Tra le figure più spaventose che popolano la nostra immaginazione, è assai raro trovarne di potenti e segnanti quanto quella del Vampiro, un essere capace di far scorrere tanto sangue quanto inchiostro sulle pagine che lo hanno immortalato. Infatti grande merito di questa spaventosa quanto legittima popolarità è indubbiamente della Letteratura che, affondando i suoi aguzzi canini nella cronaca e nella leggenda popolare, a partire dal 1600 ha saputo nutrire la propria immaginazione per dare vita immortale a una figura di una forza tale da imprimersi indelebilmente nell’immaginario collettivo. È precisamente in questa chiave che si vuole sviluppare questa selezione, offrendo al lettore un'alternanza di documenti e racconti, così che si possa proporre un confronto tra la figura che il folklore e la tradizione orale hanno marchiato nella coscienza popolare e quella che la Letteratura ha saputo cogliere e modellare, in particolare nella narrativa breve a cavallo tra '800 e '900.
Senza pretesa di esaurire l'argomento, Draculea vuole essere un'introduzione alla figura del Vampiro, evidenziando attraverso documenti e racconti le differenze tra vampirismo storico e figura letteraria, analizzando le fonti - prototipi apparentemente distanti dall'immagine più moderna sebbene indiziati chiave di primo Vampirismo come Arnold Paole, Peter Plogojowitz, Johannes Cuntius e il Calzolaio di Slesia; cronache antiche di inizio millennio di William of Newburgh; suggestioni esotiche spinte fino al lontano Oriente - e al tempo stesso offrendo al lettore una selezione di racconti meno noti al pubblico italiano ma di certo impatto e importanza, sia da un punto di vista letterario che per la costruzione della figura archetipica e delle variazioni sul modello principe. Questo libro vuole essere un viaggio trasversale, ci muoveremo nel tempo attraverso pagine antiche, respirando cronache e storie passate (si noterà quanta importanza viene data alle fonti da parte dei narratori dell'epoca, che tengono a sottolineare come i fatti siano riportati da persone autorevoli, credibili o addirittura presenti); ma ci muoveremo anche nello spazio, tra Vampiri vicini e lontani, dall'Europa all'Asia, dalla vicina Grecia alla lontana Cina, passando per Russia, Inghilterra, Islanda, ecc.; e al termine di questa traversata speriamo di poter offrire un'immagine più nitida di questa demoniaca figura, immortale di costituzione come è già nella Letteratura.
Julian Hawthorne was the son of Nathaniel Hawthorne. He wrote poetry, novels, non-fiction, a series of crime novels based on the memoirs of New York's Inspector Byrnes, and edited several collections of short stories. He attended Harvard, without graduating, and later studied civil engineering.
In 1898, Julian submitted an eyewitness account of the destruction of the United States battleship, Maine off of the island of Cuba for William Randolph Hearst's New York Journal (although it has been proven that Julian was in the United States at the time of the explosion). Hawthorne's eyewitness testimony of foul play and aggression by Spain was taken as fact and helped steer the United States towards war.
In 1908 Hawthorne was invited by a college friend to join him in Canada selling shares in silver mines that did not exist. They were tried, convicted of mail fraud, and served one year in prison.
There is also at least one other author named Julian Hawthorne, who writes about unexplained mysteries.
Fin da bambina la figura del vampiro ha esercitato un enorme fascino su di me. Nel corso degli anni ho letto molto al riguardo, perciò sono stata stupita di trovare finalmente una collezione di aneddoti e racconti per me inediti (Peter Plogojowitz a parte).
È una raccolta ben fatta che ho apprezzato molto e l'aspetto grafico, in particolar modo le superbe illustrazioni, la impreziosiscono ancora di più.
Una raccolta perfetta per approfondire la figura del vampiro sia nella storia sia nella letteratura, grazie all'alternarsi di estratti da documenti storici e racconti. Particolarmente preziosa perché l'edizione è una vera e propria chicca editoriale sia per la selezione dei testi che per la resa grafica.
