Nives Meroi è un'alpinista che ha cominciato una gara appassionante: incompetizione con una spagnola, vorrebbe diventare la prima donna a conquistare tutti e quattordici gli Ottomila del mondo. Nives scala con suo marito e con un giovane fotografo, senza portatori d'alta quota, senza usare ossigeno. Il loro rapporto con la montagna è di assoluta purezza. Erri De Luca, anch'egli arrampicatore appassionato, è amico di Nives e la segue da tempo nelle sue imprese. Fin dove può. Sotto la tenda, durante una tempesta, Erri e Nives parlano. Della montagna, della sfida, della fatica, della vita.
Upon completing high school in 1968 Erri De Luca joined the radical left-wing movement Lotta Continua. After the organization's disbandment he worked as a blue collar at the Fiat factory in Turin and at the Catania airport. He also was as a truck driver and a mason, working in job sites in Italy, France and Africa. He rode relief convoys in Yugoslavia during the war between 1993 and 1999.
He is self-taught in several languages including Ancient Hebrew and Yiddish.
De Luca is a passionate mountain climber. A reclusive character, he currently lives in a remote cottage in the countryside of Rome.
Although he never stopped writing since he was 20, his first book is published in 1989, Non ora, non qui (Not now, not here). Many more books followed, best sellers in Italy, France and Israel, his work being translated and published in Spain, Portugal, Germany, Holland, USA, Brazil, Poland, Norway, Danmark, Romania, Greece and Lithuania. He has himself translated several books of the Bible into Italian like Exodus, Jonah, Ecclesiastes, Ruth, and explored various aspects of Judaism, as a non-believer.
In France, he received the France Culture Prize in 1994 for Aceto, arcobaleno, the Laure Bataillon Award in 2002 for Tre cavalli and, also in 2002, the Fémina Étranger for Montedidio, translated in English as God's Mountain. He was a member of the jury at the Cannes Festival in 2003.
Erri De Luca writes regularly for various newspapers (La Repubblica, Il Manifesto, Corriere della Sera, Avvenire), and magazines.
Lo scrittore Erri De Luca, appassionato d'alpinismo, e la scalatrice Nives Meroi parlano di montagne e di vita, lui poetico ma tendenzialmente enfatico, lei concreta ma sensibile. Si era nel 2006, e lei poteva nutrire la speranza di essere la prima donna a conquistare tutti i quattordici ottomila: poi non è stato così (l'obiettivo è stato raggiunto da altre e lei è ora a quota dodici), ma pazienza, la donna è molto forte e di traguardi nella vita ne ha sicuramente altri e ben più importanti.
P.S.: Ho scritto quanto sopra l'1.10.2015, successivamente Nives Meroi ha scalato i due ottomila mancanti, avendo sempre il marito per compagno: la prima coppia a conquistare i quattordici ottomila.
"Hier oben finde ich die Luft wieder, ich atme sie so heftig ein, dass ich endlich begreife, was die Inspiration, die ja eigentlich ein Einatmen bedeutet, für einen Künstler ist. Es ist Luft, die von weit her kommt, die zuvor von Bäumen und vielen Generationen geatmet wurde, Luft, die über Vulkanausbrüche und Brände, über Wüsten und Wälder hinweg-ging, die über die Meere und unter den Flügeln der Vögel entlangstrich und über das Blut, das die Menschen vergießen. Es ist Luft, die in der Schleuder der Wolken gesäubert und durch die Spirale der Hurrikane geschraubt wurde, die die Blitze abgerieben haben und die sich in die Gefängnisse stahl, um dem Eingesperrten ein Lächeln zu entreißen. Hier oben dringt die Inspiration durch die Nase ein, und die Schleimhaut wittert die Geschichte dieser Luft, ihre Reisen."
Dieses Zitat liefert einen ganz guten Eindruck davon, was einen mit diesem Buch erwartet: De Luca gibt in seiner gewohnt wunderschön-poetischen Sprache seine Gespräche mit der Bergsteigerin Nives Meroi aus einigen schlaflosen Nächten im Himalaya wieder. Sie sprechen über das Bergsteigen im Besonderen, aber auch das Leben im Allgemeinen und stellen dabei oft geradezu philosophische Betrachtungen an. Hat mir sehr gut gefallen!
Riletto dopo tanto tempo, me lo ricordavo migliore, ma nel frattempo la mia visione di Erri é leggermente cambiata e inoltre la sua vita é giá stata raccontata in talmente tanti libri che ora la salto quasi, quindi mi sono dedicata nuovamente solo a Nives, che é indubbiamente, una donna straordinaria.
