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Un giorno uno di noi

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È estate, Graziano è laureato in lingue e letterature straniere, lavora in un ristorante e non sa cosa fare dopo gli studi. La casa dove vive con Alex, un compagno di università, è afosa e ha qualcosa di stantio, e il cane Lucky, l’unico amore della sua vita, è morto. Nonostante la giovinezza, tutto gli sembra immobile, e la città di Torino riverbera questa immobilità. Un giorno, nel ristorante dove nulla accade, arriva Edoardo, un uomo che pare avere sia un passato che un futuro e che, sorridendo, gli propone un lavoro: accompagnarlo in America, per un viaggio. Graziano è incredulo ma, in fondo, nulla lo trattiene a Torino, nemmeno i genitori, con i quali la vita, d’altronde, non è stata né facile né piacevole. La richiesta è semplice: dovrà solo guidare la macchina.
Così, dalla costa del New England fino a Los Angeles, nel più classico e sognato dei coast to coast, Edoardo e Graziano impareranno a conoscere le proprie fragilità, i propri desideri, e a fare i conti con le proprie malattie, quelle vere e quelle immaginarie, che sono, tuttavia, altrettanto dolorose.
Giancarlo Pastore, con una scrittura pulita e commovente, racconta una bellissima storia d’amore, e riesce a mostrare quanto l’amore ci faccia tornare adolescenti, fisicamente impacciati ma appassionati e attenti, incantati.
Da una stanza d’albergo a un’altra, in una danza – virile e composta – che avvicina e allontana Edoardo e Graziano, tra una menzogna dichiarata e i sogni nei quali il cane Lucky continua a correre e confortare, questi due giovani uomini trovano il coraggio di scoprirsi e trovarsi.

224 pages, Paperback

First published June 18, 2020

4 people are currently reading
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About the author

Giancarlo Pastore

18 books2 followers
Giancarlo Pastore, torinese, è nato nel 1967. Ha pubblicato i romanzi Meduse (Bompiani 2003, tradotto negli Stati Uniti) e Regina (Bompiani 2007) e la raccolta di racconti Io non so chi sei (Instar Libri 2009, premio Cocito). Ha partecipato al Dizionario affettivo della lingua italiana (Fandango 2008), e suoi racconti sono apparsi su riviste e antologie, tra cui Bloody Europe! (Playground 2004) e Ritratti dell’autore da cucciolo (Instar Libri 2016). Vive e lavora a Bruxelles.

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2 (2%)
Displaying 1 - 14 of 14 reviews
Profile Image for Danji.
32 reviews8 followers
August 22, 2020
Maledizione. Mi ha fatto venir voglia di un gran bel viaggio e di innamorarmi, ma con una pandemia in corso non sono voglie da avere.
A parte ciò, mi è piaciuto molto anche se nel finale uno dei personaggi mi è sembrato un po’ “accelerato” rispetto a come è stato costruito, mi è mancato un suo ulteriore approfondimento finale o condivisione con l’altro della sua storia... non so... niente di che, solo una mia sensazione durante la lettura.
Profile Image for Read me two times.
527 reviews2 followers
March 31, 2021
Anche con questo libro ho avuto un attimo di smarrimento nel mettere le stelle. È scritto benissimo, mi ha preso e non sono riuscita a metterlo giù finchè non l'ho finito (lavoro e sonno permettendo)...però...c'è un però. Insomma si capisce che Graziano è sfigato dal giorno in cui è nato, cioè ci vuole la SFIGA a caratteri cubitali per nascere in un paese di merda, da genitori di merda, con una nonna di merda, e ovviamente come vuoi che sia la tua vita di neolaureato? Di merda, esattamente.

Poi però succede una cosa, una di quelle occasioni che capisci che devi afferrare subito, che se no la sfiga te le porta via! Un uomo gli chiede di accompagnarlo in America, a fare un coast-to-coast sulla mitica Mother Road (alzi la mano chi non l'ha mai sognato...bugiardi!) e lo stipendierebbe pure!