Gli estratti e i documenti mi hanno un po' annoiata, ma raggiunge le 5 stelline grazie alla splendida veste grafica e ai racconti, che sono divisi in tre sezioni: Paradigma: racconti di ordinario vampirismo, Unicum: insolite forme di vampirismo e Remoto: alcuni vampirismi di terre lontane. Unicum comprende alcuni dei racconti che ho preferito, come "Il Sommaco" di Daubeny e "Negotium Perambulans" di Benson. La varietà è uno dei punti di forza, per gli autori scelti e per le ambientazioni, che spaziano dalla Vecchia Europa all' America del Sud, fino al Giappone e alla Russia. Insomma, non è la solita antologia che ricicla i soliti racconti noti! Per cui la consiglio soprattutto a chi crede di aver già letto tutto sui vampiri.
E' già da qualche mese che sono un'appassionata fruitrice dei libri di questa casa editrice. La loro specializzazione sono i libri dedicati al mondo del misterioso, delle tenebre, del fantastico. E cosa c'è di più misteriosa e tenebrosa e fantastica che la figura del vampiro? In questo volume troverete un'accurata selezione di racconti e di documenti (reali o presunti) che riguardano le apparizioni dei Vampiri. Per quanto riguarda l'indicazione geografica, la narrazione spazia fino ad arrivare all'Islanda, al Giappone e alla Russia. Tutti i racconti sono assolutamente di eccellente qualità, come questa casa editrice ci ha ormai abituato. I miei preferiti sono probabilmente Schalken il pittore, Il Sommaco e il vampiro islandese in Grettir a Thorhall-stead. Mentre i documenti (sempre reali o presunti) tendono a lungo andare a essere un po' ripetitivi, anche se sempre utili nel ricordare le regole base per uccidere un vampiro, mai più senza un palo di frassino in borsetta! Non troverete il Dracula di Bram Stoker ma un'ampia selezione di ottimi racconti con cui passare delle serate mai noiose! Sempre complimenti dovuti, infine, alla cura nella grafica di questa casa editore. Tante bellissime illustrazioni, una cura del dettaglio minuziosa, effetto della carta perfetto per questo genere di racconto. Insomma, se vi interessa il genere, questo è uno di quei libri da non lasciarsi scappare!
La figura del vampiro mi ha sempre interessato moltissimo al punto da fare molte ricerche personali a riguardo. Questo libro è il connubio perfetto tra folklore e letteratura, un vero gioiello per gli appassionati del gotico e di questa figura così popolare. È molto più di una raccolta, è un vero viaggio nel tempo e nei luoghi del mondo in cui i vampiri hanno fatto da protagonisti a quelle storie e leggende locali così agghiaccianti e sinistre. La perfetta lettura per questo periodo 🦇🎃
Tolti alcuni estratti storici un po' ripetitivi, questa antologia mi ha davvero conquistato. Non sono davvero in grado di dire il perché, i racconti ad esempio, presi singolarmente, non sono chissà cosa, ma tutto l'insieme, inclusa la veste grafica, è stato un viaggio nel passato e nella tradizione vampiresca degno di nota.
Una viaggio alla scoperta dei Vampiri o esseri soprannaturali definiti tali. • Racconti, storie paurose e inquietanti, si alternano a documenti, fonti storiche, che cercano di confutare o di spiegare come si riconoscono, come agiscono e come vadano eliminati i non morti. • Un viaggio in cui sono stata accompagnata condividendo la lettura con una mia cara amica, con la quale abbiamo sviscerato ogni capitolo, lo abbiamo commentato, indagato, investigato. Tante le domande e tante le non risposte che resteranno prive di soluzione. • La leggenda sui Vampiri, non si sa con precisione come nasca, abbiamo dei riferimenti già in antiche civiltà come: gli Egiziani, i Greci e i Romani; ma essa è diffusa soprattutto nei luoghi asiatici che hanno visto emergere il personaggio di Vlad l'impalatore, meglio noto come Dracula. In realtà di Vampirismo se ne parla in tutto il mondo. Quello che abbiamo scoperto è che non sempre il concetto di Vampiro era chiaro e ben delineato, molto spesso si dava questa accezione per qualsiasi evento soprannaturale inspiegabile, anche solo per parlare di spiriti, fantasmi, non morti. • Diverse le pratiche per liberarsi della loro nefasta presenza, quella predominante è quella che conosciamo tutti: impalamento del cuore per ancorarli al suolo per evitare di potersi liberare, decapitazione e rogo. • La lettura di alcuni racconti è stata davvero inquietante; altri erano per lo più malinconici, altri ancora hanno suscitato riso e altri rabbia nei confronti di alcuni personaggi. • Esteticamente il libro ha un formato diverso dal solito, piccolo, tascabile; la grafica è molto bella, così le illustrazioni. È davvero un bel libro, firmato Abeditore. Un tesoro che non può mancare nelle nostre librerie.
