Mable Hope è a un passo dall'esaurimento nervoso: nota più per le sue apparizioni sui calendari universitari che per i suoi successi lavorativi, è alle prese con gli appuntamenti al buio organizzati da suo padre e con gli esami di fine anno. In più, c’è l’assegnazione del Premio Michael Moore di cui occuparsi. Un fondo destinato alla ricerca che verrà affidato alla facoltà che presenterà il progetto più interessante. Lei però se ne era completamente dimenticata e non ha neanche uno straccio di relazione da consegnare alla commissione. Così, per non rischiare di perdere la cattedra, prende dal cestino dei rifiuti un mucchio di vecchie lettere mai aperte e le porta in direzione, fingendo che siano sue. Si accorge troppo tardi, però, di aver proposto all’università di finanziare un’assurda ricerca sull’amore. È già convinta che la cacceranno, quando scopre che invece è proprio lei ad aver ricevuto i fondi della Michael Moore, battendo il responsabile del dipartimento di Fisica, l’insopportabile professor Gardner, che quell'anno era sicuro di vincere con la sua teoria sulle stringhe. Ora, Mable ha tre milioni di dollari per scoprire che cos’è l’amore, ma non ha la più pallida idea di come fare. Be’, da dove iniziare? Le serve qualcuno da far innamorare.
Cecile Bertod is actually the pseudonym of Annalisa Ramundo, a thirty-year-old restorer from Naples with a degree in Conservation and Restoration of Cultural Heritage. Before graduating, she studied acting in Rome. She plays the piano, paints and draws vignettes.
She started writing five years ago as a self-published author, her first book was a fantasy titled "The keepers of Elend: the ruins of Christalia", then she switched to romance with the Ideal Assistant and, after a few months, she released her first chick-lit novel: "Wife with Benefits", later published by Newton Compton with the title "I don't like you but I love you".
Since then she added more stories under her belt: I love you but I can't, Once upon a time in New York, After you no one ever, You belong to me, Never again in love and The Gangster of my dreams.
Some of her novels have been translated into English by Aria publishing house under the pseudonym of Celia Hayes.
La Bertod è sicuramente un’autrice bravissima e capace di creare personaggi unici e molto originali e questo romanzo ne è l’ulteriore conferma. La trama, ambientata al Boston Institute of Technology, potrebbe farci pensare alla solita storia, con protagonisti il quarterback e la studentessa modello... e invece no. I protagonisti, stavolta, sono due insegnanti, entrambi responsabili di reparto: la prof.ssa Mable Hope, responsabile del Dipartimento di Antropologia e il prof. Stephen Gardner responsabile del Dipartimento di Fisica, professore di Fisica teorica, direttore associato del laboratorio di ricerca elettronica, consulente tecnico del laboratorio sperimentale di Astronomia, curatore del progetto ERACLITO ed unico professore ad aver ottenuto il titolo di Emeritus a solo trent’anni. Beh, se tanto mi da’ tanto, due protagonisti adulti, due insegnanti responsabili di reparto mi fanno pensare a due persone mature e magari anche un po’ noiose... Ma che noiose. Sono due folli, due pazzi. Anche se, per dovere di cronaca, bisogna dire che la più folle in assoluto è Mable. Lei detiene lo scettro, la corona e siede sul trono intergalattico della regina della follia🤣. Mable è un personaggio che si può amare o detestare, non credo esista una via di mezzo, perché davvero è tutta matta e riesce a far perdere il senno anche a chi le sta i intorno. Ma questa sua vena di delirante (credetemi in alcuni momenti lei tocca vette di puro delirio) e simpatica follia la rende assolutamente unica ed affascinante. Ed io l’ho amata. Stephen ha l’aspetto di una divinità nordica, è bellissimo, ha un corpo statuario, è sexy da morire ed è praticamente il sogno erotico di ogni donna. Il problema però è che è principalmente un antipatico nerd, un freddo e spocchioso scienziato con una sgradevole vena di misoginia che lo rende particolarmente odioso. Lui, praticamente, non sopporta le donne, per lui sono creature superficiali, dotate di scarso intelletto ed irragionevolmente emotive. Quindi non si innamora. Non vuole relazioni. Non concepisce alcun tipo di coinvolgimento, nulla che vada al di là di un semplice e meccanico rapporto sessuale. Insomma: un bello senz’anima!
“Stephen fa sempre questo effetto al primo sguardo. Biondo scuro. Occhi turchesi. Spalle larghe e quel sorriso un po’ stronzo che gli spunta di tanto in tanto. Poi lo conosci e se lo conosci lo eviti, ma per quei primi due nanosecondi in cui ti accorgi di lui… Ah, in quei miseri due secondi Stephen è devastante. Dura da digerire, ma è così. Una voragine. Inghiotte tutto, anche la lucidità. E lo so perché è successo anche a me, il primo giorno al BIT. Mi vergogno ancora se ci penso.”
Solo che poi incontra la professoressa Hope, la più folle, assurda, eccentrica e bellissima creatura che esista sulla faccia della terra e, da quel momento, per entrambi, esisterà solo il caos. La storia è semplice e la trama è super inflazionata ma i protagonisti sono fantastici. Tra di loro si instaura un rapporto di belligerante odio/amore che è davvero fuori da ogni schema e, soprattutto, è molto divertente. I loro battibecchi sono unici, in passato ho letto altro di simile ma assolutamente non paragonabile per sagacia ed ironia.
“«E lei cosa presenta, stavolta? Una relazione sull’impatto sociale dei boxer commestibili?» «Pensavo più a qualcosa tipo “Genio e masturbazione. La drammatica solitudine delle menti illuminate”. Vuole farmi da modello?»”