Un'alpinista, con l'apostrofo. Mi succede sempre così... dopo aver finito un libro di Erri De Luca devo ricominciarlo daccapo; e di nuovo lo scopro e mi emoziono. Montagna, in tutte le sue sfaccettature, raccontata da Nives Meroi a Erri De Luca, con l'entusiasmo della ragazzina alle prime escursioni. Montagna, silenzio riempito dal vento, abissi sopra la testa, luogo deserto insaziabile, dove i valori di pianura sono rovesciati, [...] i gesti portano più peso, la generosità è stupefacente e l'egoismo più meschino, dove pazienza e umiltà si sviluppano, dove le parole stanno in pari con i fatti, fanno coppia... Nives forma una squadra col marito Romano e l'amico Luca. Dicono di Romano che è una bestia, per la forza che scatena quanto più sale. Ma Romano per me lassù è puro spirito, un fiato che mi apre la via verso l'alto. Romano è la traccia che pure quando si allontana al suo ritmo furioso di salita, mi riduce l'attrito. Romano c'è, lassù, è la mia scala. Poi c'è Luca, il mago del ghiaccio, che passa pure sul vetro e gli basta un decimo di centimetro per la punta della piccozza e del rampone. Noi due ce ne andiamo a scalare le montagne più alte della terra non solo per passione alpinistica, ma per amore, perchè ci si ama, si è in due, si va a portare lassù la nostra prova di coppia. [...]
P.S. 18 aprile 2012 Ad agosto 2009, in un'intervista all'ANSA, Nives Meroi ha annunciato il proprio ritiro dalla competizione per la prima scalata femminile di tutti gli ottomila della terra.
«L'alpinismo di oggi perde proprio le caratteristiche del gioco come lo intendiamo noi, ovvero esplorazione di sé stessi in contesti diversi. Il fatto che l'alpinismo himalayano femminile sia diventato una corsa con come unico obiettivo il risultato mi ha fatto decidere di non giocare più.» (Nives Meroi)
Cette conversation entre deux alpinistes m'a fait découvrir un monde très éloigné du mien, celui des alpinistes. Ils parlent de ces aventures hors du commun, que sont d'escalader des sommets de plus de 8 000 mètres, sans bouteille d'oxygène ni outils technologiques de repérage. Ils parlent de vent, de froid, de risque, d'humilité face à la nature, de solidarité, de dépassement de soi-même, de montées, de descentes. Et le fait que cet échange se déroule dans une tente, au sein des montagnes de l'Himalaya, lors d'une nuit d'insomnie, ajoute un effet réaliste saisissant. C'est la première raison pour laquelle j'ai aimé ce livre.
Erri De Luca et Nives Meroi sont parfois en décalage, le premier imprégné de littérature et de poésie, et la seconde les pieds bien sur terre. Alors il y a des moments d'incompréhension, qui sont en fait assez naturel entre deux personnes, mais un peu frustrant. Cela donne deux visions différentes d'appréhender la montagne, la nature, l'alpinisme. Et c'est à la fois la faiblesse et la force de ce livre. Tout comme le fait que c'est une conversation à bâtons rompus : plein de sujets sont abordés, mais de façon décousue et les changements de caps fréquents et totalement aléatoires peuvent être un peu fatiguant.
Malgré quelques faiblesses, je suis enchantée d'avoir lu ce livre, qui m'a transporté dans cet univers extrême des plus hauts sommets de la Terre.
Scrittore, forte arrampicatore, uomo dai mille lavori e dai precedenti politici burrascosi, studioso della Bibbia che traduce dall'ebraico antico, Erri De Luca mi era sembrato un personaggio interessante ma finora mi ero limitata a leggere qualche suo articolo o intervista. Quando Nives Meroi e Romano Benet hanno conquistato l'Everest, senza ossigeno e senza portatori, mi sono decisa a comprare il suo libro/conversazione con la grande alpinista bergamasco/tarvisiana e mal me ne incolse. Ho trovato "Sulla traccia di Nives" fastidioso, irritante, retorico, autoreferenziale. Di Nives Meroi in questo libro ce ne trovo poca, e trovo anche poca sostanza: Erri si guarda scrivere e si piace molto. Nives è un pretesto per filosofeggiare e parlare di sé, per fare barocchismi letterari, per girare, con linguaggio aulico, attorno al suo ombelico. Mi e' quasi parso di trovare la concreta Meroi d'accordo con me, quando gli dice: "te ne inventi di cose". Ad essere sincera ogni tanto qualcosa di bello l'ho trovato: le citazioni dall'antico testamento e qualche sporadico intervento di Nives. Forse ho sbagliato libro, ma non mi è rimasta molta voglia di leggere qualcos'altro di suo.