Complice la stupenda copertina di questa raccolta targata Abeditore, mi sono fatto trasportare nell'oscurità alla scoperta di fiabe, ma anche testimonianze di presunti atti di vampirismo. L ho divorato in due giorni, una lettura che incuriosisce, resa ancora più suggestiva dalle macabre illustrazioni. Le storie riescono a trasmettere le stesse sensazioni descritte dai vari protagonisti, segno che Abeditore ha scelto ottimamente!
Alcuni racconti sono un po' meno belli, ma come raccolta è apprezzabile e poi il libro come oggetto in sé dalla copertina alle illustrazioni è splendido.
Il libro è molto interessante per quanto riguarda la figura del Vampiro e il Vampirismo nel corso dei secoli scorsi. Le immagini sono uno degli aspetti che ho preferito di questo libro perché aiutano a comprendere come venivano visti, soprattutto grazie all'accostamento racconto-immagine.
Tuttavia, ci sono degli aspetti che non mi sono molto piaciuti, tra queste la mancanza di spiegazioni o traduzioni. Per esempio in alcuni racconti ci sono delle frasi in latino che non vengono tradotte né durante il racconto né a piè di pagina. Per quanto riguarda le spiegazioni, invece, credo che alcune frasi o teorie sarebbero dovute essere spiegate perché danno l'impressione che il lettore dovrebbe già essere a conoscenza di queste. Per quanto l'impaginazione del testo sia una cosa da me apprezzata, credo renda difficile la lettura, scritte piccole e con ghirigori (in un racconto leggevo per tutto il tempo un 5 come un 9 a causa del font scelto e me ne sono accorta solo verso la fine quando ho incontrato un "vero" 9).
Per il resto questo libro è molto interessante per la figura nel Vampiro nel Settecento e Ottocento e di come questa figura venisse vista da popolani e non. Inoltre, Il riportare racconti da più culture diverse aiuta ad avere un'immagine più completa i queste figure dette demoniache.
Questo libro è una vera e propria chicca che un’appassionata di vampiri come me non poteva assolutamente lasciarsi sfuggire.
Si tratta di una raccolta di racconti, strutturati in tre sezioni, che narrano diverse, e in molti casi insolite, forme di vampirismo, in un macabro tour che ci conduce non solo in Est Europa, ma anche in Islanda e addirittura in Giappone. I racconti, che in alcuni casi sono veri e propri gioiellini, sono inframmezzati da reali (o meglio, presunte tali) testimonianze di svariati casi di vampirismo documentate da fonti dell’epoca.
Infine, l’edizione è a dir poco spettacolare. Il comparto grafico ha curato ogni pagina nei minimi dettagli, con splendide illustrazioni che rendono perfettamente giustizia alle storie narrate e contribuiscono a rendere l’esperienza di lettura ancora più vivida e coinvolgente. ABEditore non si smentisce mai, vale davvero la pena recuperare le loro pubblicazioni di questa collana perché tolgono il fiato e non lasceranno delusi. Meravigliose anche da collezionare, oltre che da leggere.
Se anche voi siete affascinati dalla figura del vampiro, si tratta di un volume che non potete assolutamente lasciarvi sfuggire 🖤🩸
Se il catalogo di ABEditore ancora non vi ha convinto con tutta la sua bellezza, la sua anima spaventosa e misteriosa, ecco un'altra recensione che vi incoraggia fortemente a provare uno dei loro titoli.
In particolare, personalmente ho adorato questo Draculea, dove si alternano fantastici racconti brevi a tema vampiro ed effettivi trattati antichi che disquisiscono sullo stesso argomento. Una piccola gemma che non potete assolutamente perdere, specialmente se amate le creature della notte, le atmosfere gotiche e 'spooky', o se Dracula è il vostro classico preferito. Ho amato particolarmente la varietà di incarnazioni della figura del vampiro presentate che mostrano l'assoluto fascino e complessità di questo tipo di 'mostro' e che certamente rendono la lettura sempre sorprendente.
