"Come si fa quando non riesci a stare insieme a una persona ma non riesci nemmeno a stare senza?"
Davide se lo chiede dal momento in cui ha conosciuto Cristian.
A sedici anni arriva in una nuova scuola, a Parma, e si fa subito ama disegnare e non nasconde di essere gay. Per questo viene preso di mira da alcuni compagni. Emarginato dai coetanei, si sfoga procurandosi ferite sul corpo e dipingendo quadri che nasconde nell'armadio.
Il leader dei bulli è il campione di nuoto della fisico atletico, occhi azzurri magnetici e un sorriso spietato. Il leader dei bulli è Cristian e sta con la ragazza più popolare dell'istituto. Cristian detesta Davide. Almeno finché non lo bacia.
Il loro è il primo grande amore, giovane, intenso, tanto inaspettato quanto assoluto. Cristian si scopre indifeso davanti a un desiderio inarrestabile, senza mezze misure, e non sa come affrontarlo. Abbandonarsi a un sentimento che lo rende diverso o respingerlo? Ammettere che le fragilità di Davide sono un po’ anche le sue o usarle per allontanarlo?
Una scelta indolore non sembra esistere, perché l’amore non ha sesso, né limiti, e sa essere implacabile.
Entrambi i ragazzi scopriranno che per essere felici è necessario, talvolta, correre dei rischi.
Assurdo, veramente assurdo. E ridicolo. lieto fine inserito a tutti i costi, niente da fare, queste autrici hanno il terrore di scrivere cose che non finiscono in "felici e contenti", al costo di snaturare la storia e renderla inverosimile, e banalizzare in modo tremendamente superficiale certe situazioni (questo poi è un difetto che riscontro in tutti i libri di questo settore). io mi chiedo: ma come si fa? Ma vi accorgete delle cose che scrivete? veramente offensivo a chi è stato visttima di bullismo, sono sicuro che se una vittima leggesse questa cosa si metterebbe le mani nei capelli. Non arriverà mai il giorno in cui le persone smetteranno di scrivere cose di cui non sanno niente (e si vede)
Ho deciso di non dare una stellina perché non è un libro illeggibile: la storia scorre e lo stile di scrittura è chiaro e semplice, però il mio problema è stato che più andavo avanti con la lettura più sentivo crescere dentro di me una sensazione di disagio, perché ero di fronte ad una relazione profondamente sbagliata e tossica. Leggendo molti romance sono abituata e di solito o lascio il libro o ci passo sopra se magari vedo possibilità di miglioramento. Ma qui no. Qui ho deciso di non abbandonarlo anche se non vedevo la luce in fondo al tunnel. Il protagonista già fragile subisce e perdona di tutto continuando a sentirsi lui imperfetto e sbagliato anche quando non fa letteralmente nulla di male e si incolpa di cose di cui è solo la vittima, perché per lui l'altro è perfetto fantastico meraviglioso e non farà altro che autodistruggersi in attesa della presa di coscienza di Christian, che arriva, però solo nelle ultime pagine e con due frasette buttate lì decisamente insufficienti e tardive rispetto a tutto quello che è successo, eppure bastano per avere l'happy ending. Eh no. Non funziona così. Posso intuire l'intento dell'autrice di rendere conflittuale e doloroso il percorso di Christian verso una piena consapevolezza di sé, però c'è anche Davide e non riesco ad ignorare il suo essere totalmente passivo ai cambiamenti d'umore dell'altro solo in nome dell'"amore". È un libro sbagliato perché avrebbe dovuto avere una risoluzione più lenta e matura e una crescita da parte di tutti i personaggi più razionale e contestualizzata. Peccato perché l'idea era buona.
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terribile. non leggetelo a meno che non vogliate leggere di una relazione tossica e una scrittura penosa. L'ho sinceramente comprato perché nelle prime pagine c'era la frase "le nostre erezioni cozzano". alta letteratura insomma. Comunque mi sono divertito a perculare i personaggi e riconoscere i luoghi. e prometto all'autrice che il toschi é un bel posto, Davide starà al sicuro da Cristian e troverà qualcuno di meglio che non sia gabriel.
