Niente è facile nella sua vita, perché niente è normale nella sua vita. Fra angeli prepotenti e zuccherini, improbabili buttafuori con velleità da medium, rugbisti curiosi, parenti invadenti -viventi o meno- ed una migliore amica infaticabile, la protagonista si ritrova ad affrontare una situazione inaspettata e indesiderata... La colpa, come sempre, è di chi non c'è più, ma continua ad essere terribilmente indiscreto. A volte lo ucciderebbe, suo padre...se non fosse già morto.
Cassandra Gold - per RFS . Buongiorno care Fenici e ben trovate, l’aroma di caffè si spande nell’aria e amplia i sensi delle nostre menti preparandole alla lunga giornata d’impegni; ma il caffè può essere anche un piacere, un bisogno addirittura essenziale per chi ne apprezza i suoi benefici intrinsechi, facendone quasi un culto.
Marta e suo padre hanno da sempre condiviso questo piacevole rito, fino a quando, diciassette anni prima lui è venuto a mancare. La nostra protagonista però è un tipo tutto speciale e lo è anche la sua famiglia; così, quando una notte lei trova sul fuoco la moka messa lì quasi per magia, capisce che suo padre le vuole comunicare qualcosa di veramente importante. Accanto a lei la sua migliore amica, che le fa un po’ da psicologa, assistente e al bisogno da voce della coscienza secondaria. Voi direte: “Cosa ci sarà mai di così rilevante…un messaggio dell’aldilà forse?” Beh molto di più. Angeli, spiriti negativi, spiriti benevoli, l’arrivo del vero amore e un team di amici e collaboratori che operano intorno a lei, in forma spiritica e non, per alleviare le sue problematiche soprannaturali, come quella di bloccare e coordinare l’apertura di portali dimensionali dentro casa sua.
A vegliare dall’aldilà un papà premuroso che usa il caffè e lo zucchero per lasciare messaggi e una mamma al servizio degli interni angelici, di cui tutti, serafini e mortali hanno il sacro terrore. Senz’altro d’aggiungere, vi lascio alla lettura di questo romanzo divertente, interessante, romantico e un po’ folle, che non vi deluderà.
Avete mai avuto tra le mani un libro, sentendo in modo profondo che fosse lì apposta per voi? Per me è stato così. Appena ho visto la copertina mi sono detta: “Lo devo avere!” Spesso i libri arrivano nel momento in cui ne abbiamo veramente bisogno. Anche le serie tv, ma questa è un’altra cosa. In ogni caso ho trovato la storia molto ben strutturata. La scrittura è fluida e i paragrafi scorrono via come l’acqua. Sicuramente uno stile molto particolare; nella lettura, l’impressione che ho avuto è quella di vivere gli episodi di prima persona. Come se fossi dentro la testa della protagonista e vedessi tutto con i suoi occhi, leggendo i suoi pensieri più reconditi. Pensieri pazzi, un po’ sconclusionati, pieni di acume e assolutamente bizzarri. Il perno dell’opera è quindi centrato su di essi e non servono prolisse descrizioni di luoghi o personaggi per farcire una storia di per se già perfettamente funzionale. Io ho veramente amato questa protagonista nella semplicità della sua quotidianità. Un libro al quale non c’è niente d’aggiungere o da togliere, perché perfetto così com’è. Non voglio scendere in dettagli, per non rovinarvi la sorpresa. Ma preparatevi snack e quant’altro, perché non lascerete andare queste pagine tanto presto. Ah… ovviamente, preparatevi anche il caffè!
Se sono indecisa nell’inserire “PROFUMO DI CAFFÈ” nella Top Five dei libri più assurdi mai letti, sicuramente rientra in quella dei libri scritti peggio. Pieno di errori e scorrettezze linguistiche di vario genere che, a me che sono insegnante, hanno fatto accapponare la pelle più di tutte le entità extracorporee presenti tra le pagine. Marta, la protagonista, lavora come barista in un pub assieme alla sua migliore amica, sopravvivendo praticamente solo grazie a cibo indiano, chili di cioccolata ed ettolitri di caffè. Ha la casa infestata di spiriti, compreso quello del padre, che comunica con lei scrivendo messaggi con il caffè macinato, lo zucchero, libri aperti in pagine strategiche… Inizialmente pare elargire consigli amorosi ma, con il procedere della vicenda, si renderà utile per risolvere una questione ben più problematica. Fortunatamente Marta potrà contare sull’aiuto della collega, “psicologa”, “segretaria”, “voce del buon senso” (ed altri innumerevoli epiteti che stanno ad indicare la sua fidata amica), nonché su quello del suo predestinato ragazzo e di un rugbista cliente del pub. Tutti insieme si troveranno a dover prestare soccorso al belloccio che vive nell’appartamento sottostante a quello di Marta, ma che nasconde un segreto sulla propria natura (non umana…). Per concludere, considerando l’infimo livello di scrittura di Marta Beritelli, sono in prima persona sconcertata dal fatto di aver trovato questo romanzetto divertente: trama stravagante con lacune narrative (abbastanza trascurabili), protagonista scriteriata ed eccessiva negli atteggiamenti, caratterizzazione dei personaggi praticamente inesistente, dialoghi rapidi ed informali (in modo imbarazzante) che rendono però veloce il ritmo di una narrazione che fa spesso ricorso ad un linguaggio gergale, costante presenza di sketch tragicomici a volte corredati da battute piacevolmente spiritose. Lo consiglierei? Non lo so…