In un’aula del palazzo di giustizia di Roma, gremita di giornalisti e tecnici ministeriali, il visionario manager Aristotile Damanakis presenta LexIA l’algoritmo di “sentenza artificiale” che rivoluziona il processo penale: a stabilire la colpevolezza di un imputato sarà un programma in grado di considerare ogni aspetto del caso, dalle circostanze alle prove, dalle testimonianze alle attenuanti, rendendo superfluo ogni intervento umano. Basta un algoritmo per decidere se una persona ha commesso o no un delitto. Ma a scombussolare i piani del governo ci pensa l’affascinante e coraggiosa Cassia, che scopre un’anomalia mimetizzata nel codice di LexIA che potrebbe comprometterne l’imparzialità. La ragazza non ha dubbi: qualcuno ha violato la sandbox di protezione del sistema. Chi sta mettendo le mani sulla riforma della magistratura? Chi è disposto a uccidere pur di manipolare le sentenze? Da quel momento Cassia diventa un bersaglio. Come lei è stata in grado di vedere l’anomalia, qualcuno – attraverso l’anomalia – ha visto lei. Qualcuno che è disposto a tutto pur di coprire le proprie tracce. Nel complotto sono implicati gli stessi organismi che dovrebbero garantire l’imparzialità della giustizia e Cassia è determinata a fermarli a qualunque costo. Barbara Baraldi costruisce una trama incalzante e coinvolgente, ambientata in un futuro che potrebbe benissimo essere già presente, e ci sbatte in faccia con la maestria di una scrittrice di razza una domanda sempre più pressante che in pochi sono disposti a porsi: se nessun uomo è al di sopra della legge, può esserlo una macchina?
BARBARA BARALDI è autrice di romanzi noir, libri per ragazzi e sceneggiature di fumetti.
Scrive per Mondadori la saga dark fantasy “Scarlett”, giunta al secondo capitolo, intitolato «Il bacio del demone».
Insieme a Camilleri, Lucarelli, Carlotto e De Cataldo, è protagonista di «Italian noir», il documentario prodotto dalla BBC sul thriller italiano.
È vincitrice di vari premi letterari, tra cui il Gran Giallo città di Cattolica e il premio Valtenesi.
I suoi libri sono accolti con favore dalla critica e dal pubblico, e sono pubblicati in nove Paesi, tra cui Germania, Inghilterra e Stati Uniti. Alcuni titoli: «La bambola dagli occhi di cristallo», «Lullaby – La ninna nanna della morte», «La casa di Amelia».
From Wikipedia: Barbara Baraldi is an Italian mystery writer.
A native of Mirandola, she currently lives near Modena. Her debut novel is La ragazza dalle ali di serpente, published in 2007, under the pseudonym of Luna Lanzoni. As a noir fiction’s writer she received, for two consecutive years, the Marco Casacci Prizes with two short stories: “Dorothy non vuole morire” and “La sindrome felicità repulsiva”. For her short novel Una storia da rubare she won the Premio Gran Giallo Città di Cattolica.
At the end of 2007 she published the novel La collezionista di sogni infranti (PerdisaPop) in a book series by Luigi Bernardi. Two of her novels, La bambola dagli occhi di cristallo and Il giardino dei bambini perduti, were published in 2008 by Mondadori on Il Giallo Mondadori Presenta. In 2009 she published the novel La casa di Amelia (PerdisaPop), a sequel to her previous work for the book series by Luigi Bernardi. The novel La casa dagli specchi rotti came out at the end of 2009 in an anthology inspired by the cinematographic Italian Giallo of Dario Argento published by Mondadori on Il Giallo Mondadori. In the first half of 2010 they are published two novels: Bambole pericolose on Il Giallo Mondadori and Lullaby – La ninna nanna della morte (Castelvecchi). In may 2010 it is published in Italy Scarlett (Mondadori), an urban fantasy novel with crime fiction influences, set in Tuscany.
Her novel The girl with the crystal eyes is published in England by John Blake Publishing.
