“Questo sarà l’anno del mio fidanzamento, l’ho deciso. Sì, Filippo Villa, ventiquattro anni, milanese da generazioni, giornalista sportivo e party-boy, quest’anno si fidanzerà. E adesso ho qualcosa come tredici chat attive su Grindr, che è tutto un pullulare di messaggi.” Fortunatamente nella sua ricerca Filippo non è solo. Accanto a lui c’è Bea, l’amica di una vita e coinquilina da sempre che, tra stronzi fedifraghi, sfigati colossali e spiantati totali, a ragazzi non è messa poi tanto meglio. Ma si sa, la speranza è l’ultima a morire, almeno finché viene alimentata dal vino bianco di pessima qualità che ogni sera Alice porta a Bea e Filippo in cambio di un posto sul divano del loro appartamento di Porta Venezia, nel cuore del quartiere della festa milanese.
La malasorte sentimentale sembra invertire la sua rotta quando Filippo, grazie all’inseparabile Gilda, il suo bellissimo esemplare di bassotto a pelo ruvido, incrocia il proprio destino con quello di dog sitter, uno e novanta, moro, occhi neri. Un bòno, insomma. Diego ha solo un piccolo, trascurabile ha una fidanzata che lo aspetta a Monopoli, in Puglia. Dettagli. Diego è perfetto, è dolce, passionale, insomma è quello giusto. Ma non è tutto oro quel che luccica. Magari è solo bigiotteria fatta bene.
Tra aperitivi troppo alcolici, poke al salmone e maratone di serie tv, in questo romanzo Tommaso Zorzi racconta con leggerezza e ironia l’amore, l’amicizia, il sesso e le relazioni ai tempi di Grindr. Perché sì, Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri, ma poi, quando tocca a noi, è un vero casino.
Il nostro motto: le decisioni importanti non si prendono mai da sobri.
Onestamente mi aspettavo altro. Non conoscevo il personaggio, non avevo idea di cosa facesse per vivere, non mi stava nè simpatico né antipatico. Poi ho visto la sinossi e credevo fosse un romanzo di genere gayromance o una storia LGBT di una qualche ironia. Di fatto, la storia non c'è, visto che è una trama senza capo nè coda. Ma poteva comunque andare. Siamo in estate, viva i libri per sorridere e svagarsi.
Ma magari fosse solo trash da ombrellone. Per paradosso, risulta un concentrato di odiosi stereotipi sui ragazzi gay, più avvilente che divertente: a un certo punto mi pareva una commediola anni '80 dove c'era sempre il tipo snob, attento più alla manicure e al profumo da spruzzarsi, inevitabilmente ridicolo nelle sua affettazione esagerata. Non capisco cosa ci sia di divertente a trascorrere la vita a bere e rimorchiare, rimorchiare e bere, spendendo i soldi di mamma e papà. Insomma, è tutto uno scorrere di battutine da asilo, che all'inizio potrebbero anche creare atmosfera, ma 180 pagine di nulla portano pure allo sbadiglio.
Però anche qui, pazienza. Il ragazzo è giovane, di successo, è pure giusto che cavalchi la fama. Quello che mi ha fatto imbestialire, più della sua esaltazione di giovani benestanti, senza un problema al mondo, che passano la giornata a fissare le app di appuntamenti, scegliendo in base al rigonfiamento della patta che si vede in foto e la sera a bere Tavernello fino a svenire, è la banalità con cui vengono trattati certi argomenti.
In primis, le malattie sessualmente trasmissibili. Sei un cosiddetto influencer, perciò influenzi la mente di migliaia di ragazzine/ini e ti permetti di ridacchiare sulla gonorrea? I protagonisti enumerano i partner con cui sono stati, si burlano pure di averla attaccata a un tizio sfigato piuttosto che a un altro, senza l'ombra di un rimorso. Oggi è gonorrea, domani potrebbe essere AIDS.
E non è che la gonorrea sia un secchiello di noccioline: nelle donne può provocare endometrite, dolori pelvici cronici, ascessi, persino sterilità. Non ci farei battute, non farei passare il messaggio che è quasi figo pigliarsela, visto che la star e i suoi amici se la passano con disinvoltura; è una cosa che ho trovato di una pericolosità sorprendente. Genitori, insegnanti, adulti che si spaccano la schiena e ci mettono impegno a fare prevenzione, a mettere in guardia e arriva questo con la banana d'oro che ne sa più di tutti...