Unica piccolissima pecca di questo volume altrimenti perfetto è la qualità della copertina. So che per molti non conterà nulla, ma purtroppo devo avvertirvi che l'esterno di questa meraviglia si rovina molto facilmente. Comunque, non lasciate che questo dettaglio vi fermi. Non vi pentirete di aver dato un'occasione a questa raccolta e vi vedrete costretti a completare la vostra collezione acquistando tutto il catalogo di ABEditore!
Da tempo avevo puntato questo libro della collezione di Abe Editore, e non mi ha deluso!
Da sempre il tema dei vampiri affascina il mondo, ma molto spesso siamo abituati a pensare al solito Dracula o Vlad l'Impalatore, senza immaginare che la leggenda ha radici più profonde radicate in tutto il mondo.
Questo libro è diviso in tre parti: Paradigma, Unico e Remoto. Le tre parti racchiudono racconti misteriosi non molto conosciuti e ai quali Abe Editore dona la giusta importanza. Tra i vari racconti ci sono delle specie di testimonianze che ti fanno comprendere come il fenomeno del vampirismo sia stato vissuto attraverso i secoli. Per non parlare delle illustrazioni fantastiche che rendono il libro come un manoscritto antico.
Sono più che soddisfatta di questo acquisto e non vedo l'ora di comprare Grimorio!
Testo immancabile per tutti gli amanti della letteratura a tema "vampirico". L'alternarsi tra documenti storici e racconti rende particolarmente originale la raccolta, fornendo anche spunti interessanti riguardo la figura del vampiro in culture lontane da quella tradizionale balcanica e mitteleuropea. Curatissima la presentazione grafica, come sempre nel caso delle uscite targate ABeditore.
Una bella raccolta di racconti vampireschi, davvero per tutti i gusti: dal classico morto vivente che di notte molesta i vivi al gatto demone che si trasforma in adorabili fanciulle succhiasangue. Come sempre, ABEditore propone dei libri non solo splendidi esteticamente ma anche molto interessanti per il contenuto.
3.5 Una buona lettura per chi sta muovendo i primi passi nel mondo della letteratura vampirica. Per i lettori che già da tempo si muovono in questo "sotto genere" c'è poco di assolutamente nuovo. Ma l'edizione è curata in modo pazzesco e anche per i lettori più smaliziati sul tema Draculea rappresenta un volume da avere
È sempre interessante spulciare queste raccolte sul fantastico e il soprannaturale della ABEditore, ed è stata l'unione di racconti e documenti storici paralleli che mi ha attirato da subito. L'idea del progetto finisce a volte per essere più intrigante del materiale in sè, anche se ci sono state eccezioni degne di nota ("Il mistero di Ken" di J. Hawthorne ed il terrificante "Negotium Perambulans" di E.F. Benson). Immagino sia il caso con ogni raccolta di racconti.
Come sempre, e in questo non si smentiscono mai, la veste grafica è curatissima e rende il libro un'elegante aggiunta alla propria biblioteca. Solo per quello si meriterebbe almeno mezzo punto in più.
Il libro è una piccola gemma e mi ha permesso di cogliere gli elementi in comune alla variegata trattatistica vampirica (in molti riferimenti si intravede il ruolo che hanno avuto paralisi e allucinazioni ipnagogiche nello sviluppo del mito); mi ha anche fatto scoprire racconti e autori poco noti, contemporanei dei classici sul vampirismo ma a volte ben più inventivi e originali.
Questo libro meriterebbe il massimo anche solo per la bellezza dell'edizione ma dato che, pur essendo una che si fa fregare dal marketing, leggo ancora i libri per il suo contenuto non posso dare il massimo delle stelle a questo libro. La mancanza di votazione piena, lo ammetto, non è data da una specifica mancanza delle storie in sé, che si preannunciano monotematiche per forza di cose; ma sono sicura che sia stato l'aver finito il volume in poco tempo ad aver reso la lettura ripetitiva. Il libro è fatto in modo da scongiurare la noia, alternando saggi a racconti, ma consiglio di leggerlo a piccole dosi per apprezzarlo al meglio e non rischiare l'effetto "storie tutte uguali".
Racconto preferito: "Il gatto vampiro di Nabéshima" , seguito da "Grettir a Thorhall-stead". In generale, tutta la terza parte.