Sono stato un po' indeciso sul numero di stelle da assegnare, perché in alcuni passaggi l'ho trovato un po' "frettoloso", nel senso che secondo me avrebbero meritato qualche spiegazione o contestualizzazione maggiore, ma quando un libro ti dispiace smettere di leggerlo perché sei curioso di sapere cosa sta per accadere, per me le 5 stelle sono più che meritate! :-) Bella e originale l'idea alla base della storia.
scorrevole ma niente di che. L'autrice si sarà sicuramente informata pesantemente per creare una trama che riguarda l'intelligenza artificiale e l'informatica, ma sa tutti di già visto. Cospirazioni, finte prove, fake etc sono cose già viste in tv o lette. I personaggi non hanno spessore, non ho provato niente per nessuno di loro. Inoltre poteva mancare la storiella d'amore? no. E infatti dopo 2 ore di conoscenza "loro" si scoprono innamorate. Vabbè, l'ennesimo cliché che si deve sempre mettere. Che poi questi sono gli stessi difetti che ho trovato negli altri libri. Forse è ora di non leggere più questa autrice.
Il futuro è adesso. Questo potrebbe essere lo slogan che riecheggia in un'aula del palazzo di giustizia di Roma, gremitissima di giornalisti e tecnici ministeriali, infatti il visionario manager Aristotile Damanakis presenta LexIA, l'algoritmo di "sentenza artificiale" che rivoluzionerà radicalmente il processo penale. Il progetto prevede che a stabilire la colpevolezza di un imputato sarà un programma in grado di considerare ogni aspetto del caso, dalle circostanze alle prove, dalle testimonianze alle attenuanti, rendendo superfluo ogni intervento umano. Ma a scombinare i piani del governo e della Legtech, madre di LexIA, ci pensa l'affascinante e coraggiosa Cassia Niro, che scopre che qualcuno ha violato la sandbox di protezione del sistema, infatti c'è un'anomalia mimetizzata nel codice di LexIA che potrebbe comprometterne l'imparzialità. Cassia lavora al Ministero di giustizia e la prima cosa che fa è informare il suo superiore di questo problema, a pochi giorni dalla messa in opera del progetto in tutti i tribunali. Da quel momento Cassia diventa un bersaglio. Come lei è stata in grado di vedere l'anomalia, qualcuno, attraverso l'anomalia, ha visto lei. Qualcuno che è disposto a tutto pur di coprire le proprie tracce. Nel complotto sono implicati gli stessi organismi che dovrebbero garantire l'imparzialità della giustizia ma Cassia è determinata a fermarli a qualunque costo. Premessa, avendo letto tutta la serie di Aurora di Barbara Baraldi, ho iniziato a leggere "Sentenza artificiale", un pochino prevenuta. Il primo pregiudizio riguardava la trama, perché pensavo di trovarmi tra le mani il classico romanzo basato su complotti e cospirazioni dei soliti folli o fanatici. Il secondo, vedendo, che fossero poco più di duecento pagine, ho pensato che fosse una lettura leggera, quasi estiva. Dopo poche pagine mi sono piacevolmente ricreduta su tutto.. infatti vi ho trovato molto thriller, adrenalina vera, hacker, fantascienza alla Asimov, il tutto amalgamato dalla grande bravura di Barbara, che ci mostra così le sue grandi passioni ed uno studio degli argomenti che scrive molto approfondito e particolareggiato. Per quanto riguarda il tipo di lettura che avevo tra le mani, anche qui prontamente smentita, infatti il libro mi ha fatto riflettere molto, mi sono sentita un po' come Cassia, di fronte ad un bivio: uomo o tecnologia, sistema come quello giudiziario sempre troppo burocratico con tempi smisurati o informatizzazione radicale in cui le decisioni vengono prese con la fulminea rapidità di pochissimi secondi di un algoritmo. Siamo disposti a barattare ciò che siamo, la nostra umanità piena di pregi e difetti con un mondo asettico, governato dall'intelligenza artificiale, in cui non conta più la giustizia arbitraria ma la legge basata esclusivamente su dati incontrovertibili?? Questo dubbio ce lo porteremo dietro per tutte le pagine del romanzo, che si legge veramente con la velocità di un algoritmo, con un ritmo forsennato, senza tregua verremo trascinati con Cassia in una vertiginosa sequenza di esplosioni, ferimenti, inseguimenti, inganni, dubbi e colpi di scena a non finire, il tutto con una narrazione senza fronzoli ma anche facilmente capibile, nonostante si parli di IA, pirateria informatica, algoritmi, argomenti piuttosto tecnici e per questo anche difficili da descrivere in un romanzo. Naturalmente, essendo un opera di Barbara Baraldi, è principalmente un thriller, con i suoi misteri, i suoi personaggi che tramano nell'ombra ed i suoi pericoli ed imprevisti. In sintesi ho trovato in questo libro un romanzo con una trama avvincente, che mi ha fatto stare con il fiato sospeso fino all'ultima riga, mi ha appassionato soprattutto per gli aspetti tecnologici, ho apprezzato i personaggi, anche se secondo me alcuni non hanno avuto l'approfondimento giusto per poterli conoscere meglio, parlo ad esempio dei Naucrates, i tre hacker che saranno fondamentali nella vicenda. Fantastica la trasformazione degli spazi virtuali in spazi fisici, come l’anomalia dell’algoritmo di LexIA che diventa una botola segreta nascosta sul fondo di un buio scantinato. Geniale!! Quindi in conclusione Barbara ha fatto di nuovo centro con un libro piacevole, innovativo, che si intrufola dentro il lettore come uno dei peggiori virus informatici, non permettendo di chiuderlo fino all'ultima parola dell'ultima pagina. Complimenti!!
