"Un volume da maneggiare con i guanti!"Raccontato da Leo Ortolani, perfino il coronavirus può diventare un tema esilarante e degno di un sano, liberatorio scherno. Non ci si può che arrendere alle risate di fronte a questo diario disegnato della pandemia, in cui l’autocertificazione è materia per scrittori fantasy, i politici si esibiscono in uscite sempre più improbabili e il protagonista assiste, impotente e smarrito, a un’escalation di situazioni surreali. Un colossale successo in rete diventa ora una raccolta da collezione, un oggetto irrinunciabile per i fan ma soprattutto per chi vorrà rileggere questi giorni con lo sguardo arguto e implacabile del grande autore di Rat-man.
Leonardo Ortolani, better known as Leo, is an Italian comics author, creator of the popular comic strip series Rat-Man and Venerdì 12.
From an early age, Ortolani showed a great passion for the world of comic books, and in particular The Fantastic Four by Jack Kirby and Stan Lee, which will affect its style of narrative.
After finishing high school, he enrolled at 'DSU[disambiguation needed], the faculty of Geology, another experience that marked him deeply. While at university, Ortolani draws his characters first, and the theme of geology became a catchphrase of the first issues of his major work, Rat-Man.
In 1989 endured the publishing house Comic Art two stories: the tragic and the other comic. The publisher Rinaldo Traini published the comic story on the second Spot (supplement of Eternauta dedicated to beginners), marking the Birth of Rat-Man.
The shocking origins of Rat-Man earned him an Ortolani the award for best newcomer to the writer Lucca Comics of 1990. With visibility gained, Leo began to collaborate with magazines and fanzine independent.
For the fanzineMade in USA created two more stories starring Rat-Man ( Topin! The Wonder Mouse! And From the Future) and several parodies of superheroes (including X-Men, Fantastic Four and Superman).
The most important works of this cycle are the four stories about Fantastic Four, as an ideal continuation (parodied) the work of Jack Kirby. Kirby stopped drawing Fantastic Four with the number 102: Ortolani realized the numbers 103-106, completely upsetting the group. Called to military service in 'Air Force, Ortolani drew inspiration from life in the barracks gathering their experiences in a detailed diary that became the initial starting point for The last rookie, a series strips on military life (the same as the protagonist Ortolani) which were then published as an appendix to Storm Trooper.
During this period, Ortolani also collaborated in Starcomìx humor magazine directed by Luca Boschi and published by Star Comics in Totem Comic and Totem Extra, where he made The impervious, Clan, The wonder of nature and The wonders of technology. In this period he also strips the series Those of Parma, published in the Gazzetta di Parma, speaking of the city of Parma and its inhabitants, a selection of which was collected in the volume Editions Bands Dessinée.
The short stories of the series of Wonderland were then taken years later, collected in three volumes by Panini Comics.
Le striscie quotidiane di Leo, il suo "Diario dalla zona rossa" ci ha tenuto compagnia per quasi due mesi su Facebook, dall'inizio della zona rossa a Parma fino alla liberazione a Maggio, la possibilità di cominciare a uscire, allentare le misure restrittive.
E questo appuntamento quotidiano con Leo era uno dei capisaldi giornalieri, qualcosa di imperdibile. Qualcosa che ti faceva ridere e riflettere sulla situazione che stavi vivendo e sulle notizie del giorno, divertimento ma al tempo stesso dolore per tutto quello che ci stava dietro. Pugni nello stomaco mascherati da battute.
E l'inaspettato: grazie a queste vignette finisci per affezionarti a Covidio. Senza volerlo e senza neanche esserne consapevole.
Avevo auspicato la raccolta di queste vignette in formato fisico già dopo i primi giorni, all'epoca. E quando finalmente il libro è arrivato, comprarlo è stato un dovere morale. Per non dimenticare quello che ho provato leggendole la prima volta, e per ringraziare Leo di averci aiutato alla sua maniera in quei giorni bui.
Ortolani mi sa che sta lavorando al sequel. Qualche vignetta nuova l'ha già pubblicata su Instagram.
