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Feste perdute

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129 pages, Paperback

First published January 1, 1997

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Gilberto Severini

19 books6 followers

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Profile Image for Orsodimondo.
2,470 reviews2,447 followers
June 25, 2025
UNA STORIA VISTA DI SPALLE

description

Qualcuno ha detto che un grande artista in fondo crea sempre la stessa opera.

Severini ha scambiato quest’asserzione per un assioma e l’ha fatto suo al cento per cento.

È il terzo libro che leggo e sembra di essere sempre dentro lo stesso, un filo unico forte come una gomena li unisce tutti.
Fatto è che sarà anche “lo scrittore più sottovalutato d’Italia” come sosteneva Tondelli (la vera ragione per cui Severini è capitato fra le mie mani e continua a tornarci), ma un po’ di varietà gli avrebbe giovato.

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Siamo sempre nelle Marche, fra Osimo e Ancona, e c’è sempre un pretesto (qui il trasloco degli ultimi mobili, altrove un funerale) per ritornare nel 'borgo natio' e raccontare le stagioni passate: e, quindi, per ripercorrerle da distanza incerta, sempre un po’ umida di nostalgia, e sturare il vaso dei ricordi e delle illusioni perdute.

Ci sono sempre semi intellettuali, o presunti tali, avvolti in un doloroso benessere, qui più pirati che artisti (il che mi aveva fatto sperare per qualcosa di finalmente diverso), e anche un accidente di mezzo nobile decadente che ruba la scena agli altri personaggi, protagonista incluso.

Se altrove la struttura narrativa si appoggia all’epistolario o al diario, qui la forma scelta è sfrenatamente dialogica, purtroppo non sviluppata in maniera felice.

L’omosessualità è sempre tema centrale, questa volta per fortuna affrontato con meno reticenze, dando spazio al corpo e all’anima.

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Il fatto è che dopo questo incipit
In quei giorni non si sapeva in quale letto ci si sarebbe risvegliati, né accanto a chi,
speravo tanto di non finire con brani così:
Mi evoca il sentimento di tutti i ricordi che ho dimenticato: un vago malessere, una struggente nostalgia, e chissà perché, pochi versi di Carducci imparati svogliatamente a memoria per la scuola ed ora ritrovati, in questa notte di dicembre, come un superfluo ammonimento che mi intenerisce.
È spiacevolmente spiazzante.
Non solo per via di Carducci.

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Spiazzante Matt Stuart
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