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2,5 Se non lo sapete, io adoro Tommaso Zorzi. Non sapete chi è Tommaso Zorzi? Be’ l’autore di questo libro è uno dei pochi partecipanti a reality vari che su ig è riuscito a creare una sua community non a suon di codice promo e Vitvia. Durante il Lock down e non solo, mi ha intrattenuto con la sua intelligenza e la sua pazzia, con le sue riflessioni e azioni contro il bullismo e il vittimismo che regna sui social. Insomma, tra i tanti influencer che improvvisamente si buttano in editoria, Zorzi era stato l’unico a interessarmi davvero. Quando è uscito il suo libro, quindi, ero curiosa di sapere come e dove il suo progetto editoriale fosse approdato. Ho quindi iniziato Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri con la speranza di trovare nel testo la stessa intelligenza che trovo nei suoi social e invece niente da fare: Tommaso (e soprattutto il suo editor) è scivolato sulla stessa buccia di banana della cover. [image error] Innanzitutto, ci troviamo davanti a una sorta di chick-lit dove il protagonista (Filippo, evidente alter-ego di Zorzi) racconta della sua vita da single di Porta Venezia e lo fa tirando fuori tutti i clichè possibili e immaginabili. Ci racconta del suo amore per il cane Gilda, ci racconta delle sue amiche single sfigate (con ricrescita inguinale urticante) e soprattutto ci racconta della sua attivissima vita su Grindr. Anche in questo caso a suoni di clichè triti e ritriti. Filippo racconta, racconta, racconta. Lo fa tra una battuta e l’altra, tra un pensiero e l’altro, lo fa troppo e in continuazione, rendendo scarno un ritmo narrativo che dovrebbe essere, per il genere scelto, altissimo: dialoghi, ragazzi, ci vogliono dialoghi e non tutti questi pensieri tra una battuta all’altra. Inoltre, troppi giudizi trancianti e superficiali su abbigliamento, stile, zone abitata, colore del maglioncino e scarpe indossate. Troppo tutto. Sono d’accordo sul fatto che il suo sia un personaggio smart, ma dal calcare la mano su un carattere e renderlo macchietta il passo è stato breve. L’immagine che ne esce fuori di Filippo (gay alla ricerca dell’anima gemella in quel di Milano) è quella di un omosessuale isterico snob e un po’ stronzo. Chiariamoci, non è che un omosessuale non può essere isterico, snob e un po’ stronzo, ma in questo caso, proprio come dice Tommaso: ANCHE MENO. Mi sono ritrovata con gli occhi al cielo all’ennesima battuta che catalogava qualcuno in base all’abbigliamento scelto. E se una volta fa sorridere, la quindicesima no. Insomma, la mia curiosità è stata abbattuta pagina dopo pagina. Il tutto sarebbe risultato frizzantino e simpatico se non fosse stato eccessivo. L’idea di scrivere qualcosa di indirettamente autobiografico avrebbe avuto senso se qualcuno che scrive per professione avesse tagliato descrizione e riempiti buchi di trama piuttosto evidenti. (e per 10 euro di ebook mi aspettavo quanto meno un lavoro del genere, so che i libri non si misurano a pagine e a peso, ma questo non significa che i miei soldi da lettrice accanita non abbiano valore.) Continua a leggere la recensione su: CrazyForRomance
Non mi aspettavo nulla, quindi non posso dire di essere rimasta delusa (altrimenti avrei messo 1 stella probabilmente). Si fa leggere, ma è inconsistente a livello di trama e di personaggi. Strappa una risata in alcuni punti ma, a parte singole frasi che sembrano quasi aforismi, è caotico e sovraccarico nonostante la storia sia lineare e priva di sorprese.
Edit: Ho deciso di cambiare voto perché, come giustamente mi è stato fatto notare, un libro simile scritto da uno scrittore emergente non sarebbe mai stato preso in considerazione. Mettere due stelle solo perché "è il suo primo libro e non è uno scrittore" equivale a giustificarlo perché è un personaggio pubblico, quando l'asticella della letteratura e di quanto considerato meritevole di pubblicazione si trova molto più in alto di Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri.
Trovo spesso interessanti e divertenti i video e i post di Tommaso, un influencer che ha reso una fonte di successo il suo saper individuare i temi più cari, i problemi più comuni, i desideri più evidenti di quella specifica fascia di giovani Milanesi tra 20 e 30 anni, liberali, tendenzialmente di mentalità aperta, ben agiati e attenti alle mode, che si districano tra i primi drammi della vita adulta (trovar casa, trovare un lavoro che dia soddisfazione ma non faccia sentir già vecchi, far quadrare vita sociale e vita privata / amorosa...). Ne consegue che quando è uscito questo suo primo tentativo nel mondo della scrittura ho pensato "perché non leggerlo? Magari è simpatico" e mi pare che questo libriccino sia riuscito nell'intento di calare il tono delle "Instagram Stories" di Tommaso in una "storia" più vecchia maniera; è una lettura leggera, una storiella di tresche e pedinamenti improvvisati che potrebbe essere riassunta in un racconto imbarazzante da bar in 5 minuti, da condividere con le amiche dopo uno spritz di troppo oppure che può appunto essere dilatata così in un breve romanzo che sa comunque mantenere il tono da chiacchierata tra amici. Tommaso parla ad un pubblico molto specifico, lo stesso che compone la base dei suoi follower, ma sa farlo con empatia e piacevole sarcasmo. Non mancano i suoi grandi classici, come le frecciate a chi commette crimini contro la moda indossando Hogan o i riferimenti ai luoghi del cuore della movida gay di Porta Venezia. Non è un libro dai grandi temi universali, non aspettatevi di trovare uno spaccato intensamente consapevole della gioventù gay italiana - l'introspezione in questo caso è ben poca, ma qualche pensiero e esperienza comune la ritroverete se mai vi siete presi/e una cotta per qualcuno che ha fatto con voi i propri comodi, in barba all'onestà e alla sincerità. Vi troverete facilmente a empatizzate di primo acchito con il protagonista (complice anche la voce narrante in prima persona) quando vede un gran bel ragazzo e perde