“Diventa chi sei…” Quando non riesci a staccarti da lui, quando il sonno ti abbandona o, se riesce ad averla vinta, aspetti con ansia ogni momento utile che ti consenta di tornare a dedicargli tutta la tua attenzione, quando entri dentro di lui e ne esci con una fatica immane… allora vuol dire solo una cosa: stai leggendo un libro ben scritto! Leggere “Il mio tutto” di Chiara Zaccardi è stato proprio questo: un immergersi completamente nel mondo di Davide e Cristian, vivere le loro emozioni come se fossero le mie, riscoprire sensazioni tipiche dell’adolescenza che credevo di non poter più sentire così profondamente e che invece, grazie alla delicata penna dell’autrice, sono riuscita ad assaporare in pieno. “Come si fa quando non riesci a stare insieme a una persona ma non riesci nemmeno a stare senza?”. Davide se lo chiede dal momento in cui ha conosciuto Cristian. A sedici anni arriva in una nuova scuola, a Parma, e si fa subito notare: ama disegnare e non nasconde di essere gay. Per questo viene preso di mira da alcuni compagni. Il leader dei bulli, Cristian, è il campione di nuoto della scuola: fisico atletico, occhi azzurri e un sorriso spietato. Cristian detesta Davide. Almeno finché non lo bacia. Il loro è il primo grande amore, giovane, intenso, tanto inaspettato quanto assoluto. Cristian si scopre indifeso davanti a un desiderio inarrestabile, senza mezze misure, e non sa come affrontarlo. Abbandonarsi a un sentimento che lo rende diverso o respingerlo? Ammettere che le fragilità di Davide sono un po’ anche le sue o usarle per allontanarlo? La sinossi del libro è già di suo molto accattivante, ma è sempre bello quando la realtà supera di gran lunga l’aspettativa che ti eri creata. Le tematiche affrontate nel romanzo sono innumerevoli, non solo l’omosessualità, ancora vista come diversità, che sicuramente è il punto cardine di tutta la storia, ma anche l’amicizia nell’età adolescenziale, il periodo in cui ogni emozione o affetto è amplificato all’ennesima potenza. C’è il rapporto genitori figli, c’è la paura del “ciò che sarò da grande”, c’è l’incertezza del presente che rispecchia la paura del futuro. Troverete tutti questi spunti di riflessione nel romanzo, ma la cosa più bella è che tutto è affrontato e descritto in modo impeccabile e delicato. La straordinaria capacità dell’autrice sta proprio nell’affrontare tematiche così importanti e riuscire a farlo senza mai giudicare nessuno, cercando sempre di farci entrare nella psicologia dei vari personaggi, portandoci a capire il perché di alcune scelte o di alcuni atteggiamenti, riuscendoci perfettamente, perché non c’è un solo personaggio all’interno del libro la cui personalità non emerga nitida dalle pagine.
“Peccato che dopo tanto colore una vita in bianco e nero non basti più”
Davide è uno dei nostri protagonisti. Facile innamorarsi di lui, bello inconsapevole di esserlo, delicato e timido eppure risoluto e forte nel non nascondersi e nel manifestare apertamente il proprio orientamento sessuale, nonostante ancora il pregiudizio dilaghi, trasformandosi ben presto in atti di bullismo. Il suo è un personaggio insieme limpido e complesso. Limpido per la profondità dei suoi sentimenti, per la dolcezza, la maturità che spesso fuoriesce da lui senza che neanche se ne accorga, limpido per la sua profonda passione per l’arte, per il talento nel dipingere che continua a coltivare, nonostante gli scontri violenti col padre che cerca di ostacolarlo e portarlo su quella che lui definisce “la retta via”. E poi complesso, perché è giusto che sia così, perché a sedici anni non potrebbe essere altrimenti, perché sedici anni è l’età tipica della contraddizione, dell’insicurezza. Essere omosessuale e non essere accettato in primis dalla tua famiglia e per di più avere sedici anni è un mix esplosivo: perdi le certezze di base, ricerchi affannosamente la felicità, ma tutto intorno a te ti spinge a credere che solo omologandoti al resto del mondo potrai essere felice. Ma Davide non ci sta e persevera. Persevera anche con Cristian, il suo tutto, ma prima di questo, il suo carnefice. Credo che la bravura più grande dell’autrice sia proprio nella costruzione del personaggio di Cristian. Amare Davide è facile, impossibile sarebbe non amarlo. Lo amano le compagne e un po' lo odiano perché non possono averlo. Lo amano profondamente Amir, Sara e Speranza, i suoi più cari amici che lo sosterranno sempre. Lo ameranno i lettori, perché Davide è un personaggio perfettamente imperfetto. Ma Cristian… Cristian è la vera sfida dell’autrice, almeno a mio parere.
