Un saggio che spiega come e perché investire in empatia, esperienze e storytelling sia fondamentale per riuscire a essere competitivi in un mercato in cui gli algoritmi dettano le regole. Come si fa a cavalcare le onde degli tsunami tecno-economici odierni senza venirne travolti? Diventando #phygital: fisici e digitali allo stesso tempo, capaci di offrire luoghi di contatto e servizi a portata di mano e di click. Valori, emozioni e umanità sono il centro di un nuovo modello di marketing pensato per un mondo in cui la dimensione digitale è ormai sempre più interconnessa all'esperienza fisica. #Phygital è - come scrive Paolo Iabichino - una "traccia" lasciata da un "pioniere". Un'opera che parla agli studenti, ai marketing manager e ai (piccoli) imprenditori, mostrando come il digital marketing e la psicologia sociale devono fondersi insieme per poter pensare di salvare i negozi di quartiere dalla concorrenza di un futuro che è già presente e trasformare le risorse umane da costi fissi in autentiche fonti di valore.
Si legge in due ore. Scritto molto bene, tanti interessanti spunti tutti ben circostanziati. Rischia ovviamente di essere obsoleto in breve tempo (ho letto la prima edizione del 2020 nel febbraio del 2021).
Appena ho iniziato il libro ho realizzato una sua grande mancanza, almeno per come sono fatta io e per come mi approccio ad un libriccino che, per quanto divulgativo, reca la parola "saggio" sulla copertina: manca una sitografia e delle referenze bibliografiche. Il libro offre alcuni spunti interessanti, tante "best practice" e qualche frase ad effetto. Da neofita nel mondo digital e del marketing, l'ho comunque apprezzato come aggiornamento dello stato dell'arte attuale. Tuttavia, appunto, avrei gradito che tutti i riferimenti e le citazioni a piè di pagina, alcuni veramente interessanti, fossero riuniti in un unico posto a fine libro, per non dover tornare ogni volta a sfogliare tutto il libro alla spasmodica ricerca della nota esatta.