"È l’ultimo giorno di noi. E ti amo. E ti proteggerò. Come tu fai con me".Il mattino in cui Josh Blackmore, giovane medico dai forti ideali, incontra Anais Antinori, ragazza italiana alla deriva, non sa che la sua vita cambierà per sempre. Eppure ne percepisce il pericolo. Perché quella tizia misteriosa e un po’ sballata che ha preso alloggio nell’appartamento di fianco al suo, in una tranquilla palazzina del Village a New York, è come una bomba a orologeria, impossibile da disinnescare. Lei non ha regole, non ha orari, non sembra avere rispetto per nessuno. Però lui è un tipo tosto e soprattutto sa rispondere alle provocazioni. Quando una serie di eventi imprevisti rischia di far precipitare la situazione, Josh decide di intervenire generando in Anais una reazione inaspettata. Lei è diversa da come appare, ha molte cose da raccontare, un talento nascosto, la voglia di cambiare e il coraggio di guardarsi dentro. Tra i due nasce una stramba amicizia fatta di chiacchiere, condivisione e complicità. E a poco a poco si fa strada un sentimento profondo che li cambia e li travolge.Josh e Anais vivono come se fosse sempre il loro ultimo giorno insieme. Ma è la vita a sparigliare le carte. E l’amore è una promessa che dura in eterno. Al di là di tutto.
Vera Demes torna con la nuova intensa storia d’amore di due personaggi coraggiosi e forti che lottano per affermarsi in un mondo difficile e più complicato di quanto appare. Con la sua scrittura curata, scorrevole e perfetta ha il potere di appassionarci, di tenerci incollati alle pagine di questo romanzo che passa dall'ambiente ospedaliero a quello più degradato urbano della città. Conosciamo Josh, un uomo idealista, forte, determinato, gentile e sicuro di sé, che ha inseguito il sogno di diventare medico. È un uomo che non accetta l’aiuto degli altri, che non sopporta il fallimento e che non si fa ferire dalle battute sarcastiche e il disprezzo degli altri a causa di un passato doloroso che l’ha cambiato. È uno che ha combattuto fortemente per realizzare il suo sogno e che vuole cambiare la realtà della sanità americana. Non desidera impegni sentimentali a causa di un passato che lo ha forgiato e reso quello del presente. Dall’altra parte conosciamo Anais, una ragazza ribelle, impertinente, sfuggente, coraggiosa, convinta delle sue idee, diffidente, spavalda e così diversa dalle altre donne che frequenta Josh. Lei attacca per non essere attaccata, detesta il mondo circostante per timore di essere esclusa e finge di non avere emozioni per paura di perdersi. È un personaggio solitario, sicuramente indifeso, che cela la fragilità dietro una maschera di durezza e che conta solo su se stessa senza preoccuparsi delle conseguenze delle sue azioni. Josh e Anais sono due personaggi che lottano e non si arrendono, due testardi che si scontrano di continuo, due persone che dentro hanno tanta rabbia ma al contempo tanto amore da donare, accomunati dall'abilità di attribuire valore agli oggetti maltrattati e scartati dagli altri, di dare valore alla diversità che gli altri evitano. Sullo sfondo di una New York caotica, sporca, piena di odori e rumori, di luci, di frenesia, di musica, ma anche di sofferenza e povertà, i due personaggi ci accompagnano ad osservare le varie facce di una metropoli e tutte le sfumature che la caratterizzano e ad incrociare le vite di diversi personaggi che insegnano a vivere. Il loro è un sentimento che cresce e nasce come amicizia e si trasforma in qualcosa di più profondo come l’amore. Un amore che ci porta in alto mare e poi ci toglie il respiro portandoci negli abissi più profondi, in un susseguirsi e intrecciarsi di emozioni contrastanti. Se Anais ci accompagna a scoprire la luminosa metropoli newyorkese insieme alla sua faccia più povera e degradata, fatta di scappatoie e pericoli, Josh invece ci fa conoscere la realtà ospedaliera americana fatta di muri, di problemi e mancanze che lui vorrebbe cambiare e migliorare. L’autrice porta alla luce una realtà che molto spesso non guardiamo o fingiamo di non vedere, ovvero quella delle persone senzatetto che non hanno una fissa dimora e che ogni giorno lottano per sopravvivere. Di particolare importanza sono i personaggi come Mike, e poi Brenda e la piccola Missy che con la sua perspicacia e intelligenza ci regala momenti di dolcezza e affetto. Last Day – L’ultimo giorno di noi è una storia che ci insegna ad inseguire i nostri sogni, a lottare con le unghie e i denti, a vivere e a sopravvivere, ma anche ad avere il coraggio di andare controcorrente e a fare un passo indietro per poterne fare due e più in avanti.