“Trova ciò che ami e lascia che ti uccida”
Cristian crede di vivere una vita “normale”, sfacciatamente bello, campione di nuoto, studente modello, ricco… ed etero, o almeno fino a che non subentra Davide e gli fa crollare, una per una, tutte le sue certezze. Lì dove Davide dimostra coraggio, Cristian dimostra vigliaccheria, lì dove in Davide c’è dolcezza, lealtà e senso di protezione, in Cristian c’è ancora vigliaccheria, rifiuto ed egoismo. E allora come è possibile innamorarsene? È molto semplice: perché Chiara Zaccardi ha la meravigliosa capacità di farci entrare fin nel profondo del suo tormento, riesce a farci capire, con la sua prosa scorrevole e incisiva, cosa si prova a ritrovarsi la vita capovolta, cosa si prova a essere innamorati per la prima volta e scoprire che non potrai vivere questo amore come lo avevi immaginato. L’angoscia di Cristian, la sua frustrazione, il suo senso di impotenza di fronte a ciò che gli sta accadendo tormenteranno per un po' il vostro cuore e la vostra mente. Riuscirete a capire cosa si prova a dover rinunciare a ciò che si è per diventare ciò che si vuole, e cercare così la felicità. È per questo che vi innamorerete anche di Cristian, nonostante i suoi errori e i suoi alti e bassi. Lo amerete perché umano e perché il suo cammino è, in qualche modo, ancora più tortuoso di quello di Davide.
“Diventa chi sei”
Questo dice a Davide la prof che lo ha sempre sostenuto. Ma questo non vale solo per lui, vale per entrambi i protagonisti. Chiara ha regalato a Davide e Cristian un finale di comprensione, non solo reciproca, ma anche da parte di tutti coloro che, inizialmente, ostacolano la loro storia o molto più semplicemente hanno pregiudizi su l’essere omosessuale. Ancora una volta ho apprezzato la delicatezza dell’autrice nel non giudicare la posizione della famiglia di Davide, soprattutto quella del padre: non sempre non accettare un figlio omosessuale si traduce in ignoranza o mancanza di amore nei suoi confronti. Capita, come succede a questo genitore, che di fondo ci sia solo una gran paura e l’intenzione, seppure portata avanti in maniera sbagliata, sia solo quella di proteggere e non di snaturare. Il tempo e l’amore, in questo caso, riescono ad aprire gli occhi e salvare un rapporto padre figlio che sembrava destinato a sgretolarsi per sempre. La storia scivola via fluida e vi terrà incatenati alle sue pagine, il linguaggio scorrevole e limpido vi spingerà a non abbandonare la lettura fino a che non arriverete alla parola fine. A quel punto Davide e Cristian si saranno già creati un posticino nel vostro cuore, perché davvero questi due ragazzi meritano di essere letti e ricordati!
È la prima volta che leggo un romanzo MM, ma ormai sapete che non riesco a rifiutare qualcosa che non conosco. Amo mettermi in gioco nella vita di tutti i giorni e lo faccio anche nelle letture. Davide, il protagonista di questo romanzo, è omosessuale, ha sedici anni e non si spaventa dei suoi sentimenti. Non riesce a tirarsi indietro mai, nonostante la classe non lo accetti, suo padre reagisce in modo violento alle sue azioni. Eppure lui ama disegnare. Ama il ragazzo che un giorno lo tratta male e quello dopo fa di tutto per farsi perdonare. È un buon amico (con quei pochi che si aprono a lui e che riescono a vedere la sua anima dolce e romantica). Cristian invece capisce che prova dei sentimenti per Davide, ma non riesce a rinunciare alla sua vita apparentemente perfetta. Ha una fidanzata, ottimi voti, benestante e campione di nuoto. Come può lasciarsi andare all’incognito? Riuscirà ad andare oltre al pensiero della gente? Un romanzo delicato. Due ragazzi tanto diversi che si completano e insieme stanno bene, nonostante si nascondano. Le fragilità, la rabbia e l’insicurezza. Non c’è nulla di estremo, ma tanto sentimento. Ambientato tra le vie di Parma, l’autrice ci fa vivere la quotidianità di giovani ragazzi adolescenti, con lezioni scolastiche noiose ed altre interessanti, intervalli nel cortile. Riesce a farti sentire tra i banchi di scuola, con le fragilità, difficoltà di farsi accettare dai gruppi più popolari, voglia di scomparire e passare inosservati.
