Pubblicato nel 1957 col titolo "Au coeur religieux du XVIe siècle" il libro raccoglie ben otto testi, tra brevi saggi, articoli e conferenze pubblicati tra gli anni Trenta e Cinquanta del secolo scorso. L'edizione italiana del 1966 ha una preziosa prefazione di Delio Cantimori. Le idee guida sostenute dal Febvre erano che la riforma (protestante) fosse stata preceduta da un generale movimento spirituale e devozionale e da una preriforma(per lo meno da un clima riformistico) altamente spirituale e teologica, già nelle ultime decadi del Quattrocento, comune un po' a tutte le nazioni cattoliche dell'Europa occidentale; che inoltre lo scandalo degli abusi e dell'immoralità del clero non fosse stata così determinante, ma che fosse stato dopotutto, almeno in Francia, secondario a fronte delle riflessioni teologiche sulle Sacre Scritture. Fu piuttosto l'umanesimo e quindi la lettura dei classici e non solo, ma soprattutto la riscoperta e la rilettura delle sacre Scritture, S. Paolo in primis, quando ancora Lutero era un pio monaco atterrito dal pensiero dell'inferno, che posero l'esigenza di rivedere l'insegnamento teologico, la liturgia e la pastorale, questa sì nelle mani di un clero vergognosamente ignorante, che predicava invece a devotissimi ignoranti affamati di spiritualità. I precedenti francesi erano individuati dal Febvre in particolar modo in Guillaume Briçonnet e Jacques Lefèvre d'Étaples, ma su tutti, a livello europeo svettava il grande Erasmo. All'influenza di Erasmo nella Spagna del giovanissimo imperatore Carlo e dell'inquisizione è dedicato il secondo testo, affascinante e spiazzante per il comune sentire: le opere erasmiane circolavano liberamente, erano lette da vescovi e preti e crearono un clima riformistico anche lì. Un articolo si diffonde sulla persona e l'opera di Étienne Dolet . Umanista, poeta e stampatore (sotto l'egida dell'ascia da bottaio) oltre ai classici Dolet pubblicò testi religiosi della Riforma. Fu impiccato e bruciato a Parigi nel 1546, con l'accusa di blasfemia, sedizione e stampa di libri proibiti. Altro articolo, interessantissimo, è sul già ricordato Guillaume Briçonnet, vescovo cattolico, a sua volta figlio del vescovo Guillaume Briçonnet, finanziere, ambasciatore del re di Francia. Uno schizzo, brevissimo, su Calvino, prima che diventasse l'arcigno e terribile Calvino. Infine l'ultimo, sugli abusi del clero ancora in tardo XVI secolo: la scomunica per debiti emessa dal tribunale ecclesiastico di Besançon, nella Franca Contea, a riprova della sua tesi della secondarietà degli abusi del clero come causa della Riforma.