È la materia che più di tutte toglie il sonno, è sinonimo di difficoltà, fatica e notti in bianco, è causa di disperazione in figli e genitori... Ma è soprattutto una bellissima avventura.
Come il latino ci salva la vita spiega perché dobbiamo essere grati alla lingua di Virgilio e Cicerone, e perché essa non è uno scoglio, ma un’ancora di salvezza che insegna a vivere meglio; con un percorso tematico sui grandi della latinità, da Orazio a Seneca, da Catullo a Petronio, da Lucrezio a Quintiliano, troveremo la risposta che gli uomini di duemila anni fa davano ai loro problemi, dall’innamoramento infelice all’insofferenza verso le feste comandate; dal rifiuto degli status symbol ai dispiaceri scolastici; risposte che possono lenire anche le nostre ansie quotidiane, o farci guardare al presente con un occhio diverso.
Tanti anni fa la mia professoressa di latino e greco ci parlò per due ore del carme 85 di Catullo, il famoso "odi et amo", o meglio di un verbo al passivo "excrucior" che quasi tutti traducono con "mi tormento". Secondo lei, e mi ha convinta, un antico romano che fa riferimento alla croce e la rivolge su se stesso per le sue pene amorose era un grande rivoluzionario. In un tempo in cui finivano in croce individui che la società non considerava granchè.
Ho amato fisicamente il latino e il greco, queste due facce diverse e complementari, e questo è uno dei motivi per cui ho comprato questo libro, scritto peraltro da una persona che conosco e stimo, docente e studiosa di quella che molti, a torto, considerano una lingua morta.
A parte la ricerca e la raccolta pazzesca di frammenti e brani a sostegno della sua tesi, il libro è ironico e godibile e ci dimostra come l'uomo, pur evolvendo da un punto di vista tecnologico, resta quello che era secoli e secoli fa, con la stessa paura di invecchiare, le stesse dinamiche familiari, le stesse pretese e la stessa scarsa attenzione per il mondo che lo circonda. Cicerone, Seneca, Catullo and co. siamo noi, senza cellulare o automobile, senza pc o televisione, ma con la medesima "umanità", che non sempre è qualcosa di bello e positivo.
Tante le citazioni, con riferimenti per approfondire qualora se ne abbia la curiosità, semplice da leggere anche se non si sono fatti studi classici, questo libro riconcilierà (spero) studenti recalcitranti (anche dopo anni) e darà ai nostalgici come me materiale per i loro ricordi.