Questo libro è stato veramente un viaggio in un mondo che per me è ancora molto sconosciuto. Computer, cellulari e materiale elettronico non è per niente il mio pane quotidiano, se poi si scende ancora più nello specifico cercando di parlare addirittura di programmare le macchine potrei realmente "affogarci".. qui si parla proprio di creare una macchina contenente tutte le informazioni oggettive degli individui e che ha nella sua memoria tutte le leggi. Tramite un programma al suo interno capace di considerare tutti gli aspetti dei casi proposti, controllare le prove, le testimonianze e le attenuanti per rendere più veloce e arrivare a un giudizio finale in tempi molto brevi. Questo cervellone dovrebbe poi sostituire gli esseri umani all'interno della magistratura e quindi abbreviare i tempi per giungere alle sentenze. Quindi un algoritmo sarà sufficiente per decidere se una persona ha commesso o no un delitto. Probabilmente non tutto è così facile e scontato e Cassia, durante il controllo di questo algoritmo scopre un'anomalia che potrebbe compromettere l'imparzialità del sistema.
"Il comportamento di un macchina, per quanto , non poteva prescindere dalle convinzioni dei suoi progettisti, a maggior ragione se costoro erano mossi unicamente dalla ricerca del profitto e del potere."
Qualcosa in più non torna oltre l'anomalia, qualcuno ha violato la difesa dei sistemi di protezione e tutta la riforma della magistratura è in pericolo. Cassia è un'ottima programmatrice e si darà da fare per scoprire la verità. Ho avuto la possibilità di conoscere Barbara Baraldi a Tvl. Venne a presentare l'ultimo suo libro su Aurora Scalviati e, a parte la mini maratona che però riuscii a portare a termine leggendo tutto il primo libro con questa protagonista che superava le 500 pagine in soli dieci gironi, ebbi la possibilità di farle delle domande per conoscere più lei e il suo modo di scrivere. Come ogni autore anche lei mette qualcosa di sé nei suoi personaggi e in Cassia vedo la stessa determinazione e audacia. Devo dire che pur non entrando ancora molto nella tecnologia più approfondita mi ha spinto a fare qualche piccola ricerca per capire un pochino meglio i ragionamenti che seguiva Cassia. Barbara scrive in modo semplice e qui si vede che si è documentata molto e ha cercato di trasmettere queste conoscenze tramite i dialoghi fra Cassia e le persone con cui si confronta. Ora la domanda è questa: veramente l'umanità pensa che certe cose si possano "delegare" alle macchine e non ci sia il bisogno di utilizzare anche il cuore e i rapporti umani? Io mi sento di dare la mia idea come tutti.. le macchine ci devono sostituire per ogni compito che non richieda di usare la ragione e soprattutto un po' di cuore, è vero che se viene commesso un omicidio il colpevole deve pagare, ma secondo me vanno valutate anche tutti gli aspetti che ci possono essere dietro a un gesto anche criminoso che sia.
LexIA è un avanzato sistema di sentenza artificiale.
Frutto di un decennio di ricerche e basata su un algoritmo che consente l’apprendimento automatico, questa macchina innovativa sembra promettere di rivoluzionare il processo penale, eliminando le lungaggini burocratiche, la corruzione e gli errori.
