Dopo mesi trascorsi dietro una scrivania per aver ferito un passante nel corso di una retata, un ispettore viene inviato in un villaggio vicino alla frontiera di cui nemmeno conosceva l’esistenza. Ad attenderlo c’è un caso d’omicidio considerato già risolto. La vittima è una donna che conduceva un’esistenza appartata, e il presunto assassino è suo fratello, un giovane con disturbi mentali che abitava insieme a lei e che ora è scomparso. Facile, forse troppo. Magari è solo suggestione, magari dipende dal paesaggio, bello e violento, o magari è la presenza inquietante della clinica che sorge sul confine, nella «terra morta», un centro specializzato in interventi disperati, ma in quel luogo c’è qualcosa che non torna. Nella pensione che lo ospita l’investigatore fa conoscenza con alcuni personaggi quantomeno singolari, e a poco a poco davanti ai suoi occhi si apre uno scenario che nessuno avrebbe mai immaginato. Insospettabile anche per il potentissimo capo dell’agenzia governativa che gli ha affidato l’indagine: un funzionario spaventoso e ridicolo al tempo stesso, che dietro le spalle tutti chiamano «il Maiale».
Italian writer and doctor. Andrea Vitali è nato nel 1956 a Bellano, sulla riva orientale del lago di Como, dove esercita la professione di medico di base. Ha pubblicato Il meccanico Landru (1992), A partire dai nomi (1994), L'ombra di Marinetti (1995, premio Piero Chiara), Aria del lago (2001) e, con Garzanti, Una finestra vistalago (2003, premio Grinzane Cavour 2004, sezione narrativa, e premio letterario Bruno Gioffrè 2004), Un amore di zitella (2004), La signorina Tecla Manzi (2004, premio Dessì), La figlia del podestà (2005, premio Bancarella 2006), Il procuratore (2006, premio Montblanc per il romanzo giovane 1990), Olive comprese (2006) e Il segreto di Ortelia (2007), La modista (2008, premio Ernest Hemingway) e Dopo lunga e penosa malattia (2008), Almeno il cappello (2009, premio Casanova; premio Procida Isola di Arturo Elsa Morante; Premio Campiello selezione giuria dei letterati; finalista premio strega), Pianoforte vendesi (2009) e Mamma de sole (2010) . Nel 2008 gli è stato conferito il premio letterario Boccaccio per l'opera omnia.
Andrea Vitali is really great! When I bought this book, I thought I would find the usual story set in the town of Bellano, the usual setting for the author's events. And yet this story is very different; it has nothing to do with Bellano and with the ironic and funny stories that characterize this author. This is a noir, but an Italian noir, told in the first person by the policeman, whose name we never even know and who at certain moments reminded me of the protagonists of Andrea G. Pinketts' noirs. The protagonist is in fact self-deprecating, irreverent, disillusioned, disenchanted, yet he has a very fine investigative brain, he does not stop at comfortable appearances and follows his instinct. The plot also has a very valid idea behind it, which is developed with a very pleasant style of reading. Bravo Vitali, a nice change of style that confirmed to me that you are a great writer, capable of getting out of your usual style and doing it great. Well deserved four stars.
Altro breve lavoro di Vitali che, ancora una volta, si allontana dalle atmosfere lacustri della sua Bellano per approdare a un libro che inizia divertente, diventa misterioso, prosegue come un thriller e finisce malinconico, il tutto con una spruzzata di paranormale. Per un motivo o per l'altro, insomma, non lo si riesce a posare, a modo suo è un "page turner". La capacità dell'autore di descrivere e raccontare le persone è innegabile, ma anche quella di inventarsi situazioni quanto meno particolari e renderle credibili non scherza. Bravo Vitali, continua così.
