Tommaso Bandiera è un ragazzino nella Bologna degli anni Ottanta, è orfano di padre in seguito ad un incidente con la moto. Certo questa mancanza si fa sentire, ma la sua vita è come quella di molti altri ragazzi del quartiere, amici con i quali gioca interminabili partite a pallone. Sua mamma e i nonni non lo lasciano solo, e si sente protetto e benvoluto quando vive nella grande casa dei nonni paterni. E' il racconto della tormentata stagione dell'adolescenza, le prime emozioni forti dovute a quelle cose che in quegli anni erano la normalità, ma che viste oggi lasciano un sospiro malinconico a tutti quelli che li hanno vissuti. Gli amici più vicino sono Athos Carboni, alto sicuro di sé e sempre con una ragazza, Matteo Maria Selva educato e fanfarone. Poi irrompe Raul Germano ripetente e sfacciato come un adulto maleducato. Da qui parte il cambiamento, la crescita che non è detto sia migliorativa. Stile, esperienza, interessi mai conosciuti, modi di dire e attività dopo scuola tutte nuove. Solo che Raul si mette con Ester, la prediletta, il sogno di Tommy. Battaglie interiori, amicizie rotte, feste deliranti, strade che si dividono e perdita di un'educazione instillata dai genitori e persa dai figli.
Questo libro fa abbastanza male, fa arrabbiare, delude, emoziona. La meschinità degli adolescenti è indicibile, gesti che guastano le persone per sempre. Ci si sente in colpa per l'impotenza di fronte a scelte stupide, totalmente prive di morale o senso civico. Spesso i passaggi del racconto sono sprovvisti di intermezzo. Si sta parlando di una cosa in un posto con qualcuno e ci si ritrova improvvisamente altrove con altre persone. Questo dettaglio è spiazzante e si perde un po' il filo anche se le situazioni sono sempre le stesse. L'insensatezza delle risse degli ultrà allo stadio, il fumo e lo sballo insieme alla musica, lo spaccio, l'amore non corrisposto, il rapporto con i genitori. La storia è una corsa inevitabile verso l'abisso della violenza e dell'odio, della realtà alterata dall'uso di droghe e dalla mancanza di senso del limite. Il libro non è affatto male, quello che mi è piaciuto meno sono le emozioni e i sentimenti descritte da alcuni personaggi della storia. Adolescenti che sembrano violenti filosofi che sanno spiegare esattamente la loro vita. Mancano le famiglie, soprattutto la figura del padre e manca la scuola che pur essendo citata è assente.