La giovane e brillante Cassia Niro, lavora da circa sette mesi presso l’Unità ministeriale dell’analisi dell’algoritmo che si occupa di garantire il rispetto delle direttive ministeriali e un’imparziale applicazione del codice penale. Qualche giorno prima che la macchina entri definitivamente in funzione, Cassia nota un’anomalia, probabilmente dovuta a una violazione dei server. Sentenza artificialeDa quel momento l’anomalia diventa per lei un’ossessione, ma non solo: in gioco ci sono gli equilibri che garantiscono la democrazia dell’intero paese; forse è per questo che una presenza inquietante e minacciosa la sta osservando e farà di tutto per metterla fuori gioco.
SENTENZA ARTIFICIALE è un thriller adrenalinico scandito da ritmi concitati e dal taglio decisamente cinematografico. L’anonima routine di una programmatrice che lavora in un ufficio altrettanto anonimo, viene sconvolta e la giovane donna si ritrova catapultata in un’indagine personale dai contorni surreali. Una lettura molto piacevole e veloce, basata su meccanismi narrativi consueti e di sicuro successo.
L’autrice attraverso gli ottimi dialoghi, introduce alcune brevi ed efficaci considerazioni di carattere etico e filosofico, sugli strumenti messi a disposizione dalla tecnologia per migliorare la vita quotidiana e sulle conseguenze a lungo raggio del loro utilizzo. Un campo minato soprattutto se si considera che “oggi non è più la tecnologia che si adatta ai bisogni dell’uomo, ma l’uomo che si adatta alla tecnologia”.
Algoritmi dalle derive aggressive, scoperte sconvolgenti e corse contro il tempo. La protagonista deve fronteggiare un nemico spietato, determinato ad annientare qualunque minaccia alla sua sopravvivenza. Un romanzo fresco, dinamico, moderno, che affaccia su un futuro non lontano, né tantomeno improbabile.
LexIA, un'intelligenza artificiale pronta a cambiare per sempre il corso della giustizia italiana e mondiale, stabilendo innocenza o colpevolezza degli imputati sulla base dell'analisi di dati oggettivi. Pare però ci siano delle anomalie nel programma, che ne potrebbero compromettere l'imparzialità. Sarà Cassia a scoprirlo e a tentare il tutto per tutto per sventare quello che sembra essere, a tutti gli effetti, un complotto...
Dico la verità: se questo libro non portasse la firma di Barbara Baraldi non lo avrei mai comprato. Bellissima copertina, ma la trama non fa per me. E invece l'ho preso, sulla fiducia, perché amo da morire come scrive questa autrice.
L'ho iniziato con diversi timori: la possibile deriva distopica, l'eccessivo protagonismo della tecnologia - per me incomprensibile - , l'inevitabile confronto con Aurora Scalviati e il suo mondo. E invece no. Nessuna deriva distopica, una storia con i piedi ben saldi a terra, verosimile, e per questo ancora più inquietante. La tecnologia è ovviamente presente per tutta la storia, a tratti protagonista, ma il linguaggio usato è comprensibile e il ruolo della protagonista "umana" resta comunque principale. E proprio la protagonista, Cassia, regge bene, benissimo, il confronto con Aurora, semplicemente perché non si possono confrontare: hanno ovviamente dei tratti in comune, ma sono molto diverse. Quello che amo di queste protagoniste femminili è la forza di "salvarsi da sole", l'intelligenza, la passione.
La storia fa riflettere su molte cose importanti, che fanno parte della nostra quotidianità, ma che spesso sottovalutiamo... L'importanza della giustizia ed modo migliore per amministrarla, il valore della componente umana in un tribunale (ma anche nelle scelte di tutti i giorni), il potere assoluto della tecnologia nelle nostre vite...
Il libro mi è piaciuto molto, anche se continuo a preferire i thriller, merita comunque pieni voti per la scrittura pazzesca, per il lavoro di studio, ricerca e semplifacazione che si percepisce e per avermi stupita scardinando i miei "pregiudizi" iniziali 🤣
Dopo la sua Aurora, la bravissima Barbara Baraldi ci regala un altro personaggio che non si dimentica facilmente, Cassia. Barbara ha una scrittura fluida e coinvolgente, che non ti permette di chiudere i suoi libri, con le sue storie, tutte, ti ritrovi a divorare pagina dopo pagina e fare mattina dicendoti, dai una pagina solo e chiudo e ti ritrovi ad aver terminato il libro. Sentenza Artificiale è un romanzo futuristico, un algoritmo, senza che l’uomo intervenga può giudicare se l’imputato ha commesso il reato. Il primo ad essere giudicato sarà colui che ha ucciso l’inventore di sentenza artificiale, Aristotile Damanakis , ma a pochi giorni dal verdetto Cassia si accorge che c'è una anomalia mimetizzata su Lexia, e questo potrebbe far si che sentenza artificiale non sia imparziale, che può essere manovrata. Da quel momento Cassia diventa un bersaglio, chi è pronto a tutto anche ad uccidere per nascondere le anomalie e far debuttare in tutte le aule di tribunale di tutto il mondo Lexia?