Mancano in questo libro la verve e l'ironia abituali di Vitali. L'atmosfera è in parte quella del romanzo gotico con l'ombra delle montagne che si propaga su quella "terra di nessuno" dove è costruita una famosa clinica. Un mistero si nasconde dietro la scomparsa di un giovane ragazzo disturbato accusato dell'assassinio della sorella. Un giovane poliziotto relegato a lavoro d'ufficio per aver ferito un passante durante un'azione di polizia viene inviato sul posto per sugellare la soluzione di un caso considerato risolto ma la sua caparbietà nel voler indagare e non accontentarsi delle apparenze sveleranno il mistero che avvolge quel piccolo villaggio.
Una misera stella e mezzo per questo romanzo che per me è la dimostrazione che non bastano un protagonista investigatore e una serie di scene avvolte nel mistero per scrivere un buon giallo. A non convincermi di questo romanzo sono stati tantissimi elementi a partire dalla cronologia poco chiara e da un protagonista insulso, passando per una trama piatta e priva di colpi di scena fino ad arrivare al finale che ero già riuscita ad indovinare a pagina 10. Ho iniziato questo romanzo sperando in un giallo che mi tenesse incollata alle pagine, mentre mi sono trovata davanti ad un romanzo in cui procedevo per forza di inerzia, solo per capire dove volesse andare a parare l'autore. Peccato
Incipit Quella mattina la radiosveglia suonò alle sette. Squillava anche il telefono, lo capii dopo aver spento la radio ma non me ne preoccupai, non avevo alcuna voglia di alzarmi e rispondere. Il metodo del dottor Fonseca Incipitmania
Questo è il primo romanzo di Andrea Vitali che leggo, e premetto subito che lo avevo approcciato con una lunga serie di dubbi e pregiudizi. Un po' i titoli imbarazzanti (la "zitella"? Il "sindacone"?!?), un po' le copertine assolutamente kitsch delle edizioni Garzanti, mi avevano fatto pensare che i libri di Vitali fossero una via di mezzo fra un Guareschi in versione "barocco brianzolo" (per citare l'indimenticabile Tommaso Labranca) e una Liala sotto anfetamine. Un incubo, in poche parole. E invece, devo ammettere che questo romanzo, pur non essendo ovviamente un capolavoro, mi ha preso abbastanza. Un noir senza troppe pretese, ben scritto e ben congegnato, dalle atmosfere e dalle ambientazioni cupe, quasi gotiche (che ricordano molto vagamente i film del filone soprannaturale di Pupi Avati), in cui l'elemento paranormale, che entra in punta di piedi e con molta discrezione, non è tale da provocare quella sensazione di "smarmellamento" che in genere si prova quando il poliziesco e il soprannaturale si mescolano un po' a cavolo di cane, come troppo spesso accade nel cinema e nella letteratura. A questo punto, sarei pure curioso di leggere altre cose di Vitali. Il problema è che, andando a sbirciare le recensioni Amazon, IBS e Goodreads di questo romanzo, è tutto un coro di proteste sdegnate dei lettori più fedeli dello scrittore lombardo: "non è il solito Vitali!", "è troppo cupo!", "non ci sono i personaggi divertenti!", “non c'è la storia d'amore fra la dolce maestrina e l'aitante messo comunale!", "non sento il lago di Como!", "non si respira l'aria della bella e rassicurante provincia italiana!", e allora mi sa che lascio perdere. Andrea Vitali, tu la buona volontà ce l'hai messa. Purtroppo non t'hanno capito.
Il Dr. Fonseca non è il protagonista di questa storia. Il protagonista è un poliziotto svogliato e disordinato che dopo un periodo di punizione viene mandato in un paesino di montagna al confine a mettere il sigillo ufficiale in un caso apparentemente già chiuso.
Una ragazza è stata uccisa, il fratello mentalmente instabile è sparito e indicato come il sicuro omicida. Il compito del poliziotto è andarlo a prendere e portarlo in città.
Andrea Vitali si discosta molto dai suoi modelli e ne esce un romanzo sicuramente originale ma che non accontenta il suo lettore abituale. Molto confusionario, di difficile interpretazione, il metodo del Dottor Fonseca vorrebbe essere un noir ma si rivela una fanta-novella.