... come porre rimedio, quindi, alle lacune tipiche della narrazione odierna sul Vampiro?
La soluzione adottata dalla ABEditore è quella di alternare ai racconti chiamati a far parte della raccolta, strategicamente, alcuni “documenti di veri o presunti atti di vampirismo”… i resoconti scritti, in breve, di quei casi di cronaca che, soprattutto a cavallo fra XVII e XVIII secolo, finirono per scuotere così profondamente le coscienze delle popolazioni europee da fornire solidissime basi per la successiva evoluzione del Principe delle Tenebre così come lo conosciamo oggi. A redigere questi testi sono tutte persone occupanti posizioni di rilievo in ambito accademico o entro la struttura ecclesiastica dell’epoca: incontriamo subito, ad esempio, l’abate benedettino Augustin Calmet, autore del maestoso “Dissertazioni sopra le apparizioni de’ spiriti, e sopra i vampiri, o i redivivi d’Ungheria, di Moravia e di Silesia”, e poi il filosofo platonico Henry More, la teosofa Helena Petrovna Blavatsky e perfino il ben più ‘anziano’ William of Newburgh, fra i primissimi (il suo “Historia rerum Anglicarum” risale al XII secolo) a fornirci informazioni sui redivivi… e non è affatto raro veder affiorare, fra una carta e l’altra, anche nomi di potenti aristocratici, governatori, chirurghi di corte o alti ufficiali dell’esercito (autorità, queste, sovente invocate a fronte della necessità di reprimere i disordini sociali in corso), tutti tirati in ballo con grande orgoglio da molti degli autori menzionati poc’anzi, ansiosi di rafforzare la credibilità delle proprie dichiarazioni tramite l’apporto indiretto di testimoni illustri. Va da sé che ciascun cronista si approcci al fenomeno in modo estremamente personale, a seconda delle proprie inclinazioni e del contesto culturale di provenienza: c'è chi si limita a una descrizione asettica e impietosa degli episodi via via riportati, chi sprona la Chiesa a prendere una posizione ufficiale sull'argomento… e chi invece, come Gerard Van Swieten, da orgoglioso figlio del Secolo dei Lumi, s'impegna a offrire una spiegazione razionale (accompagnata da una buona dose di sarcasmo nei confronti della credulità di antenati e contemporanei) alle condizioni pressoché perfette in cui si narra vengano ritrovati i cadaveri degli uomini accusati di vampirismo, nonché ai chiacchieratissimi avvistamenti di presenze maligne nei paraggi delle abitazioni delle vittime. Ciò che emerge dalla documentazione in questione è, innanzitutto, una visione singolarmente univoca – a dispetto degli abissi che separano, nel tempo e nello spazio, alcune delle fonti oggetto di studio – delle modalità con cui un vampiro o oupiro (= sanguisuga) decide di manifestarsi. D’altro canto, è impossibile non notare quanto il ritratto emergente da queste attestazioni diverga da quello abitualmente considerato ‘tradizionale’: se è vero, infatti, che il metodo per liberarsi di un vampiro sembra essere rimasto più o meno invariato durante il passaggio dalla cronaca alla letteratura (sempre validi, nell’ordine, il paletto nel cuore, la decapitazione e il rogo… mentre molto meno valida si rivela la luce del sole, tanto che diverse testimonianze accennano a defunti sorti dalla tomba in pieno giorno), lo stesso non si può dire per la morfologia vera e propria della creatura, che nei documenti vagliati fa sfoggio di tratti degni, più che altro, di una commedia grottesca, non sfiorando nemmeno lo charme nobiliare e ammaliante attribuitole in seguito – charme a cui va a sostituirsi una rozza brutalità che la rende, semmai, più simile a una bestia selvatica o, perché no, al diffondersi di un’epidemia (emblematica, in tal senso, la pestilenza scoppiata in seguito alla caccia al vampiro indetta nella città di Berwick). Cosa ne consegue, dunque, dal fitto avvicendarsi di tali estratti ai brani di narrativa che compongono il volume… ? Un’intrigante sensazione di straniamento, a parer mio, ma soprattutto la valorizzazione di ogni singolo elemento discordante fra le due versioni del mito. In breve: uno degli spunti più interessanti offerti da questa operazione editoriale…
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… che, tuttavia, non manca di riservare piacevoli sorprese anche sul fronte prettamente antologico. Esso, per cominciare, risulta suddiviso in tre atti, ognuno dei quali dedicato a un diverso modo d’intendere la figura del vampiro. Nello specifico, ritroviamo:
- PARADIGMA, ovvero “Racconti di Ordinario Vampirismo”, riservato alle storie dal sapore maggiormente ‘classico’ e a non morti dalle fattezze certamente familiari a qualsiasi lettore; - UNICUM o “Insolite Forme di Vampirismo”, dedito ad allestire una galleria di bizzarre entità maligne che, coi vampiri di cui sopra, hanno in comune soltanto l’abitudine di nutrirsi di sangue umano (e, a volte, nemmeno quella); - REMOTO, che, come da titolo, si occupa di presentare “Alcuni Vampirismi di Terre Lontane”, arrivando a cacciarli fino in territorio giapponese.