il lume della ragione, ma la complicità resterà superficiale lungo il romanzo perché purtroppo la caratterizzazione dei personaggi manca di volume e profondità. Filippo è colui che vediamo di più perché è attraverso i suoi occhi che viviamo la storia, ma non posso fare a meno di pensare che tanti aspetti del suo personaggio siano rimasti solo accenanti e abbiano perso di utilità. Ad esempio non ho capito perché raccontarci del suo lavoro come giornalista sportivo (che degli sportivi conosce solo gli addominali perché per il resto del fantacalcio gli interessa meno che zero), perchè dare qualche spaccato della redazione se poi nell'ambito generale della storia questo non aggiunge nulla, non ci aiuta a capirlo, non ci dà una chiave di lettura diversa della sua vita. Lavorare in un mondo machista lo influenza in qualche modo nel suo relazioanrsi col genere maschile da cui è attratto? Essere "sotto copertura" a fingersi interessato ai risultati della Juve ha qualche connotazione emotiva per lui? Non ci è dato saperlo, lui non si pone il problema e quindi tutto viene vissuto en passant, l'ufficio è uno sfondo per la vicenda attorno cui ruota la trama, i colleghi sono macchiette introdotte in due righe e chiuse lì. Altri personaggi risultano quasi inutili - Ascanio che ruolo ha? Chi è? L'unica utilità che gli trovo è di dire una parola di troppo ad una festa e scatenare un litigio tra i protagonisti (che dura da Natale a Santo Stefano), per il resto è una figura nebulosa che tra un drink e l'altro viene citata a volte come amico e confidente a volte come personaggio antipatico i cui messaggi vengono ignorati bellamente. Pare quasi sia il personaggio Jolly da infilare lì quando serve una scusa per far dire/fare qualcosa al protagonista che faccia avanzare la narrazione. Diego poi, resta il più grande caso di occasione sprecata per caratterizzare un personaggio, dall'inizio alla fine. Sarà perché lo vediamo attraverso Filippo, che è accecato dalla sua attrazione e non riesce a capire cosa lo motivi, che obiettivi abbia, cosa voglia sinceramente, ma per tutto il libro ho avuto l'impressione che Diego fosse una presenza evanescente, lo stronzo senza motivo, e ogni volta che pensavo magari potessimo avere un colpo di scena e arrivare alla rivelazione del perché si comporta come si comporta... niente. Resta un guscio di personaggio. Tutta la storia del fare il tassita abusivo a cosa serve nella trama? A parte a far venire il cagotto a Filippo che lo pedina alle 3 di notte in Via Valtellina. Non ci racconta nulla di più su che persona sia, non aiuta la trama... cosa è stato lasciato lì a fare? Forse qui un editor poteva dare una sforbiciata come si deve. Tutta la storia dell'avere la fidanzata in Puglia che poi si scopre lo ha lasciato già mesi prima? Il modo in cui reagisce alla "trappola" di Filippo andandose sbattendo i piedi e dicendo che "lui diventerà qualcuno" come me lo deve caratterizzare? Fino a quel momento era stato distaccato, superiore, sicuro di sé. Ce lo vedevo più a sfilarsi le mutande e andarsene in disdegnoso silenzio dopo quella farsa di sfilata che non a urlare istericamente in quel modo... E poi il suo personaggio svanisce nel nulla e non ci è dato sapere perché ha fatto quel che ha fatto, che motivazioni avesse, che passato, quanto contasse la povertà o l'ambizione o il desiderio sessuale nel fargli fare quel che fa (come spesso capita ahimé nella vita... ma almeno nella finzione letteraria speravo in una rivelazione!). Tirando le somme, la storia è carina perché è relazionabile, ma il libro di per sé è assolutamente un'opera che si dimentica tanto in fretta quanto la si legge. Se siete fan di Tommaso e vi ritrovate in quel che dice, probabilmente vi piacerà anche questa storia. Se qualcuno ha mai fatto lo stronzo con voi vi trovere ad annuire e parteggiare per il protagonista. La scrittura è rapida, semplicissima, senza fronzoli e senza particolare valore letterario come potevamo aspettarci da un venticinquenne senza formazione specifica a parte quella di scrivere tanti post instagram (ho letto l'intero libro in un paio d'ore), ma non è quello che tiene assieme il romanzo - la storia è il valore per cui vi piacerà o meno. Avrei sperato in qualche riflessione in più - Tommaso è uno che in passato ha saputo dire la sua su tanti temi importanti, qui li tratta tutti en passant. L'omofobia diventa una macchietta di personaggio, una brutta dog sitter antipatica e senza filtro che urla "froci" dentro a un bar di Via Lecco e finisce trascinata fuori da un gruppo di gay infuriati (e che si aspettava, come urlare forza Lazio in mezzo alla curva della Roma...) senza che il protgonista mostri di essere stato minimamente toccato dall'episodio. Il dolore dei personaggi diventa un pettegolezzo da affogare nel vino. L'introspezione, come detto, è minima per Filippo, inesistente per chiunque altro (inevitabilmente tagliato fuori dalla scelta della scrittura in prima persona). Overall, non riesco a dare più di 2 stelle e mezzo su 5 e giusto perché siamo in estate e si legge volentieri sotto l'ombrellone, sennò forse mi fermerei a 2.
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Fa strano anche a me, esser qui a parlarvi di un libro indiscutibilmente trash.
Tommaso Zorzi è considerato un Influencert milanese, proveniente da una famiglia benestante. Questo suo primo libro, racconta un pò anche della sua vita privata ma, spero lo faccia con un pizzico di esagerazione perchè… beh, la banana d’oro è l’ultimo dei nostri problemi. Non sono una persona modaiola, non sono particolarmente informata sul gossip nostrano e mondiale, non ho genitori ricchi che mi permettono di vivere nel lusso e detto tra di noi, non sono nemmeno il tipo da scaricare un’applicazione per conoscere qualcuno. Retrograda? Vecchia dentro? Un pò gattara? All’alba dei trent’anni le mie priorià sono differenti, tralasciando però la differenza d’età e di origini, mi sento di dire che la vita di “Filippo Villa” non è l’esempio migliore da seguire.