L’eccentrica ed ironica vena di follia di Mable, non viene fuori solo con Stephen ma emerge da ogni interazione e dialogo che ha con tutti i personaggi e anche dai suoi pensieri. Lei è un soggetto unico, è logorroica, ha un QI altissimo, una mente che viaggia alla velocità della luce, i suoi ragionamenti possono sembrare assurdi e praticamente impossibili da decifrare ma, nella realtà, seguono schemi piuttosto elementari e il risultato è che lei è divertentissima, un vero spasso.
“Non abbiamo parlato granché durante il tragitto. Stephen ha infilato un cd nello stereo: The Best of Tchaikovsky. Tutte le hit dal 1823 al 1874. Uno strazio di quarantacinque minuti. È stata la prima volta in cui ho aspettato con ansia che partisse la pubblicità.”
Il divertimento è stato una costante di questo romanzo ma non mi sono mancate le emozioni che, piano piano, sono venute a galla e mi hanno fatto ricredere e rivalutare persino quell’imbecille di Stephen... anzi, alla fine mi è piaciuto proprio un sacco😍.
“«No, Mab, non voglio sposarti. Non è qualcosa che voglio né che potrei smettere di volere tra qualche anno o in un momento di calma. Io ti amo davvero. E ti amo sempre, anche quando non lo voglio, anche quando ti detesto, anche quando vorrei amare qualcun altro.» Sospira. «Anche quando cerchi di scappare dal mio appartamento, dopo che ti ho chiesto di vivere con me. E non ti amo poco, molto, tanto. Ti amo, punto.»”
Scritto BENISSIMO, la prosa ed il lessico sono molto curati ma risultano sempre limpidi e comprensibili e la narrazione in prima persona dal pov di Mable e in terza persona dal pov di Stephen e di tutti gli altri personaggi danno l’impressione di assistere ad una piece teatrale.
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Senza dubbio sopra le righe, come solo Cecile sa essere 😄 ma a me è piaciuto tantissimo! Mi ha fatto ridere e poi commuovere e poi emozionare, nella seconda parte ho fatto davvero fatica a staccarmi dalla lettura. Sono entrambi personaggi che o ami o odi e io li ho amati, Mable è quella protagonista che prima strozzeresti o almeno scuoteresti volentieri un po’, ma che poi vorresti abbracciare forte senza lasciarla più e Stephen invece ha più cuore di quanto vorrebbe dimostrare e sul finale mi ha sorpreso molto ❤️
È il primo romanzo che leggo di Cecile Bertod e sono rimasta piacevolmente colpita dal suo stile ironico! Il fatto che sia rimasta incollata tutto il pomeriggio al Kindle è sicuramente indice che il romanzo mi sia piaciuto, però non fino in fondo. Questo perché pur avendo adorato il personaggio di Mable per la sua stramba e divertente genialità, in alcuni punti l'ho trovata un po' eccessiva, al limite della caricatura, tanto da rendermi confusionaria la lettura e alcuni dialoghi. Inoltre, mi sarei aspettata una sua crescita, soprattutto speravo che sarebbe riuscita a riscattarsi agli occhi della famiglia che l'ha sempre trattata male, come la figlia "non normale" ed incapace, invece lei fugge lasciando la situazione in sospeso. Tra l'altro questo suo atteggiamento di fuga è presente anche nella relazione con Stephen e ci rimane fino alla fine del romanzo, non facendomi godere appieno dell'epilogo, salvato solo da un adorabile Steph!
Per quanto riguarda Stephen, il ricercatore nerd e bellissimo, inizialmente non sono riuscita ad entrare in empatia con lui soprattutto perché si è presentato come un uomo molto freddo, quasi un robot. Ma quando poi il suo cuore comincia a battere per Mable è capace di fare delle dichiarazioni e delle azioni da batticuore. Anche qui però, sinceramente, non mi sono sentita totalmente coinvolta nel cambiamento di Stephen perché l'ho vissuto poco dal suo punto di vista.
In conclusione, ho trovato il romanzo un po' confusionario, ma è comunque divertente e tocca anche aspetti della vita profondi e attuali come le aspettative che si hanno verso la donna che deve per forza sposarsi e procreare per accontentare famiglia e società. Ma anche come la genialità, a volte, non venga compresa comportando solitudine soprattutto nella tenera età. Questi aspetti della vita di Mable mi hanno abbastanza toccata e spinta ad alzare di qualche punto la mia valutazione.
Come avevo già sospettato dal prequel, ne avremmo letto delle belle, è infatti dopo aver conosciuto Mabel, così è stato; Non ho mai letto di un personaggio fuori di testa, completamente pazza, folle, bugiarda cronica, ma esilarante da morire come lei 😂.... Vedere Stephen, così impostato e rigido avere a che fare con lei, è stato uno spasso, due persone completamente agli antipodi in tutto, tra loro prevale l'insofferenza reciproca, tanti pregiudizi da parte di lui, che lei non smentisce, ma al contrario alimenta con un sacco di bugie; Mable è un cubo di Rubik, di cui bisogna trovare la combinazione giusta, per conoscere tutte le sue sfaccettature, Stephen con il suo alto QI ci riuscirà o forse in questo caso, la chiave sarà il cuore e non la ragione?