Questo è l'incipit del libro, la descrizione di uno dei tanti abusi dei compagni di scuola su Davide Leoni. Arrivato nella scuola per frequentare il quarto liceo a soli sedici anni, diventa vittima del bullismo dei compagni quando, per rispondere alla richiesta di spiegazioni sul perché rifiuti di uscire con Milena Fontana, la ragazza più ambita della scuola, candidamente afferma di essere omosessuale. Bello e affascinante, già alla sua presentazione alla classe riscuote interesse e invidia per il suo talento per il disegno, unica via di fuga dai problemi familiari e sociali, mentre con gentilezza avvicina i ragazzi emarginati, dai quali ottiene amicizia e affetto. Cristian Montecchi è il campione della squadra di nuoto.
Cristian detesta Davide, ma è veramente così? A causa dei problemi derivanti dalla omosessualità dichiarata, la famiglia mal sopporta i fastidi e le stranezze di Davide, ai quali spesso il padre reagisce con gesti violenti, aumentando così il disagio del ragazzo. Il fratello gemello, Giorgio, è il pupillo, mantiene sempre un comportamento ineccepibile e, soprattutto, non è gay. Il nonno antiquario era l'unico che gli dimostrava affetto e sostegno, ma è morto da tempo e Davide ora vive ogni giorno subendo le imposizioni di coloro che lo circondano: a casa non potendo frequentare la scuola artistica come avrebbe desiderato e avendo il divieto di disegnare, a scuola per le prevaricazioni e gli episodi di bullismo che subisce e che non denuncia. Represso e disagiato, Davide ricorre all'autolesionismo e deve sottostare a colloqui con lo psicologo della scuola.
Cristian è terribilmente attratto da Davide, ma rifiuta la propria omosessualità dando luogo a un alternarsi di avvicinamenti e bruschi allontanamenti, destabilizzando ulteriormente Davide che invece è innamorato e addebita ai suoi problemi le cause del comportamento a volte crudele del compagno. Anche se diventano amanti, Cristian oppone una forte resistenza a vivere il loro rapporto apertamente, non è pronto, e quando si sente alle strette allontana Davide insultandolo e sminuendo la loro storia, per poi risentire della lontananza e cercare di ricomporre il legame che li unisce. Finché, messo alle strette dai genitori e dal preside della scuola, per coprirsi le spalle, lancia accuse infamanti sull'amico. Saranno la nonna affettuosa e gli amici sinceri ad affiancare Davide e sostenerlo nel momento più difficile della sua giovane esistenza.
Quando la tensione è al massimo e il racconto particolarmente doloroso, una battuta o un episodio spensierato alleggeriscono questa storia dalle tinte forti che tratta argomenti psicologicamente delicati come il SIB (Self Injurious Behavior), ovvero “comportamento di autoferimento” (autolesionismo), l'emarginazione dei gay, l'ignoranza che spesso aggrava le difficoltà di esprimere se stessi, il bullismo. Questa non è una lettura leggera e rilassante, è la descrizione dell'amore infinito di un ragazzo che non si arrende mai, fino all'ultimo confida nei propri sentimenti e li accoglie, li difende da tutto e da tutti, dimostrando la sua vera forza. È un romanzo che affronta, analizza, illustra, esamina il dolore e il disorientamento in tutte le sue sfumature, e, nell'evolversi degli eventi, lascia un solco nell'anima. Chiara Zaccardi è bravissima nell'affrontare tutti gli argomenti e, con l'utilizzo del pov di Davide e Cristian, cattura la totale attenzione del lettore, mettendo in risalto la grande forza dell'amicizia e la negatività di quelle persone che si sentono minacciate dalla diversità, da tutto ciò che non è omologato e che quindi viene percepito come pericoloso. Brevi scene di incontri casuali, nel susseguirsi degli eventi, danno vita a personaggi marginali che, inseriti nel contesto, ne esaltano i contenuti: una coppia anziana di gay spagnoli che si sono conosciuti tardi e stanno per sposarsi, avvicinano Davide mentre fuma una sigaretta.
