Non per tutti. Libro molto dettagliato e ben scritto, ma trattazione che in certi punti si fa pesante. È una storia complessa quella che Conze ci descrive. È una storia in cui si intrecciano molteplici rivendicazioni di carattere storico, politico, economico, a tratti anche molto ricercato. Ma è una storia condita, come giusto che sia, da aspetti giuridici fondamentali. È proprio su questo punto che ho trovato alcune sezioni del libro un po’ difficili da seguire.
Il fallimento di Versailles è arcinoto - basta aprire un libro di storia per rendersene conto. Tuttavia è facile a volte ridurre il tutto ad una “voglia di rivalsa” dei tedeschi, elemento che sicuramente ha giocato un ruolo nell’atteggiamento della Repubblica di Weimar e del Reich nazista degli anni ‘30, ma che non è tuttavia il punto di partenza dello scoppio del secondo conflitto mondiale: è piuttosto un punto di arrivo. Il libro di Conze spiega perchè Versailles fu un buco nell’acqua di dimensioni colossali. Lo fa in lunghi capitoli meticolosamente argomentativi, ma sapientemente descritti.
È chiaramente un volume interessante per una comprensione maggiore delle dinamiche del primo dopoguerra, anche e soprattutto per quelle che interessarono l’est Europa. È anche un volume che mette a nudo la verità più semplice, quella che ne “I sonnambuli” veniva discussa da C. Clark: non ci sono buoni e cattivi per definizione in questa storia. E non c’è invasione del Belgio neutrale che tenga. Le decisioni prese a Versailles furono erronee, spinte da incoerenza, egoismo, desideri di dominio e ipocrisia. L’Europa e il mondo ne stanno pagando ancora le conseguenze.