Recensione in ANTEPRIMA . Dany - per RFS . Care Fenici, ho letto per voi il libro di Tommaso Zorzi che ho scoperto essere un influencer, cosa che, ahimè, devo essere sincera, non mi tocca particolarmente poiché la mia conoscenza in tal senso rientra in un ditale. La ragione che mi ha spinto a leggerlo è sicuramente la trama… e la banana placcata oro in copertina! Le mie aspettative erano tutte per la banana, ehm, per il lato comico e non sono affatto delusa. Il romanzo è ben scritto con linguaggio semplice e fluido, molto fluido! L’ho letto in tre ore circa, proprio perché una pagina tira l’altra, come si usa dire, e a ogni battuta ridevo come una scema, quindi assolutamente mi sento di consigliarvelo. Ma che sia chiaro, non aspettatevi grandi messaggi o originalità, in effetti l’unico messaggio che passa è la forza dell’amicizia che resiste alle corna e anche alla gonorrea. Sì, insomma, più scontato che unico, anche se la gonorrea non rientra nella mia lista di cose da prendere. Se avete apprezzato film come Il club delle prime mogli, in cui l’arrogante di turno riceve la visita del Karma, questo è il libro giusto per voi. Veniamo alla storia. Filippo, gay al 100%, verso la fine dei suoi ventiquattro anni, giornalista sportivo che ne capisce più di sportivi che di sport, ha deciso che avrà un anno di tempo per fidanzarsi seriamente. Quindi si rivolge all’app di eccellenza, Grindr, sperando di trovare “quello giusto”. Il ragazzo convive in un appartamento nel centro storico di Milano, a Porta Venezia, con la sua migliore amica Bea e saltuariamente alla scroccona Alice, che per ripagarli offre grandi sbornie di vino Tavernello (ottima scelta!). Più che una storia d’amore è, appunto, come detto sopra, una grande amicizia quella che unisce Filippo e Beatrice da circa venti anni. I due si sono, quasi, sempre detto tutto e condividono anche il cane, Gilda, una piccola bassotta sociopatica che trattano come una figlia. Sarà proprio la cagnolina ad avviare questa esilarante vicenda, dato che sorge il problema del a chi lasciarla quando sia Filippo che Bea saranno fuori per un paio di giorni, e, poiché i loro amici vengono esclusi, bisogna cercare un dog sitter… se è anche carino e arrapante perché no?! Diego, l’aitante dog sitter, è un bi-curioso – cioè un etero non convinto che poggia il culo su più selle – e diviene ben presto il centro delle fantasie erotiche di Filippo, che lo eleva a fidanzato del vissero sempre felici e contenti. Apparentemente Diego è perfetto, bravo con gli animali e molto interessato al lato b di Filippo, ma proprio quando le cose sembrano essere perfette ecco che spunta la fantomatica spada di Damocle a mettere dubbi e zizzania, per non parlare della gonorrea. Basta, non dico altro della trama, essendo breve rischio di svelarvi i retroscena più succosi e non mi pare proprio il caso in un libro divertente come questo. Filippo è un personaggio ben delineato, maniaco del controllo (l’amica deve fargli le dirette per dimostrare di aver portato a passeggiare Gilda), ipocondriaco, snob e gran osservatore, ma è veramente sfigato in amore. Ho riso come una matta durante i resoconti dei suoi appuntamenti, sappiate che ora ha fatto venire la psicosi dei germi anche a me che vivevo nella beata ignoranza! (Spruzzerò amuchina su tutte le maniglie dei ristoranti!) L’amicizia con Bea è molto forte ma nel corso della storia abbiamo il piacere di conoscere anche i genitori dei due per non parlare degli amici. Mi è particolarmente piaciuta Alice, la poraccia che scrocca i divani altrui e gira con più cartoni di Tavernello da pochi spiccioli, per non parlare della siura Teresa o La Marta. Insomma per farvela breve il romanzo mi è piaciuto e vi consiglio caldamente di leggervelo, magari gustandovi un buon bicchiere di Tavernello!
A me Tommaso Zorzi sta molto simpatico però penso che Instagram sia decisamente più il suo campo. Alcune parti del libro mi hanno fatta sorridere però diciamo che il livello letterario è molto molto basso, più adatto ad un post che ad un romanzo. Tommaso Zorzi: 10 Il suo libro: 2
https://labibliotecadellibraio.blogsp... Avete mai comprato qualcosa a scatola chiusa? Un libro, un vestito, un oggetto... insomma un qualcosa che non conoscevate, non sapevate nulla, del nulla più assoluto. Ebbene sì e non una sola volta, si dice che "sbagliando si impara" ma io questa cosa non l'ho ancora imparata. Vi dico ciò perché è esattamente quello che è successo quando ho deciso di partecipare al review party del romanzo, Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri, di Tommaso Zorzi. Ma chi è Tommaso Zorzi, solo quando ho cominciato a leggere il libro me lo sono domandata e come sempre sono andata alla ricerca dell'autore del romanzo. Ora che so chi è l'autore posso capire i tanti aspetti del romanzo, posso accettare il modo di scrivere dell'autore e che sia chiaro non sta a me giudicare una cosa del genere, ma riesco a capire i meccanismi delle vicende che si susseguono pagina dopo pagina, rendendo questo libro esilarante all'inverosimile. Non è il mio genere, non è un libro che avrei preso in considerazione ma è uno di quei libri che probabilmente non mi sarebbe dispiaciuto avere tra le mie letture, questo è il primo pensiero serio che ho fatto quando ho cominciato a leggerlo. Protagonista è Filippo, un ragazzo che lavora presso un giornale, che scrive articoli sportivi, che vive con Bea, un'amica di vecchia data e con lei divide tutto, casa, conoscenze, sapere, curiosità, insomma tutta la sua vita. Ma cosa ha di speciale Filippo, intanto una cagnolina fantastica, Gilda, le vuole un bene "della madonna", tanto che, non si fida a lasciarla a nessuno, solo a Bea, ed è proprio qui il problema, perché in un momento di lucidità mentale Filippo si rende conto che in occasione di una trasferta fuori Miano anche la sua amica non ci sarà, come risolvere la questione? Cercando un dog sitter... Ebbene, se vi raccontassi per filo e per segno cosa succede vi garantisco che piangereste non solo dal ridere ma anche dalla disperazione... Le cose cambiano quando incontra Diego, e con Diego scopre anche l'amore, che finalmente abbia trovato la sua anima gemella? Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri è un romanzo che l'autore ha scritto raccontando una parte di sé, la sua omosessualità, portando al limite molti status della vita milanese, la convinvenza con Bea, il loro rapporto, la sua storia con Diego, ma ciò che va fatto notare è la storia in se che è assurda, bizzara, sagace, esilarante. La penna di Tommaso è divertente e sprezzante, è dissacrante, irriverente e derisoria, ma non si può non adorarla in molti punti del libro. Un libro grottesco, strano ma che una volta cominciato non puoi lanciarlo via come se niente fosse, devi leggerlo perché devi capire, devi entrare completamente nella storia, devi riuscire a concludere per darne un giudizio!!! E poi quella banana d'oro in copertina, ne vogliamo parlare?