esprimono attraverso le parole di questa fantastica autrice attimi che caratterizzano la narrazione. Ogni parola è opportunatamente collocata tanto che le quasi seicento pagine scorrono fluide, perché niente è lasciato al caso e tutto ha significato. Se volete trascorrere qualche ora in leggerezza questo libro non fa per voi perché non è facile leggerlo: intenso, scritto in modo magistrale, trasmette tutto, un libro meraviglioso al quale non bastano cinque stelle di valutazione e che ho adorato.
Un Viaggio di Emozioni e Autenticità: "Senza Differenze, Solo Amore"
Mi sono fatta ispirare dalla trama e dalla copertina, ma devo dire che sin da subito la lettura è volata con le vite di Davide e Cristian che si intrecciano tra di loro e che poi si uniscono.
Questo romanzo mi ha rapito sin dalle prime pagine, affrontando con delicatezza il tema dell'omosessualità e dell'accettazione di sé. L'autrice ha un modo di scrivere che cattura e coinvolge, facendoci immergere completamente nelle vite di Davide e Cristian. Il tema dell'omosessualità è raccontato in maniera delicata , e la modalità di come racconta le varie fasi.
Parma è lo scenario di questa intensa storia, con due giovani protagonisti alle prese con le sfide della vita liceale. Davide Leoni, un maestro del disegno con un'anima artistica e un carattere limpido e coraggioso, ha affrontato il coming out a quattordici anni, sfidando i pregiudizi della società e della sua stessa famiglia. Cristian Montecchi, popolare nuotatore dalle oscure profondità, è bellissimo e dannato, nasconde segreti che lo tormentano. Il loro incontro scatena un vortice di emozioni che li cambierà per sempre.
L'intensità delle emozioni che emergono dalla storia è straordinaria. Ho riso e pianto con i personaggi, sentendo una connessione profonda con le loro esperienze. La trama è avvincente, guidandoci attraverso momenti di forza e fragilità, rivelando la complessità dell'amore e dell'accettazione di sé.
L'autore, con uno stile schietto e originale, dipinge un affresco di gioventù autentica. Le pagine scorrono veloci, guidandoci attraverso una trama avvincente e ricca di colpi di scena. Amo come ha strutturato i caratteri dei personaggi con una profondità che è proprio dell'adolescenza, con introspezioni e dialoghi che catturano l'animo di noi lettori.
Attraverso il racconto, emerge una riflessione profonda sull'importanza di accettarsi e di vivere l'amore senza barriere. Davide è un protagonista che ha conquistato il mio cuore con la sua audacia e la sua forza interiore. Cristian, nonostante le sue incertezze, è un personaggio che cresce e si sviluppa durante il corso della storia. L'amicizia tra Davide e Sara aggiunge un tocco di autenticità e affetto, sottolineando il ruolo determinante che può giocare una vera amicizia nei momenti di difficoltà.
La lettura di questo romanzo è stata un'esperienza coinvolgente, capace di suscitarmi un turbinio di emozioni contrastanti. La storia di Davide e Cristian si è fatto spazio nel mio cuore , spingendomi a riflettere sull'importanza dell'amore e dell'accettazione, senza distinzioni né limiti. Ma soprattutto cercando di capire ancora di più la difficoltà che ci può essere nel fare coming out.
La storia di Davide e Cristian è un inno alla diversità, all'amore e alla lotta contro le proprie paure.
Consiglio questa lettura a chi cerca una storia coinvolgente che celebra la forza dell'amore e della gioventù.