Mumu' - per RFS . Ragazze, finalmente dopo tanto cercare ho trovato un libro spumeggiante, divertente, accattivante e chi più ne ha, più ne metta. Dimmi l’amore cos’è è il romanzo perfetto da gustare in un week-end tutto relax o da regalare all’amica del cuore. Di certo non vi deluderà questa scelta che risulterà vincente sin dalle primissime pagine. La cosa che mi ha colpito maggiormente e mi ha lasciato piacevolmente sorpresa è stata la protagonista. Non la solita bambolina senza spina dorsale la cui vita gira completamente intorno al principe azzurro, ma un’ eroina moderna perennemente in corsa. Ebbene si, Marble Hope, per metà del libro corre da qualche parte, di solito un impegno che non ricordava, o fugge via a gambe levate, il più delle volte, da un appuntamento. Soprattutto è una bugiarda cronica, non una bugiarda cattiva, ma una di quelle che usa grandi o piccole bugie per tirarsi fuori da impicci vari, nella speranza che queste possano aiutarla a tirarsi fuori dai guai, mentre alla fine non faranno altro che peggiorare la situazione, come i mille fidanzati immaginari che fuoriescono alle cene in famiglia nella speranza di risparmiarsi gli appuntamenti al buio che le organizza il padre, come il misterioso incontro del mercoledì a cui non può assolutamente mancare. Marble si rivelerarà da subito una ragazza dolcissima, con un cuore enorme, assolutamente svitata e con un’intelligenza fuori dal comune, ancor più intelligente del serissimo responsabile del Dipartimento di Fisica, Stephen Gardner. Stephen è intollerante a tutti coloro che non sono così ben dotati cognitivamente quanto lui, ma ancor più a tutto il genere femminile. La sua personalità viene ben delineata nel prequel Innamorarsi alle tre, un racconto breve che ci permette di capire meglio le dinamiche relazionali tra Mable e Stephen, e soprattutto ci farà scoprire il momento esatto in cui è scoccato il colpo di fulmine per Mable. La relazione tra i due non è affatto scontata e banale, una continua lotta a suon di stronzaggine, perchè se Stephen è il re degli stronzi, Marble di certo non è da meno!
La frase che mi è rimasta nel cuore?
“Ti amo. E non ti amo poco, molto, tanto. Ti amo, punto” (Tratto dal libro)
Review Tour – Dimmi l’amore che cos’è di Cecile Bertod, un chick lit pubblicato da Leone Editore oggi 2 luglio.
Dopo Niente di serio, almeno credo, Cecile Bertod torna con un nuovo chick lit che promette risate fin dalle prime pagine. In attesa della sua pubblicazione, l’autrice ha pensato bene di raccontarci del primo incontro tra i protagonisti con il prequel “Innamorarsi alle tre: ma cinque minuti, cinque, perché dopo ho un impegno” . Una piccola anteprima piuttosto divertente che vi consiglio di leggere se volete farvi un’idea di ciò che troverete in questo romanzo.
Ma torniamo a Dimmi l’amore che cos’è.
Mable Hope è una ricercatrice, responsabile del Dipartimento di Antropologia del BIT, che con i suoi modi piuttosto fuori dall’ordinario attira l’attenzione di tutti i colleghi. Non cerca relazioni durature, infatti non fa che collezionare appuntamenti al buio organizzati da suo padre, il cui unico desiderio è vederla finalmente sposata. Ma puntualmente, a fine serata, Mable scarica il poveretto di turno con scuse improbabili e sconclusionate, scatenando così malumore in tutta la famiglia. Mentre cerca di sfuggire alle continue e insistenti chiamate del genitore, Mable deve occuparsi anche degli esami di fine anno dei suoi studenti e del premio Michael Moore, che consiste in un fondo di tre milioni di dollari messo a disposizione a chi presenterà il progetto di ricerca più interessante. Mable è nel panico più totale, non solo ha dimenticato di preparare un progetto ma non ha neanche la più pallida idea di cosa proporre alla commissione. Purtroppo il tempo a disposizione è davvero poco. Non le resta che cercare nel suo ufficio sperando in un miracolo. Spulciando tra la vecchia posta nel cestino dei rifiuti, fortunatamente, trova una lettera in particolare che sembra fare al caso suo. Ma solo quando si trova nell’ufficio del rettore Sharp per presentare la sua idea si accorge che si tratta di una strampalata teoria sull’amore “Perché ci innamoriamo?”.
Inaspettatamente e contro ogni previsione, Mable ottiene i fondi per sviluppare quel singolare progetto. Dev’esserci un errore, ci sono proposte molto più valide tra quelle presentate, invece non c’è nessuno sbaglio: il premio Michael Moore è stato assegnato a lei. L’aver vinto un premio così ambito ha attirato le ire e l’incredulità del professor Stephen Gardner, responsabile del Dipartimento di Fisica che si è visto soffiare la vittoria da sotto il naso per un’insulsa ricerca sull’amore. Stephen è sconcertato dalla decisione della commissione, quei fondi spettavano a lui con la sua teoria delle stringhe. Ma non resterà di certo a guardare senza intervenire.
Questo non è che l’inizio delle ostilità.
Ormai è tardi per tirarsi indietro, se non vuole perdere il lavoro Mable deve trovare un volontario disposto ad eseguire i test per verificare se quelle assurde teorie sull’amore sono vere.
Ma cosa accadrà quando lei e Stephen saranno obbligati a lavorare insieme al progetto?
Tra situazioni imbarazzanti, vendette, momenti romantici, riunioni di famiglia, colleghi impiccioni e ricatti, riuscirà Mable a scoprire che cos’è l’amore?
Anche questa volta Cecile Bertod non ha deluso le aspettative!
Dimmi l’amore che cos’è è una storia esilarante, con una buona dose di romanticismo e soprattutto imprevedibile. Non c’è nulla di scontato in questo romanzo, l’autrice è riuscita a tener viva l’attenzione del lettore con due personaggi unici e senza dubbio diversi tra loro, coinvolgendoli in situazioni paradossali e animate discussioni. Vi ritroverete a ridere per i ragionamenti sconclusionati di Mable, per gli accesi diverbi tra lei e Stephen, ed a sospirare per un inaspettato momento romantico tra i due. Ma si sa, gli opposti si attraggono.
Mable è stravagante, fuori da ogni schema, sarcastica, sempre con la testa fra le nuvole ed evita le relazioni serie preferendo di gran lunga passare da una storia all’altra. Insomma l’amore non fa proprio per lei. In apparenza sembra una ragazza frivola che prende la vita con leggerezza ma è solo apparenza. Mable cerca di vivere la vita come meglio crede però non riesce ad impedire a che le è vicino di intromettersi continuamente, scombinando così i suoi piani. Infatti l’arrivo di Stephen mette a soqquadro tutte le sue certezze, portandola rivalutare ogni aspetto della sua vita.
