Gotico, fantasy e fantascienza. Che cosa lega assieme le scrittrici che hanno lavorato sui temi del fantastico a partire dal "Frankenstein" di Mary Shelley fino ai nostri giorni? Da tutte le connessioni rintracciabili nelle loro storie, i rimandi e i collegamenti, si ricava l'impressione di una imponente (e forse inconsapevole, ma è una delle domande su cui si sofferma il volume) tessitura work in progress. Tessitura che nel suo insieme ha contribuito a spostare sia l'immaginario sul ruolo e il posto delle donne nella nostra società (e alcuni trend della narrativa young adult lo dimostrano) sia a modificare il significato di alterità attraverso una interrogazione continua sul perturbante. Il fantastico per le scrittrici è stata un'immersione piena nel reale, per esplorarlo e scoprire qualcosa di più sulla natura del genere umano e mettere in luce significati nascosti e pensieri inespressi. Il fantastico sembra quindi essere diventato negli ultimi anni uno strumento efficacissimo per fare i conti con il reale, il tutto all'interno della grande tradizione della narrativa speculativa. Prefazione di Loredana Lipperini.
Riflessioni su quanto sia importante utilizzare e riprendersi il fantastico, tutto giusto. Ottimi esempi italiani (anche se mi sarebbe piaciuto averne di più) con rimandi ad autrici straniere (soprattutto LeGuin e Atwood). Insomma, riprendiamoci il fantastico amicx o manteniamoci i piedi ben saldi perché è da qui che trasformeremo tutto.
(Ho avuto come l'impressione però che in alcune parti il testo fosse un po' frettoloso, forse incompleto?, con qualche errore.)
Un saggio molto interessante che offre uno spaccato lucido sul doppio pregiudizio che affligge le autrici di letteratura fantastica, in quanto, appunto, autrici e in quanto autrici di letteratura fantastica (fantasy, fantascienza, gotico). Una riflessione imperdibile soprattutto perché racconta anche di quella che è la situazione nel panorama italiano. La bibliografia è fantastica!