Il principale inganno che la società crea nei pensieri e nei gesti degli uomini è l'illusione della loro libertà. Gli uomini non si riconoscono come vittime di stereotipi o costrizioni. La cultura dominante dice che c'è un solo modo di essere uomini. L'uomo deve essere sicuro di sé, autorevole, non deve mai manifestare emozioni e debolezza, può fare quello che vuole senza dover chiedere mai. Ma la verità è che esistono tanti modi di essere uomini, e sono tutti migliori di questo. L'autore ci propone un'alternativa a partire dalle riflessioni fondamentali dei movimenti femministi: la maggior parte dei problemi personali, relazionali, professionali che gli uomini hanno derivano da quello stesso sistema patriarcale e gerarchico che i femminismi per anni hanno descritto e analizzato. E ci mostra come questi possano essere utili anche agli uomini per riconoscere e decostruire le dinamiche di forza che li costringono in questa situazione.
Sì, abbiamo bisogno del femminismo, perché non riguarda solo le donne, anzi, riguarda proprio gli uomini, visto che è dalla cultura patriarcale che il femminismo prende spunto, per smarcarsi ed è questa cultura dominante da secoli che cerca di cambiare.
In poche pagine Gasparrini riesce a chiarire concetti e atteggiamenti (da mettere in atto e da evitare) fondamentali per una maggiore consapevolezza di ciò che, nella società patriarcale odierna e passata, vuol dire "maschio": in breve, una costruzione culturale.
Il femminismo serve agli uomini per riuscire a oltrepassare quel limite tra sfera pubblica e sfera privata, tra fratellanza e "cameratismo" - limite cardine, base di tutte le disuguaglianze di genere.
Dalla lunghezza più che un libro è un discorso, ero molto curiosa di leggere Gasparrini perché trovo molto interessante il punto di vista di un uomo che approccia al femminismo. Non sono delusa perché è ben strutturato come prima lettura di questi temi e introduce davvero bene i concetti principali, però sono rimasta un po' con la bocca asciutta perché mi aspettavo che approfondisse meglio. Forse mi aspettavo anche che si soffermasse di più sulla prospettiva maschile di questo argomento. Sicuramente un libro da consigliare come prima lettura, ma ce ne sono molti che approfondiscono meglio il femminismo.
Mi piace molto Gasparrini e ho letto tutti i suoi libri, ma questo mi pare un po' troppo poco. Ci sono alcuni spunti interessanti e che andrebbero approfonditi, quindi sono rimasta a bocca asciutta. Comunque lo presterò agli uomini (e alle donne) nella mia vita.
L’oppressione che subiscono le donne non è sufficiente per sostenere il femminismo? Il femminismo è la rivendicazione della libertà della donna e ha come scopo abbattere il patriarcato. Checché se ne dica, e nonostante i tentativi di sfumare e allargare la definizione di sessimo per farci rientrare le oppressioni che subiscono gli uomini, il patriarcato ha un braccio e una vittima, produce privilegio (se sei uomo) o oppressione (se sei donna). Il femminismo serve agli uomini per far capire come loro opprimono le donne, e se un uomo è sinceramente interessato non ha bisogno di altre motivazioni: gli ideali per sostenerlo non mancano (al contrario di come scrive verso la fine) e sono racchiusi in una vasta letteratura femminista che ragiona su come le donne sono oppresse. Tutto quello che nel 2022 ha “effetti negativi” sugli uomini, come la mascolinità tossica, è un effetto boomerang di un patriarcato creato per gli uomini, da cui deriva che non esiste oppressione per un uomo in quanto uomo così come, invece, esiste per una donna in quanto donna: sono strutture di potere costanti nel tempo (che specifico, ha effettivamente citato). Il femminismo serve alle donne, avrà poi altri effetti positivi anche sugli uomini? Sì, ma per gli uomini deve essere prima di tutto un rinunciare al potere, poi ci sarà la possibilità di esprimere le emozioni (che è evidentemente un problema piccolo rispetto all’oppressione femminile), ma che la ricompensa dei “vantaggi che il femminismo offre agli uomini” sia un mezzo per convincere gli uomini a sostenere il femminismo è 1. segno di egoismo maschile e 2. uno stravolgere il significato del femminismo come lotta per la liberazione femminile.
È la versione Italiana e maschile femminista di "Dovremmo essere tutti femministi". E poi Lorenzo Gasparrini è un filosofo femminista che si è preso l'onere di parlare agli uomini, anche solo per questo merita tutto il sostegno del mondo!
60 pagine di risposte sulle questioni di genere e la mascolinità tossica. Una lettura che TUTT* dovrebbero fare, ricca di spunti di riflessione da cui partire per un approfondimento ulteriore, ottima per chi si avvicina per la prima volta alle questioni di genere.
This was a short read but surely a needed one, which every man should read at least once (a year, just to remember constantly). To change things it's not enough to 'not do', we have to step in and act
Una bella introduzione al mondo del femminismo. Si legge scorrevolmente e in poco tempo, ma ti lascia anche tanti concetti molto interessanti, e ti fa rendere conto di tutte le cose che ancora non vanno nella società patriarcale di oggi.