Torna Vera Demes con la sua inconfondibile impronta stilistica, con il suo peculiare modo di trasmettere emozioni mai tiepide ma capaci di comprimere il cuore con pressione crescente. Quello che ancora una volta rinnova la mia smisurata stima verso la sua penna e la mia passione per le sue storie è la costruzione dei personaggi: è capace di cimentarsi in qualsiasi genere con una maniacale attenzione per l'intreccio tra emozioni e vissuto. Da quando l'ho scoperta, non ho mai conosciuto un personaggio superficiale o che mancasse di profondità d'animo, anche il più antipatico ha sempre un briciolo da cui attingere. In questo nuovo romanzo, la mia attenzione è stata risucchiata completamente dai due protagonisti, da tutto quello che si portano addosso dall'infanzia all'età adulta e quello che ne consegue nel loro ampio lato emotivo. I romanzi di questa autrice non sono MAI semplici storie d'amore e sentimenti, sono delle vere e proprie sedute psicologiche, dove al lettore non è permesso godersi un bacio o uno sguardo corredato da dialoghi impeccabili, senza prima aver riflettutto sui lati oscuri dell'animo e capire perché i personaggi pensano e agiscono in quel modo. Last day è un romanzo di riscatto sociale, ma ancor prima è una difficile prova davanti al proprio specchio interiore, quello che ci mette davanti al lato di noi che non accettiamo. Ecco, questo è quello che faremo insieme a Anais e Josh. Entrambi hanno tanto, tanto da raccontarci, e noi abbiamo ricevuto dall'autrice una poltrona privilegiata a un passo dalla loro coscienza. Due personaggi dalle numerose sfaccettature, con un passato che li ha in parte piegati e dal quale sono perennemente in fuga. Ma nella vita su carta, come in quella reale, arriva un momento in cui ci si deve fermare e voltare indietro, risolvere il passato "sospeso" per poter guardare avanti. Le cose irrisolte diventano come un male che avvelena il presente. Anais e Josh dovranno affrontare ciò che hanno lasciato indietro, per "trovarsi" nel presente. Sembrano diversi, come il giorno e la notte, e invece proprio perché sono molto simili troveranno il coraggio di affrontare i propri limiti e andare incontro al futuro armati di consapevolezza nelle loro capacità. Lo stile narrativo sempre impeccabile ci restituisce un romanzo così intenso da non rendersi conto di stare in apnea per più di quattrocento pagine in un impetuoso corso degli eventi e turbinio di emozioni che inevitabilmente scuote l'animo più sensibile (potrebbe sfuggire una lacrima al controllo). ATTENZIONE: questa non è una storia d'amore, questa è la storia di come trovare il modo di amare se stessi per poter amare gli altri. Come sempre, Vera Demes mantiene il suo posto sul mio podio personale tra le autrici che leggo perché rimangono una garanzia per stile e contenuti. Una magistrale ambasciatrice di romance e narrativa d'amore.
Cosa fareste per il vostro partner se sapeste che quello che state vivendo è l’ultimo giorno di voi come coppia? Quale regalo gli fareste? Confesso che io non ci ho mai pensato, dando forse per scontate tante piccole cose che ogni giorno ho la fortuna di vivere con la mia famiglia. Ma se non fosse così? Forse ogni emozione sarebbe amplificata dalla consapevolezza di non poterla più provare… Josh Blackmore è un giovane medico, chirurgo d’emergenza in un ospedale privato a New York; è molto bravo nel suo lavoro, che svolge con passione, anche se c’è qualcosa che lo disturba: Josh è un idealista, difende con fervore le sue posizioni ed è disposto a lottare contro regole ingiuste pur di prestare soccorso a tutti indistintamente, ricchi e poveri. Purtroppo il sistema sanitario americano e i vertici dell’ospedale in cui lavora non la pensano allo stesso modo e spesso si trova in situazioni spiacevoli con i superiori. Nato da padre americano e madre coreana, i suoi occhi leggermente a mandorla gli hanno procurato nella vita insulti e sofferenze. L’assenza del padre e una madre molto dolce e incapace di imporsi hanno fatto sì che la sua adolescenza fosse molto turbolenta: lo ha salvato lo sport. Ottimo giocatore di football, ha potuto accedere ad Harvard grazie a una borsa di studio sportiva; ma il suo sport preferito rimane il surf, che ha praticato a lungo a San Diego, sua città natale. Il suo aspetto fisico attira le donne, ma Josh è allergico alle relazioni stabili e al matrimonio: ecco perché mette bene in chiaro fin da subito di non volersi legare; ma Jeanette, la splendida ragazza con cui si vede da un paio di mesi, sembra persuasa di poterlo convincere del contrario. Anais Antinori, bolognese, si