Durante questo viaggio, che facciamo dal punto di vista di Graziano, non corriamo solo in macchina sulle highway americane, ma passeggiamo anche nel giardino d'infanzia e adolescenza di G e scopriamo quanto sia marcio.
Quando pensiamo che con quest'uomo potrebbe riscattarsi, ecco la doccia gelida: Graziano, sono malato, ho la valvola aortica difettosa, mi devo operare, potrei morire, ho fatto il viaggio perché volevo dirti che mi sono innamorato di te. Andiamo a vivere insieme?

La mia faccia --> °____°

Avevamo bisogno davvero di un'altra (semi)tragedia lgbtq+ (apparente)? Non so rispondere. Di qui, le tre stelle.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Eustachio.
703 reviews72 followers
September 20, 2020
È l’estate del 2008 e Graziano, neolaureato in Lingue e letterature a Torino, non ha prospettive per il futuro. Per ora lavora come cameriere in centro ed è qui che dal nulla un avventore del ristorante, un uomo più grande di nome Edoardo, gli offre un’opportunità da sogno: un coast to coast tutto pagato e addirittura stipendiato negli Stati Uniti per cui Graziano deve solo guidare e fare da interprete. È una follia, ma in fondo – tra la topaia in cui vive, i rapporti ridotti all’osso coi genitori e soprattutto il cane che ha appena dovuto abbattere – cos’è che lo trattiene?

Un giorno uno di uno è descritto come una storia d’amore on the road. Lungo il viaggio per forza di cose i due si avvicinano e si conoscono, accomunati dall’ammirazione per la maestosità dei paesaggi statunitensi e dalla curiosità per le differenze culturali. Ma Graziano è anche affascinato da Edoardo, dalla facilità con cui la bellezza e il contesto familiare e sociale in cui è cresciuto gli permettono di affrontare la vita.
Graziano, in confronto a Edoardo e ai bellocci americani che vede, risulta sempre in difetto. È in imbarazzo quando si tratta di spogliarsi in spiaggia (“Nessuno di loro sapeva quanta fatica potesse costare togliersi una maglietta. Lui non aveva uno di quei corpi”) e all’inizio Pastore ne sottintende spesso il nome, riflettendo la mancanza di autostima di Graziano anche nella scrittura stessa (qual è la sua paura più grande, d’altronde? “Di essere vivo e che nessuno se ne accorga”).
Guardati, si disse allo specchio del bagno in cui si rinchiuse dopo pranzo, ti manca tutto. Ti mancano i capelli, ti mancano i denti, ti manca la pelle, ti mancano i vestiti, ti mancano le parole esatte per dire le cose, ti manca una polo stirata, ti manca il tempo. I ragazzi di prima avevano colli puliti appena rasati, sorridevano come se niente al mondo li avesse mai feriti, avevano madri e padri che li chiamavano «honey», avevano nomi di due sillabe che suonano come schiocchi di dita. Edoardo si chiama Edoardo, tu ti chiami Graziano, non hai nemmeno un nome, solo una negazione: grazia-no.
Mentre Edoardo ha “il cuore leggero di chi ha vissuto in mezzo alla bellezza, e all’amore”, Graziano ha un tragico passato (“un’ombra nera, un dolore sempre presente”). Viene dalla campagna, per la precisione da un paesino noto per il più alto tasso di suicidi in Italia, e i genitori bigotti e violenti l’hanno cresciuto in un ambiente raccapricciante. Quando il padre sorprende Graziano da ragazzino che si masturba per la prima volta lo prende a bastonate. Quando sono costretti a tenere in casa la nonna demente, il padre la intrappola tra sedie per impedirle di muoversi e le dice cose come: “Quand’è che ti decidi a crepare, puttana? Adesso sono io a ridere, vecchia troia rinsecchita”.
Mi è parso così forzato e insistito, una mera trovata per sconvolgere il lettore. Cosa c’è di peggio dell’orrore domestico? D’altra parte, mi dico, l’ho trovato improbabile e finto solo perché italiano? Casualmente Pastore affronta un discorso simile quando Graziano ed Edoardo si trovano davanti alle americanate becere a Salem:
«Eppure» disse Edoardo una volta in macchina, «c’è qualcosa di affascinante in tutto questo, non trovi?»
«In cosa?»
«Nelle messinscene che sono capaci di inventare. Se vedessimo una cosa del genere in Italia, la gente travestita, gli effetti speciali, penseremmo che è orrendo, persino scandaloso, non si potrebbe tollerare. “È tutto così kitsch” diremmo. Qui invece ha un senso, e mi pare pure bello. Se vinci le prime resistenze, dopo un po’ ti diverti. No?»
L’unica ancora per Graziano è Lucky, il cane che salva da una cucciolata lasciata morire e che nel corso del romanzo torna sotto forma di sogno, una sorta di avventura parallela al viaggio reale con un che di Jack London. Al viaggio fantastico ho preferito decisamente quello reale, che l’autore rivela in un’intervista essere basato sul viaggio che lui stesso ha compiuto nel 2008: non stupisce considerato i dettagli con cui vengono descritte le singole tappe, o anche solo gli incontri casuali con gli americani che vanno ben oltre quanto si può imparare leggendo libri o vedendo film.

