Vienna, inverno del 1945. Gli Alleati hanno occupato la città, piegata dai bombardamenti, ricoperta di neve e divisa in quattro settori. Nella cantina di un palazzo crollato sotto le bombe, vivono – o meglio sopravvivono – sei ragazzini scampati alla guerra, al nazismo e ai campi di concentramento. C’è Jid, virtuoso del borseggio; Goy, specialista del mercato nero; la quindicenne Eva, prostituta occasionale, con la sua amica Ate, ex capo di una sezione della gioventù hitleriana; i più piccoli sono l’angelico Curls e una bambina malata. Insieme, nella cantina, affrontano un’esistenza di espedienti fino all’arrivo di un reverendo americano in uniforme da ufficiale, un nero della Louisiana, che distribuisce ai bambini qualche panino, un po’ di compassione e degli opuscoli di poesie. Ma soprattutto li aiuta a difendere il loro rifugio dagli uomini del comitato di quartiere che vorrebbero sloggiarli. Ognuno dei ragazzini gli racconta la propria storia e il reverendo promette loro una vita nuova, diversa, forse un sogno…
“I Bambini Di Vienna” è un romanzo a più voci in cui disperazione, speranza e rassegnazione sono sentimenti che caratterizzano ogni pagina. I bambini superstiti sono stati derubati della loro innocenza, sono più adulti della loro età anagrafica. Hanno unito le loro solitudini e insieme si danno coraggio l’un l’altro vivendo laggiù, nella cantina di Vienna. Un luogo sospeso nel tempo che accoglie piccoli innocenti che la guerra ha sfregiato nell’animo. [...]
Il linguaggio audace e caustico lo rende una lettura difficile. inoltre i dialoghi sono strutturati come colloqui fra bambini per cui ognuno seguenti suo discorso. Eppure la descrizione della situazione è sopravvivenza dei bambini orfani dopo la guerra è interessante e straziante.
Ich muss sagen, ich bin einfach kein sonderlich großer Fan von Neumanns Schreibstil. Viel zu viele Charaktere, die meist nur sehr spärlich beschrieben werden. Unfassbar aber, wie lang man manchmal über banale Sachen faseln kann. Schlecht ist es wirklich nicht, aber auch nicht unfassbar gut. Die Story ist ganz nett - es ist typisch Trümmerliteratur mit Deutsch/Englisch-Fetzen und grammatikalisch inkorrekten Sätzen.