Chi si approccia a questo libro pensando di trovarvi una storia di bullismo, coming out, salute mentale sapientemente scritta rimarrà deluso. Lo stile dell'autrice è accattivante e scorrevole, coinvolgendo il lettore nella storia del protagonista Davide. Il problema è la trama in sé, o meglio: l'obbiettivo della Zaccardi. Se intendeva narrare solo di una storia d'amore tormentata tra due ragazzi, poteva farlo senza mettere in mezzo tematiche molto importanti senza approfondirle e, in un caso specifico, dando pure un messaggio sbagliato. Perché quella che intesse tra Davide e Cristian è a tutti gli effetti una relazione tossica, dove il secondo gestisce la situazione a suo piacimento alternando momenti idilliaci ad altri terribili in cui maltratta l'altro. Davide, in tutto questo, continua sempre a desiderarlo e mai si pone il quesito, nè i suoi amici o il fratello gliene fanno cenno, se sia il caso di lasciare perdere una persona che per quanto possa amare non fa altro che distruggerlo ogni qual volta le cose non vanno come più desidera. L'autrice non parla mai di relazione tossica, la racconta come una semplice relazione complicata tra due ragazzi. Uno gay, depresso e vittima di bullismo, ed uno che si scopre tale ma non. riesce ad accettarlo e a dirlo al mondo. E per quanto all'inizio si possano dare delle attenuanti ai comportamenti di Cristian, ad un certo punto non si può sorvolare sui suoi comportamenti tossici e distruttivi. Il lieto fine a cui ci fa arrivare la Zaccardi è troppo semplicistico e pericoloso: tutto si risolve grazie alle belle azioni finali di Cristian e Davide, naturalmente, è finalmente contento di averlo accanto. Non sono contro un lieto fine, e voglio sempre sperare che un bullo possa redimersi e diventare una persona migliore, ma questo deve avvenire attraverso un percorso ben preciso, anche di analisi. Invece tutto viene gestito in maniera davvero superficiale e, visto il target a cui si riferisce il libro, anche pericoloso. Perché un ragazzo non può pensare che quello descritto sia un amore sano, un amore per il quale combattere. Amare non vuole dire accettare di essere gettati nel baratro da chi professa di amarti. Qui non si tratta di scrivere solo su ciò che si conosce, ma di scrivere con coscienza.
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Non si tratta di una pubblicazione di una blasonata casa editrice, non vincerà il nobel per la letturatura, ma certo Chiara Zaccardi sa come prenderti l'anima, ridurla a brandelli e a restituirtela migliore, più ricca, forse più forte. Si assiste alla vita quasi insopportabile di Davide, reo di essere gay confesso, perseguitato dai bulli della scuola con atti efferati e gravi, incompreso e osteggiato anche dalla sua famiglia. Colpevole di innamorarsi proprio di Cristian, il ragazzo che guida con il suo magnetismo proprio i bulli, che è lo stereotipo del ragazzo perfetto, ottimi voti a scuola, performance sportive eclatanti a livello regionale, ricco, bellissimo. Il problema è che Cristian lo ricambia ma non riesce ad accettare questo amore gay, che rappresenta una macchia intollerabile nel suo manifesto della perfezione, ma non riesce neppure a cancellare questo sentimento troppo forte, nonostante provi in tutti i modi a negarlo, finendo con il ferire Davide, torturandolo e mandandolo in cura da uno psicologo. Davide non si sottrae a nessuna delle sofferenze atroci a cui lo sottopone Cristian convinto di non valore nulla e di meritarsi il peggio, che poi è separarsi da lui. Riuscirà questo amore a trionfare ? Conviene leggersi il libro. Ne vale la pena.
Questa è la storia di Cristian e Davide. Davide è il nuovo arrivato della scuola, a Parma, gli piace disegnare ed è apertamente omosessuale, per questo viene bullizzato. Cristian combatte contro i sentimenti che prova nei confronti di Davide, senza sapere come affrontarli, cerca di detestarlo. Il libro mi ha colpito molto, è mi ha trasmesso tantissime emozioni. È molto intenso, un libro meraviglioso, però un po’ ripetitivo sotto certi aspetti
Bello,bello bello...mi ha emozionato e fatto molto riflettere. Davide, il protagonista mi ha colpito in pieno con il suo animo sensimile ma molto forte. L'autrice scrive benissimo... La recensione completa sul blog: https://lasabbianellaclessidra.blogsp...
La recensione non ha rating perché non l’ho finito. Questo libro è molto problematico, non si può romanticizzare la violenza fisica o l’abuso psicologico in qualsiasi relazione. È davvero offensivo per le vittime di bullismo, anche per chi soffre di autolesionismo, banalizzare questi problemi non è giusto e mi fa arrabbiare. Per me è una lettura bocciata, sicuramente non la consiglio.