Potrei fermarmi qui parlando di Un giorno uno di noi, ma il finale pretende un paragrafo a parte.


Un giorno uno di noi non è scritto male, e anzi, ho intrapreso con piacere questo viaggio coast to coast insieme ai suoi protagonisti. Se per me è un no è proprio per com’è pensata questa storia d’amore e purtroppo lo scopri solo una volta arrivato alla fine.
Profile Image for Andrea.
221 reviews58 followers
November 10, 2020
Romanzo di cui avevo sentito parlare e consigliare da più parti, ma che - se devo essere del tutto sincero - ho comprato soprattutto perché attratto dalla copertina. È la storia (on the road negli Stati Uniti) di Graziano ed Edoardo. Il primo è un neo-laureato che ancora non ha deciso che cosa fare nella sua vita e, nel frattempo, lavora come cameriere in un bar di Torino. Il secondo è un uomo più maturo del quale si sa poco e che frequenta il bar dove lavora Graziano. Proprio in quel locale nasce la "proposta indecente" di Edoardo: chiede al giovane cameriere di lasciare il suo lavoro per accompagnarlo negli Stati Uniti (stipendiato), visto che ha bisogno di qualcuno che lo aiuti con l'inglese e, già che c'è, gli faccia compagnia nel viaggio guidando la macchina durante l'avventura coast to coast. Due semi-sconosciuti si ritrovano così a condividere un'esperienza intensa e a tratti intima che servirà a entrambi a conoscere meglio sé stessi e le proprie fragilità. Io purtroppo - persona irrimediabilmente razionale e realista - ho serie difficoltà con le storie che vorrebbero essere verosimili, ma partono da presupposti poco credibili. Al netto di questo (che rimane per me il più grande difetto di questo libro, motivo delle "sole" 3 stelline), il romanzo scorre facilmente e accompagna il lettore in questo viaggio nei sentimenti (cit. Temptation Island).