Un ispettore – senza avere un nome per tutto il tempo del romanzo – colpevole di aver ferito un passante durante una retata e per questo relegato dietro una scrivania, viene spedito a Spatz, villaggio di cui nemmeno conosceva l’esistenza, situato a millesettecento metri d’altezza in un distretto di montagna, vicino al confine settentrionale del Paese. Ad attenderlo c’è un caso d’ omicidio che pare già risolto in partenza: una donna uccisa dal fratello disabile che pare scomparso. Facile, forse troppo. Magari è solo suggestione, magari dipende dal paesaggio, bello e violento, o magari è la presenza inquietante della clinica che sorge sul confine, nella «terra morta», un centro specializzato in interventi disperati, ma in quel luogo c’è qualcosa che non torna. Nella pensione che lo ospita l’investigatore fa conoscenza con alcuni personaggi quantomeno singolari e, a poco a poco, davanti ai suoi occhi si apre uno scenario che nessuno avrebbe mai immaginato. Insospettabile anche per il potentissimo capo dell’agenzia governativa che gli ha affidato l’indagine: un funzionario spaventoso e ridicolo al tempo stesso, che dietro le spalle tutti chiamano «il Maiale». Un libro particolare, una storia un po’ paranormale molto diversa dai classici di Vitali: in questo giallo non troviamo le atmosfere di Bellano con il suo lago e i suoi originali abitanti, ma un’ambientazione astratta. L'assenza sia di riferimenti geografici sia di un’identificazione precisa del protagonista rende l'atmosfera rarefatta, estraniante, infonde un senso di ansia, di attesa che pervade tutto il romanzo e che tiene con il fiato sospeso. Il Ritmo è serrato, la storia avvincente e personaggi ben caratterizzati. Se nel Vitali per antonomasia, «il grottesco – sono le parole dello scrittore – è da commedia, da commediola, quasi da filodrammatica, qui il grottesco è quasi gotico».
Un ispettore messo ai margini nel suo commissariato a causa di un errore in servizio, viene mandato al confine (con la Svizzera?) per un caso di omicidio. Una giovane donna trovata morta. Il fratello che non fa 100 (di testa) è scappato ed introvabile. L'ispettore deve andare nel borgo, chiudere il caso, tornare a casa. O almeno questo è l'idea del Maiale, il suo capo. Ma nel paesino c'è anche una clinica dove si va per tentare interventi disperati. Nella locanda c'è solo un altro avventore che ha il fratello in clinica. Ed il locandiere. E nel posto c'è gente che non da molta confidenza. E forse non tutto è come sembra. Solito Vitali, qui un po' più nel poliziesco del solito, chirurgico nello svolgimento della trama che solo alla fine riempie tutti i dubbi
Un libro "corto" per un Andrea Vitali alle prese con una vicenda diversa da quelle per le quali è diventato giustamente famoso. Ma anche qui dimostra capacità narrative elevate, e una bella costruzione sui personaggi - in un giallo gradevole, vagamente Lucarelliano e con qualche "elemento fuori dal comune". Consigliato
Ho sempre letto i libri di Vitali con piacere ma non con troppa convinzione. Questo ultimo invece è scritto molto bene, la trama è avvincente e il clima "gotico" reso alla perfezione. Un passo in più rispetto alle usuali trame "da lago". Lo raccomando vivamente.
Amo le ambientazioni di Bellano dei racconti di Vitali, ma ho apprezzato molto anche questo giallo che si svolge a Spatz, un paesino sperduto in mezzo si monti.... racconto in prima persona, pochi personaggi, atmosfera gotica, trama ben costruita ... assolutamente soddisfatto!
Libro insolito per Vitali, un noir piacevole ma un po’ lento. Belle le descrizioni dei paesaggi e della clinica. Consigliato ma non mi ha coinvolto particolarmente