Stephen si è dimostrato un personaggio pieno di sorprese. Quando ho letto la trama avevo già un’idea del tipo di protagonista che avrei trovato, invece si è rivelato totalmente differente. E devo dire che mi è piaciuto, e molto anche. Non è il classico nerd che ci si aspetta, cioè il solito ingenuo e sprovveduto, anzi, l’autrice ha evidenziato poco questo lato del personaggio rendendolo più incline al romanticismo. E forse è stato proprio questo a piacermi di lui.
Stephen è un uomo razionale, dedito solo al lavoro di Fisico, ma è anche capace di grande dolcezza e fascino. La sua avversione per Mable è evidente, lei rappresenta tutto ciò che non sopporta in una donna, e la sua sfrontatezza e leggerezza non fanno che irritarlo sempre di più.
Adesso immaginate un uomo come lui scontrarsi con una donna come Mable, non possono che volare scintille. È impossibile per loro trovarsi nella stessa stanza litigare o senza scambiarsi frecciatine sarcastiche.
Ma nonostante le continue discussioni e il loro sfidarsi continuamente, si accorgono che qualcosa sta cambiando, iniziano a provare una forte e inspiegabile attrazione che cercano in tutti i modi di combattere. Tra test e teorie sull’amore, Mable e Stephen dovranno scendere a patti con i loro sentimenti mettendo da parte la scienza.
Il loro primo incontro è stato piuttosto turbolento e questo li ha portati ad evitarsi, cosa che riusciva benissimo ad entrambi fino alla vincita da parte di Mable del premio Michael Moore. Evento che ha dato inizio ad una battaglia senza esclusione di colpi a chi infastidisce e irrita di più l’altro con ogni mezzo a disposizione. Ne vedrete di tutti i colori!
Ovviamente non saranno soli, coinvolgeranno colleghi, segretarie e famigliari nella loro disputa rendendo questa storia ancor più spassosa e folle. Principalmente vedrete i protagonisti in una veste più divertente, ma verso gli ultimi capitoli l’autrice si concentra su alcuni lati inaspettati, soprattutto sui sentimenti ed emozioni più nascoste di Mable. Questo vi aiuterà a guardarla sotto un’altra luce. A volte si dimentica che anche una forte personalità ha debolezze e vecchie ferite mai risanate che condizionano il presente.
Insomma questo nuovo chick lit di Cecile Bertod vi regalerà risate, momenti dolci e qualche sorpresa perché questa bravissima autrice è un rimedio contro la noia e la tristezza. Sono sicura che Dimmi l’amore che cos’è saprà tenervi compagnia in questa calda estate.
Raga ci ho provato, ve lo giuro, ma sono state le 74 pagine più noiose della mia vita. L’idea di base mi elettrizzava tantissimo: due professori del BIT che si odiano e che lavorano insieme ad un progetto sull’amore? Cavolo, ci sto! E invece... Il problema sono i personaggi. Ma che cazzo?? Cioè dovrebbero avere sui 30 e passa anni e ne dimostrano tipo 5. C’è la protagonista che è una bambina e si comporta in modo assurdo, il personaggio maschile principale è un robot senza sentimenti e con una scopa su per il culo e il resto dei loro amici/colleghi/familiari sono uno più strambo dell’altro! Probabilmente è anche un po’ colpa mia (avevo aspettative altissime a causa di uno dei libri precedenti dell’autrice che è uno dei miei preferiti), ma sorbirmi 400 pagine di sta roba era proprio fuori discussione. Magari boh, chi lo sa, migliorava pure con l’andare avanti; ma la scintilla non c’è stata sin dall’inizio e più che perdere tempo preferisco dedicarmi ad altro. Sono veramente tristissima, vorrei essermelo fatto piacere tantissimo, ma purtroppo non è successo.
Con questo caldo, con le finestre aperte, le persone avranno pensato che sono pazza perché mentre leggevo questo libro, c'erano momenti che non riuscivo a non smettere di ridere. La storia è un concentrato di beltà, anche se ho terminato di leggere il libro, mi immagino cosa potrebbe ancora accadere, in pratica spero in un seguito :)
Quante volte ci siamo innamorate nella vita? Una, due, tre? O forse più? Chi più, chi meno una sola volta, ma è per sempre? E chi lo sa. Ma ci siamo mai poste la domanda: perché ci innamoriamo? Cosa fa scattare dentro noi questo sentimento? Quali sono le cause che possiamo attribuire a quei battiti accelerati, alle farfalle nello stomaco? A quel senso di euforia continuo che ci pervade rendendoci felici esageratamente e allo stesso tempo stupide? A quel voler stare continuamente appiccicati, quella forte attrazione che si prova? Secondo Helen Fisher l'amore è tutta una questione di chimica. Voi siete d'accordo? Secondo Mable Hope e Stephen Gardner, rispettivamente Professoressa e Responsabile del Dipartimento di Antropologia del Bit, e Responsabile del Dipartimento di Fisica del Bit, due personaggi agli antipodi come la tachipirina e la morfina, concorrono per il Premio Michael Moore.
Stephen con il suo progetto concorre per la Moore, un assegno da tre milioni di dollari per realizzare il suo progetto. Mable smemorata cronica, impegnata con appuntamenti continui e al buio che suo padre le organizza, dimentica di presentare un progetto per il Premio e rischia la cattedra.
