Eleonora è una viaggiatrice nata. Viaggia da sempre, e nel viaggiare incontra persone e ascolta le loro storie, possibilmente nella lingua del posto. Viaggia per gioia e per necessità, per cogliere – con il corpo e non solo con la mente – il nocciolo delle cose.In questo piccolo alfabeto sentimentale, intreccia itinerari insoliti ed etimologie di terre lontane, racconti di avventure spericolate e pensieri sul mondo. Ma anche su come fare lo zaino, su come funziona CouchSurfing, su dove piazzare la tenda e come farsi capire.Racconta cosa vuol dire andare a Tbilisi in autostop e avvistare un fagiano in Transcarpazia, chiacchierare su un vagone della Transiberiana e riscoprire la casa di Sarajevo dove tutto è iniziato. Tra la verità ultima delle babushki e l’estasi dei dervisci rotanti, guarda la steppa con gli occhi allungati e intinge la mano nell’acqua pesante del Mar Caspio, incontra Gesù nell’oasi di Gerico e insegue Čechov ai confini della terra, varca frontiere di filo spinato che dividono ciò che è uguale.Di parola in parola, di orizzonte in orizzonte, ci invita a muoverci in libertà, con consapevo- lezza, lungo vie poco battute. Ma anche a restare selvatici alle porte di casa. E uscire da sé stessi per ritrovarsi un po’ più veri, più saggi, più profondi.
Questo non è un semplice libro di viaggio, è molto di più. L'autrice ci porta con sé all'interno di alcuni episodi vissuti durante i suoi viaggi e non lo fa seguendo un criterio cronologico o geografico, bensí linguistico: si serve dell'alfabeto per mostrarci alcune parole chiave che nascondono mondi inaspettati. Mondi lontani, perlopiù sconosciuti, territori poco battuti, che ci racconta per mezzo delle piccole cose e, soprattutto, per mezzo delle persone incontrate. È un libro fatto di parole (che Eleonora conosce così bene, come dimostrano gli "specchietti etimologici") e di persone, persone che ci vengono descritte con una tale precisione emotiva da aver l'impressione di averle conosciute per davvero. Ho amato lo stile, fluido e coinvolgente. Alcune parti sono davvero poetiche! Dunque, un libro bellissimo, in grado di accendere la curiosità per luoghi che, fino a poco prima, non sapevi nemmeno esistessero, ma che improvvisamente vorresti esplorare in ogni angolo.
Molto, molto appagante. Ha solleticato due mie grandi passioni: il viaggi di tutti i tipi, anche quelli fatti solo con un libro in mano, e giocare con le parole e scoprire da dove vengono e il percorso che hanno fatto. Rotte inusuali, sistemazioni quasi sempre di fortuna - la descrizione dei cessi e dalla carta igienica in Uzbekistan (o era il Tagikistan?) ha colpito anche me, che pensavo di avere lo stomaco forte al riguardo - immersione totale nel luogo che si sta visitando senza patetica nostalgia degli spaghetti. Fa venire voglia di far su lo zaino con poco e niente dentro e partire ma forse non ho più l'età. O forse non ho più il coraggio.
Che meraviglia questo piccolo libricino che ti fa esplorare il mondo insieme all'autrice. Attendo con ansia le prossime avventure letterarie di Eleonora Sacco
Un bellissimo libro di storie di viaggio, raccontate a partire da parole chiave e in modo commovente e poetico, ma allo stesso tempo molto reale e concreto. Non sono i soliti viaggi o le solite mete, ma in luoghi spesso poco esplorati, e soprattutto molto raramente vissuti così vicino alla vita reale, alle persone. L'autrice si avvicina a tutti e tutto con una curiosità autentica e viva, con mente aperta e una grande coscienza di sé stessa e del proprio punto di vista, cosa fondamentale per riuscire a comprendere al meglio le realtà che incontra. Se mi chiedessero un consiglio su un libro di viaggi, consiglierei decisamente questo.
Bellissimo, emozionante. Il capitolo su Sarajevo mi ha spaccato il cuore, perché anche a me Sarajevo ha cambiato la vita, pur avendone letto soltanto (in "Venuto al mondo"). E la rivelazione è avvenuta proprio allo stesso modo di quella di Eleonora: quando mi sono resa conto che, mentre noi italiani vivevamo tranquilli la nostra vita, al di là dell'Adriatico era in corso una guerra fratricida.
Cominciamo dalla copertina e dalla presentazione grafica, coloratissima, sembra un catalogo di viaggi vacanze nelle colonie di villeggiatura, ma... ovvio, questo non e' un catalogo di viaggi qualsiasi. E' un racconto di viaggio, anzi, di viaggi, che partono da certe parole chiavi, che indicano o simboleggiano cose o sentimenti astratti, e seguono il filo di memoria della scrittrice verso luoghi che ha visitato, dove ha provato quei sentimenti, e dove ha maneggiato quelle cose. E quelle memorie poi svarcano in altre memorie.