"E: L'alpinismo ha rinnovato negli ultimi secoli un'intimità con le cime. Molti praticanti dichiarano di compiere così anche un avvicinamento spirituale. Andare in montagna non mi fa questo effetto. Non è un accostamento, è un allontanamento da ogni luogo, salgo per voltare le spalle.Non è un luogo d'incontro con i cieli aperti, ma di marcata separazione dal suolo, approfondisco una solitudine."
"N: Di solito Romano arriva e mi aspetta. Sul Lhotse, a ottomilacinquecento, è rimasto ad aspettarmi un paio d'ore. Quando qualunque alpinista non vede l'ora di cominciare la discesa, anche per non raffreddarsi, lui è rimasto a ottomilacinquecento col tempo che iniziava a peggiorare, è stato ad aspettarmi, certo che sarei prima o poi arrivata. non è sceso a vedere se per caso ero tornata indietro, se avevo rinunciato. Era certo che sarei salita e ha aspettato la sua Nives, per poterci toccare là sopra. E questo non è solo amore ma una fiducia smisurata."
Primo libro di De Luca, primo incontro con Nives Meroi. Lei mi è piaciuta moltissimo, lui l'ho trovato interessante, anche se tende un po' a rubarle la scena - sebbene intitoli il libro "Sulle tracce di...". Quello che mi ha reso la Meroi unica è che finalmente c'è un (') alpinista, a cui importa conferire alle sue azioni in montagna un aspetto umano profondo (nel suo caso, l'amore per suo marito): con ciò si aprono nuove prospettive, si palesano nuovi spunti di riflessione e viene offerto soprattutto un nuovo spessore e significato all'andare in montagna.
2.5 stelle e sono tutte per Nives, che del resto è il motivo per cui volevo leggere il libro e le sue parti infatti si rivelano le più interessanti e le uniche per cui leggere questo libro, ma sono troppo poche. Gli viene preso il posto da quelle di De Luca che si rilevano difficili da seguire e a tratti noiose, mi trovavo a sfogliare il libro per cercare le N che decretavano la fine di quei discorsi troppo astratti e che non riuscivo a capire da cosa originassero e perché si trovassero li. La storia di Nives è interessante e profonda e avrei voluto saperne di più ma il libro non ha colmato questo mio desiderio. Bisogna inoltre dire che la concretezza e solidità di Nives apparivano come un miraggio dopo le parti verbose di De Luca. Comunque una cosa è certa: Nives Meroi è una grande donna.
Ho sviluppato un’insofferenza per Erri de Luca, o meglio per la sua scrittura, che lui è persona che mi piace... Dopo Il peso della farfalla ho deciso di non leggerlo più. Mi sembra così lontano da uno dei suoi primi libri che ho amato, Tre cavalli, il migliore tra quelli letti, o forse mi sono allontanata io. Mi sento più vicina a Nives Meroi, che in un dialogo a due, lo riporta continuamente con i piedi per terra. Qualche esempio: ”Sei pieno di frasi che si sono incagliate nella testa, ci giri intorno, riesco a seguirti poco.” ”Mai pensato di somigliare a una montagna.” ”Parli di bellezza dove io vedo sforzo penoso” ”Non mi è venuto intorno nessun fantasma in alta quota.” ”Te ne inventi di cose.” Qualche bella pagina, dove ricorda il padre, mi ha commosso. Troppo poco per andare oltre le tre stelle (tutte per Nives)
Merci Namatai à Dibuka de m'avoir suggéré cet auteur, Erri de Luca. Sur la Trace de Nives, est plus ou moins une conversation entre de Luca et Nives Meroi, alpiniste Italienne, en escaladant et en descendant des montagnes. Assez original comme idée avec des réflexions, surtout de De Luca, sur les événements qui ont marqué sa vie, surtout pendant les bombardements de l'Otan sur la Yougoslavie. Ce récit m'a fait penser à deux personnes en particulier - mon voisin à Montréal, Jacques Olek, qui va certainement identifier avec Nives, il la connaît, probablement ; ainsi que Sarah Cross, ex-épouse, qui est devenue alpinistes une fois que nos vies ont pris deux chemins différents...j'imagine que les Drakensberg ont joué un rôle.
Domanda: perchè Erri De Luca compare come autore di questo libro, quando si tratta di un dialogo fra lui e Nives Meroi? Gli autori non dovrebbero essere due?
Dialogo dunque, che dura una notte fino all'alba. Ma quello che dice Nives è di gran lunga più interessante di quello che dice Erri, che si perde in assurde fantasticherie. Erri diventa interessante quando parla del suo passato politico, ma questo c'azzecca poco con la montagna. Nives è concreta e ti riporta a problemi reali anche se profondi: per esempio cosa significa portare un amore a 8000 metri, o cosa differenzia una donna da un uomo in una conquista di una vetta himalayana.