Pillole di vita quotidiana, amorosa soprattutto, di noi giovani che alla ricerca della storia da favola spesso e volentieri diventiamo vittime di menzogne. La vendetta è un piatto che va servito freddo, e lo racconta benissimo e con leggerezza il seguitissimo Tommaso Zorzi.
veloce da leggere, scorrevole, carino e frizzante. a volte un po' 'eccessivo', sui vari cliché per esempio. anche se credo sia fortemente voluto. una storia di amicizia. non è un MM\gay romance ;)
1.5 perché c'è di meglio ma c'è anche di peggio. La mezza stella è per le references che hanno tentato di salvare una nave che stava colando a picco, apprezzo lo sforzo. Finale meh, ma Gilda top.
Inizia bene, con una buona dose di ironia. Continua e finisce malissimo...scrittura pesante, scontata, ripetitiva e con una storia senza un fine reale. Termina con una "vendetta" infantile e inutile. Tratta temi importanti ma con una superficialità che caratterizza la società di oggi.
Review Party – Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri di Tommaso Zorzi, libro di narrativa contemporanea, in uscita oggi 16 giugno grazie a Libri Mondadori nella collana Novel.
Due anni fa facevo il mio ingresso in Esmeralda Viaggi e Libri presentandomi come la thrillerista del blog, la tipa strana e seriosa che si eccitava con scene del crimine e cadaveri in decomposizione. Sono riuscita a mantenere in piedi il mio personaggio per un po’, pensando che fosse un trampolino di lancio per raggiungere la meta: diventare una influencer, una di quelle famose da beveroni dietetici e creme snellenti.
Ma ho scoperto, con il tempo, che scrivere di libri è decisamente più divertente.
E Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri è un libro che ho fortemente voluto leggere, anche se si discosta dalla comfort zone del mio genere preferito. Tommaso non lo sa, ma è stato il mio punto di riferimento durante i 90 lunghissimi giorni di lockdown. È stata la sua faccia pulita da bravo ragazzo, senza filtri, sfacciato e irriverente, a permettermi di sopravvivere agli arresti domiciliari imposti dal Covid-19. Sono riuscita, grazie alla sua sferzante ironia, la sua allegria, le sue playlist lanciate su Instagram, a respirare e a impormi di andare avanti mentre il mondo sembrava cristallizzato in un assordante silenzio. Perché questo ragazzo di appena 25 anni ha trovato la formula esatta per essere seguito da una schiera di affezionati followers: lui è semplicemente se stesso. Si dona al suo pubblico con una genuinità disarmante, e non è una meteora ma una stella che continua ogni giorno a crescere in luminosità. E oggi esordisce brillantemente anche nelle vesti di scrittore. E che questo romanzo scalerà le classifiche di vendita è una certezza assoluta, poiché dietro il protagonista Filippo Villa, giornalista sportivo di 24 anni, si cela proprio Tommaso e la sua esperienza diretta con una categoria di individui non a rischio estinzione, purtroppo: i casi umani.
Chi non ne ha incontrato almeno uno nella propria vita? Io potrei raccontarvi di quella volta che ero con il mio fidanzato in giro sulla sua Vespa, entrambi senza casco e documenti, in un remake per poveri di Vacanze romane. Uno scenario romantico e perfetto se non avessimo beccato un posto di blocco che non si lasciò sfuggire l’occasione di fermare i due sprovveduti. Come salvarsi da multa certa e ritiro del mezzo? Semplice, il mio fidanzato mi mollò con i carabinieri come una sorta di garanzia e promise loro di andare a recuperare a casa documenti e caschi. Non tornò più, e realizzai in quel momento che la storia era giunta al capolinea. Mi vendicai? Non vorrei andare fuori tema, come mio solito, raccontandovi che la sua auto fu rinvenuta qualche giorno dopo piena di graffi. Vorrei poter dire che con l’esperienza determinati incontri riesci ad evitarli, purtroppo il mondo è pieno però di cretini figli della stessa madre perennemente incinta.
E un paio li incontra anche il nostro Filippo Villa, Fil per gli amici, milanese doc, giornalista sportivo anche se di calcio capisce ben poco. Condivide un appartamento con la sua migliore amica Bea, che sembra avere la stessa scarogna di Filippo in fatto di uomini. I due sono l’uno il sostegno dell’altra, condividono gioie e dolori, più dolori che gioie, e trascorrono le serate a bere scadente vino in busta con conseguenti sbornie colossali in compagnia di Alice, una loro amica senza un tetto sulla testa che pianta spesso le tende sul divano di casa loro. Ma a Filippo manca qualcosa, ha voglia di innamorarsi, e ha deciso che il 2020 sarà l’anno in cui incontrerà l’uomo della sua vita. Dove cercarlo? Nell’era digitale i fidanzati si cercano nelle app per appuntamenti e Grindr pullula di papabili scelte, ma è anche un serbatoio infinito di casi umani.