Sebbene ciascuna di queste sezioni contenga delle preziosissime perle, mi tocca ammettere, a dispetto del mio sproloquio iniziale, d'essere rimasta particolarmente colpita proprio dalla prima di esse, in potenza la più 'prevedibile' del lotto. Colpa, presumo, della maestria sfoggiata da A.H. Blackwood, fra le righe del suo "La Curiosa Morte di Morton", nel plasmare una creatura capace d'incutere reale terrore, con le sue tattiche predatorie analoghe più a quelle d'uno spettro fuggito da un inquieto dormiveglia che agli slanci di ferocia d'una belva succhiasangue; o, perché no, anche dell'elegante inventiva con cui J.S. Le Fanu si dimostra in grado di riprodurre in forma scritta i lumi di candela – e, soprattutto, le ombre pronte a inghiottirli – impressi sulla tela dall’artista olandese Godfried Schalcken, in uno “Schalken il Pittore” che rappresenta, a mio avviso, il vero gioiellino gotico della raccolta… o, perlomeno, il brano maggiormente abile nell’insinuarsi fra i pensieri del lettore, rimanendovi sepolto per molte ore, se non giorni, ancora. Ciò non significa, ovviamente, che le altre due parti del libro non siano altrettanto degne d’interesse. La seconda, in special modo, facendo dell’originalità la propria cifra stilistica, finisce col proporre non solo una grande varietà di colpi di scena (spesso coincidenti coi finali stessi dei racconti: da brivido lungo la schiena quello del “Vampiro” di J. Neruda, ad esempio, e appropriatamente nauseante quello de “Il Cuscino di Piume” di H. Quiroga), ma anche un paio di bizzarre incursioni nel campo del Surrealismo (basti guardare, in questo caso, all’esperimento di vampirismo ‘botanico’ condotto da U. Daubeny ne “Il Sommaco”). E come non citare, infine, l’architettura fiabesca che contraddistingue tutti e tre i racconti inscritti nella terza parte del volume, ognuno dei quali si prefissa di coniugare sensazioni di disagio e malessere a una sorta di "morale della storia", sia essa costituita da un ammirato spaccato di audacia cavalleresca o, come accade ne “Il Gatto Vampiro di Nabéshima” di A.B. Freeman-Mitford, da un elogio della lealtà di un soldato al suo signore (lealtà tanto incrollabile da riuscire anche a farsi strumento di promozione sociale, oltretutto).
Ciliegina sulla torta? Una veste grafica che, come accennato in apertura, anziché accontentarsi d’interpretare il ruolo di cornice di lusso, si fa avanti fino ad assurgere, quasi, a elemento narrativo a tutti gli effetti: elemento che sa di lontano nel tempo, di dimenticato, nel gusto desueto dei caratteri di stampa come nella ‘granulosità’ della carta utilizzata… e di magnificamente barocco, nella variegata abbondanza delle illustrazioni atte ad accompagnarci, pagina dopo pagina, in un delirio pronto ad alimentarsi anche tramite lo sguardo e il tatto, invece di limitarsi a rifugiarsi quatto quatto nella mente.
Draculea è una bellissima antologia che raccoglie documenti reali e racconti folkloristici collocati temporalmente tra la metà del '700 e '900, riguardanti la figura del vampiro, sia da un punto di vista storico, analizzando documenti d’epoca riguardanti indiziati di vampirismo come Arnold Paole, Peter Plogojowitz, Johannes Cuntius e il Calzolaio di Slesia, sia dal punto di vista letterario con racconti tematici.
