Da bambina non avevo molti libri. O meglio, prima che sembri una storia triste, avevo un numero ragionevole di libri per l'infanzia, credo. Un paio di mensole, più l'enciclopedia dei 15 e l'enciclopedia degli animali e altre sulla scienza. Erano pochi secondo i miei standard che oggi sono settati sul collezionismo spinto e irragionevole. Uno di quei libri era Nel paese di Babbo Natale di Mauri Kunnas. L'avevo consumato a forza di leggerlo e di guardarne le immagini, di perdermici dentro. Io non credevo a Babbo Natale, forse ci ho dubitato da piccina piccina, ma quando sapevo leggere, a 6 anni, la consideravo solo una storia. Non per questo meno bella e magica. Adoravo davvero quel libro, racchiudeva proprio la magia del Natale, i colori, i disegni dei giocattoli, le barbe degli gnomi, la fabbrica dei regali a pieno regime, la magia dei libri e delle illustrazioni che su di me aveva il fascino maggiore... Quando poi ho avuto delle bambine, qualche decennio dopo, ho ovviamente dato libero sfogo all'acquisto folle di albi e volumi e di tutti quelli di Kunnas che ho trovato tradotti e in catalogo, o cercati nei mercatini. Tra questi, quest'anno abbiamo letto Babbo Natale e il tamburo magico, una storia ispirata al folklore della Lapponia, una storia avventurosa ma sempre divertente, in cui ricompaiono ambientazioni e personaggi del mio vecchio libro d'infanzia. Libro ovviamente bellissimo per il Natale, molto coinvolgente, illustrato nello stile brulicante e colorato di Kunnas. Faccio qualche foto e la posto su instagram, dove a volte condivido letture, o giochi, o cose varie. Di solito non mi considera nessuno. Pochi like, ma chissenefrega. A quel post però compare il like di Mauri Kunnas. Che per me è Babbo Natale.
Miglior regalo di sempre *-*