Scrittura semplice e senza fronzoli, non ci sono eroi, solo personaggi veri che sbagliano e che hanno paura delle conseguenze delle loro azioni. Avrei voluto volentieri applicare su Cristian qualche vecchia tortura medievale per quante ne ha combinate, ma come dicevo, è solo un adolescente che non affronta le conseguenze, schiavo delle sue paure. Per fortuna si rende conto degli errori e cerca di fare ammenda. Nel complesso una lettura piacevole condita da un buon uso dei flashback.
oh perbacco, questa ragazza di parma mi ha stregato. sono nata a reggio e vivo a modena, quindi la sento molto vicino. di solito non amo i romanzi con storie d'amore troppo problematiche, nè quelli con troppi tira e molla, nè quelli in cui ci sono salti temporali. ho sorvolato su tutto ciò e ho divorato il romanzo in poche ore. perchè? perchè chiara sa raccontare, ecco perchè. perchè ascoltarla è un'infinita poesia. a volte semiseria, altre platealmente ilare, più spesso profondissima e fermamente concreta. a volte cruda, oppure onesta. insomma, questo bel mattoncino (perchè ha più di 500 pagine) si legge che è una meraviglia. i tira e molla sono giustificati, perchè - come suggerisce la sinossi - la coppia è gay. uno dei due dichiarato, l'altro assolutamente no. e questa sua paura di ammettere la verità al mondo e soprattutto a se stesso è ciò che crea scene di una deprimente, sincera, realistica "normalità". traspare da ogni riga il bisogno e il diritto di essere se stessi. "diventa chi sei", dice un'insegnante al protagonista. i miei complimenti per cover e titolo e anche per la casa editrice, che ha dimenticato solo due refusi nella vastità del testo. e ora controllo se chiara ha pubblicato altro.
rilettura (confermo 5 stelle). questa storia ha una potenza ipnotica. "non riesco a smettere di leggere" è una frase che non rende l'idea. in sostanza narra di due ragazzi innamorati di cui uno nega violentemente il proprio orientamento sessuale e per questo motivo cambia idea mille volte sulla loro relazione. l'altro è un angelo talmente equilibrato/squilibrato da sembrare irreale. considerato il fatto che supera le 500 pagine, ci vuole un'abilità stratosferica per riuscire a non far scappare il lettore a gambe levate, ma chiara ci riesce. purtroppo l'unico altro suo scritto ha una trama che non mi consente la lettura, ma mi piacerebbe immensamente leggere altro di suo. è un romanzo superbo.
rilettura (5 stelle come no): ho letto da qualche parte commenti negativi su questo romanzo. io non sono d'accordo. è stupendo. ogni volta che Davide tocca il cielo con un dito, Cristian lo ributta giù. ma è normale: Cristian non accetta quello che sente, è un vigliacco, ha paura. Davide se le va a cercare che neanche col lanternino. ma è normale: Davide non ha autostima, non si conosce, prova emozioni violentissime e non riesce a stare dentro la sua stessa pelle. è un romanzo, non un trattato di psicologia. va preso per ciò che è. in ogni caso, fa riflettere. moltissimo. ed è uno dei miei pochissimi (al momento 17 in tutto) best4ever.
rilettura (confermo 5 stelle) e... niente. questo libro è come un incidente stradale (soprattutto la prima volta che si legge): sai che stanno succedendo cose terribili, ma non riesci a smettere di guardare. quando lo hai già letto almeno una volta hai solo l'ansia, ma te la cavi. comunque è un romanzo meraviglioso.
rilettura (confermo 5 stelle). splendido come sempre. non ho notato refusi. me ne sono accorta le altre volte? è perfetto!
rilettura (best4ever): finisco di rileggerlo sempre con il batticuore! mi sono segnata questi refusi: Pag.197 “…secondo me facevo la mia SPORCA figura,…” Pag.391 “…non farti più VEDERTI.” Pag.491 “…dal paesino è che diventato la mia…” (inversione di “dal paesino CHE E’ diventato la mia…”) che in un testo lunghissimo sono del tutto irrilevanti. e non ho più parole per descrivere quanto sia meraviglioso. grazie Chiara.
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Il mio tutto è la storia di due ragazzi, Cristian e Davide, e di quanto sia difficile giungere a compromessi con se stessi e accettarsi per quello che si è. Davide ha solo quattordici anni quando ha il coraggio di fare coming out davanti alla sua famiglia che da quel momento comincia a metterlo da parte, come il resto delle altre persone.