trova a New York per studio, ma si è cacciata nell’ennesimo guaio ed è stata espulsa dal College e dal campus: nemmeno l’adorato zio Michele stavolta è disposto a tirarla fuori dai pasticci e deve imparare a cavarsela da sola, assumendosi la responsabilità dei suoi comportamenti. È una giovane fata, con degli splendidi occhi viola, molto esile, ma altrettanto determinata. Non ha avuto una vita facile: è stata privata della madre, odia il padre per questo, ha assunto ogni atteggiamento ribelle possibile per sfuggire ai tentativi di controllo del genitore. Spesso frequenta uomini molto più grandi di lei e le sue esperienze sessuali si spingono ai limiti del normale.L’autrice descrive molto bene la solitudine di Anais dopo l’allontanamento dal campus, il rabbioso scoramento e la sua fame: vivere per strada in una megalopoli come New York non è cosa da poco ed è facile immedesimarsi nella disperazione e urgenza della ragazza, per quanto il suo atteggiamento sprezzante non la abbandoni nemmeno in questo momento. È un’anima spezzata e indifesa, che fa dell’attacco la sua miglior difesa; è ancora una volta in fuga, principalmente da se stessa. Anais è un riccio spinoso, che reagisce allontanando chi si preoccupa per lei, rifiuta ogni offerta d’aiuto con atteggiamenti odiosi e strafottenti: è quello che fa anche con Kendra e con Josh, che abitano nello stesso palazzo in cui è andata a stare lei. Anais e Josh sono più simili di quello che sembra: hanno vissuto situazioni simili, sensazioni uguali e la medesima rabbiosa, frustrante solitudine. Ed è per questo che quando si guardano pare loro per certi versi di essere davanti a uno specchio; ed è per questo che piano piano la loro conoscenza si approfondisce, si arricchisce di racconti personali e di confidenze. Ora l’uomo, più maturo, ha una vita e un lavoro soddisfacenti, ha imparato a controllare i suoi impulsi distruttivi, ha raggiunto una calma serafica che si esterna nel suo sorriso seducente e rilassato, mentre Anais, ventiduenne ribelle, deve ancora trovare la sua strada, un qualcosa che la appassioni e su cui convogliare le sue energie; quello che la medicina è per Josh insomma. Eppure nemmeno il dottore ha superato completamente tutte le sue difficoltà: non riesce a entrare in intimità con una donna, e Jeanette, che pure frequenta da un paio di mesi, è solo uno sfogo sessuale, che non sempre lo lascia pienamente soddisfatto. Tuttavia nel giro di poche settimane Josh e Anais diventano buoni amici: la stima della ragazza per l’uomo è cresciuta, grazie anche alla generosità di Josh, sempre disposto ad aiutare chi è in difficoltà (e Anais in questo momento lo è davvero…) Anais ha sempre usato il sesso per fuggire dalla sua dolorosa realtà e la sua vita è costellata di sbagli; ma una cosa sa di averla fatta bene: il bacio a Josh, un bacio unico, bellissimo e rivelatore. Ma c’è di più: il 4 luglio è una data che Anais ricorderà per sempre… Tuttavia il successivo comportamento di Josh la ferisce e la delude. Josh si rende conto che c’è qualcosa in lei che lo attira, qualcosa che non sa spiegare, qualcosa che si insinua in lui, lentamente e in profondità. La giovane vorrebbe allontanarlo, ma l’attrazione tra loro è troppo forte e insieme stanno bene, si completano, possono essere vicini a livelli più intimi. Josh capisce che nessuna nella sua vita è stata come Anais: con lei è tutto nuovo, anche il sesso; è più intenso e caldo, condito dal desiderio di penetrare la sua mente, oltre che il suo corpo. Resilienza; credo che questo termine si adatti benissimo a Josh: è riuscito a superare le difficoltà della vita, ha sofferto, ma si è sempre difeso e anzi ha tratto forza e determinazione proprio dal dolore. Forse per strada ha perso un po’ in sensibilità verso il genere femminile (e il suo colloquio telefonico con Jeannette, quando lei lo chiama infuriata, ne è la prova), ma bisogna dire che con Anais sta recuperando. E lei? Per Josh è disposta a fare tutto quello che si era ripromessa di non fare mai per un uomo: cucinare, farsi bella, emozionarsi, essere felice…