Qualche spunto interessante anche per me che bene o male sapevo quasi tutto ciò di cui tratta Gasparrini. Per un uomo totalmente digiuno di femminismo, ma volenteroso di imparare, è una buona lettura per iniziare.
Un libro dai contenuti importanti e finalmente un libro femminista che si “indirizza” anche in modo esplicito agli uomini, rendendoli consapevoli delle costrizioni che anche loro subiscono in una società patriarcale. I temi sono molti e forse trattati in modo poco approfondito. Il libro resta comunque un’ottima lettura soprattutto come primo approccio al tema.
Come tutti i saggi della linea BookBlock, anche questo analizza l'argomento in modo molto chiaro e lineare, perfetto per la lettura da parte di neofiti ma anche di connoisseur. Da Gasparrini comunque non mi sarei aspettata altrimenti. Bonus: da regalare per Natale a quell'amic* un po' indecis*, per dire "Ehi, le motivazioni ci sono, se poi prendi un'altra strada, assumitene anche le responsabilità!"
Un saggio veloce e fruibile sul femminismo, sul patriarcato, sul sessismo. Rivolto principalmente agli uomini, che dal femminismo possono trarre grandi vantaggi. Come sempre per me sarebbero stati utili più esempi, ma i saggi sono così
A volte ho la sensazione che quando si parla di femminismi ce la cantiamo e ce la suoniamo in poch*. Questo saggio mi fa ben sperare sul fatto che anche chi vive nei panni del privilegiato, dell'oppressore, del vincente possa iniziare a riflettere su se stesso grazie e attraverso il femminismo. Spero che saggi come questo vengano letti da più uomini (e donne) possibili.
Il libro mi sembra un buon punto di partenza per coloro che vogliono iniziare a capire in cosa consiste un approccio femminista. È un libro che ha alcuni spunti interessanti anche se ci vorrebbero molti più esempi e indicazioni per capire cosa significa perpetrare un comportamento patriarcale o difendere una cultura maschilista
Una lettura con spunti interessanti, ma non esaustiva. Mi aspettavo un approfondimento maggiore sui reali motivi per cui gli uomini dovrebbero approcciarsi al femminismo, mentre è tutto molto generico. Resta comunque una lettura valida per chi si avvicina al tema per la prima volta.
Libriccino breve, ma chiaro e molto piacevole da leggere. In poche pagine (58), l'autore riesce a trasmettere l'importanza che il femminismo riveste per gli uomini, e i danni che il patriarcato causa anche a quest'ultimi. Consigliato!
Un libricino che è un coltello: consigliatissimo per chi non ha mai approcciato il femminismo, chi ha remore rimorsi e pregiudizi. Base richiesta: ascolto.
Un libro vegano Ci sono dei libri dove da un'idea semplice si scrivono 400 pagine:ci sono quelli che costruendo una tesi talmente elaborata e dettagliata che il concetto viene ben spiegato oppure quelli dove "you milk that cow for way too long" ed esce un libro di self help da quattro soldi. Ecco questo libro non è nessuno dei due. Qui alla mucca stanno letteralmente esplodendo le mammelle, 28 litri di latte fermi lì. Un titolo accattivamente che però si traduce in molti capitoli sconnessi fra di loro e la tesi del titolo spiegata in due paginette alla fine.
"... alla società occidentale, capitalistica, fascistoide, maschilista, misogina, razzista e classista..." senza spiegare in alcun modo questi aggettivi.
"Secondo il dettame maschilista, le donne sono uomini mancati, uomini più deboli, costole di Adamo, uomini irrazionali; i gay sono mezzi uomini, uomini sbagliati, perversi e contronatura; le lesbiche sono donne che vorrebbero essere uomini e così via..." Quanti uomini nel 2020 (anno di scrittura del libro) la pensano davvero così? Sono attuali queste concezioni? Rispecchiano davvero il pensiero della popolazione? Senza un supporto di dati, ricerche, studi ecc è tutta opinione.
Sensazionalismo eccezionale, tesi a favore sviluppi di concetto inadeguati.
Probabilmente a un attivist* femminist* potrebbe piacere molto questo libro per un bel confirmastion bias col caffè mattutino, a qualcuno che legge il libro per curiosità e imparare qualcosina di più sul femminismo un po' meno.
Temi molto interessanti, ma purtroppo senza le dovute introduzioni per chi non è esperto dell'argomento (come me). Da neofita su questi temi mi sono sentito un po' perso su alcuni passaggi a causa della mancanza di informazioni (anche solo delle note a piè pagina o un glossario avrebbero fatto la differenza).
Oltre a questo, alcune affermazioni che non sono automaticamente vere non hanno una fonte. Ad esempio, si sostiene che la maggior parte delle persone impari per primi insulti contro donne; non dico sia falso, ma sono genuinamente interessato a capire come si possa affermare con certezza una cosa del genere: c'è qualche studio, qualche statistica?