🌟La mia vita, il mio ufficio, il mio plastico. Ho dovuto costruire tutto da zero senza l'aiuto di nessuno, eppure, chiunque mi incontri pretende di fare del mio mondo ciò che vuole. Di spostare, usare, rompere, buttare senza neanche chiedere il mio permesso. Come mio padre, che continua a infilarmi fidanzati nel telefono, sperando che mi sposi. Come Thelma, che trova logico che molli tutto per farla da psicologo. Come Mindy Reese, come Stephen Gardner ed Helen Fisher. Metto nel gruppo anche lei. Perché non si rovina la vita di uno sconosciuto che non ti ha fatto niente!
E allora? Come si fa? Quale miglior posto il cestino della spazzatura? Deve essere proprio a corto di idee se Mab in quel cestino trova qualcosa di interessante che spaccia per suo davanti alla commissione. Et voilà! Il premio pare essere suo, se non fosse che quella lettera conteneva una teoria alquanto assurda sull'amore. Ma Mab non avrebbe mai pensato di vincere, e adesso come può dimostrare questa assurda teoria? Prendiamo Stephen Gardner, lui era convinto che la Micheal Moore sarebbe stata sua, ma quando scopre che ad averla vinta è la professoressa Hope il mondo gli crolla addosso.
📑Aveva la sua reputazione da difendere, non poteva perdere tutto senza una ragione. Lui è fatto così. Non li legge gli oroscopi, non ci crede al destino. E non può essere che le cose accadano senza un motivo. È di quelli che si ostinano a creare una definizione per ogni singolo granello di infinitesimale universo. Non so perché, francamente. Io più vado avanti, più mi convinco che siamo tutti frutto del niente, mischiati bene, buttati in un bicchiere un po come viene.
Adesso direte voi e allora? Entrambi si serviranno l'uno dell'altro. Come? Vi basti pensare che Mab ha bisogno di una cavia, e chi se non Stephen? Quale cavia migliore di lui ci potrebbe essere per mettere in pratica questa assurda teoria che la Fisher afferma? Tre milioni di dollari saranno sufficienti per scoprire che cos'è l'amore? L'amore è da testare, sperimentare attraverso vari metodi per arrivare alla soluzione finale, l'equazione perfetta da trascrivere su carta come un prelievo del sangue? Secondo voi è possibile? In Dimmi l'amore che cos’è Cecile ci mostra un altro lato della medaglia dell'amore. La sua genialità nel regalarci una storia tragicomica, alternativa, divertente al limite dell’impossibile, personaggi travestiti di isterismo comico in cui pensi in continuazione: ma la mente di Cecile come fa a partorire personaggi al limite della pazzia? Beh credo che ci sia sempre di mezzo qualcosa del suo essere come persona, perché Cecile o la ami o la odi, e allo stesso modo è con i suoi personaggi
Questa storia è qualcosa di unico. Per vie traverse in cui il cielo c'entra poco o nulla, l'amore si presenta sotto forma di equivoci, situazioni esilaranti, dialoghi che ti fanno scompisciare dal ridere, qualcosa di assurdo ma perfetto. Ah l’amour….
Ma prima di arrivare al fatidico momento, vorrei parlarvi di Mable Hope, professoressa e Responsabile del Dipartimento di Antropologia dell'università di Boston. Mab è divertente, lunatica, pazza per certi versi. Ah, ed è agli antipodi di ogni donna conosciuta fino a oggi in ogni libro letto o nella realtà.
È bella Mable, più la conosci più la vedi come un delfino alla deriva che ha perso la sua mamma, solo che questa super antropologa, sexy, divertente al limite dell'illegalità, è persa, non proprio come quel delfino, più come quelle persone che non trovano il loro spazio, come essere alla deriva delle stagioni che cambiano in modo repentino, non c’è quello spazio dove stai bene, dove sei perfetta così e tutti ti vogliono per quel che sei realmente. Ci sono cuori duri e difficili da scalfire...
Mab mi è subito piaciuta ed entrata nel cuore, un po' come le gommose alla fragola, che sai che se ne mangi tante rischi un mal di stomaco colossale. È difficile che non piaccia Mab, quella spiccata ironia, ansia, tragicità che emana, quegli abiti e abbinamenti improbabili e poi avete mai sentito che qualcuno litiga con un Lions? Lei si! Non puoi non amarla e invidiare e comprenderla in alcuni momenti. Ah come l'apparenza ci frega, quasi, sempre! Stephen Gardner professore e Responsabile del Dipartimento di Fisica, un importante ricercatore, un cervellone tutto d'un pezzo, un uomo che per ogni cosa c’è sempre una formula scritta. E cosa hanno in comune Mab e Stephen? Nulla! Un bene e amato nulla! Stephen è noioso, come un semplice confetto con la mandorla dentro; di quelli schiacciati, duri, che ti fanno spaccare i denti e innervosire. Ma andando avanti nella storia il bradipo addormentato, vecchio e stanco, acquista punteggi, scoprendo un essere umano davvero dolce, come quei dolcini che ti si sciolgono sul palato e ti fanno chiudere gli occhi.
Avete il dovere di ridere, pensare e sperare, gioire e intristirvi come è successo a me leggendo il romanzo. Si perché ci sono stati momenti in cui cuore e stomaco hanno fatto un tonfo insieme, e quel tonfo ha scatenato qualche lacrima inaspettata. E allora mi sono chiesta: come può una frase apparentemente semplice o sciocca, buttata li per caso, causare ciò? Pazzia ridicola e lacrime amare hanno lo stesso passo? Oppure l'una rincorre l'altra?
Cecile mi piace tanto, troppo! La sua penna ti trasporta dove lei dice che devi andare. Non hai tempo o modo di pensare quando leggi. Si è come un pedina nel gioco degli scacchi, è lei a guidarti, vincere o perdere non ha importanza, l'importante è la meta.