"Maintenant, il reste le vent comme barrière entre les dieux et les hommes. Tu dis que tu lui tiens compagnie. C'est une intimité que je ne connais pas. A ces altitudes, je suis un intrus et je n'arrive pas à m'imaginer aucune familiarité. Le vent est un videur, mais j'irai avec lui bras dessus bras dessous. Tu es de cette espèce qui déplace les limites, élargit le territoire. Tu arrives à murmurer des comptines dans les tempêtes, à faire bouillir le thé, agrippée à l'armature de la tente pour la maintenir au sol. N : N'exagère pas, ce sont des gestes obligés. Tu vois les petits drapeaux suspendus, les chiffons mis à flotter au vent dans les hauts villages, sur les cols, les sommets ? Ils servent à tenir compagnie au vent. Ici, on l'appelle "awa", mot composé seulement de voyelles : l'étoffe qui s'agite ajoute des consonnes au vent. Ce n'est pas moi qui ai inventé l'intimité avec le vent."
J'ai adoré, je suis tellement contente d'avoir pris ce livre, un peu au hasard, à la bibliothèque ! Erri De Luca a accompagné Nives Meroi, une alpiniste italienne, dans une expédition dans l’Himalaya. En résulte ce très beau texte, dialogue entre les deux alpinistes sous la tente, plein de poésie, qui évoque la beauté, dans la montée comme dans la descente, la place de l'homme sur ces montagnes, son rapport avec elle, entre ciel et terre. Et, je vais me répéter, mais c'est merveilleusement beau et poétique. Après cette première lecture, il est clair que Erri De Luca mérite une place de choix dans ma bibliothèque, en espérant que ses autres livres sont écrits avec une aussi belle plume.
J'ai trouvé certains passages très beaux. Le ton du récit était réussi même si j'ai préféré les échanges entre E & N aux digression d'E. Il semblerait qu'Erri de Luca ait accompagné Nives Meroi lors d'une de ses ascensions de la chaîne himalayenne. Ce serait la première alpiniste à avoir gravi l'ensemble des sommets de plus de 8000 mètres. Bizarre mariage que le mysticisme gauchiste d'Erri de Luca.
"Au pied de l'étranglement de ce dernier couloir, sans savoir s'il y en avait encore, j'ai puisé dans mes réserves de calme. Là, ce n'est plus la force ni la résistance qui sont nécessaires, mais une douce sérénité dans les nerfs, dans les doigts." "Quand tu vois où finit le voyage, tu les aimes ces pas, tu les ajoutes avec la touche de grâce qui te fait mettre des fleurs sur la table un jour de fête."
Ein Überraschungsfund - ich bin über einen einen kiloschweren Trüffel ganz zufällig gestolpert. Als Buch kommt dieser Text ganz unscheinbar daher. Auf 175 Seiten unterhält sich der mir bis dahin unbekannte ital. Autor Erri de Luca mit der mir namentlich bekannten Bergsteigerin Nives Meroi. Ort der Unterhaltung ist ein Zelt in großer Höhe. Erri de Luca erzählt dabei in so klugen Bildern dass der Leser meinen kann ebenfalls dabei gewesen zu sein. Gleich auf den ersten Seiten heißt es: "Man wünscht einander gute Nacht, obwohl man weiß, daß die Schlaflosigkeit stärker sein wird. Beim Ausruhen hilft es auch, dem regelmäßigen Atem derjenigen zuzuhören, die schlafen können." Einfach wunderbar. Großartiges Buch unbedingt lesen.
Un magnifico canto a due tra lo scrittore e l'alpinista, nel corso di una scalata di una vetta Himalaiana. De Luca è lirico, cita le sacre scritture come esempio di ascesi (nel senso di ascesa) verso Dio, l'alpinista a volte lo riporta coi piedi per terra, altre volte si perde anche lei nella lirica. Un bellissimo libro di montagna e sulla montagna, sulla gente che si cimenta nelle cime estreme in estreme condizioni.
La verdad es que me cuesta trabajo leer libros que no cuentan una historia. Pero éste te impulsa a seguir leyendo por la belleza de la prosa. De pronto, te pierdes en las palabras y sientes el aire frío en la nariz. Yo no soy ni seré una alpinista, pero siento que al menos acompañé un ratito a Erri y a Nives en su travesía.
Riuscire a portare bene il carico assegnato, reggere il peso risparmiando energia: ecco lo stile. La bellezza non �� superflua in nessun corpo animale, anzi �� la perfezione raggiunta in un lavoro svolto. La bellezza dei portatori sta nei loro piedi che sorreggono il corpo sotto sforzo, posandolo con forza delicata sugli appoggi inventando l'equilibrio a ogni sollevamento del tallone.