Questa e altre recensioni nella mia newsletter mensile sui libri: https://bit.ly/ponzabook
Profile Image for Andrea.
2 reviews
April 28, 2021
Non so, arrivato alla fine mi sembra di essere solo a metà della storia...
Profile Image for Padme83.
158 reviews
July 28, 2020
Dopo un blocco durato mesi - e che già Philippe Besson, con il suo "Un certo Paul Darrigrand", aveva cominciato a scalfire -, mi sono ritrovata in mano questo libro e l'ho, letteralmente, divorato.
L'ho amato, ADORATO, dall'inizio alla fine, non c'è un solo passaggio che mi abbia lasciata perplessa o sul quale mi sia sentita in qualche modo frenata, no, è stata una cavalcata selvaggia che mi ha di colpo ricordato QUANTO io ami leggere (libri belli, s'intende) e mostrato senza pietà a COSA ho effettivamente rinunciato in quest'ultimo periodo.
Il libro è bellissimo, bello in un modo che al momento non riesco neanche a spiegare, e, ovviamente, non solo lo consiglio, ma se solo potessi obbligherei tutt* quant* voi a leggerlo.
Profile Image for Blackjessamine.
426 reviews71 followers
June 8, 2021
Questo romanzo mi rende molto difficile provare a essere razionale, e ormai credo di essere arrivata a un punto della mia vita in cui, in tutta franchezza, essere razionale quando parlo di libri non mi interessa più. Eppure sento il bisogno di mettere insieme pensieri e riflessioni, e allora forse un passo indietro è necessario.
È il primo libro che leggo di Giancarlo Pastore, e sicuramente non sarà l'ultimo: ho apprezzato moltissimo questa prosa tranquilla, che giustappone dettagli su dettagli fino a formare un fiume compatto, una narrazione densa e bellissima. Negli ultimi anni faccio sempre più fatica a concentrarmi, leggere diventa una corsa a ostacoli dove ogni minimo stimolo esterno mi distrae e mi fa uscire dall'atmosfera del libro. Ecco, questo romanzo ha riportato a galla la ragazzina che leggeva in qualsiasi psoto e in qualsiasi condizione, perdendosi completamente nella lettura e dimenticando tutto il resto del mondo. È un traguardo non da poco, ed è qualcosa che mi ha molto commossa, e già solo questo per me è indice di una lettura che mi resterà nel cuore.
Ma c'è qualcosa di più: quello che è apparentemente il tema centrale (ma che in realtà è solo una cornice, a mio parere), questo bellissimo viaggio coast-to-coast in quest'America splendidamente descritta, non è qualcosa che mi susciti particolare interesse. Non è una meta che sogno, non ne sono attratta e non ho particolare inclinazione a leggerne. Dunque l'attaccamento che ho provato per questo libro ha ragioni del tutto diverse.
Ha una ragione, sostanzialmente, e questa ragione si chiama Graziano. Non credo di saper raccontare il modo in cui questo personaggio mi ha parlato, e non credo nemmeno di volerlo fare. È una cosa nostra, mi verrebbe da dire, e non m'importa neanche di sembrare presuntuosa. Ma Graziano mi ha parlato come pochissimi altri personaggi hanno saputo fare, e davvero, tanto mi basta.
Se proprio dovessi costringermi a recuperare un briciolo di razionalità e spiegare quella stellina mancante nella mia valutazione, dovrei parlare di un passo che secondo me manca: per tutto il libro, Graziano sembra non parlare di sé (mi ha colpito molto il fatto che anche il soggetto sia spesso dato per scontato: quando il soggetto è Edoardo, la prosa è tutta un "Edoardo dice/Edoardo pensa/Edoardo fa", mentre quando il soggetto è Graziano, ci si limita a una terza persona, a un "lui" sottinteso, mai esplicitato, come se Graziano fosse convinto che non valga nemmeno la pena di dare forma a sé stesso attraverso l'affermazione di un io parlante), ma la sua caratterizzazione emerge tantissimo. Ogni pensiero taciuto emerge, e tutti i suoi gesti hanno un peso, delle origini e delle motivazioni fortissime. E poi succede una cosa, e Graziano agisce, ma al lettore non è dato sbirciare quel passo. Ne vediamo gli effetti, ma la mente di Graziano diventa inaccessibile. E da un lato quella che sembra fretta narrativa può essere anche una scelta coerente con il personaggio, perché credo davvero che Graziano, davanti a questa piega della sua vita, sia un personaggio che può reagire solo blindando la propria mente e non mostrando nulla a qualcuno che, come il lettore, gli è estraneo. Ma non posso fare a meno di pensare che sia un po' un'occasione mancata, e che se avessimo avuto accesso a questi pensieri, se ci fosse stata un po' meno fretta, questo libro sarebbe stato davvero perfetto.