“Trovare un fidanzato è un percorso pieno di insidie, che sono pronto ad affrontare.”
Stefano sembra essere una scelta oculata, Fil è convinto che un uomo con il nome di battaglia “I 400 colpi” non può essere uno sprovveduto o un pazzo omicida, e si lancia nella sua conoscenza. Non mi addentrerò nei meandri di questo appuntamento perché non voglio rovinarvi la sorpresa, vi suggerisco però di non mangiare niente mentre leggete, perché potreste soffocare dalle risate e vomitare il cenone di Capodanno di dieci anni fa. La malasorte in fatto di uomini sembra aver piazzato una nuvoletta perenne in stile Fantozzi sulla testa di Fil. Ma uno spiraglio di luce fa breccia nella sua vita quando, per motivi di lavoro, si trova costretto a lasciare in custodia la sua adorata Gilda, un bassotto fulvo a pelo ruvido, nelle mani di un dog sitter. La ricerca di una persona fidata non sembra dare i suoi frutti, fino a quando al parco Fil non incontra Diego, un adone pugliese trapiantato a Milano in cerca di fortuna nel campo della moda, che si arrabatta con diversi lavori tra cui il dog sitter per sbarcare il lunario. Tra i due scoppia immediata una passione torbida, Filippo ha raggiunto il suo obiettivo: fidanzarsi , ma Diego è davvero l’uomo della sua vita? Il ragazzo ha qualche perplessità a frequentare Filippo alla luce del sole e poi, particolare non trascurabile, in Puglia ha lasciato una fidanzata. Ma sono dettagli perché l’intesa tra i due sembra rasentare la perfezione e Fil, forse perché affamato di attenzioni e di un uomo che lo ami senza riserve, finge di non vedere che invece il rapporto non è così limpido e cristallino.
Esce oggi per Mondadori Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri, libro che viene catalogato come narrativa contemporanea, ma per stessa ammissione dell’autore potrebbe tranquillamente rientrare tra le autobiografie, perché il nostro Filippo altri non è che l’alter ego dello stesso Tommaso. Non so quante delle esperienze narrate siano reali o verosimili, non fatico a immaginare che Tommaso abbia realmente incontrato questi individui fuggiti da manicomi criminali e, anche se non è tutto oro ciò che luccica, il libro fa emergere altri elementi in cui Tommaso si riconosce ed è ben visibile. Il suo rapporto con Bea, la sua coinquilina e migliore amica, è uno degli aspetti che ho più apprezzato di tutta la narrazione. Gli amori anche quelli più distruttivi e senza uno sbocco vanno e vengono, le amicizie vere e sincere sono per la vita. E Bea e Fil sono due personaggi che adorerete, la loro amicizia vi entrerà prepotentemente nel cuore. Tiferete per loro due affinché trovino qualcuno che non si metta a calpestare il loro cuore, e riderete da matti per le loro disavventure e per i loro dialoghi parossistici anche quando sono entrambi sobri. Un esordio davvero brillante quello di Tommaso Zorzi che non posso fare a meno di premiare con il massimo della valutazione.
Un grande NO! Sicuramente il libro si legge molto velocemente e al suo interno possiamo trovare il tone of voice di Tommaso, grande comunicatore senza ombra di dubbio. Però il libro presenta tantissime pecche e non solo a livello di trama.
Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri, ma non siamo tutti bravi a scrivere. Tommaso Zorzi, in particolare, con questo libro lo dimostra in modo cristallino.
Seguo Tommaso Zorzi dai tempi di #Riccanza. Si può dire che lo guardavo solo per lui e i suoi tatuaggi strampalati. Le scritte “oil” sul gomito e “milk” sul ginocchio sono un colpo di genio!! Non passa giorno senza fare un salto sui suoi canali social e in questa interminabile quarantena è stato una ventata di spensieratezza e divertimento, tanto che ho letteralmente stressato chiunque mi stesse accanto per le risate che mi regalava. Potevo quindi perdermi il suo esordio letterario?! Ovviamente no!
Leggendo, da subito si entra nel vivo del romanzo con il protagonista maschile, Filippo Villa, alle prese con i pruriti intimi della sua migliore amica Bea. Cittadino milanese convinto, giornalista sportivo, divide l'appartamento con Bea e Gilda, bassotto che come una bambina viene viziata e coccolata manco fosse una regina. Un impegno lavorativo a Napoli, e l'assenza di Bea negli stessi giorni, lo obbliga a cercare qualcuno che possa accudire Gilda. La madre non può, degli amici non ci si può fidare, le pensioni per cani sono fuori discussione, e quindi? Bere. Non lo sapete che l'alcol aiuta a prendere decisioni altrimenti impossibili da risolvere?! E la soluzione è presto servita.
Inoltre questo è l'anno giusto per un'altra questione importantissima. Filippo Villa, single non per scelta, è convinto di vivere l'anno della svolta sentimentale. Peccato che la ricerca sia abbastanza tortuosa e i candidati non sempre sono i migliori sulla piazza. Sarà grazie alla sua cagnolina che si imbatterà non solo nella soluzione perfetta al suo problema ma anche nel profilo ideale di fidanzato che cerca. Il Lui più Lui del mondo. Alto, moro, tatuato. Insomma, un figo epocale. Ed è pure un dog sitter. Un instant love da infarto.
Pro: dog sitter, e l'ho già detto; figo, anzi fregno; una forza di gravità importante (sfido a dire che non è importante la gravità!); un ottimo amante. Contro: una fidanzata ignara che lo attende in Puglia.