A parte questi ed altri piccoli ostacoli ho trovato il libro molto interessante, in particolare le sezioni con consigli pratici che fungono da ottimi spunti di riflessione. Certamente un libro da rileggere dopo aver approfondito la storia dei femminismi per poter meglio comprendere vari passaggi, ma anche per riflettere sul modo di vivere il proprio genere ed i rapporti con gli altri.
Si legge velocemente, ma fornisce spunti preziosi di riflessione sia per gli uomini che vogliono approcciarsi al femminismo senza sentirsi dei mostri senza cuore, ma anche per le femministe di vecchia data. Perché, davvero, sono femminista da anni, perché non mi ero resa conto della centralità del corpo in tutte le battaglie femministe? Sono babba io? I libri che ho letto fin'ora davano questa cosa per scontata? Oppure ci voleva qualcuno che guardasse alle nostre battaglie da un' ottica diversa per esprimere a parole qualcosa che era passato (da parte nostra) con l'azione e il sentimento? O, ripeto, sono solo io che sento questa cosa? In ogni caso, questo libricino è prezioso e andrebbe lanciato dietro a ogni uomo, soprattutto a quelli che "No, ma io non faccio male alle donne" e poi si scambiano foto di culi manco fossero figurine.
Apprezzo Gasparrini e il suo lavoro di divulgazione, ce ne vorrebbero tanti di femministi per smantellare il sistema e la mentalità patriarcale in cui siamo immersi. Questo libretto fa un lavoro egregio: avvicinare uomini poco consapevoli alle meraviglie della lotta femminista, spiegando perchè riguardi anche loro e in che modo possa cambiargli la vita. Rispetto ad altre sue pubblicazioni, considerando che generalmente i suoi lavori sono rivolti ai maschi, questo ha il pregio di essere snello, veloce, chiaro e di acchiappare con un titolo intrigante. In poche pagina fa una panoramica efficace e incisiva sui temi salienti che vanno affrontati quando si parla di femminismo e patriarcato. Consigliato a chi, purtroppo, si guarderà bene dal leggerlo, ma anche a tutti gli altri e le altre (ottimo anche per donne invise e poco informate sull'argomento).
Molto buono per introdurre al femminismo e per accompagnare con la manina chi sostiene che tanto non si può più dire niente, che le tiranne siamo noi, che non li facciamo esprimere, sognare (e sc*pare). Chi ha già dimestichezza con questi temi e linguaggi può anche saltarlo, perché non dice nulla che non si sappia già, ma lo consiglio comunque per conoscenza, perché è uno di quei libricini agili che possono essere prestati ai giovani (per fare proselitismo insomma lol). Mi immagino come lettore ideale un ragazzo, un alunno, un cugino. Per chi è già più in là con l'età potrebbe essere poco convincente o incisivo. Si sa che più si cresce (invecchia) e più ci si irrigidisce sulle proprie posizioni, senza alcuna vera "volontà di cambiare".
Ottimo per chi vuole una panoramica delle tematiche affrontate dal femminismo intersezionale. Ero indeciso tra le 3 e le 4 stelle perché la brevità del testo si presta poco all'approfondimento, ma in ogni caso la volontà di mettersi a scrivere quali questioni siano importanti non solo per le donne ma anche per gli uomini è lodevole. Arrivato a questo punto della mia vita ho bisogno di saggi più approfonditi, ma mi sento senz'altro di consigliarlo alle persone che non possiedono le conoscenze di base dei gender studies e che vorrebbero una prima infarinatura.
Un saggio di 58 pagine ma 58 pagine di una potenza assurda. Lo farei leggere a tutti gli uomini, ma anche alle donne e tutt* coloro che ritengono che il femminismo non serva a nulla o guardano a questo con pregiudizio. Gasparrini scrive benissimo e in poche pagine affronta benissimo questa tematica e si rivolge a tutti, ma proprio tutti, analizzando diversi aspetti vertendo il discorso anche su chi all’esterno pare predicare bene ma all’interno fa un po’ il contrario di ciò che predica, perché alla fine tutti abbiamo da migliorare e imparare essendo nati e vivendo in una società plasmata su regole, stereotipi e pensiero forgiati dal patriarcato. Consigliatissimo ⭐️⭐️⭐️⭐️⭐️
Libro privo di vera analisi e molto semplicistico. Fa un miscuglio di vari argomenti senza entrare veramente nei dettagli e se non si ha nessuna preparazione su quello che tratta c’è il rischio di far cadere nel dogmatismo il lettore. Parlare di Capitalismo, Intersezionalismo, Femminismo, Maschilismo, Patriarcato, etc. in poco più di 50 pagine e spacciarlo come risposta ai ‘problemi’ da risolvere è un insulto alla mia intelligenza.
Il punto di vista di un uomo sul femminismo, e no ragazzi, non si tratta di mansplaining. È proprio il punto di vista da parte di un alleato. Se si è già familiari a praticare femminismo e frequentare collettivi, forse, quanto riportato potrebbe risultare ridondante ma, per chi invece è ancora un novizio, è un ottimo approccio. Susu maschietti, abbandonate la vostra mascolinità tossica e impegnatevi a educarvi alla parità.