In ogni caso, si tratta pur sempre di una lettura che ho amato moltissimo, e che mi ha lasiata piena di voglia di conoscere per bene questo autore.
Profile Image for Mariavittoria Giaroli.
76 reviews1 follower
August 11, 2020
"Che nessuno senta il mio cuore battere. Di sprofondare in un coma vigile, le persone intorno a me non si accorgono che sento ogni cosa e il mio corpo soffre per quello che gli viene fatto. Di rimanere sotto le macerie di un'esplosione o di un terremoto, imprigionato, senza che nessuno mi trovi per giorni e giorni. Di cadere in acqua e metterci troppo ad annegare. Peggio ancora di essere avvolto dalle fiamme di un incendio senza che nessun organo vitale venga sfiorato dalle ustioni. Ho paura di quel tempo di mezzo in cui sono consapevole di stare per morire e qualcosa m'impedisce di morire del tutto". Graziano ed Edoardo sono due perfetti sconosciuti e insieme partono per un viaggio: gli Stati Uniti. Graziano di Edoardo sa solo cosa ordina per pranzo nel ristorante in cui lui lavora come cameriere per mantenersi all'Università anche se ora che ha una laurea triennale in tasca, non sa cosa fare del suo futuro: continuare a studiare o fare cosa? Edoardo vuole un accompagnatore per il suo viaggio, qualcuno che parli bene inglese e che non si stanchi di guidare, per il resto - aereo, vitto, alloggio, luoghi da visitare - pensa a tutto lui. E Graziano accetta. Prima tappa: Boston. Ultima tappa: Los Angeles. Non saranno però solo città e campagne ad essere visitate. Tra le Cascate del Niagara e il Gran Canyon scopriranno entrambi di percorrere in realtà un altro viaggio parallelamente, iniziato ben prima che si conoscessero. Soprattutto Graziano che, perennemente in balia del passato e del mondo onirico, troverà in tutti quei chilometri passati in macchina qualcosa che aveva solo letto e immaginato nei suoi libri di poesie, convinto di incontrarla per la prima volta: la vita.
Profile Image for La_fede_legge.
346 reviews9 followers
November 1, 2025
Edoardo e Graziano decidono di affrontare un viaggio in America. Edoardo è spinto da un motivo personale che emergerà nel corso dell'avventura, mentre Graziano, perso nella propria esistenza, si butterà nel vuoto e vivrà le giornate senza troppe aspettative. Il viaggio, però, sarà per entrambi ricco di sorprese e si concluderà con la scoperta di un sentimento forte che li legherà in modo profondo.
Il romanzo, seppur ben realizzato, risulta un pochino lento, soprattutto nella parte iniziale, in quanto le descrizioni dei paesaggi, delle lande desolate americane e delle strade vuote e deserte, rallentano un pochino la narrazione. Sul finale, invece, il ritmo viene stravolto e viene finalmente messo in risalto il rapporto tra i due uomini. In generale, dunque, il romanzo risulta essere gradevole, ma l'eccessivo spazio lasciato alle descrizione a discapito dei personaggi lo penalizza un po' nella valutazione generica.
Profile Image for Andrea Pogliano.
1 review3 followers
July 29, 2024
Avevo buone aspettative per questo romanzo, vuoi per la parziale ambientazione in un paesino della provincia torinese, vuoi per l'idea di un amore che si sviluppa in viaggio. Purtroppo però non c'é nulla che funziona.
La scrittura é poco fluida, talvolta troppo troppo scolastica. I dialoghi invece davvero poco realistici (per esempio, l'assurda dichiarazione d'amore).
I flashback sull'infanzia del protagonista sono da libro Cuore.
L'America é raccontata quasi esclusivamente attraverso cliché, talvolta anche fastidiosi.
La storia é assolutamente inverosimile, l'intesa romantica del tutto improvvisata.
Stupisce la totale mancanza di profondità dei personaggi e soprattutto del protagonista che non si pone quasi alcuna domanda su cosa gli stia succedendo.
Non fatevi ingannare dalla bella copertina.
Author 1 book14 followers
November 29, 2020
un romanzo leggero ma allo stesso tempo ben scritto sulla scoperta di sé, dell'amore, ma anche un romanzo di formazione sulla crescita e sulla luce che si trova sempre fuori dall'oscurità.
Bello
Profile Image for Paola Calcagno.
41 reviews
March 28, 2023
Due viaggi: uno attraverso l'America e uno nella storia di Graziano. Un romanzo emozionante e coinvolgente. I
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Gabriella P.
285 reviews11 followers
September 6, 2024
Un romanzo delicato, ma allo stesso tempo duro, emozionante, profondo e poetico.