"Quello che mio padre non capisce, quello che alcuni compagni stronzi non capiscono, è che la mia non è una scelta: non ho scelto di essere come sono, allo stesso modo in cui non scegli il tuo aspetto fisico o le tue attitudini. E anche se potessi scegliere non sceglierei di essere etero, perché significherebbe non essere più me stesso."
Davide ha la consapevolezza di se stesso ma continua a sentirsi sbagliato in un mondo che non lo accetta. Persino il cambio di scuola al quarto anno, voluto dai suoi, non serve a molto. Anche qui si sparge la notizia sul suo orientamento sessuale perché lui non se ne vergogna. Di solito è un tipo poco loquace, che sopporta le vessazioni e gli insulti dei suoi compagni di classe. L'unico modo che conosce per reagire alla crudeltà di chi gli sta intorno è disegnare. Il blocco e la matita sono un prolungamento del suo braccio e quello che crea è in grado di stupire chiunque, persino Cristian che sembra odiarlo senza un vero motivo. Cristian è l'opposto di Davide. Ha l'aria da bello e dannato, spaccone, ricco e pieno di ragazze e amici. È un genio a scuola e un campione di nuoto. La sua vita scorre perfetta, almeno finché non si scontra con gli occhi d'ambra di Davide. E tutte le sue certezze vengono sconvolte. Perché Cristian non sa più nulla di chi sia e cosa voglia. Perché ha paura di scoprire che la felicità ha un prezzo alto da pagare e che forse lui non è così coraggioso da volerlo.
"Quando finalmente ha posato gli occhi su di me è stato esaltante, però non credevo che una semplice provocazione potesse portare a un tale disastro. È davvero un artista, un cazzo di artista del caos: ha scatenato un disastro in classe e in me."
Ho letto questo Young Adult senza fermarmi, con la voglia di scoprire che cosa ne sarebbe stato di quei due e non nego che in certi passaggi mi sono venute le lacrime agli occhi. Davide ne passa davvero tante, ma non molla, ed è inevitabile sentirsi coinvolti. Questa storia, tutta italiana e ambientata a Parma, è la dimostrazione della nostra società attuale, del bigottismo, dei pregiudizi, di quanto spesso la famiglia condizioni le scelte dei figli e li voglia "perfetti" secondo un loro modello. Ho adorato Davide, così fragile eppure forte allo stesso tempo. Un adolescente come tanti, con poca voglia di studiare e tanta di amare ed essere amato. Cristian, invece, è stato odioso quanto imprevedibile. Due mondi diversi e simili, un solo filo a legarli. Lo stile dell'autrice, in prima persona e a pov alternati, è fresco, giovanile, attuale e perfetto per due adolescenti. Ci permette di entrare nei loro pensieri, di capire lo stato d'animo di Davide, l'apparente bipolarismo di Cristian e tutto quello che gravita attorno a loro. A fare da contorno, infatti, c'è il tema dell'amicizia e della gelosia, del bullismo e delle menzogne. Una storia di cambiamenti, di difficoltà, di lotte, di negazioni ma soprattutto di amore che merita di essere apprezzata fino alla fine.
Voto: 4.5 RECENSIONE A CURA DI TFPEEL Davide è un ragazzo sedicenne, un moretto dagli occhi color ambra, sensibile e gentile, un artista dotato. Si è trasferito con la sua famiglia per problemi con la vecchia scuola ma anche nel nuovo istituto le cose non vanno molto meglio. Il ragazzo non nasconde la sua omosessualità e viene preso di mira e bullizzato per il suo carattere timido e schivo. Cristian è un ragazzino che è il suo opposto, biondo dagli occhi azzurri, fisico sportivo, amatissimo da compagni e professori, campione di nuovo, una famiglia che spesso lo spinge a dare il massimo e anche di più. L’arrivo di Davide porta Cristian a mettere in discussione tutte le sue certezze, convinto etero, ha la fila di ragazze alla porta, esce con una ragazza di un’altra classe ma inizia a provare qualcosa che non si spiega, qualcosa che lo porta a respingere e maltrattare Davide perché non sa come fare e ammettere la realtà è una cosa che sembra impossibile da affrontare. Continua sul nostro blog!