Ci sono molti libri che parlano di computer che controllano la vita degli uomini, basta nominare 1984, e come tutti questi libri il lettore si pone la domanda: “ Può un intelligenza artificiale decidere del destino di un essere umano? Perchè abbiamo permesso che le macchine prendessero il posto di un essere vivente e pensante?” Ma abbiamo una speranza, “la flessibilità della nostra mente” questa è la risposta che ci da l’autrice, la speranza è sempre il cuore e il coraggio di un umano. Spero di ritrovare Cassia, il suo coraggio, e la speranza che l’uomo impari a non affidarsi completamente alle macchine.
Lexia è un algoritmo di sentenza artificiale, che sta per entrare in vigore nei tribunali italiani per prendere il posto delle sentenze dei giudici. Sarà proprio lei infatti nel prossimo futuro a decidere pene, colpevoli o innocenti. Ma Cassia, scoperta un’anomalia mimetizzata nel codice di Lexia che potrebbe comprometterne l’imparzialità. Secondo Cassia non ci sono dubbi. Qualcuno sta manomettendo il sistema. Ma chi? Dal momento della sua scoperta Cassia diventa un bersaglio, per qualcuno che è disposto a qualsiasi cosa pur di fermarla. Ancora una volta Barbara non mi ha delusa e devo dire che qualche piccolo timore lo avevo, affacciandomi per la prima volta ad un suo scritto dove non avrei trovato la ‘mia Aurora’. E invece no! Un libro che ho divorato (2 giorni che in realtà sono racchiusi in poche ore) una suspence degna di notte, cambi repentini di trama che ti lasciano con il fiato sospeso e con la sensazione di non riuscire a vedere chiaramente da che parte sono realmente schierate le parti! Un thriller fantascientifico (ma ahimè forse nemmeno troppo) che ho davvero apprezzato in tutto il suo insieme! Inutile dire che Carletto è indiscutibilmente il mio personaggio preferito 🤣 Se proprio devo trovare qualcosa forse avrei preferito un finale più sviluppato, mi ha dato l’idea di essere più ‘freddoloso’ del resto della storia anche se chiarisce senza dubbio tutti gli interrogativi che si creano durante la lettura. Quindi in sostanza per me si! Ancora una volta mi ritrovo a dire brava Barbara!
Noti i problemi della giustizia italiana (burocrazia, lentezza, corruzione), peraltro problemi che condivide con gli altri poteri dello Stato, una buona idea potrebbe essere quella di progettare una IA che possa amministrare la giustizia in assoluta indipendenza. Oppure no? "Sentenza artificiale" (Chiarelettere, 2020) di Barbara Baraldi ci mette di fronte all'avvento di questo "deus ex machina" e lo fa con un buon techno-thriller dal sapore fantascientifico che parte con una domanda posta da un'analista: cosa ci fa questo pezzo di codice estraneo qua dentro? È una buona domanda a cui Cassia, l'analista di cui sopra, cercherà di dare risposta fino alla fine del romanzo, incappando in hacker, poliziotti, affaristi, professori, attivisti in un vortice sempre più frenetico di azione e digitazione. L'idea attiene a un modo classico di rappresentare l'IA: oggi si (stra)parla di IA solo per riferirsi agli algoritmi di machine learning e di confusa elaborazione dei dati (e solo nell'ottica dello sfruttamento commerciale del giocattolo), senza che la "macchina" abbia preso coscienza di sé. Questo fatto potrebbe lasciare perplessi (la realtà non ha superato la fantasia, sta proprio andando da un'altra parte) ma consiglio di superare il piccolo ostacolo e di godersi la lettura. E, alla fine, di godersi anche "Saviour Machine" di David Bowie (è un brano del 1970, presente nell'album "The Man Who Sold the World").