Dimmi l'amore che cos’è è davvero un romanzo straordinario dove i protagonisti a modo loro trovano il loro posto nel nel mondo; non importa chi sei, che lavoro fai, o come ti vesti, la bellezza non solo quella fuori, è quella dentro che nascondi oppure esponi come l'abito più bello; tutto dipende da come la si vede. La bellezzza è anche pazzia ma è l'originalità a essere speciale! È quell'imperfezione perfetta che non si spiega. Ma l'amore secondo voi possiamo analizzarlo? Potrebbe essere come una goccia e metterlo in bottiglia? O come una compressa piccola ma con un potere enorme? E usare ciò a nostro piacimento? Beh non credo…. Ma a voi scoprirlo leggendo il romanzo!
Vorrei aggiungere ancora qualcosa... Cecile, ci sei? Sei una scrittrice magnifica non perderti come Mab nelle elucubrazioni, davanti alle difficoltà o alla paranoie. Tu che l'hai una Rachel? Si!? No!? Allora credo che tu ne abbia più di una a sostenerti. Scrivi Cecile! Con affetto Una lettrice affezionata
Che cosa hanno in comune una professoressa di antropologia, lunatica, logorroica pesci ascendente panda e con la luna in Saturno costantemente in opposizione al suo segno con un Emeritus professore di Fisica prossimo a ricevere una borsa di studio dal valore di tre milioni di dollari per la sua ricerca universitaria, sexy da morire, con quell'aria da nerd "so tutto io" che infastidisce per quanto sia bello e impossibile? Assolutamente nulla in comune, ma come due pianeti destinati a non interferire mai, Mable e Stephen finiranno per scontrarsi e provocare così disastri di dimensioni cosmiche, mettendo in subbuglio un intero ateneo in appena... sei giorni! Mable Hope ha un lavoro che ama, le piace sguazzare nella tranquillità del dolce far nulla se non il minimo indispensabile, o almeno è quello che dà a vedere agli altri, con una segretaria/amica svitata almeno quanto lei e con la consapevolezza che il suo unico obiettivo è quello di superare i prossimi colloqui attitudinali per esporre al direttore dell'università in cui lavora il programma del prossimo anno. Mai si sarebbe aspettata che a quei colloqui (arrivata per altro impreparata!) si sarebbe trovata di fronte la moglie del direttore, con un'incredibile sete di vendetta nei suoi confronti, e che per questa inspiegabile piega che prenderà la sua vita, ecco che si ritrova a firmare un contratto di tre milioni di dollari per una sperimentazione su cosa sia l'amore (argomento su cui la Hope, diciamolo, è totalmente negata!). Stephen è l'opposto di Mable, solitario, taciturno, passa le sue serate a scrivere nuove tesi o guardando star wars, come un perfetto nerd. Stephen però ha anche due occhi azzurri penetranti, spalle larghe e un sexy appeal naturale che fa voltare ogni ragazza che le passa accanto. Questo è l'effetto che fa su tutte, tranne su Mable, perchè lei è immune all'innamoramento... forse... quando i soldi per la sua ricerca vengono dati alla cattedra di antropologia, ecco che Stephen va alla ricerca di spiegazioni, ed è così che si ritrova invischiato in un progetto con Mable Hope (e i suoi jeans a vita bassa) che non possono portare a nulla di buono, se poi ci mettiamo anche Wilberth (suo collega e amico fidato in fissa con i mocassini) pronto a sostenere ogni sua follia, ma anche a cogliere ogni piccola sfumatura dello sguardo di Steph, ecco che allora la bomba nucleare pronta a colpire e distruggere l'ateneo in cui lavorano sarà di proporzioni cosmiche. C'è da dire però che.. Mable, dietro una facciata di sfacciataggine e menefreghismo, nasconde un'insicurezza che risale sin dai tempi dell'infanzia, una voglia di sentirsi amata, protetta, e la consapevolezza di essere sbagliata, in tutto quello che fa. Proviene da una famiglia che la mette ormai al margine della società, reputando tutto quello che fa assolutamente inutile o insignificante ecco perchè per la sua famiglia Mable non è una ricercatrice universitaria, professoressa di antropologia, ma una semplice pasticcera che non è riuscita nemmeno a prendere la laurea in medicina. E Dio... lo Stephen che Mable presenterà ai suoi genitori (lunga storia, vi conviene leggere il romanzo per scoprire come Stephen si sia prestato a questo giochino...) sarà assolutamente adorabile. Non solo, ma lì, in quella casa a Quicy, Stephen conoscerà una parte di Mable che non conosceva affatto.... e sarà lì che... no! Non sarà lì che Stephen si innamorerà di Mable... ma molto, molto prima! Mable Hope però è immune all'amore, giusto? Gius....