Quest'unico contro fermerà Filippo? Ovvio che no. Tanto ben di dio non va buttato. Cosa succederà? A voi la scoperta.
Tra situazioni paradossali, incidenti amorosi e tante risate ecco confezionato Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri. Come primo romanzo non c'è male. Tommaso Zorzi si percepisce in ogni parola, mentre leggi nella testa si sente la sua voce, si figurano le sue espressioni facciali. Quanto di vero c'è in questa storia? Oltre al cane è scontato. Sicuramente tanto di quello che leggerete è capitato nella vita reale dell'autore che attraverso un personaggio immaginario ci narra episodi esilaranti a posteriori. Appuntamenti come i suoi è meglio non viverli!
Questa storia si legge in pochissime ore, fa sorridere e tiene incollati alle pagine. Zorzi sa essere spigliato e divertente ma anche delicato e non così tanto sfrontato nel descrivere atti e situazioni. Al centro la vita privata di una persona che vorrebbe trovare la stabilità affettiva che desidera, amicizie strette importantissime, vicende a tratti surreali e prevedibili ma che incuriosiscono il lettore che a quel punto vuole capire come risolverà. Insomma, una lettura leggera e non impegnativa che vi ruberà poche ore. Non è niente di eccezionale o indimenticabile ma si fa leggere. Manca di approfondimenti e intrecci più solidi, qualche pretesto è scontato ma, appunto, si fa legge. Come opera prima non è tutto da cestinare, è interessante e ironica e sicuramente leggerò altro. Nel frattempo, mi godo le stories giornaliere.
VOTO: 3,5 STELLINE. RECENSITO DA QUEEN PER IL BLOG DI "LIBRI E SOGNALIBRI" Anche Tommaso Zorzi ha scritto un libro ed io, che in questo genere di libri ci sguazzo un po’, non potevo farmelo scappare! Tommaso chi? Dai non ditemi che non avete mai sentito parlare di Riccanza o non lo avete visto in vari reality show! Tommaso è arrivato alla ribalta come youtuber e si è guadagnato molte simpatie del pubblico grazie alla sua dolcezza e alla sua faccia da schiaffi e io devo ammettere che un debole per questo tipo alto e scanzonato ce l’ho. Perché vi racconto tutto questo? Perché parlarvi di Tommaso equivale a parlarvi del protagonista del suo libro Siamo tutti bravi con i fidanzati degli altri, Filippo.
Forse è vero che l’universo può muovere i destini, o che esistono forze invisibili che ci attraggono verso particolari situazioni, luoghi o persone.
Sì, perché Filippo, ventiquattrenne giornalista gay della Milano bene, è proprio l’alter ego cartaceo del suo creatore; mentre Fil racconta le sue vicissitudini si ha proprio l’impressione di sentire (e vedere!) mister Zorzi mentre ci introduce in quella mentalità a noi sconosciuta che regola le vite dei gay. Ovviamente non si può fare una generalizzazione, non tutti gli omosessuali si omologano al modello presentato nel libro, ma devo dire che l’ho apprezzato proprio per aver offerto uno spaccato su un mondo che spesso spaventa perché ci risulta estraneo. E invece i gay sono persone normali, che amano e soffrono in amore come tutti, che sognano un compagno, una famiglia e la stabilità emotiva come a tutti è concesso di fare.
Ancora non avevo fatto mia la regola numero uno: “Mai fare sorprese ai propri fidanzati. Altrimenti la sorpresa rischi di riceverla tu”.
Certo, hanno meno tabù riguardo al sesso, sono più aperti ad alcune dinamiche e spesso sono disillusi (non sempre un appuntamento nasconde il grande amore) ma perché si deve denigrare il loro modo di vivere? Dai racconti di Filippo, oltre alla sua ingenuità, alla sua schiettezza e alle sue aspettative molto alte, si evincono anche una maggiore attenzione alla propria persona, una maggiore capacità di osservazione del mondo che ci circonda e qualche piccola mania che a volte hanno. E tutto questo Tommaso Zorzi ce lo racconta mettendo su un intreccio degno delle migliori sit com americane in cui Filippo sogna di vivere, usando un linguaggio a volte crudo e volgare ma che rende i suoi personaggi più realistici e fluidifica il racconto.
Ma si sa, la vita è una questione di prospettive. E io sto nella prospettiva giusta. Sempre.
Insomma, una storia improbabile ricca di personaggi improbabili ma veraci, che offre uno spaccato di un mondo che siamo più propensi a ignorare che a capire ma che nasconde anche un grande insegnamento sull’amicizia, sentimento spesso sottovalutato ma capace di grandi soddisfazioni, a volte più dell’amore. LA RECENSIONE CONTINUA NEL BLOG: https://libriesognalibri.wordpress.co...
Filippo e Bea, due amici con la A maiuscolo, vivono assieme in un appartamento in via Castaldi a Milano, condividendo gioie e dolori. Quando però la cagnolina Gilda, ha bisogno di un dog sitter, nella vita di Filippo, entra Diego e la situazione cambia. Quali avvenimenti sono in arrivo?
CITAZIONE Non sopporto quando la gente non mi ascolta.
Alzi la mano chi non lo sopporta?! Siamo sinceri quando parliamo vogliamo essere ascoltati/ascoltate anche per delle “scemenze”, qualsiasi cosa pur di farci sentire, persino urlare al di sopra delle conversazioni. Nulla ci ferma!
CITAZIONE I nemici, a volte, sono invisibili.
Nemici invisibili che però, ci appaiono dal nulla, come per magia, non accorgendoci chi sono fino all'ultimo, coperti dalla nostra fiducia.
CITAZIONE La verità è che l’alcol non è proprio un toccasana per l’aspetto fisico.
