Per uscire dal colonialismo non ci si può limitare a decostruire, ma bisogna trovare il modo di agire per trasformare il mondo. Non creare un nuovo paradigma ma distruggere i paradigmi esistenti. Quante volte hai pensato a cosa ci sia dietro la parola "scientifico"? Quante volte hai dato per scontato che la scientificità di un sapere valesse per tutti, ovvero fosse universale? La cultura europea ha stabilito quale fosse il sapere scientifico, da considerare l'unico vero, creato in relazione a epistemi occidentali. Tutto il resto è stato poi derubricato a sapere subalterno. L'accademia occidentale deve rinunciare al privilegio di produrre il discorso dominante. A partire dalla sua esperienza personale, Rachele Borghi ci racconta com'è possibile dare battaglia alla colonialità.
Un buon libro per chi si sta approcciando agli studi postcoloniali e decoloniali. L'autrice spiega bene il pensiero postcoloniale e decoloniale deglx studiosx più importanti. Un grande pregio di questo libro è la bibliografia che aiuta chi legge a poter approfondire meglio l'argomento.
Penso di aver cancellato e riscritto e cancellato la recensione almeno cento volte. In alcuni passaggi avrei voluto dare una stella e abbandonarlo, per altre cose l'ho trovato invece da cinque. Sono più sorpresa dal fatto che chiunque ne parla, ne parla bene ma nessunx fa riferimento all'uso acritico e non censurato della n-word, della visione palesemente bianca del colonialismo e della decolonialità, dell'uso della retorica che incita a una pratica che nel testo stesso non viene appunto, messa in pratica. Possiamo e dobbiamo fare meglio. Ottimi i passaggi sul femminismo queer, l'antispecismo, il postporno ma fin troppo bianco per essere un testo sulla decolonialità, poco attento all'uso del linguaggio quando si tratta di oppressioni che non riguardano l'autrice in prima persona (a p.170 usa il tw per il linguaggio usato, cosa che manca totalmente per l'uso ripetuto e non necessario della n-word e altri slur abilisti nelle pagine precedenti). Di base sono delusa
Sicuramente interessante. Alcuni capitoli sono bellissimi, per altri ho sinceramente fatto fatica a seguire. Non credo sia propriamente un libro per principianti (non ho studiato queste cose e sto iniziandoora a leggere libri sul femminismo decoloniale), vengono trattati diversi argomenti e il tutto risulta essere un po' troppo frammentato e poco omogeneo. Ma apprezzo lo sforzo di rendere questi temi più accessibili al grande pubblico. Sono comunque felice di averlo letto, vengono citate molte studiose e attiviste di cui sicuramente approfondirò i lavori.
Decolonialità, femminismo, geografia, queer e subaltern studies, postporno, coscientizzazione: questi sono alcuni degli argomenti su cui si concentra Borghi, che offre non solo una ricca e utilissima bibliografia, ma anche e sopratutto uno strumento concreto per riconoscere il proprio privilegio (bianco, occidentale, ecc.) e provare a superarlo. Il libro è adatto sia a chi si avvicina a questi argomenti per la prima volta sia per chi già li conosce abbastanza, ed è strutturato in modo chiarissimo. Interessantissima analisi di come la colonialità e il colonialismo abbiano agito storicamente e agiscano adesso specialmente (ma non solo) all'interno dell'accademia, con tanto di "manuale di istruzioni" per capire la proposta decoloniale. Ho apprezzato molto anche il breve capitolo che introduce figure chiave del femminismo decoloniale e quello sul postporno, di cui sapevo ben poco. Come ho già detto, la bibliografia è molto ampia, e il libro stesso offre gli strumenti per approfondire determinati argomenti qui trattati.
Se questo doveva essere un tentativo di portare il discorso elitista e universitario tra le masse, forse non è ben riuscito. Il libro non è semplice da leggere nemmeno per chi ha svolto studi accademici, figuriamoci se potrei farlo leggere a mia madre. Andrebbe secondo me rivisto e spiegato in termini più semplici, ma soprattutto con esempi più concreti. Andrebbe reso più scorrevole e un po’ meno pesante. Si parla molto di concetti ma non tanto di cosa vuol dire concretamente passare all’azione. Mi dispiace perché speravo fosse più fruibile.
3.5 stelle There's no going back from this, anche se non condivido le pratiche proposte e a volte il ragionamento si spinge troppo fuori dal senso comune per i miei gusti, è una lettura interessantissima e che apre la mente per delle belle riflessioni scomode.
Un must per chiunque lavori nella cooperazione. Un must per chiunque in questa società detenga in qualche momento della sua vita una posizione di potere.
Il libro problematizza e analizza il linguaggio e la società ad essa collegata, con una forma accessibile a tutt3. Esprime un pensiero molto interessante e condivisibile a mio avviso