"Ma quando poi se ne andrà via, a me che resterà? Un tracciato vuoto, che segue i battiti di un cuore irregolare"
ok, devo dirvelo, anche se rischierò la pubblica lapidazione, questo è il primo libro della Bertod che leggo.. fiuuu ok, ora che abbiamo scoperto le carte in tavola, vi dico che... della Bertod potrei leggere anche la lista della spesa! Avete presente quando vi trovate di fronte a quei personaggi che non riesci a lasciare andare, quando una pagina tira l'altra fino a quando a mezzanotte e mezza tuo marito che (povera stella) si deve alzare presto l'indomani per andare a lavorare e tu (cioè io) continui imperterrita a leggere, perchè non puoi farne a meno, tenendo accesa l'abat-jour che disturba il sonno del mal capitato che ti ha scelto come donna con la quale passare il resto della vita senza però sapere la tua subordinata follia... e giri frenetica le pagine promettendogli che arrivata alla fine del capitolo avresti spento, ma che un capitolo si trasforma in due, tre, quattro... fino a quando lui incazzato nero rischia di sbatterti fuori dalla stanza e tu senza degnarlo di una benchè minima attenzione rispondi con un "ssh... sono arrivata nel momento clou, non posso mollare ora!" ma in questo romanzo, sono tutti momenti clou! Mi capita davvero di rado di riuscire a sconfiggere il sonno, dopo una giornata sfiancate, per continuare a leggere, e se non fosse stato per il malcapitato al mio fianco (ad un certo punto ho avuto pena per lui) avrei continuato a leggere tutta la notte! Una scrittura magnetica, fresca, frizzante, ricca di humor ma che nasconde molto molto di più. Mable Hope credo sia uno dei personaggi più straordinari di cui io abbia mai letto (e non lo dico solo perchè è pesci, come me). Mi sono innamorata della scrittura di Cecile Bertod che in questo chicklit alterna la narrazione in prima persona quando a narrare è Mable Hope, e in terza persona quando si parla di Stephen Gardner (sì, sono dovuta andare a leggere la scheda identificativa a inizio romanzo per ricordarmi il cognome... ma che ci volete fare, l'età che avanza!). Ora come molti di voi sanno, mi viene davvero difficile leggere i romanzi in terza persona, li leggo, ma preferisco la prima persona, molo più d'impatto. In questo caso, il pov in terza persona non mi assolutamente disturbato, forse perchè il modo di scrivere dell'autrice mi ha completamente inglobato nella storia, che potrebbe sembrare banale e scontata ma che in realtà ci racconta la storia di due protagonisti assolutamente completi dal punto di vista descrittivo e indimenticabili. Ora, però, c'è un piccolo insignificante problema: voglio la storia di Rachel e Wilburth che sono i personaggi secondari più vicini ai protagonisti, insomma... so che anche loro potrebbero avere tanto da raccontare, ma nel frattempo che aspetto un nuovo romanzo nato dalla penna della Bertod, recupero con quelli che mi sono persa fin'ora! Di una cosa sono certa, Dimmi l'amore che cos'è è uno di quei romanzi che vorresti regalare alla tua amica, per includere anche lei nella tua momentanea follia (e parlare di quanto sia stronzo Stephen o quanto sia svalvolata Mable), ma è anche uno di quei romanzi che vorresti tenere nella tua libreria per passarci la mano sul dorso di tanto in tanto, e ricordare quanto sia stato bello sognare, sospirare e ridere insieme ai personaggi della storia. Candidato a miglior lettura dell'anno
Sono una lettrice di Cecile Bertod da anni, credo di aver letto tutto quello che ha scritto, e non smetterò neanche dopo questo libro che, purtroppo, mi ha delusa. Forse la lettura per me è stata più difficile perché sono laureata in antropologia e so come funziona una ricerca antropologica, per cui già la premessa del libro per me era nulla (una proposta di ricerca non scritta, letta a caso da un articolo accademico altrui? Molto poco probabile. In cui l'antropolog* analizza se stess*? Impossibile.), però è stata la storia la cosa peggiore. I personaggi principali sono insopportabili, fanno cose senza senso, sembrano non avere una vera e propria costruzione. Per tutto il libro ho avuto l'impressione che facessero quello che facevano solo perché la trama altrimenti non andrebbe avanti, non perché avesse senso per loro come personaggi. Ci sono alcune scene divertenti, e l'idea di fondo dei due accademici che si scontrano non è male, per questo do due stelle e non una, però consiglio di leggere altri libri di Bertod, sicuramente molto migliori di questo.
La prima cosa che si nota in un libro è la copertina, ed è proprio da quest'ultima che voglio iniziare a parlare. Ditemi: non siete completamente innamorati di quella bellissima copertina? io si, la adoro. E rappresenta perfettamente la storia.
Ma di cosa parla? Mable Hope, laureata in antropologia, dirige l'omonimo dipartimento al BIT, una delle università più famose del Massachussets. Nello stesso ateneo, responsabile del dipartimento di fisica, lavora Stephen Gardner, che non considera neanche una vera laurea quella di antropologia. Per questo alla consegna del premio Michael Moore non può accettare di essere stato battuto da Mable.. Mable che nel frattempo si era completamente dimenticata di farsi venire un'idea per il progetto, e per non perdere la cattedra ha dovuto inventare qualcosa. Affidandosi al contenuto di una lettera appena recuperarta dal cestino si ritrova a presentare un' assurda teoria sull'amore. Ma che cos'è l'amore? Una mera reazione chimica, o qualcosa di inspiegabile? Questo dovrà capire, e dimostrare, per la bellezza di tre milioni di dollari. E Stephen che c'entra? Be' lui sarà il suo compagno di progetto. Un riluttante e parecchio in disaccordo collaboratore. Senza averlo preventivato diventeranno loro stessi l'esperimento e chissà che non riusciranno ad arrivare a conclusioni interessanti. Magari ripartendo da quell'incontro in ascensore di tre anni prima.. (se volete leggere di più sul loro primo incontro potete scoprirlo nella novella "innamorarsi alle tre")
E niente..non c'è la faccio a non amare i libri di questa donna. Ve ne parlo ora, ma la recensione in realtà l'ho scritta appena ho finito il libro, con un sorriso ebete stampato in faccia e con ancora de residui di lacrime per la bellissima dichiarazione finale. Solitamente non appena finito un libro non riesco ad essere particolarmente oggettiva e quindi le recensioni non le scrivo subito subito, però ci sono volte, in casi come questo, che n ella m ia testa continuano a susseguirsi pensieri sulla storia e su quanto mi è piaciuto, e allora m i rittrov o a buttare giu queste poche righe per provare a spiegarvi perchè e quanto io lo abbia amato. In questo caso, trattandosi un libri di Cecile Bertod, sapevo già che mi sarebbe piaciuto, ormai lo sanno anche i muri che per me lei è una garanzia e compro i suoi libri a scatola chiusa. Per quanto in ogni sua storia è inconfondibile la sua penna, ognuna è una sorpresa. Quello che la cottraddistingue sono il sarcasmo e l'ironia pungente (che è una cosa che adoro) rapportati ai personaggi, senza scadere mai nel banale. La capacità che ha questa scrittrice di farmi piangere dal ridere e commuovermi allo stesso tempo è incredibilmente unica (a pagina dieci avevo già le lacrime agli occhi per le risate). I personaggi sono l'altro punto forte delle sue storie: sono incredibilmente imperfetti, ma prorpio per questo incredibilmente umani; sono un po' particolari, forse un po' sopra le righe, ma è semplicissimo rivedersi in loro, sopartutto in quei piccoli momenti che li rendono tanto imperfetti quanto perfetti. Questo è il motivo per cui mi piacciono sempre i suoi personaggi, anche quando mi stanno antipatici.
