Il giapponese che non si arrendeva mai e il ciclista che voleva la maglia nera. Il calcio in guerra durante i conflitti mondiali e la guerra del football del 1969. L’impiegata aggredita dai fantasmi e la brunetta che presentò Kennedy a un mafioso. Il picchiatore che voleva essere un artista e l’uomo che inventò il mostro di Loch Ness. Il più romantico dei matematici, la più inquietante delle scrittrici, il più diabolico degli psicologi. E poi suggestioni collettive e ribellioni individuali, inventori derubati e geni incompresi, casi curiosi e delitti irrisolti… ognuna delle storie di questo libro illumina una vita straordinaria, una vicenda inattesa, un personaggio ai confini tra verità e leggenda. Finalmente raccolte in un unico volume, le «strane storie» di Carlo Lucarelli sono un tesoro inesauribile di meraviglia e assurdo, conflitto e creatività, amore e rivoluzione; vicende note e meno note salvate per noi da un grande narratore. Per parafrasare Lewis Carroll, possiamo credere ad almeno una cosa incredibile prima di colazione. Per dirla con Lucarelli, la realtà trova sempre il modo di superare la fantasia. E di regalarci il più umano dei piaceri, quello del racconto.
Carlo Lucarelli was born at Parma, the son of a physician. He was interested in literature and theatre when he was young, and studied Literature and History. Nowadays he lives in Mordano near Bologna.
Already in his years of study, during his research for his thesis subject he got in touch with the material for his first two books, which take place during the time of fascism and the years immediately after the war. In Italy he became well known quite soon because of these two books, and it was only a matter of time before he quit his academic activities and turned to his career as an author and all other sorts of activities, such as writing plays, film scenarios, radio-plays and, moreover, singing in a Post-Punk-Band called "Progetto K".
He is a frequently invited moderator on an Italian television programme about crime (Blu notte misteri d'Italia). As a journalist he works for several newspapers and magazines, such as il manifesto, Il Messaggero and L'Europeo. He has written more than twenty novels, including Almost Blue, (City Lights, 2001) and numerous short stories. Together with Marcello Fois and Loriano Macchiavelli he founded "Gruppo 13", a collective of crime-writers in the region Emilia-Romagna.
Lucarelli ha sempre quel modo di raccontare le storie che ti lascia con il fiato sospeso, attaccato alla pagina. In questo libro sono un po' brevi, e un po' risentono della trasposizione dalla radio.
Se non fosse stato per l’obiettivo “catena mezzi di trasporto” difficilmente avrei letto questo libro che ha in copertina un dirigibile. Quel dirigibile potrebbe essere l’Hindenburg prima che si incendiasse, oppure l’Italia con dentro il comandante Umberto Nobile e la cagnolina Titina: entrambe sono due delle storie contenute in questa raccolta. O, ancora è un bel fotomontaggio che fa da rinforzo al titolo: quelle tre persone che danno le spalle al lettore non potrebbero avere un’espressione stupita, attonita, incredula, per l’appunto? Mi piace pensare di sì.
In questo libro sono contenute 41 storie che Lucarelli desidera raccontare, scrive infatti nell’introduzione: “ a me piace raccontare storie. Sono uno di quelli che quando sente o vede qualcosa di interessante pensa a come metterla in fila per raccontarla a qualcuno(…)Non sono il solo, naturalmente, come me c’è tanta gente a cui brillano gli occhi e la voce quando si accorge che c’è qualcuno che ascolta(…) .” Alcune di queste storie sono sorprendenti, altre inquietanti, altre mi hanno lasciato un vago senso di fastidio e avrei davvero preferito che non fossero vere (soprattutto quelle legate agli esperimenti sul potere, sul condizionamento sociale, o sull’isteria collettiva). Molto spesso lo sono – vere nel loro essere sbalorditive - , ma su qualcuna resta il dubbio: “Sweeney Todd”, il mostro di Lockness presente in “Marmaduke Wetherell”. Alcune le conoscevo già ( Evariste Gàlois, Franca Viola, Jessie Owens, La partita di Natale*, e grazie a “I Simpson” La vera storia di Amitiville Horror), altre mi hanno stupito (Ettore Majorana, La Mary Celeste, Luigi Malabrocca)
Tutte mi hanno fatto apprezzare lo stile e la chiarezza di Carlo Lucarelli, di cui si riesce a sentire la voce carica dell’entusiasmo di chi sa che sta per raccontare una storia che merita di essere ascoltata.
È un libro che si legge benissimo, ogni storia non occupa più di tre -quattro pa pagine e la sequenza con cui si susseguono non è casuale :si possono dividere in gruppi dove l’ultima storia ha qualcosa in comune con quella del nuovo gruppo ( un tema, il fatto che parli di persone geniali o che combattano il crimine, i criminali, gli esperimenti sociali, il periodo di guerra, lo sport, e così via).
