbi e desideri.
Bello il legame tra i protagonisti. William, Fendra e Drewan sono amici da anni, ma avrei preferito un po' più di approfondimento. Come lo sono diventati? Cosa hanno condiviso? Come si è creato questo legame che ha portato tre estranei a diventare una famiglia? L'amicizia è il motore della storia e avrebbe avuto bisogno di più approfondimento, secondo me.
Il romanzo è breve , circa 250 pagine. Ho sentito la mancanza di un approndimento sul worldbuilding. Tutto molto basic , non ci si sbilancia per creare qualcosa di unico (almeno per ora).
Primordia è stata una lettura piacevole, ma con diversi appunti. Ci sono stati momenti in cui non capivo cosa stesse succedendo, seguivo i personaggi e non la storia. Il narratore in prima persona è un po' limitante, a mio parere. Abbiamo una costante primo piano su Fendra e sappiamo tutto delle sue preoccupazioni e poco del passato che ha portato insieme i protagonisti. Magari uscirà fuori qualcosa nel prossimo volume.
La trama si concentra su una cadetta dell'accademia di Asterya, Fendra, che assieme alla sua squadra sarà mandata ad indagare su diversi fenomeni sospettosi che sembrano far pensare al ritorno di un regno ormai distrutto da trent'anni, Venhor. Tra città enormi, foreste oscure e luoghi dimenticati, il viaggio di Fendra non sarà semplice, contornato da scontri, nuovi alleati e, purtroppo, molto dolore. . Non sono mai stata una grande amante della scrittura in prima persona, ma è stata una lettura talmente scorrevole che non mi è affatto dispiaciuta. Ho apprezzato tanto l'accortezza nei dettagli usata per la costruzione di Primordia, i regni mi sono sembrati ben definiti, così come ogni luogo descritto. Ho apprezzato molto la scrittura dei combattimenti, abbastanza veloce ma molto precisa. I personaggi, invece, avrei voluto conoscerli meglio. Non ci sono state grandi descrizioni fisiche, mi sarebbe piaciuto averle così da ricrearli nella mia testa e vivere meglio la loro avventura. Emotivamente parlando ci sono stati dei colpi al cuore, ho sorriso e ho sofferto con il gruppo, mi sono un po' affezionata a loro, sono ragazzi molto semplici con cui è facile rivedersi. Apprezzo molto quando i protagonisti non sono invincibili e hanno pregi e difetti. L'unico punto a sfavore, per me, è stato che ai protagonisti hanno un po' abbuonato il loro modo sbagliato di agire. C'è stata molto accondiscendenza verso di loro, avrei voluto trovare un po' più di intoppi... dopotutto a dei cadetti non può andare sempre tutto bene. Il finale aperto mi ha dato l'hype decisivo per farmi capire che avrei voluto leggere il secondo libro, spero che prenda presto vita. Primordia è un mondo intrinso di magia, di misteri e di avventure che non vedo l'ora di conoscere. Penso che abbia un potenziale incredibile ed è strutturato molto bene. Una delle cose che amo di più del genere fantasy è proprio la storia del mondo, la lore che c'è dietro, i vari popoli, le razze, la spiritualità. Quello che vorrei per i prossimi libri è proprio scoprire di più di tutto questo, voglio che i personaggi crescano, voglio conoscerli meglio sia fisicamente che sentimentalmente. E, soprattutto, voglio sentire ancora di più l'atmosfera del dark fantasy.
Primo libro di una nuova serie fantasy, ambientata in un mondo dove la magia è alla base di tutto e dove esistono pure i draghi, anche se per il momento ne abbiamo incontrato solo uno.
Trent'anni prima del tempo in cui si svolgono i fatti narrati nel libro, l'alleanza dei regni ha subito un tradimento e tutti ne hanno patito le conseguenze. Da allora alcune ombre, ammantate di magia nera, sono in agguato e aggrediscono le persone, condannandole a un destino peggiore della morte. Contro queste combattono gli Aster, i guerrieri di Astreya, e Fendra sta allenandosi per diventare una di loro. Non tutto però è chiaro e all'orizzonte il male sembra essersi svegliato. È tempo di eroi.
Questo è un fantasy ricco degli elementi classici cari al genere, che io leggo sempre con tanto piacere. Il mondo creato ha le sue regole e la sua ambientazione, che vengono caratterizzate senza annoiare il lettore. Con Fendra capiamo così la situazione politica e le dinamiche della magia, aiutati anche dai sui amici, Drewan, Hale e il principe William.
La caratterizzazione dei personaggi mi è piaciuta, ognuno ha la propria personalità ma insieme funzionano meglio. Ho adorato l'importanza che viene data all'amicizia, alla lealtà. Il target per cui è pensato il libro aiuta in questo, è però un elemento importante che ho apprezzato leggere.