Stephen e Mable non hanno deluso le mie aspettative. Senza vergogna vi dico che potrei essermi innamorata di Mable, cioè non si può non amare, è fantastica! Solo chè non si può spiegare un personaggio come Mable, bisogna leggerlo per capirlo. Ho avuto un iniziale diffidenta per il protagonista maschile, però alla fine mi sono innamorata anche di Stephen, giusto un pochino. Non è vero, molto più di un pochino (ma come facevo a non prendermela una cotta con un personaggio così? è così tanto da me!). Sono due personaggi completamente diversi, e impareremo a conoscerli poco a poco, ma non potrete fare a meno di affezzionarvi a loro sia singolarmente che come coppia.
Alla fine Mable avrà scoperto che cos'è l'amore? forse si, forse no.. ma è stato bellissimo scoprirlo insieme a lei, attraverso teorie, esperimenti e scambi di battute a non finire. Credo di essermi dilungata fin troppo, ma spero di avervi convinti abbastanza per leggerlo. Se siete sue fan non potete assolutamente perdervelo. Io ogni tanto ho bisogno di una dose dei suoi libri, non posso starci senza ormai, e questo è balzato in cima alla lista, subito sotto "non mi piaci ma ti amo".
Marble Hope, ebraica, 29 anni da circa due anni e sei mesi, ricercatrice e Responsabile del Dipartimento di Antropologia del Bit (Boston Institute of Technology), una vita rilassata, e un'enorme allergia alle relazioni stabili... Solo qualche irrilevante appuntamento al buio, tutti organizzati da Abraham Hope, quel brav'uomo di suo padre che non vede l'ora di vedere la figlia sistemata e maritata, ovviamente con un ebreo, e con chi altri sennò? Ma lei niente... testarda com'è preferisce stare accanto al suo fidanzato immaginario! Ritardataria cronica, eccentrica, intelligente, spesso sbadata e con uno spiccato senso dell'umorismo, Marble ha un unico problema, riconfermare la sua posizione all'interno del Bit e trovare uno straccio di relazione da consegnare alla commissione per l'assegnazione del Premio Michael Moore, un prestigioso fondo destinato alla ricerca. Premio che inaspettatamente vince, presentando, ehmm per sbaglio, un trattato sull'amore, una sorta di ricerca sul perché l'essere umano si innamora. Ed è qui che sorge un altro problema.... Un bel pezzo di problema! Stephen Gardner, nella sua vita esiste solo ed esclusivamente il lavoro, Responsabile del Dipartimento di Fisica al Bit, è un uomo asociale, altamente competitivo, super mega intelligente, praticamente il guru della fisica e dell'intero istituto. Odioso, arrogante, serio (anche troppo), incredibilmente affascinante per un uomo con il suo cervello, Stephen è il candidato più quotato alla vincita della borsa di studio... Ma qualcosa va storto, e quel qualcosa è Marble Hope!
Riuscite ad immaginare una conversazione tra questi due esseri? Ohhh... fatelo, anzi no, non immaginate ma leggete il romanzo, perché questi due tipetti saranno costretti a lavorare in coppia, e beh ne vedrete delle belle. Scintille a gogò e una forte chimica che chissà, magari porterà loro a scoprire la formula dell'amore o forse solo a una bella e lunga vacanza in una clinica psichiatrica, perché che rimanga tra noi... Ma con questi due c'è davvero da uscire pazzi. Per scoprirlo non vi resta che leggerlo, d'altronde come resistere al genio della nostra Cecile? Giammai! Sarebbe da pazzi. Come sempre la Bertod ci regala momenti di puro divertimento, i suoi personaggi, soprattutto quelli femminili, sono ormai un must della letteratura italiana moderna, semplicemente strepitose, complicate, stravaganti, in poche parole da amare. I dialoghi, arguti e altamente ironici, fanno sempre girare la testa, ovviamente in senso positivo, e sono ormai il suo marchio di fabbrica, quel quid che la contraddistingue da tutte le autrici italiane, rendendo la sua scrittura unica e riconoscibile. Insomma che io ami Cecile alla follia è ormai risaputo, credo di averlo detto in tutte le salse, ma ogni volta, la bravura di questa straordinaria autrice ha la capacità di sorprendermi e spiazzarmi, regalandomi sempre, e sottolineo sempre, momenti di svago e spensieratezza, che in un modo o nell'altro riescono a tirar su le giornate più cupe. Sono triste e mi frullano per la mente pensieri nostalgici? Leggo Cecile. Ho voglia di ridere? Leggo Cecile. Mi viene a far visita il temutissimo blocco del lettore? Leggo Cecile. Cecile Bertod e le sue storie sono la cura di ogni mio malumore o malessere e l'antidoto allo stress quotidiano, un concentrato di talento, gentilezza e simpatia a cui è impossibile resistere.
libro eccezionale. personaggi fuori dagli schemi così come la storia. dialoghi incredibili e divertenti, tanto da mettermi a piangere e non riuscire a smettere. Un amore vero e che fa paura, tanto i protagonisti sono diversi e autodistruttivi. Assolutamente consigliato. L'autrice è bravissima.
Come sempre quando iniziò un libro di Cecile non riesco a staccarmene fino all'ultima pagina. In questo ho trovato qualche piccola incongruenza, ma tutto perdonato grazie alla trama e ai personaggi: fantastici.