Cinquantasette giorni di quarantena, primavera 2020. Covid, penne lisce, mascherine, autocertificazioni, "Io ho il cane", cultura nerd, parodia, geologia, vita da fumettista, vita da genitore, qui Ortolani sfrutta al meglio il suo senso dell'umorismo che lo ha reso famoso. Il Covid diventa un personaggio, cosi' come Giuseppe Conte in TV che rassicura gli italiani, cosi' come le sue figlie alle prese con le lezioni online, cosi' come gli anziani in coda per fare la spesa, ecc. ecc.
Il suo stile di disegno e' migliorato rispetto ai tempi di Rat-Man, aiutato dal formato delle vignette uniche che rende la vita piu' semplice sia per l'autore che per il lettore.
Non seguo il libro delle faccie facciose (facebook) e pertanto non avevo letto queste vignette prima. Alcune gag sono decisamente divertenti, altre autoironiche come al solito. Ma, come sottolineato da qualcun altro, il formato di stampa è un poco deludente. Rende la lettura meno immediata, oltre che il volume non proprio maneggevole. Per questo tolgo una stella al giudizio. 3 stelle.
Le strisce quotidiane pubblicate da Ortolani su facebook nei 57 giorni di lockdown totale dell'Italia per covid. Esilaranti e a volte molto dure da leggere ai tempi, raccolte in volume mancano ovviamente dell'immediatezza e dei riferimenti alle notizie del giorno, oltre che di una struttura, ma sarebbe stato criminale non pubblicarle. Mi lascia perplesso il formato del libro, che sarebbe potuto essere un libretto invece di uno spesso e costoso tomo con copertina rigida con una vignetta per pagina.
Raccolta delle striscie quotidiane che Leo Ortolani ha pubblicato nei giorni di quarantena durante la prima ondata della pandemia di COVID-19 tra marzo e giugno 2020. Oggi sembrano cosi’ lontani quei giorni, allo stesso tempo bui (per il numero delle vittime che saliva vertiginosamente) e speranzosi (c’era l’illusione che quell’incubo sarebbe rimasto confinato al solo 2020). Alcune vignette davvero aiutarono a sorridere – almeno coloro a cui COVID non ha portato via prematuramente persone amate – altre hanno un sapore agrodolce e lasciano un sorriso velato di tristezza. Forse sono proprio le seconde ad essere le striscie piu’ riuscite. Infine non posso che trovarmi d’accordo con le parole di Ortolani nell’introduzione: una pandemia in cui tutti hanno voluto dire la loro, ma in cui i morti (da leggere come “le persone a maggior rischio") sono stati i meno ascoltati. E che prezzo abbiamo pagato!
Όλα θα πάνε καλά μας υποσχόταν ο Leo Ortolani τον Μάρτιο του 2020 and that didn't age well... Ένα ανορθόδοξο ημερολόγιο καραντίνας από τα χαρακώματα της κόκκινης ζώνης στη μαρτυρική Πάρμα, σε σημεία ξεκαρδιστικό, σε άλλα μακάβριο, με χιούμορ λίγο ανίερο αλλά πάντα κοφτερό.
Το εξώφυλλο (με τον ίδιο πιθανότατα;) που βγάζει βόλτα τον κορωνοϊό του χαρακτηριστικό και εξαιρετικά πετυχημένο. Την εποχή που έβγαινες μόνο με υπεύθυνη δήλωση, μπορούσες να πας για τρέξιμο αλλά μετά όχι, μετά ναι αλλά καλύτερα όχι, που μπορούσες να βγάλεις το σκύλο σου, να πας σουπερμάρκετ, να πας για δουλειά αλλά μόνο αν είναι ανάγκη, να βοηθήσεις κάποιον που δεν έχει δουλειά αλλά έχει ανάγκη και σκύλο. Από τις πρώτες μέρες που αρκούσε να αποφεύγει κανείς τα κινέζικα εστιατόρια ως τις μέρες που βρίσκαμε αντισηπτικά μόνο στη μαύρη αγορά. Θυμάστε;
Spassosissimo questo volumetto. Un piccolo tomo che però ti da soddisfazione e ti tira fuori più di una risata. Non ho mai letto Ortolani prima di ora, ma credo che cercherò altro di suo. E' la raccolta della vignette fatte in periodo di quarantena, ma credo che vada acquistato anche per ricordarci come eravamo in quel periodo.
