Tradizionali, aperte, miste, poliamorose, platoniche, sentimentali, erotiche, clandestine, virtuali... Quante forme possono assumere le relazioni oggi? Immaginate di infiltrarvi a un matrimonio dove non conoscete nessuno e di essere lì come semplici spettatori per scoprire le vicende private dei uomini e donne giunti da più parti per partecipare a questa giornata consacrata all'amore. Dopo la cerimonia, gli ospiti siederanno ai tavoli del ricevimento seguendo l'ordine imposto da un particolarissimo tableau de mariage, che li disporrà sulla base del loro status sentimentale. C'è chi si è sposato e chi non ha nessuna intenzione di farlo; ci sono le coppie aperte, i seguaci del poliamore, i traditori seriali; c'è chi ha figli e chi non ha potuto (o non ha voluto) averli; ci sono mariti e mogli che hanno rinunciato al sesso e amanti per i quali la distanza non è un problema. Ci sono gli amori nati online e quelli germogliati tra i banchi di scuola, le relazioni post-romantiche, le non-monogamie etiche, gli uomini e le donne di una volta, i millennial e la Generazione Z. Pagina dopo pagina, accompagnati da una scrittura diretta e a tratti spregiudicata, percorrerete una galleria di storie e personaggi in grado di illuminare da prospettive diverse la vasta geografia dei legami di coppia, e non solo. Esserti fedele sempre (o forse no) non è un romanzo né un saggio sui rapporti amorosi, non è un'indagine sociologica né una raccolta di racconti. È tutto questo e molto di più: è un reportage narrativo grazie al quale potrete intraprendere un viaggio alla scoperta dei mille volti che possono avere le relazioni ai giorni nostri, attraverso un universo sentimentale più poliedrico e plurale che mai.
Partiamo da un presupposto: ho consigliato questo libro a tutti. Anche a chi non legge; a chi non conosce Stella o il suo blog (memoriediunavagina), a chi solitamente si dedica ad altri generi letterari; l'ho consigliato al mio compagno, ai miei amici e alle mie amiche più strette. L'ho consigliato e lo consiglio a tutti perché, l'effetto che ha avuto su di me è stato quello di aiutarmi a conoscermi meglio, a capire me stessa in primis, le persone che mi circondano poi. Non si tratta di un libro che "la tocca piano": è diretto, spregiudicato, irriverente, a tratti dissacrante. È un libro in cui troviamo ciò che non vorremmo mai sentirci dire, oppure quello che non abbiamo il coraggio di urlare (anche se vorremmo). Confermo la seconda di copertina: «non è un romanzo né un saggio, non è un'indagine sociologica né una raccolta di racconti. È tutto questo e molto di più». Utilizzando un'espressione forse un po' banale dirò che Esserti fedele sempre (o forse no) è il libro di cui avevo bisogno senza saperlo, e di cui a mio parere avremmo bisogno tutti. Per capirci, per conoscerci e - perché no - per farci una risata ristoratrice, che non fa mai male.
C'è qualcosa che stride in questo libro; è come se volesse "dimostrare" in ogni capitolo, di essere un testo femminista, antirazzista, progressista...(insomma un sacco di "-ista"). Mi ha trasmesso la sensazione che l'autrice cercasse di dare spazio a personaggi e situazioni, in genere non presenti nella narrazione a oggi dominante, finendo, tuttavia, per proporre spesso dei cliché: Il ragazzo omosessuale rifiutato dal padre, la famiglia ultracattolica antiabortista, la donna matura e sessualmente "disinibita", l'uomo adottato proveniente da "paesi in via di sviluppo"; il tutto all'interno di dialoghi, interiori ed esteriori, spesso poco verosimili per il contesto nel quale i personaggi si muovono (si tratta di una festa di matrimonio). Non sono proprio riuscita ad apprezzarlo.
“Per Vittoria la piaga è sociale, antropo-tecnologica, di difficile soluzione. Lei prova a dirlo sempre, ai suoi pazienti, anche se “paziente” è una parola che non le è mai piaciuta: non importa chi si ama, non importa come si ama. L’unica cosa fondamentale è amare, avere delle relazioni umane consensuali e reciproche, preferibilmente non mediate da un monitor o da un display. Averne diverse, meglio se in contemporanea. Allenarsi ad amare uno o più partner; uno o più amici; uno o più padri; uno o più figli; uno o più amanti; una o più cause; una o più comunità. Educarsi all’idea di un amore collettivo, in senso lato. Un’energia positiva da sprigionare, l’unico strumento per combattere l’insanabile male della contemporaneità: la solitudine.” Cit
“Di fronte a questa preoccupante riduzione dell’umano ad avatar, a profilo, ad account, le persone dovrebbero svegliarsi. Dovrebbero accorgersi che siamo una società basata sul mercato, che ci rende consumatori pigri e passivi. Siamo diseducati alla complessità del reale e all’estetica del diverso; confusi tra incompetenza e uguaglianza; divisi con l’illusione di essere più uniti; frustrati dall’irreducibile inutilità delle nostre vite prive di significato. Sempre più futili, più intangibili. Siamo terreno fertile per la regressione, la radicalizzazione, la depressione. La fine dell’uomo è in atto e noi chiudiamo i porti, erigiamo muri, armiamo i militari. Puzziamo di paura, di diffidenza, di avidità. Stupidi, come tutti gli animali nel panico. Siamo delle belve, lo siamo sempre stati, ne siamo circondati e lo siamo diventati. Ci sentiamo così impotenti da non volerci pensare, da distrarci con un reality show, da farci bastare il titolo di un giornale.” Cit
Noioso, pieno di personaggi caricaturati e cliché. Se fosse uscito nel 2014 forse sarebbe stato innovativo, ma nel 2020 è tutto già scontato e prevedibile. Nota di merito solo per per le letture e serie consigliate nell’appendice.
Tutte le persone dovrebbero leggere questo libro, aiuta ad accettarsi, ad accettare gli altri, i proprio genitori e l’amore in tutte le sue mille sfaccettature.