I documenti inclusi in questo volume sono veramente interessanti , chi trascrive i fatti è spesso presente (contrariamente tende a specificare l’attendibilità dei fatti riportati da persone autorevoli e credibili), o decide talvolta di non credere a ciò che sta raccontando provando a dare una spiegazione, rifugiandosi nella credenza popolare, nell’isteria di massa o nella semplice ignoranza dei coinvolti, tentando di confutare anche con prove scientifiche l’accaduto. Sono inoltre presenti curiosità storiche e interpretazioni di questa losca figura e del suo operato, se dapprima si pensava che fosse proprio il defunto a tornare in vita per tormentare i vivi, successivamente verranno fatte altre supposizioni (spesso legate alla fede religiosa) come ad esempio quella della possessione del corpo del defunto da parte di un demone, o che successivamente alla la morte chi veniva morso diventava a sua volta vampiro.
I racconti invece sono divisi in tre tipologie, la prima parte Paradigma presenta la figura del vampiro così come la conosciamo, ammaliante, affascinante ma terribile. Tra i racconti troviamo J.S. Le Fanu autore di Carmilla, (Schalken il Pittore) e di A.H. Blackwood (La curiosa morte di Morton).
La parte seconda dal titolo Unicum è caratterizzata da racconti insoliti, in questa sezione alberi, oggetti e persino animali assumono la stessa connotazione della figura del vampiro, venendone a contatto i malcapitati vengono risucchiati delle proprie energie vitali fino alla morte.
In questa sezione mi ha particolarmente colpito il racconto "Il Sommaco" di U. Daubeny, l'immagine di questo albero che si tinge di rosso in particolari circostanze ha colpito il mio immaginario. Nella parte terza, Remoto, sono invece presenti racconti di vampirismo di terre lontane come Russia, Islanda e Giappone, nonostante infatti questa figura sia tipicamente associata ai paesi dell'est in realtà è presente anche nell'immaginario e nelle credenze di altre popolazioni. Questo bellissimo volume, curatissimo anche esteticamente dalla copertina (illustrata da Marco Calvi che personalmente adoro) alle illustrazioni all'interno, da la possibilità di conoscere questa affascinante figura in maniera duplice, con una selezione di racconti non molto noti al pubblico italiano e con estratti di cronache documentate che credo siano di difficile reperibilità al di fuori di questa pubblicazione. Per cui se foste interessati all'argomento non saprei consigliare un testo migliore.
Draculea – Figli delle Tenebre, edito da ABEditore è molto più di una semplice antologia sui vampiri. Draculea è un volumetto di taglia piccola ma assai corposo e dal prezzo accessibilissimo che, però, al suo interno contiene preziosi testi, storico-folclorici e letterari, che hanno al proprio centro proprio la figura del non-morto per eccellenza.
Un’edizione davvero assai curata sia dal punto di vista grafico ed estetico che da quello dei contenuti, come d’uopo nel catalogo ABEditore, casa editrice già molto autorevole quando si parla di argomenti e titoli gotici, dark o orrorifici, che in questo caso porta in libreria un titolo immancabile nella libreria di chi si professa appassionato all’argomento “succhiasangue”.
Draculea, infatti, riesce a creare un ponte di comunicazione tra il folklore e le tradizioni popolari e la letteratura gotica, seguendo una suddivisione in sezioni tematiche: Paradigma, Unicum, Remoto. Nella prima si esplorano i canoni più classici del vampiro letterario grazie a racconti come Schalken il Pittore di F. S. Le Fanu. In Unicum ci si comincia ad allontanare dal classico e dal già acquisito, ma è in Remoto che si finisce a riflettere su tradizioni folkloriche di paesi lontani, come ne Il Gatto Vampiro di Nabéshima.
