Ettore Lisio è uno scrittore di fumetti di successo - per quanto possa essere di successo uno scrittore di fumetti, s'intende. Scrive le storie del celeberrimo Ranger, pubblica un po' dappertutto e gode di una certa notorietà. In particolare grazie a "Doc Diablo", una serie degli anni novanta diventata ormai un culto, ma di cui lui si vergogna. Ogni mattina Ettore deve farsi venire un'idea - almeno uno straccio di idea! - per levare il suo protagonista dai guai in cui lo ha lasciato il pomeriggio prima: agguati in valli lunghe e strette, sparatorie con banditi messicani, combattimenti a mani nude contro puma e serpenti. Finché, un giorno, non gli viene nessuna idea. E smette di cercarla, deciso ad abbandonare il Ranger al proprio destino per aprire una pescheria nella sua Milano, nella parte più losca della zona dei Navigli. "Sono stanco," spiega agli amici perplessi, "di dovere sempre avere nuove idee e dopo essere sempre criticato, magari perché sono troppo nuove... o troppo vecchie. O troppo medie. D'ora in poi non farò che chiedere: vuoi una spigola? Ti do una spigola, fine. Funziona così, con la gente semplice." Ma naturalmente non esistono vite semplici, né gente semplice. Così come, a quanto pare, non è semplice aprire una pescheria: seguendo un cartello "Affittasi" e la voce esotica della donna che risponde al numero sull'annuncio, Ettore e i suoi amici si trovano sbalzati in una girandola di goffi pedinamenti, agguati, salvataggi, finendo addirittura per sfidare la malavita locale, e sperimentando che essere presi a pugni davvero non è come una scazzottata coreografata in un fumetto.
Tito Faraci (born Luca Faraci, on 23 May 1965) is an Italian comics writer and editor, as well as novelist. Faraci is most notably known for his work on Mickey Mouse, as published on 'Topolino', the Italian weekly digest devoted to Disney comics. Faraci debuted in comics in the middle of the nineties. Although his very first script was for a Donald Duck story, he quickly gained fame as an inventive and innovative Mickey Mouse writer. His Disney stories mix absurd humour and a deep human touch, while borrowing atmospheres from pulp movies and noir literature. Many of his stories have been drawn by famous artist Giorgio Cavazzano. The two have also collaborated outside of Disney, for instance on a Marvel's Spider-Man one-shot. Faraci is nowadays a veteran comic book writer, having wrote for years for a number of mainstream Italian series, most notably Tex and Diabolik. His first novel, titled La vita in generale, appeared in 2015.
Italian bio: Tito Faraci è nato a Gallarate nel 1965. È uno dei più importanti sceneggiatori italiani di fumetti. Ha creato storie per “Topolino” (Giorgio Cavazzano è stato – come usa dire lui stesso – il suo mentore), “Dylan Dog”, “Tex”, “Diabolik”, “Magico Vento”, tra gli altri, ed è stato uno dei primi scrittori italiani a lavorare anche per personaggi di fumetti americani come Spider-Man, Devil e Capitan America. Per la Disney ha sceneggiato Novecento di Alessandro Baricco, dando al protagonista la fisionomia di Pippo. Per Feltrinelli ha pubblicato il romanzo La vita in generale (2015), la sceneggiatura dell’albo a fumetti Le entusiasmanti avventure di Max Middlestone e del suo cane alto trecento metri (con Sio; 2016; nuova edizione: 2018), Il pesce di lana e altre storie abbastanza belle (alcune anche molto belle, non tante, solo alcune) di Maryjane J. Jayne (con Sio; 2018) e, nella collana Feltrinelli Comics, la graphic novel di Alessandro Baricco, Senza sangue (2019; con Francesco Ripoli).
Da fumettista e "milanese" ci sono molti motivi di interesse per l'ambientazione e i personaggi, ma confesso che ho preferito il suo libro precedente, anche come stile di scrittura
Molto carino, molto simpatico, molto fumetto. Apprezzabili le citazioni che ti fanno sentire uno in quando le riconosci. Mi sta molto simpatico Faraci. Bel finale a sorpresa! Mi spiace solo sia stato così breve, ci sarebbe stato materiale per parlare di altre cose.
Una lettera d'amore di Tito Faraci per Milano, per i Navigli, per i fumetti. Un amore contrastato che spinge Ettore, alter ego dello scrittore, a desiderare di mollare tutto, stanco di doversi spremere le meningi ogni dannato giorno per riempire le pagine di una sceneggiatura da passare al disegnatore. Un romanzo che fa vedere cosa c'è dietro le vignette, anche di quelle storie che sembrano sempre immutabili, come quelle del "Ranger". Con degli aiutanti d'eccezione, tra cui spicca uno spacciatore in bilico tra Pippo e Pazienza. La sua "Uno su mille" in versione romanzo, dimostra quanto pesano i balloon, quanto sia faticoso trovare sempre nuovi modi di uscire da situazioni disperate. Tra un bicchiere di vino in un bar dei Navigli, con la tentazione di mollar tutto per andare a vendere le spigole del titolo. Ma come in ogni fumetto che si rispetti, anche le scelte più semplici conducono a bivi inaspettati, soprattutto se tutta una città decide di metterci lo zampino. Da leggere perché Milano come la racconta Faraci è sempre un bel leggere e per tutti quelli che si chiedono esattamente cosa fa uno sceneggiatore di fumetti. Con tanti volti noti del fumettomondo milanese e romano e una guest star d'eccezione come Roberto Recchioni e Mauro Boselli, curatore di Tex e co-creatore di Dampyr.
Amo Faraci e anche questo romanzo è gradevolissimo, ma credo che l'avrei apprezzato di più se non avessi conosciuto l'autore. Purtroppo buona parte delle critiche e osservazioni riguardo il mondo dei fumetti le avevo già lette o ascoltate in altre occasioni, per cui mi è sembrato di rileggere un libro già scritto. Per quanto riguarda la storia vera e propria, anche lì, il finale mi è sembrato un po' affrettato e i personaggi non abbastanza caratterizzati e approfonditi. Bellissima invece la voce di Milano, un tocco elegantissimo e ammaliante.
Un romanzo che parla (e che fa parlare) della dittatura della creatività. Dei ruoli che recitiamo e che facciamo recitare ai personaggi che ruotano intorno alla nostra vita. Di una Milano un po' noir, un po' tragicomica ma sempre intima.