La lettura è stata una vera esperienza immersiva, affrontata con il gruppo di lettura e impreziosita dalla possibilità di confronto con l'autore. Un'occasione arricchente e coinvolgente.

La storia si apre su una Torino (la mia Torino affascinante e piena di contraddizioni, eterna Cenerentola in bilico tra sentirsi serva e vestirsi a festa per il ballo) popolare e la provincia meno famosa e si sviluppa nel classico viaggio "coast to coast" negli Stati Uniti, diventando un viaggio all'interno di sé stessi per i due protagonisti.

Pastore descrive i paesaggi americani con una tale vividezza da dare la sensazione di trovarsi nel posto narrato anche se non ci si è mai stati di persona; similmente, anche gli stati d'animo dei personaggi sono particolarmente evocativi, facendoti sentire le emozioni che accompagnano l'evoluzione dei protagonisti.

Ho apprezzato gli omaggi a tanti autori e poeti, come London (il rapporto con il cane Lucky e la sua storia che diventa un viaggio nel viaggio, è emozionante) e Dickinson, per citare quelli che conosco maggiormente. In particolare, ho trovato l'accostamento tra l'introversione e la profondità di Graziano, e quelle di Dickinson delicatamente appropriato.

Nella prima parte del romanzo ho preso molti appunti per i numerosi spunti di approfondimento (John Winthorp, Tullio Regge, Edward Hopper come personaggi, ma anche la storia della città di Salem), la seconda parte, invece, si focalizza maggiormente sul passato del protagonista principale, attraverso ricordi sempre più incalzanti.

La trama, in sé, è molto semplice ma, al contrario di quanto potrebbe sembrare, questo non è un punto debole.
Ho avuto, infatti, l'impressione che l'autore volesse giocare a carte scoperte, per dare maggiore spazio al sentimento e alla profondità emotiva dei personaggi, che affrontano le loro paure e i loro desideri in modo autentico e toccante.

Lo stile semplice e pulito, comunque evocativo, mette in risalto l'amore come sentimento fondamentale per superare le brutture e le paure cui la vita ci obbliga a far fronte. Un sentimento che, pur lasciandoci indifesi, ci protegge.

Il punto di forza, a mio parere, è la naturalità con cui la trama si sviluppa, perché è assolutamente lineare, nella sua prevedibilità, non succede nulla di clamoroso o inaspettato, eppure, per i due protagonisti cambia tutto, silenziosamente.

Il senso di rinascita e di apertura verso il futuro veicolato dal finale, è uno degli aspetti più belli del libro, cui penso spesso.

Una bella lettura, un bel viaggio.
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