Recensione a cura della pagina instagram Pagine_e_inchiostro: Tra le figure più misteriose e affascinanti della nostra immaginazione, il vampiro occupa un posto d’onore, sospeso tra storia e leggenda. Draculea offre un ritratto sfaccettato e originale di questa creatura immortale, alternando documenti storici (reali o presunti) e racconti letterari, molti dei quali poco noti al pubblico italiano ma di grande forza evocativa. Il libro si muove tra secoli e continenti: dalle cronache del primo vampirismo in Europa centrale, fino alle suggestioni esotiche dell’Estremo Oriente. Il lettore attraversa così un vero e proprio atlante del terrore, che unisce folklore, storia e letteratura, mostrando come la figura del vampiro si sia evoluta e trasformata nel tempo, restando però sempre presente nell'immaginario collettivo. La curatissima parte grafica regala un plus alla lettura. Un libro consigliato agli appassionati del genere, ma anche a chiunque voglia scoprire come nascono e sopravvivono i miti.
La collana Ombre e Creature di ABEditore è probabilmente uno dei prodotti di punti dell'editoria italiana indipendente (ma non solo) degli ultimi anni.
Draculea raccoglie una serie di racconti e documenti reali che ruotano attorno alla figura - you guessed it - del vampiro. Sebbene non sia individuato qualcosa che rassomigli ad un canone, perché le storie contenute sono tutte molto diverse tra di loro (per luoghi, tempi, motivi e stili), forse proprio questa loro ecletticità complessiva riesce a fornire un'immagine diversa del vampiro, meno ovvia da quelle a cui siamo abituati.
Sebbene non tutti i racconti fossero allo stesso livello, il libro, dall'idea, alla progettazione al confezionamento finale, è un prodotto ben riuscito, e mi azzarderei a dire che può diventare una di quelle antologie imprescindibili per le librerie dei fanatici degli epigoni di Dracula.
Interessantissima raccolta di documenti storici e di racconti sulla figura del vampiro. La selezione letteraria rifugge dagli esempi più noti e inflazionati sul tema per offrire una panoramica variegata, mentre i documenti fanno da contraltare e permettono al lettore di scoprire un punto di vista più storico sulle origini di queste creature così longeve all'interno della cultura popolare.
Senza dubbio, il maggiore punto di forza del libro è l'enorme cura nella grafica: oltre a numerosissime illustrazioni di pregio, il volume impiega due tipi di layout differenti (e pagine di colore diverso) per distinguere le opere narrative dai resoconti. ABEditore mostra un'attenzione al dettaglio veramente rara, che impreziosice un'operazione editoriale già di per sé notevole.
Un libro bellissimo, sotto ogni punto di vista! L'argomento del vampirismo è trattato in maniera molto esauriente tramite una serie di racconti che pochi conoscono, tutti molto interessanti. Oltre a ciò, tra un racconto e l'altro sono presenti resoconti e testimonianze storiche legati alla tradizione popolare e alla figura che il vampiro, frutto di superstizione e paure ataviche, ha avuto in essa. Ciliegina sulla torta, la veste grafica è elegante e maestosa nonostante non sia un libro dalla copertina rigida. Moltissime le illustrazioni di epoca medievale, molte delle quali non avevo mai visto, davvero una pubblicazione molto curata. Concludendo, un libro che ogni appassionato del genere deve assolutamente possedere!
Il vampiro è uno tra gli archetipi letterari più rappresentati; un primato conteso dal cavaliere senza macchia e senza paura, il detective trasandato in impermeabile, lo stregone con barba e cappello a punta. Il conte, figlio di Bram Stoker nato nel 1897, è universalmente riconosciuto come il Vampiro per antonomasia, schiacciando così ogni altra rappresentazione di questa figura mitologica. Una domanda sorge spontanea: cosa c’è stato prima di Dracula? Quali sono le testimonianze storiche, se così si possono definire, sul vampirismo, che hanno portato alla creazione di questa creatura? Con Draculea. Figli delle Tenebre, ABEditore propone “un’introduzione alla figura del Vampiro”.
Un viaggio nel mondo gothic dark della Romania, dell'Inghilterra e ovunque lo spauracchio dei vampiri succhia sangue è riuscita ad arrivare. Le illustrazioni sono meravigliose, una vera ricchezza di questo volumetto, piccolo, comodo con un editoria meravigliosa sia all'interno, che per la carta, che per la copertina. Le storie sono affascinanti e chiaramente d'alti tempi. La frase che accompagna il titolo è suggestiva "storie di atti veri o presunti di vampirismo". é davvero una chicca se amate il sovrannaturale/esoterismo e volete conoscere leggende su queste creature spaventosamente affascinanti. Non vedo l'ora di leggere gli altri due volumi sulle streghe e i folletti!