Il libro racconta la terapia condotta con una famiglia adottiva in crisi. La cronaca delle sedute è accompagnata dalla trascrizione dei momenti più significativi del colloquio clinico, seguiti dal commento a posteriori dell’autore. Incontro straordinario fra la realtà di due famiglie diverse, quella di origine e quella adottiva, la storia della terapia della famiglia protagonista apre prospettive di grande interesse. Dal punto di vista pratico, per dare risposte efficaci alle difficoltà di molte famiglie adottive e, dal punto di vista concettuale, per dimostrare come l’elaborazione del trauma e l’intervento sulle relazioni in corso non solo siano compatibili ma costituiscano ingredienti fondamentali di ogni lavoro terapeutico. In termini culturali, infine, per ribadire il valore, l’importanza e la complessità di un passaggio di consegne da chi non ce la fa a esercitare la genitorialità a chi, invece, aspira a una responsabilità così profondamente umana come amare e crescere un figlio.
Quando si parla di adozione spesso mi viene in mente il gioco delle carte gemelle, quel gioco da tavolo che tutti abbiamo visto almeno una volta da bambini. L’impressione che ne ho è che la psicologia, in questo campo, si debba occupare di trovare la coppia giusta, genitori e figli, e che il resto sia un errore pagato non con una depenalizzazione ma con la sofferenza dell’intero sistema familiare.
Il prof. Cancrini, psichiatra e psicoterapeuta fondatore di una delle scuole di specializzazione in psicoterapia più importanti in Italia, finalmente in questo libro riesce a dare una prospettiva diversa. Sì, perché non lo dice apertamente, ma in questo meraviglioso sottotitolo, “Cronaca di una terapia riuscita“, io ci ho letto questo. Che non è tutto un gioco di appaiamenti, ma un percorso in cui gli ostacoli pian piano si abbassano fino ad essere superabili con un passo un po’ più alto.
Questo è un testo molto tecnico, non molto digeribile dai non addetti ai lavori e forse non ero il pubblico indicato, ma sorvolando sui passaggi più complessi da leggere il messaggio generale passato dal lavoro di terapia è molto interessante e fornisce alcuni spunti di riflessione per indirizzare chi ha a che fare con ragazzi che hanno avuto grossi traumi infantili.