Se cercate una lettura d’evasione, qualcosa di leggero e frivolo, non leggete questo libro; perché la storia di Anais e Josh è pregna di significati, di spunti di riflessione, di temi importanti e profondi; ogni parola, ogni frase è pensata per far sì che chi legge si soffermi sul significato della vita, di certe sue manifestazioni. Tutto scritto in questo stile denso e caldo, meravigliosamente poetico e riflessivo, che è una delle caratteristiche che apprezzo di più di Vera Demes. La sua scrittura è gentile e delicata, ma anche intensa, potente. Per me personalmente è anche qualcosa di più: è come vedere messi su carta i miei pensieri, le mie osservazioni; è anche scoprire che alcune considerazioni ovvie hanno tutto un altro sapore quando sono messe in riga dalla bravura di un’autrice straordinaria. Ed è anche grazie all’abilità di Vera Demes che, mentre Josh ed Anais stanno vivendo un periodo felice e sembrano aver trovato per la prima volta nella loro vita l’amore, si avverte l’onda che arriva, travolgendo e sommergendo tutto. E poi la disperazione di Josh, l’ostinazione di Anais, i loro sogni infranti. Sapete cosa mi ha commosso particolarmente? Il radicale cambiamento di Josh, la sua decisione improvvisa e istintiva di andare contro ogni logica previsione, ogni evidenza scientifica, solo per rendere felice Anais, costi quel che costi. Un amore privo di egoismo, un amore puro e vero, un amore che sostiene i sogni, li rincorre e li fa diventare realtà. Ma sarà sufficiente o Anais ancora una volta scapperà via, nella solitudine che sempre ha caratterizzato la sua vita, lasciandosi alle spalle l’amore? Tanti i temi affrontati in questo romanzo, primo su tutti la sanità americana, che è riservata solo a chi ha possibilità economiche. Gli scrupoli di Josh, la sua volontà di salvare vite umane, al di là di qualsiasi conto in banca, lo guidano a testa alta verso decisioni che talvolta mettono a rischio la sua stessa carriera; ma è un duro, uno che ha sempre lottato per il raggiungimento dell’obiettivo e non si lascia scoraggiare. La solitudine, la povertà estrema degli homeless nelle grandi città americane è qualcosa che ho visto di persona: eccessi che convivono, intere vie piene di case di cartone, carrelli della spesa che contengono tutti gli averi di chi ha perso tutto, anche la dignità umana: una tristezza infinita che è anche una delle vergogne più grandi di un Paese che si definisce civile e democratico. In ultimo, visto il momento storico che stiamo vivendo, non poteva mancare un accenno al Covid-19, che tanto dolore e paura ha seminato in questi mesi nel mondo intero. Tutto però passato attraverso le mani sensibili e delicate di quest’autrice che anche stavolta ha dato vita a un romanzo meraviglioso e imperdibile.
Non è una storia d’amore”. E’ stato uno dei commenti che ho letto in una recensione, una frase che mi ha intrigato molto, oltre alla garanzia di una penna, quella di Vera Demes. Questa frase è stato il punto di partenza di una storia che ho letto tutto di un fiato, di un’intensità incredibile dove tutti i personaggi sono delineati benissimo, offrendo un contributo di loro stessi. E’ una storia forse anche corale, perchè oltre a Josh e Anais, ci sono Kendra, Mike, Missy che si offrono in modo diverso per rendere questa storia indimenticabile. I temi che percorrono questa storia sono delicati e attuali che Vera racconta con immensa bravura: discriminazione, emarginazione, classismo, fanno da file rouge alla storia di questi due ragazzi che fuggendo dalle loro paure si incontrano in una New York strana, a tratti meravigliosa e contemporaneamente cinica, capace di farti innamorare dei suoi angoli e odiare per la sua indifferenza. E’ una città, tra l’altro, che conosco benissimo. E' dove ho visto per la prima volta il volto dell’America più oscuro, più spietato vivendo sulla mia pelle una brutta avventura in cui ho rischiato di perdermi in un attimo, realizzando che una metropoli così può tanto affascinare quanto allo stesso tempo inghiottire. Ho amato Josh per la sua tenacia, la sua voglia di riscatto, l’abnegazione verso il proprio lavoro vissuto come una missione al punto da lottare per un sistema più giusto ed equo. La paura del fallimento lo ha reso davvero un personaggio stupendo perché fragile, autentico. In Anais ho adorato tutti gli sbagli, il forte senso di inadeguatezza, la rabbia, per la quale la fuga è la soluzione facile, per la quale la fiducia non è contemplata per nessuno. E’ un libro che va letto per molti motivi, non ho mai evidenziato così tanto in una storia. Mi resterà nel cuore, nella parte più profonda dove le emozioni più belle nascono. Come mai Vera mi ha portato in uno spazio intimo, utile a sognare e prendere quei pezzettini di racconti di vita utili a migliorarsi: “L’amore non si poteva programmare. L’amore era incurante. Nasceva tra le erbacce o tra vecchi ricordi, si ricomponeva al di là della logica, senza essere interpellato. Era un ospite inatteso, un convitato di pietra, un giullare capace di sparigliare le carte e incasinare la vita”. Tra i miei indimenticabili.