C'è tutto quello che deve esserci in un libro sull'essere adolescenti nella seconda metà degli anni '90: il liceo, la "politica scolastica" e l'occupazione, la kefiah (compare una sola volta, ma c'è), l'interrail, gli amori irrisolti, il suonare in una band, l'ascoltare tanta musica, ovviamente (soprattutto Kurt Cobain, ovviamente). È un libro evoca-ricordi, ma riesce ad avere un valore intrinseco grazie a una vicenda corale di personaggi dai nomi o soprannomi strambi, che alla fine funzionano (a Za si perdona anche il fatto che uno dei ragazzi si chiami Alberto Sordi, perché in definitiva è una trovata piuttosto divertente). E poi ci sono suggerimenti di libri film e altra musica qua e là, senza che il citazionismo diventi pedante.