Leo Ortolani è un fuoriclasse. Questo lockdown ha cambiato irrimediabilmente le nostre vite, di qualcuno anche i punti di vista e lui ha saputo accompagnarci passo dopo passo raccontando a suo modo l’emergenza sanitaria. La mattina prima ti svegli e vai a fare shopping, la mattina dopo ti svegli troppo presto perché hai un po’ di tachicardia, ti inizia a mancare il respiro e ricominci a fare i conti con gli attacchi di panico. Il pomeriggio prima “Ci vediamo domani”, il pomeriggio dopo videochiamate su Whatsapp, House Party per i più socievoli. La sera prima assaggi la birra da tizio solo perché l’ha presa diversa dalla tua, un bel po’ di sere dopo quando bevi dal tuo inavvicinabile bicchiere compi ormai l’abitudinario gesto di toglierti la mascherina. E in tutto ciò le ore sei per più di cinquanta giorni, non sono state soltanto l’ansia del bollettino della protezione civile con i numeri che salivano, che diminuivano, che si stabilizzavano e poi risalivano, ma anche l’ora in cui Leo Ortolani (se non per qualche ritardo che abbiamo maledetto tutti) pubblicava la vignetta che mi faceva ridere. Così, semplice. Mi faceva ridere.
Poco da dire su questa raccolta delle strisce realizzate giornalmente da Leo Ortolani durante i giorni dell'emergenza Covid e della chiusura del nostro Paese. Si tratta infatti di strisce caratterizzate dalla solita ironia - a volte spietata - dell'autore che narrano tutto il percorso che abbiamo fatto, raccontando qualcosa di noi, delle nostre paure, delle nostre superficialità, di quello che è accaduto, di quello che potrebbe ancora riaccadere. Una raccolta da leggere e da rileggere. Sorridendo e riflettendo, anche per non commette in futuro gli stessi errori.
Ho un debole per Leo Ortolani. Mi fa ridere fragorosamente, come poche altre cose/persone nella vita. Quale miglior modo per esorcizzare le nostre più grandi paure e i nostri più grandi traumi degli ultimi due anni, se non con una grassa e sonora risata collettiva? È vero che a tratti può sembrare crudele ed è vero che si fa ironia su un argomento serio, ma possiamo dimostrare il nostro rispetto e la nostra sensibilità nella vita reale e lasciarci invece trasportare dalla lettura, dall'arte o dai fumetti in un mondo parallelo dove possiamo essere totalmente liberi.
La raccolta delle strisce che, quotidianamente, Leo Ortolani pubblicava durante la quarantena. Con alcune si ride a bocca larga, con altre a denti stretti, con altre ancora si sorride tristemente, perchè rappresentano uno spaccato di realtà. Di triste realtà.
Questo dovrebbe essere un libro che tutti quanto dovremmo avere in casa. A memoria.
Lette le vignette sui social nel corso della loro pubblicazione, un modo di sorridere (o sogghignare) (o quanto meno di non piangere) (o di piangere, ma ridendo) (o sogghignando) a fine giornata; contenta di aver ricevuto in dono il libro.
Aspettiamo il vol2 "Andrà meglio la prossima volta (forse)"?
Fantastic book. Certain situations you can only survive with humor. / Libro eccelente. Infatti, certe situazioni si puó soppravivere solo con un senso dell'umorismo.
È già passato un po'di tempo dalla pubblicazione di queste strisce. 57 sulla zona rossa. L'ironia di Leo Ortolani si riesce a comprendere nonostante tempi non più attinenti. Fa riemergere ricordi. È una comicità un po' black e un po' triste. Questa sua nostalgia è la sua forza. Grazie al contributo che ha dato nel moneto del bisogno (mi dispiace averlo scoperto tardi) ora abbiamo una testimonianza, una fotografia ironica. Beh, se vi sale un po' di nostalgia, questo è un luogo dove potete tornare...
Ortolani mi ha tenuto compagnia con le sue strisce per tutta la pandemia, non potevo non prendere il libro cartaceo. Lui è sempre geniale e ironico, talvolta pungente come un ago. Altre volte arriva come un pugno nello stomaco. Grazie, Leo!