La storia è ricca di eventi, non ci si annoia mai, ci sono continui colpi di scena. Non ho trovato molta introspezione, ma la trama non porta a questo, è più un susseguirsi di azioni e vicende. ... continua sul blog
Primordia: l’Alleanza, primo volume della saga, catapulta il lettore nelle magiche terre di Primordia, che vivono in pace ed equilibrio da ormai 30 anni. • Questa fragile stabilità verrà presto minacciata da ciò che si annida nel buio, negli anfratti più oscuri. L’Aster, la combattente di Asteria, l’Arciere, il Cavaliere, il Mago: amici, compagni, uniti con una sola missione da portare a termine. Salvare il destino delle terre di Primordia🐉 • Il genere fantasy italiano è povero di autori, e lo sappiamo; io stessa, da grande appassionata del genere, conosco davvero poco e Giulia è stata una piacevole rivelazione✨ • Il suo romanzo d’esordio ha il sapore del fantasy classico, ambientazioni da GDR e una protagonista dai valori forti e umili origini. • Fendra è una guerriera dall’animo temprato da ciò che ha affrontato, una combattente, un’Aster, con un amore radicato verso i suoi affetti più cari, un senso di lealtà e protezione forti🗡 • Sono entrata subito in empatia con lei e spesso mi sono venuti i brividi in alcuni momenti per lei molto complicati🗡 • Non è la solita protagonista, nata in un piccolo borgo ma che si rivela essere l’ultima discendente di una dimenticata stirpe di stregoni. È forse questa sua estrema “normalità”, rispetto ad altre protagoniste fantasy, che ho apprezzato di più in lei.🐉 • Avrei forse voluto conoscerla un po’ più a fondo, addentrarmi nei suoi pensieri, vedere qualche sfaccettatura in più...ma credo che, nell’arco dei prossimi libri, avremo tempo e modo di farlo.🐉 • Lo stile di Giulia è fresco, scorrevolissimo (l’ho letto praticamente un un giorno): non è articolato come ci si aspetterebbe dal fantasy classico, ma non per questo meno evocativo ed accattivante. I profumi, le sensazioni, i suoni: è stato tutto estremamente chiaro e percettibile per me🐉 • Non vedo l’ora di andare avanti e scoprire cosa il destino riserverà a Fendra e alla sua Primordia🐉
Fendra, rimasta orfana di padre, decide di entrare ad Asterya lasciando a casa la sorella e la madre. Ad Asterya viene insegnato ai soldati come uccidere le Mohrn, esseri d'ombra controllati da degli stregoni. Questi esseri possono essere uccisi solo da armi magiche ed è possibile uccidere le persone che si stanno trasformando prima che la trasformazione sia completata. Fendra non ha una famiglia e decide di costruirsela da sola all'interno di Asterya, i suoi migliori amici, la sua famiglia sono Hale, un giovane mago promettente, Drew, un abile ragazzo e il principe William. I quattro si trovano a dover combattere per proteggere il loro regno ma la sofferenza sarà tanta e non diminuirà con il passare del tempo.
Un libro dallo stile incalzante, l'ho terminato in 3 notti e non vedo l'ora di leggere il continuo. Fendra è un personaggio che ho apprezzato tantissimo, forte, determinata, legata alla sua famiglia da un legame intenso e indissolubilmente, è l'eroina che fa di tutto per salvare le persone che ama.
Inizio con il dire due cose, che potrebbero sembrare in contrasto tra loro: ho percepito questo primo volume della saga molto come un esordio, ma allo stesso tempo mi ha invogliato a proseguire nella lettura della saga. Per me merita tre stelle piene, ma ci sono degli elementi che non mi hanno convinto del tutto. Il worldbuilding è interessante e particolare, si vede che l'autrice ci ha ragionato tanto e ha studiato a fondo ogni creatura o personaggio che appare, ma si è catupultati in mediia res, tante cose non vengono spiegate ma sono date per scontate, il che ha reso difficile all'inizio immergersi completamente nella storia. Fendra è un personaggio affascinante, che sfugge quasi del tutto al canon stereotipato dell'eroina dei fantasy, riesce a tenere bene la struttura narrativa e a veicolare la maggior parte delle informazioni. Questo libro sarebbe assolutamente perfetto come audiolibrio: scorrevole, narrato in prima persona, con frasi corte e asciutte. Nella lettura, per il mio solo gusto personale, risulta invece a volte troppo sincopato. Come detto i pregi superano comunque i "difetti" rendendomi molto curiosa di come continuerà la saga.
