Elena Ferrante ha la capacità di catturare l'attenzione del lettore con quel suo modo tipico di narrare, fatto di dialoghi serrati, in cui le frasi dialettali non stonano, anzi, sembrano quasi doverose per l'ambientazione che sceglie per i suoi romanzi.
Al centro della vicenda c'è Giovanna, Giannina, un'adolescente che poco alla volta scopre che la vita degli adulti con i quali è cresciuta è piena zeppa di bugie e finzioni.
E tutto in questo romanzo sembra estremo, come estrema è per un adolescente (ancora di più se l'adolescente è una ragazza) la fatica di crescere e di approdare nel mondo degli adulti.
"Tutto – gli spazi di Napoli, la luce blu di un febbraio gelido, quelle parole – è rimasto fermo. Io invece sono scivolata via e continuo a scivolare anche adesso, dentro queste righe che vogliono darmi una storia mentre in effetti non sono niente, niente di mio, niente che sia davvero cominciato o sia davvero arrivato a compimento: solo un garbuglio che nessuno, nemmeno chi in questo momento sta scrivendo, sa se contiene il filo giusto di un racconto o è soltanto un dolore arruffato, senza redenzione."
E tra le pagine emerge questo "dolore arruffato" di sentirsi amata dai propri genitori, di avere le attenzioni di sua zia Vittoria e di sentirsi bella, mentre allo specchio non vede altro che difetti fisici: "E conclusi presto che le preoccupazioni non erano affatto passeggere, forse non erano nemmeno preoccupazioni ma cattivi sentimenti che mi si allungavano per le vene."
Un dipanarsi di tradimenti e di torti, come tanti tasselli che prima o poi trovano il loro posto.
Ma quanta fatica per Giannina trovare la sua dimensione, il suo posto.
Al centro di tutta la storia c'è un attore impersonale: un braccialetto che passa di braccio in braccio e che in qualche modo è un po' un oggetto della malasorte: "Il braccialetto, da qualsiasi lato lo si esaminasse, in qualsiasi tipo di storia lo si inserisse – una favola, un racconto interessante o banale – metteva in evidenza soltanto che il nostro corpo, agitato dalla vita che gli si torce dentro consumandolo, fa cose stupide che non dovrebbe fare."
I grandi interrogativi di Giovanna, mentre osserva il mondo degli adulti fatto da innumerevoli distorsioni, diventano un po' i nostri: "Cosa succedeva, insomma, nel mondo degli adulti, nella testa di persone ragionevolissime, nei loro corpi carichi di sapere? Cosa li riduceva ad animali tra i più inaffidabili, peggio dei rettili?" E la conclusione amara è solo questa: "Bugie, bugie, gli adulti le vietano e intanto ne dicono tante."
Tanti i temi trattati, dall'amore per il sapere, alla difficoltà delle relazioni famigliari, ai tradimenti, all'amicizia, alle prime infatuazioni, fino a toccare anche la religione: «Dio è questo: uno scossone in una stanza buia di cui non trovo più il pavimento, le pareti, il soffitto. Non c’è da ragionarci, non c’è da discutere. È questione di fede. Se credi, funziona. Se no, no».
Un po' come avviene con la poesia: «La poesia è fatta di parole, esattamente come la chiacchiera che stiamo facendo. Se il poeta prende le nostre parole banali e le libera della chiacchiera, ecco che esse, dall’interno della loro banalità, manifestano un’energia inattesa. Dio si manifesta allo stesso modo».
Che fatica crescere per chi è intelligente e sensibile. Ma soprattutto che fatica liberarsi da certi condizionamenti famigliari che si possono arginare, ma mai, mai del tutto cancellare. E l'unico modo per sbocciare è quello di aprirsi al mondo, aprirsi alla vita, senza tutta l'angoscia come quella che mette addosso Giuliana "Com’è bello viaggiare, com’è bello conoscere una persona che sa tutto, ed è straordinaria per intelligenza e bellezza e bontà, e ti spiega il valore di ciò che da sola non sapresti mai apprezzare."
Questo libro vuole essere anche un avvertimento per gli adulti che hanno a che fare con adolescenti (il cui mondo è meravigliosamente incantevole): "Sta’ attento a quello che dici, mi è già cambiata la faccia per colpa di mio padre e sono diventata brutta; non giocare a cambiarmela anche tu facendomela diventare bella. Sono stanca di essere esposta alle parole altrui. Ho bisogno di sapere cosa davvero sono e quale persona posso diventare, aiutami."