Se, come me, amate questo tipo di racconti, amerete questo libro. E poi volete mettere il gusto di dire, magari durante una cena con amici che amano i crime e i thriller: la conoscete la storia di….? E fare un figurone?! Al mio amato Stefano ho raccontato qualcuna di queste storie, in particolare quelle che sapevo lo avrebbero coinvolto di più: quello della “maglia nera” del giro d’Italia (in Luigi Malabrocca), quella della partita di Natale che anche io, come Lucarelli, voglio credere vera, quella della “Partita della morte “ che ha un che di eroico, stile Gladiatore.
Io me lo sono proprio goduto, per questo il mio voto è 5 stelle. *su youtube ho trovato questo e mi commuovo ogni volta : https://youtu.be/aPymMhQSdPo
40 brevi ma straordinarie storie messe su carta in pieno stile Lucarelli. La storie sono tratte da altrettante pillole radiofoniche e lo stile discorsivo si sente molto. Leggendo si ha proprio la voce di Lucarelli (e delle volte di De Luigi che lo imitava) nelle orecchie. Sono storie il cui filo conduttore è la straordinarietà, in tutte le declinazioni possibili. Si va dalle storie della prima e seconda guerra mondiale, dll'ingegnere giapponese sopravvissuto a due esplosioni atomiche! all'ultimo giapponese in guerra fino al '54. Poi ci sono storie di personaggi più noti come esse Owens, Franca Viola, Ettore Majorana, Joe Petrosino o Ernest Shakelthon ma raccontate in modo così accattivante e con la capacità di mettere l'accento sui giusti punti che è sempre un piacere leggere. Ci sono le storie di personaggi noti di nome come Nino Bixio e Antonio Meucci di cui racconta aspetti che non conoscevo. Primo tra tutti che Meucci sia il suo bisnonno. E poi ci sono storie veramente incredibili ma magari poco conosciute. Alcune fanno veramente venire i brividi come quella della Mary Celeste altre fanno più sorridere, anche se amaramente delle volte. Quella che mi ha fatto quasi commuovere è stata l'ultima, Franca Viola. La storia mi era nota ma, come ho scritto prima, è stato in grado di porre in risalto gli aspetti più veri e il reale significato del gesto di una ragazza normale con una famiglia straordinaria (per quell'epoca) che è stata capace di fare veramente la storia. Con il suo sacrificio ( quello di esporsi alla pubblica gogna) ha contribuito a cambiare un pò la storia del nostro paese.
Lo ammetto, non sono riuscita a finirlo, e per due motivi principali. Uno, la prosa: vivendo da sempre tra romagnoli, ed essendo io stessa romagnola, questo tono un po’ sbruffone, un po’ che fa finta d non sapere quando in realtà e acculturato, oppure tutto il contrario, cioè che se la canta e se la suona senza sapere mi annoia e mi irrita. Periodi lunghi tre righe o di una sola parola. Mi dicono sia un po’ “scuola Holden”… mi ha reso difficile empatizzare con i protagonisti, chiamati eroi e gente normale insieme, unici e straordinari quando non era che persone in balia delle circostanze. Due, le storie: in ordine era impossibile leggerle senza annoiarsi, dato che ce n’erano a volte più di una sullo stesso “argomento” vicine e che sapevano di già letto (o forse appena letto?), e alcune anche arcinote (vedi il giapponese che pensava che ci fosse ancora la guerra: la conoscono tutti ormai, incredibile direi ben poco). Forse sono stata abituata troppo diversamente da Aaron Mahnke, che ha un altro tipo di approccio. Non sempre migliore eh ma di sicuro più intrigante. Quindi 3 stelle perché non è che il mio gusto personale può farmi dire che è brutto, ma l’ho trovato a mio gusto banale e davvero poco incredibile e accattivante.
“Sono i film e i romanzi, sono le storie che raccontiamo che prendono spunto dalla vita, sono loro che le assomigliano, mica il contrario. È la vita che è sempre così, un passo avanti alla fantasia, ai romanzi e ai film.”
Non diventerà un classico della letteratura, ma sicuramente le vicende narrate sono ben selezionate e adatte al tema dell'"incredibile". Alcune sicuramente vi resteranno impresse e si faranno ricordare.
Piccole storie brevi di persone e situazioni straordinarie, o quantomeno fuori dall'ordinario. Riprende quanto Lucarelli fece a Radio Deejay parecchio tempo fa. Anche a conoscerle sono sempre davvero notevoli, e quest'edizione raccoglie le migliori. Da non perdere.