Il volume è centrato sulle trattative che portarono alla firma dell'armistizio tra l'Italia e gli angloamericani nel settembre 1943, alla fuga del re, del governo e delle alte gerarchie militari da Roma, all'evaporazione dello stato e al drammatico sbando cui il paese andò incontro. L'autrice ricostruisce l'evoluzione della politica alleata nei confronti dell'Italia durante la guerra, i diversi e inconcludenti sondaggi italiani per uscire dal conflitto tra la conferenze di Casablanca e lo sbarco in Sicilia, l'avviarsi faticoso dopo il 25 luglio e poi il concludersi ai primi di settembre delle trattative per l'armistizio.
Elena Aga Rossi (Cortina d'Ampezzo, 1940) è una storica italiana. Ha insegnato in diverse università, nonché alla Scuola Superiore della Pubblica Amministrazione. Ha pubblicato numerosi volumi tra cui: L'Italia fra le grandi potenze. Dalla seconda guerra mondiale alla guerra fredda (2019), l’antologia Gli Stati Uniti e le origini della guerra fredda (1984), Una nazione allo sbando (1993, III ed. 2006), Una guerra a parte. I militari italiani nei Balcani 1940-1945 (con Maria Teresa Giusti, 2011), Cefalonia. La resistenza, l’eccidio, il mito (2017). È vedova dello storico russo Viktor Zaslavskij, con il quale nel 1997 ha pubblicato il saggio Togliatti e Stalin.
Saggio affascinante che ripercorre quei mesi drammatici del ‘43, dalla caduta di Mussolini alla proclamazione dell’armistizio, una ricostruzione basata sul punto di vista alleato (inglese e americano), ma anche su quello italiano e tedesco, in questo caso più per testimonianze che per documenti ufficiali, che molto spesso sono stati distrutti.
Saggio molto ben scritto ed estremamente chiaro. Lavoro non facile quello della storica Aga Rossi, che deve incrociare una documentazione spesso incompleta con le numerosissime testimonianze, molte delle quali però viziate da reticenza o travisamento dei fatti.
L’armistizio venne divulgato l’8 settembre ’43, ma l’incompetenza, il pressapochismo, l’interesse personale, l’ incapacità di mantenere gli impegni presi da parte degli alti vertici del Regno (Re, Primo Ministro Badoglio, Capi di Stato Maggiore delle tre Armi) portarono a conseguenze tragiche … Roma abbandonata a se stessa, il paese occupato dai tedeschi, centinaia di migliaia di militari allo sbando, intere divisioni che si consegnano ai tedeschi, moltissimi soldati deportati, molti altri uccisi.
Per quanto riguarda l’atteggiamento dell’esercito italiano, dei singoli reparti, ne esce un quadro più sfumato, più complesso, di quanto la retorica post-resistenziale ci ha consegnato. Non fu solo resa ai tedeschi, fu anche, in qualche caso, lotta aperta al prezzo della vita o condivisione delle battaglie partigiane.