Ho scoperto questo libro dopo un passaparola su Instagram tra varie autrici e devo dire che ne è valsa la pena! Per essere un fantasy l’ho letto davvero in poco tempo 😂 di solito ci metto un mesetto, soprattutto con il primo volume. Sicuramente lo stile dell’autrice ha aiutato, ma anche la trama non è da meno: piena di colpi di scena, creature fantastiche, maghi, guerrieri e chi più ne ha più ne metta (sbaglio o ho intravisto anche un pizzico di attrazione/amore tra la protagonista e uno dei personaggi?! 😜)! Ho una passione per le storie che comprendono la magia ✨ è il primo libro che leggo che comprende anche un drago però e devo dire che mi è piaciuto molto! 🥰 L’unica pecca che ha è che è troppo corto 😂 avrei voluto qualche avventura in più prima di restare in sospeso!
Sicuramente leggerò i volumi seguenti, sono troppo curiosa!
Un buon primo libro. Questo libro è un buon romanzo per ragazzi, che sicuramente a 15-16 anni avrei adorato. Belle ambientazioni, bella trama e personaggi a cui finisci per affezionarti almeno un po'. Ma ci sono alcune cose che non funzionano: innanzitutto ci sono frasi troppo spezzettate, cose del tipo “lui mi guarda. Io annuisco. Partiamo...” eccetera. Sarebbe meglio fondere tutto insieme per creare frasi omogeneo e non spezzare eccessivamente la lettura;ollegato a questo ci sono i paragrafi troppo brevi che confondono la vista e creano difficoltà nella lettura; da ultimo, ho trovato alcune descrizioni ridondanti o messe nel posto sbagliato. Consiglio di inserire più dialoghi per dettare meglio il ritmo e per evitare che le descrizioni siano inserite a casaccio. Per il resto è un buon primo romanzo (chiaramente parte di una saga).
La saga di Primordia si mostra come un fantasy classico con piccoli sprazzi di dark fantasy. Il pubblico di riferimento sono sicuramente gli adolescenti ma è veramente godibile a qualsiasi età. La prima persona forse spiazza nelle prime, ma andando avanti con la lettura e capendo quante emozioni l'autrice ha voluto inserirvi si capisce il perché di questa scelta. Questo primo libro introduce al mondo di Primordia e ci permette di capire ed empatizzare con i protagonisti, succedono molte cose ma la lettura è fluida e scorrevole, arriverete alla fine del libro quasi senza rendervene conto e ne vorrete di più. Da amante di tutte le tipologie di fantasy non posso far a meno di consigliarlo, il deckbuilding è ben costruito ed i personaggi, tutti ben caratterizzati, vi rimarranno dentro. In attesa del secondo!
E' raro che legga libri così velocemente, ma ho divorato Primordia in un paio di giorni (anzi notti). Il fatto che sia in prima persona stranamente non mi ha disturbato più di tanto. Forse sono troppo abituata a protagoniste lamentose e Fendra mi ha stupito. E' sicuramente un libro per ragazzi o per chi inizia ad approcciarsi al fantasy, ma non lo trovo un punto a sfavore. Non possono essere tutti Martin o Tolkien, non tutti sono adatti a leggerli quindi ben venga un libro più leggero. Avrei preferito più pagine di approfondimento, ma comunque alcune scene mi hanno regalato tanto (mi sono anche commossa) quindi gli regalo volentieri cinque stelle. Aggiungo che è un libro autopubblicato ma si vede che c'è stato un gran lavoro sulla grafica e sul testo. Ero in dubbio avendo letto altri self e alcuni commenti, ma non ho trovato nulla da dire. Ha anche una mappa all'interno molto bella.
Le premesse sono davvero ottime, sono rimasta affascinata dalla caratterizzazione dei personaggi, dei guerrieri nati, pronti a tutto per votarsi alla causa. E anche la protagonista, Fendra, è una donna che sa il fatto suo; sicuramente gli eventi che si susseguono la porteranno a un processo di maturazione da non sottovalutare. A inizio romanzo troviamo una magnifica mappa che mi ha aiutata a muovermi all’interno del mondo, e a questo proposito voglio parlarvi del world-building davvero ricco di creature straordinarie che non hanno nulla da invidiare a Tolkien.
Certo, il romanzo ha i suoi punti deboli, ma nulla che una buona revisione non possa risolvere, per questo non mi sento di bocciarlo, ma nemmeno di promuoverlo a pieni voti. Su Goodreads infatti gli ho lasciato 3 stelline: per la trama, la rapidità con cui l’ho letto (perché mi ci sono volute solo 3 sere) e la caratterizzazione dei personaggi. Purtroppo, uno dei problemi è forse il finale, troppo affrettato e che lascia con l’amaro in bocca, così come i combattimenti li ho trovati molto confusionari. Nonostante questo, getta le basi per dei capitoli successivi molto validi e benché ci siano dei risvolti all’interno della storia, presenta queste lacune che mi impediscono di promuoverlo con 5 stelline.
Detto ciò, sono davvero curiosa di scoprire cosa succederà alla nostra Fendra, continuando a tifare per lei e William, l’ultimo Cavaliere dei draghi rimasto ad Asterya. Ringrazio l’autrice per avermi omaggiato della copia del romanzo.