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Современная итальянская пьеса: 1948-1956

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В книгу "Современная итальянская пьеса" вошли произведения крупных итальянских драматургов, написанные в сороковые - пятидесятые годы. Политический памфлет Альберто Моравиа "Маскарад", семейная драма Дьего Фаббри "Суд семьи", выдержанная в духе комедии дель арте пьеса Массимо Дурси "Бертольдо при дворе" и другие произведения сборника отличаются вниманием авторов к социальным проблемам современной Италии, острым сюжетом, чувством диалога, сочетанием сценичности с литературными достоинствами.

544 pages, Hardcover

Published January 1, 1973

About the author

Vitaliano Brancati

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Nato da Rosario, avvocato con interessi letterari, e da Antonietta Ciàvola, Vitaliano Brancati compie i propri studi a Catania e si laurea in lettere nel ‘29, con una tesi su Federico De Roberto. Per alcuni anni, si dedica all’insegnamento e pubblica opere (il poema drammatico “Fedor”, 1928; l’atto unico “Everest”, 1931; il dramma patriottico “Piave”, 1932) di irrilevante valore artistico e manifesti intenti di propaganda nazionalfascista. Si trasferisce intanto a Roma, ove - grazie pure ai contatti con Moravia ed Alvaro - si allontana dalle posizioni politiche favorevoli al regime, al punto da ripudiare i suoi lavori precedenti. Il nuovo corso artistico si apre con “Gli anni perduti” (1938), intriso di umori gogoliani e cechoviani: ma è con “Don Giovanni in Sicilia” (1941), che egli s’impone all’attenzione della critica e del pubblico. Attorno alla figura del quarantenne Giovanni Percolla, il Brancati traccia un quadro pungente e serrato del “gallismo” imperante in una città della Sicilia: e per il tramite dell’inconcludenza smargiassa, delle immaginarie avventure erotiche dei suoi giovani abitanti, egli allude maliziosamente alle smanie di grandezza imperiale, al velleitarismo d’un paese perduto nelle adunate oceaniche (“il fascismo vero e proprio si configura agli occhi di Brancati come una sintesi di autobiografia della nazione”, annotava acutamente Sciascia). Il successivo “Il bell’Antonio” (1949) va vieppiù a fondo nella descrizione amara e risentita del provincialismo fascista: la grottesca impotenza che affligge il protagonista diviene metafora di come, per l’autore, l’erotismo dei siciliani “consista nel pensare e sognare la donna con tale assiduità e intensità, e talmente assottigliandone e sofisticandone il desiderio, da non reggere poi alla presenza di lei, dall’esserne umiliati e come devastati” (Sciascia). E’ ancora un’ossessione sessuale al centro dell’incompiuto ed ambizioso ultimo suo romanzo, “Paolo il caldo” (1954); tra i racconti, spicca lo straordinario “Il vecchio con gli stivali” (1944), acre satira del fascismo e dell’antifascismo ufficiale, trasposta in celluloide da Luigi Zampa in “Anni difficili” (1947). L’ipocrita divieto di rappresentazione che colpisce il migliore dei suoi lavori teatrali, “La governante” (1952), incentrato su un caso di non accettata omosessualità femminile, ispira all’autore il pamphlet “Ritorno alla censura” (1952), ove egli rivendica la libertà d’espressione dell’artista. Della sua attività di sceneggiatore cinematografico, meritano menzione almeno “La bella addormentata” (1943) di Luigi Chiarini, “Silenzio, si gira!” (1944) di Carlo Campogalliani, il già citato “Anni difficili” cui fa seguito - sempre per la regia di Zampa - “Anni facili” (1953), “L’uomo la bestia e la virtù” (1954) di Steno.

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