Draculea è una bellissima antologia che raccoglie documenti reali e racconti folkloristici collocati temporalmente tra la metà del '700 e '900, riguardanti la figura del vampiro, sia da un punto di vista storico, analizzando documenti d’epoca riguardanti indiziati di vampirismo come Arnold Paole, Peter Plogojowitz, Johannes Cuntius e il Calzolaio di Slesia, sia dal punto di vista letterario con racconti tematici.
I documenti inclusi in questo volume sono veramente interessanti , chi trascrive i fatti è spesso presente (contrariamente tende a specificare l’attendibilità dei fatti riportati da persone autorevoli e credibili), o decide talvolta di non credere a ciò che sta raccontando provando a dare una spiegazione, rifugiandosi nella credenza popolare, nell’isteria di massa o nella semplice ignoranza dei coinvolti, tentando di confutare anche con prove scientifiche l’accaduto. Sono inoltre presenti curiosità storiche e interpretazioni di questa losca figura e del suo operato, se dapprima si pensava che fosse proprio il defunto a tornare in vita per tormentare i vivi, successivamente verranno fatte altre supposizioni (spesso legate alla fede religiosa) come ad esempio quella della possessione del corpo del defunto da parte di un demone, o che successivamente alla la morte chi veniva morso diventava a sua volta vampiro.
I racconti invece sono divisi in tre tipologie, la prima parte Paradigma presenta la figura del vampiro così come la conosciamo, ammaliante, affascinante ma terribile. Tra i racconti troviamo J.S. Le Fanu autore di Carmilla, (Schalken il Pittore) e di A.H. Blackwood (La curiosa morte di Morton).
La parte seconda dal titolo Unicum è caratterizzata da racconti insoliti, in questa sezione alberi, oggetti e persino animali assumono la stessa connotazione della figura del vampiro, venendone a contatto i malcapitati vengono risucchiati delle proprie energie vitali fino alla morte.
In questa sezione mi ha particolarmente colpito il racconto "Il Sommaco" di U. Daubeny, l'immagine di questo albero che si tinge di rosso in particolari circostanze ha colpito il mio immaginario.
Nella parte terza, Remoto, sono invece presenti racconti di vampirismo di terre lontane come Russia, Islanda e Giappone, nonostante infatti questa figura sia tipicamente associata ai paesi dell'est in realtà è presente anche nell'immaginario e nelle credenze di altre popolazioni.
Questo bellissimo volume, curatissimo anche esteticamente dalla copertina (illustrata da Marco Calvi che personalmente adoro) alle illustrazioni all'interno, da la possibilità di conoscere questa affascinante figura in maniera duplice, con una selezione di racconti non molto noti al pubblico italiano e con estratti di cronache documentate che credo siano di difficile reperibilità al di fuori di questa pubblicazione.
Per cui se foste interessati all'argomento non saprei consigliare un testo migliore.