AMBIGUITÀ: l’essere ambiguo; possibilità di equivoco, duplicità di significato, di interpretazione; incertezza, confusione, oscurità; perplessità, dubbio, irresolutezza… Grande Dizionario della Lingua Italiana Nell’universo letterario e artistico l’ambiguità è da sempre portatrice di valore estetico, e presiede ai temi dell’identità, della memoria, dell’invenzione, del doppio. Ma in quel fortino della precisione e della chiarezza che è la matematica, qual è il ruolo di un concetto così destabilizzante e angoscioso? Lungi dall’appartenere all’esclusivo regno della visione poetica e artistica, l’ambiguità svolge in questo campo una funzione assai rilevante, come stimolo e motore di progresso, tutte le volte che si introduce un nuovo concetto, e nell’idea stessa di dimostrazione. Il libro ci fa vedere l’ambiguità all’opera nelle geometrie non euclidee, nell’infinito, nella logica e nella probabilità, così come nelle pagine di Calvino, Philip Roth e Melville, scoprendo infine un inatteso terreno d’incontro fra letteratura e matematica nel gioco degli scacchi.
Gabriele Lolli non è un matematico. È un logico. Se non sapete la differenza, ve ne accorgerete leggendo questo libro, quando parla del "matematico medio" (che si fregia del titolo di "working", e che è da lui più o meno equiparato a chi matematico non è per nulla). La prima parte, quella sull'ambiguità in letteratura, non è che mi abbia detto molto, e mi sa che sia nata per la ragione opposta alla famosa frase di Hawking secondo cui ogni formula matematica in un libro ne dimezza le vendite. Molto più interessante la parte dell'ambiguità in matematica, dove Lolli - dopo aver fatto una lunghissima introduzione tecnica - parla di come tre matematici abbiano scritto al riguardo. I matematici in questione sono Philip J. Davies, Emily Grosholz e William Byers: non che Lolli concordi con qualcuno di loro, ma questo è il suo bello. Come sempre con i suoi lavori, leggere questo libro non è semplice: però direi che alla fine il lettore si porta a casa un po' di cose.