“La memoria del passato serve a mettere i fatti in prospettiva, tracciare un percorso, individuare le cause e i loro effetti, fornire – quando è possibile – un punto d’orientamento. Non c’è futuro, luminoso o obbligato che sia, che ci salvi dal dovere di trasmettere il passato, prima che tutto finisca travolto da un nuovo mondo, come presto o tardi certamente avverrà”
Riflessioni sull’oggi per interpretare il passato preparandosi al futuro. Per agire e reagire, di conseguenza.
Augias parte da una rivoluzione, quella del passaggio dalla cultura cartacea a quella digitale, quella tecnologia che libera tutto ma che facilmente sfugge di mano, potente e a suo modo invadente, perché riguarda ogni aspetto della vita.
Velocità e ampiezza , senza sforzo che genera cambiamenti ambivalenti, buoni e cattivi.
Tra necessità meraviglia e pericolo, il racconto del tempo reale per guardare indietro, per non perdersi.
Il saggio di Augias, “Breviario per un confuso presente “ è una bussola,un antidoto alla paura di questo tempo analizzato con sguardo lucido attraverso autori a lui cari: Spinoza, Montaigne (esempi di tolleranza), Petrarca e poi Boccaccio e Manzoni, citati per parlare delle epidemie anche in chiave metaforica, nella disperata ricerca di trovare al male una ragione...
Dall’identità del nostro popolo che aspira alla coesione, quel popolo che ha vissuto tante storie ma che non riesce a metterne insieme una sola e definitiva “I tempi sono confusi, dunque; lo sono anche molti italiani e non da oggi”, alla religione e la ricerca di Dio nell’immaginario collettivo.
“Già, Dio. Che ne sarà di lui nell’era del pensiero digitale?”
Tra curiosità e ansia di capire quello che ci sta succedendo, tra modernità e grandi dilemmi esistenziali, Augias riconferma il suo talento narrativo, pacato ed obiettivo.