Assolutamente non è davvero! Possiamo essere tranquilli che beh, ogni tanto qualcosa è un conto ma giornalmente non fa affatto bene l’alcool.
CITAZIONE È che abbiamo così tante cose da vivere che non possiamo certo portarle avanti una per volta.
C’è più tempo che vita. Una frase che dopo una certa età, ci si rende conto che si vuole fare tanto ma la materia prima (soldi) affiancata al tempo, rendo tutto difficile e il tutto si rimanda di anno in anno, attendo il colpo di fortuna?!
L’autore Zordi, porta l’amicizia, coinvolgente, forte, delicata, di supporto nei momenti difficili. A fianco l’attesa e la ricerca dell’amore per Filippo, gay ma con tanta pazienza e forza nel portare a termine quello che la vita, gli propone. Per i personaggi: Bea, Filippo e Alice un trio da spasso! Il motto: le decisioni importanti non si prendono mai da sobri, tra le mani il Tavernello, fanno vedere che sono uniti (non solo per l’alcool). Diego è l’opposto di Filippo, non mostra molto le sue espressioni ma ha quella calamità che non passa inosservata, misterioso ecco.
Una storia fresca, divertente e attuale, amicizia e amore, maschere, cos’altro c’è da aspettare?
Il tono del libro è decisamente frizzante e la semplicità della scrittura lo rende il compagno perfetto in una di queste giornate estive. Il libro è semplice e permette una lettura davvero scorrevole, a tratti disattenta poiché la mancanza di alcuni particolari non compromette affatto la comprensione del romanzo. Si presenta come una tranquilla conversazione tra amici, a mio parere il punto forte del romanzo, che sebbene comprometta del tutto l’immedesimazione nel protagonista rafforza moltissimo il rapporto che si ha con esso, al punto tale da farti sentire un suo confidente e a tratti un suo complice. Nel complesso, quindi, posso dire che il romanzo mi è piaciuto anche se, a mio parere presenta qualche piccolo pecca nella trama. Nonostante ciò credo che il risultato nel complesso sia buono. Consiglio questo libro a chiunque sia in cerca di una lettura leggera che gli permetta di rilassarsi e a tutti coloro che si sono da tempo allontanati dalla lettura poiché, vista la sua spensieratezza e semplicità, sarà in grado di incuriosirvi e riavvicinarvi a questo bellissimo hobby. Sconsigliatissimo invece a chi non ama i romanzi, non gradisce le volgarità gratuite e non sta cercando un romanzo divertente. Ognuno ha i propri gusti è inutile fissarsi su un genere che non si gradisce e lasciare una recensione negativa per questa ragione.
Se vuoi approfondire trovi la recensione completa sul mio ig: @libragione
Ho finito di leggere il libro in un paio di sere (solo perché in questi due giorni non ho avuto modo, altrimenti ci avrei messo anche di meno). Ho apprezzato in prima cosa lo stile: fresco, brillante e scanzonato! L’uso degli aggettivi poi mi ha ricordato spesso lo humor inglese e per questo l’ho amato tanto!!! La trama è leggera e scorre via veloce facendo venire voglia di sapere cosa succede la scena dopo. Molto visuale con un ritmo spesso simile ad una sceneggiatura. Una lettura divertente e perfetta per lasciarsi alle spalle la pesantezza di certe giornate e rincuorarsi con un’inconfutabile verità: siamo tutti bravi...coi fidanzati degli altri...
Questo libro si può definire letteratura? Assolutamente no, ovviamente; Ma ne vale la pena lo stesso? Si. Se si ama l’umorismo di Tommaso Zorzi, il trash, le storie ultra realmente assurde e si ha voglia di qualcosa di leggero, è perfetto. Un autobiografia romanzata dedicata ai casi umani, che ti fa sparire dalla testa l’idea che solo tu hai un cartello in testa con scritto: “per me solo casi umani, grazie”. Si legge in un paio d’ore e le risate sono assicurate, e, anche se il finale tende un po’ alla favola con un “e vissero tutti felici e contenti”, si incastra con il prodotto di storia raccontata. Personalmente, #adoro
Uno dei peggiori libri che abbia letto negli ultimi anni. Si può vedere come una versione milanese dei poveracci alla Will&Grace. Due amici, lui gay, lei etero, condividono un appartamento nella (apparentemente) zona gay milanese di Porta Venezia, con toccate di un'amica povera ed alcolizzata di Tavernello. Lui viene preso per i fondelli dall'ennesimo ragazzo. Fine. Un passaggio del libro per rendere l'idea del livello: "[..] ma io, qua in questo letto che sa di sperma e tra queste lenzuola disseminate di peli pubici, ho tutto quello di cui ho bisogno."
Il libro è anche carino all'inizio, poi però diventa molto palloso e ci vuole tanta forza di volontà per continuare a leggerlo. Risulta molto noioso perché ci sono dei punti in cui viene descritto tutto nei minimi dettagli (anche e soprattutto le cose non importanti) ma non succede assolutamente nulla di intrigante. Il linguaggio è anche un po' volgare e all'inizio risulta simpatico poi è veramente too much
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Godibile é godibile, su questo non ci piove. Ma sicuramente ci sono cose che può migliorare. La storia è abbastanza prevedibile ma comunque vai avanti a leggere. Come primo romanzo ci sta. Alcune frasi un po’ stereotipate non le ho apprezzate però.
Mi ritrovo molto con quello detto da Matteo Fumagalli nella sua video recensione.
Sarà una trama abbastanza scontata ma questo libro mi ha preso moltissimo, tanto che non volevo finirlo, sarò di parte perché amo i romanzi ma non si può dire che faccia schifo. Io sono rimasta molto coinvolta, forse non è un libro che consiglierei ma comunque molto bello secondo i miei gusti personali.