Quando l'autrice di un libro è Barbara Baraldi si può stare tranquilli, ci saranno colpi di scena, brividi, mani portate davanti alla bocca in segno di stupore e straordinari cliffhangers tra un capitolo e l'altro. Non riuscirete a posare il libro, ad andare a dormire o a fare compere.. vorrete solo capire cosa diavolo sta succedendo.
In quest'opera, di straordinario ingegno e visione, abbiamo una protagonista, Cassia, che ci trascina nel mondo dell'intelligenza artificiale, solo che qui non parliamo di rabottini che ti seguono per casa, ci troviamo davanti ad un sistema che ha in mano la vita delle persone. E quando Cassia si accorge che questo sistema forse non è perfetto come dovrebbe, ma potrebbe presentare delle falle importanti, ecco che si palesa lo stile inconfondibile di Barbara, regina dei thriller mozzafiato, nostra signora della suspense!
L'autrice fa si che nella nostra testa si insinui il tarlo dell'incertezza: quanto siamo disposti a sacrificare per ottenere il risultato più veloce ed efficiente? Perderemmo la possibilità di provare dei sentimenti, di farci guidare dall'istinto, in favore di un sistema apparentemente infallibile che applica una legge guidata da un algoritmo? Riusciremmo a riconoscerci in questa guistizia? A voi la parola, LexIA vi aspetta...
Si legge tutto d’un fiato ! Se fosse una serie la vedrei volentieri su Netflix ! Geniale e riflessivo : oscilla tra un inquietudine orwelliana e un citazioni alla Asimov e qualche pensiero filosofico. Il suo stile incalzante , i capitoli che lasciano in sospeso , i dialoghi netti veloci (ricordano una sceneggiatura) sono da sempre il suo cavallo vincente .
Alcuni post-it per invogliarvi a leggerelo:
“La verità viene prima di qualunque schieramento”
“Non siamo rivoluzionari , ma neutrali. Come dovrebbe essere la rete” “La neutralità è una bufala .La più grande di tutte . Dobbiamo sempre schierarci , perché la neutralità favorisce solo gli oppressori”. “E questa perla di saggezza da dove salta fuori?” “È una frase di Elie Wiesel” “Scommetto che era uno con la verità sempre in tasca “. “”Era uno che è sopravvissuto all’olocausto”.
“Un’intelligenza artificiale non può prescindere dalle convinzioni dei suoi progettisti “
Insomma tutti tifiamo per Cassia l’eroina che piacerebbe anche al filosofo/scrittore Michael Sandel !
Il romanzo inizia bene, ma poi si perde in una lunga sceneggiatura da fumetto con tantissimi dialoghi (a volte un po' fini a se stessi... e con spiegone molto fumettistico nella parte finale), domande in sequenza della protagonista a più riprese e un po' di passaggi semplicistici. Ma una sceneggiatura fumettistica funziona se ci sono i disegni, non in un romanzo. Peccato, perché l'idea era buona (pur non essendo rivoluzionaria) e la Baraldi sa far di meglio... e non è affatto semplice affrontare storie sulle intelligenze artificiali e uscirne vincitori.
Ottimo thriller hi-tech con la nuova protagonista Cassia Niro. Molto ben scritto, scorrevole e avvincente. Tra multinazionali e governi corrotti, solo un manipolo di hacker può provare a bloccare un pericoloso progetto, quello di giudicare i crimini con sentenze informatiche dotate di intelligenza artificiale e rendere i processi più veloci e semplici. Ma non tutto sembra andare nel verso giusto. Come al solito Barbara scrive in maniera sublime ed il libro scorre senza intoppi. Consigliatissimo
Forse un 3.5 più che un quattro - la storia ricorda altro e un po' di situazioni sono tecnicamente un po' peculiari - ma questo romanzo della Baraldi si legge bene e volentieri, è pieno di colpi di scena ed è godibile, quindi credo che tutto il resto sia decisamente meno importante.
Mi è piaciuto molto. La storia è accattivante e per nulla scontata. E' un noir in ambito tecnologico che si legge in fretta. La scrittura d Barbara Baraldi è molto fluida e scorrevole.
Piacevole, ma nulla di particolare. La parte tecnologica è abbastanza curata, anche se un po’ troppo Matrix style. Il cattivo è un po’ troppo scontato. Lettura leggera
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