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Sto ascoltando dei dischi

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Sto ascoltando dei dischi perché, la nostra vita, a conti fatti, non è come una canzone? Parole, piccole pause, ritornelli, arrangiamenti, assoli e cori. Tradurre in musica la vita è compito dei musicisti, spiegarsi attraverso le canzoni appartiene invece molto alla letteratura, ma abbastanza anche alla psicanalisi.

Amare la musica e i dischi tanto da confondere la vita con le canzoni e il pop con la realtà è la malattia dell’autore di questi racconti. In un succedersi di situazioni esilaranti, psicologi, consulenti familiari, terapie di gruppo, medici e addirittura la Morte tentano di curare il protagonista dalla sua ossessione per la musica. Ci riusciranno? Vincerà Freud o avranno la meglio i Beastie Boys? Il terrore per il reggaeton è curabile? Davvero non conoscete i Lucksmiths e le loro connessioni con il diabolico pupazzo Furby? È possibile mettere in scena The Queen Is Dead degli Smiths? Vita privata e analisi musicale si fondono in un testo travolgente, in cui sono le canzoni a fornire il ritmo all’esistenza dell’autore, scandita attraverso ricordi personali e aneddotica rock. Sto ascoltando dei dischi è narrazione, riflessione e playlist ininterrotta; un invito a tuffarsi nelle passioni melodiche, accomodandosi sul divano con il giusto sottofondo musicale.

«Maurizio Blatto vive immerso in un universo parallelo, in cui ogni sentimento, ogni luogo e ogni oggetto è definito da una canzone. Vive immerso nella musica, cittadino di un mondo a parte pieno di vita e di colori, dove ogni cosa è immortale. Una malattia da curare? Alla domanda posta in questo libro ha trovato una sola risposta: “No, è una salvezza”. Perché i sogni realizzati ci salvano la vita.» – Mario Calabresi

320 pages, Paperback

Published July 6, 2020

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About the author

Maurizio Blatto

5 books2 followers

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Melissa Ranieri.
240 reviews5 followers
August 30, 2020
Anch'io come Maurizio, vivo citando continuamente canzoni (e nel mio caso, film), non potevo quindi non provare immediata empatia per il protagonista di questo autobiografico libro, anche lui vittima di dissapori col partner per l'eccessivo spazio occupato dalla sua collezione musicale, amante delle canzoni malinconiche e di nicchia, consapevole del fatto che la musica, molto spesso, è l'unica cosa che ci possa salvare la sanità mentale(e anche, perchè no, fisica, come asseriva Massimo Cotto nel suo ottimo "Rock therapy").Scritto in maniera molto scorrevole e divertente, e ricco di spunti per ascolti alternativi molto interessanti, mi è piaciuto davvero molto.
Profile Image for Ludovico.
34 reviews
November 22, 2021
Nonostante le tantissime affinità che condivido con l'autore (nella sostanza il vivere la musica come esperienza maniacale e la cultura musicale enciclopedica), ho trovato questo divertissement poco... divertente.
Un libro molto leggero ma che fa fatica, per stile e sostanza, a distrarre il lettore.
Blatto rimane un ottimo giornalista musicale (soprattutto in ambito di musica "pop") ma ciò che funziona su due colonne di una rivista risulta forzato e noioso nel formato libro.
4 reviews
August 23, 2020
Libro divertente che "va via" bene. Una giusta dose di piacevole ironia e citazioni di artisti e dischi che possono essere anche un divertente punto di partenza per scoprire o riscoprire musica.
Seguo Maurizio Blatto sia come lettore (saltuario) di Rumore, sia come lettore dei suoi libri e anche questo lo metto nel novero dei libri "piaciuti".
Profile Image for gallizio.
1,089 reviews53 followers
May 2, 2021
La stagione dell’amore (resta)
Profile Image for Gwen.
500 reviews12 followers
September 17, 2020
In "Sto ascoltando dei dischi" Maurizio Blatto guadagna la scena e diventa autore e “attore” di quanto si collega alla sua adorata musica. Va in terapia, perché sempre pronto a trasformare ogni frase in citazione canora; si confronta/scontra con la famiglia, in una sorta di guerra di spazi per l’oggetto disco tanto venerato; ripercorre mille ricordi (dal quartiere in cui è cresciuto a quando, da giovanissimo, con un suo amico ha utilizzato i titoli delle canzoni dell’album "The Queen is dead" degli adorati The Smiths in situazioni reali, quasi creando uno spettacolo performativo d’ispirazione musicale, di cui però erano consapevoli solo in due).

Insomma Maurizio costruisce un’atmosfera da “Centro d’ascolto vinilisti anonimi”, in cui tra l’altro ambienta uno dei suoi capitoli, per mostrarci – sempre con il sorriso e un’ironia un po’ sorniona – dritti e rovesci dell’esistenza di chi ha sempre sete di musica e magari si è lasciato alla spalle una laurea in giurisprudenza per lavorare in un posto magico come Backdoor (storico negozio di vinili di Torino).

La mia recensione continua qui: https://perseinunbuonlibro.wordpress....
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