lascio qui pensieri sparsi:
- l’autore dice che condividiamo le emozioni con tutto il resto degli esseri viventi, ma chi ci dice che la paura sia effettivamente un’emozione? Piuttosto, non stiamo antropologizzando troppo gli animali? potrebbe essere solo frutto del nostro istinto
- interessante sapere che Phobos (fobia, terrore) è figlio di Ares (dio della guerra) e di Afrodite (la dea dell’amore): la paura è sublime, ci terrorizza ma al contempo ci attrae perché violentemente elegante
- l’autore è estremamente religioso, da molti spunti legati alla spiritualità e alla teologia.
- “la proliferaIone dei desideri porta alla proliferazione delle paure”. La carriera, il desiderio della carriera: da qui la paura spesso ossessiva di non farcela.” Mi ritrovo molto in questa frase. Sono una persona che quando si parla di lavoro, studio ecc divento molto perfezionista, ossessiva desidero sempre che tutto sia perfetto e giusto. E spesso ho l’ansia e mi viene l’angoscia se succede qualcosa che non era sotto il mio controllo. L’autore poi ritiene che questa insoddisfazione può essere vinta dall’innalzamento spirituale e quindi dal rifugio nella religione. Io non credo in questa cosa.
- “l’intelletto genera conoscenza, la ragione genera significato”