Ormai tutti viaggiano, anche lontano, anche spericolato, non e' piu' una novita'. Tutti vanno negli ostelli, tutti vanno in erasmus, in campeggio, ogni angolo della terra e' stata catalogata da Lonely Planet e co., il viaggiare non comporta piu' un fascino o un mistero. Quel che bisogna allora sentire e' le sensazione che un posto ti da', non solo andare, per esempio, all'exclave spagnolo di Ceuta e farci un selfie per far vedere di esserci stati... ma di raccontare le sensazioni che si hanno magari quando si va in campeggio nel parco nazionale non lontano da casa propria, che magari uno visitava quando era bimbo, e ora non visita piu' a causa di lavoro e altri impegni.
Il libro tocca luoghi della zona post-sovietica, e li presenta a un pubblico giovanile italiano, in italiano, ed era questo l'aspetto piu' importante per me, visto che io specializzo in quella zona, considerata "sfigata" da viaggiatori e altri, e quindi era rinfrescante per me leggere i racconti di un'italiana giovane che esplorava quelle lande perdute con pensiline sovietiche uggiose.
Consigliatissimo, anzi, piu' consigliato leggere questo che il libro Sovietistan di Fatland per avvicinarsi a questa zona, e ovviamente, andare a leggere il suo blog, Pain de Route. 5 stars, more please.
Questo libro di Eleonora è una piccola perla. Grazie alle sue esperienze, ha creato un alfabeto utilissimo per conoscere meglio i paesi dell’est e apprendere alcuni consigli smart per viaggiare, tutto arricchito da aneddoti che rendono la lettura ancora più piacevole. Ho scoperto questo libro perché seguo Eleonora su instagram e sul suo blog Pain de Route, non mi ha deluso, anzi mi ha fatto venire ancora più voglia di tornare a viaggiare e di andare alla scoperta dei paesi dell’est.
Riflessioni in viaggio, tanti viaggi incredibili, insoliti, fatti di umanità inaspettata, paure, curiosità, gioia, "per cogliere il nocciolo delle cose", per capire chi siamo e come ci evolviamo non solo come individui ma come collettività, attraverso la scoperta di paesi e culture poco conosciuti eppure così vicini.
Libro veramente bello, adoro l’alternarsi di storie alle foto e ai mini box sull’etimologia delle parole, da cui si scoprono radici e origini inaspettate. È bellissimo anche il modo in cui l’autrice riesce a cogliere l’umanità e l’essenza delle persone ma anche la descrizione dei luoghi e delle esperienze in modo da renderli personali e da far venire voglia di visitarli. Un modo nuovo e delicato per “viaggiare” da casa e scoprire luoghi nuovi e tanto diversi ma anche tanto simili a quelli che amiamo di più.
Avrei voluto che non finisse mai. Eleonora possiede un'abilità di scrittura e un modo di trasmettere luoghi, pensieri e sensazioni così potente che ti sembra di viaggiare con lei. Meraviglioso
Un libro ben scritto è difficile da dimenticare, un libro scritto con passione e coraggio è impossibile da abbandonare. Un glossario di eventi di vita di viaggi, di incontri indelebili e che cambiano la vita. Eleonora ha una dialettica magistrale, ma chi legge il suo blog lo sa. Consigliatissimo!
Dopo un lungo periodo senza viaggi leggere il piccolo alfabeto per viaggiatori selvatici è una boccata di ossigeno. I suoi racconti fanno sorridere, emozionano e fanno riflettere. Grazie!
Sono quel tipo di persona che i libri li legge in ogni frammento di tempo libero, quasi con la necessità di consumarli. Non questo, questo è rimasto sul mio comodino per quasi un anno, centellinato di un raccontino alla volta, con lunghe pause quando, in pieno lockdown, era troppo doloroso leggere di viaggi. Seguo il blog di Painderoute da anni, ed Eleonora non mi ha deluso. Delicato, riflessivo, evocativo e pieno di esperienze che chi ama viaggiare "selvaticamente" può facilmente riconoscere come sue, magari con altri nomi, in altri luoghi. Fiore all'occhiello le piccole parantesi "linguistiche". Scritto con cura e con cuore.
Un libro che racconta episodi di viaggio fuori dal comune e che, con una scritta delicata e chiara, ti trasporta di lettera in lettera in luoghi spesso sconosciuti, ma di cui riesci comunque a cogliere l’atmosfera. L’autrice ha fatto dei viaggi fantastici, e sa davvero raccontarli benissimo. Libro davvero consigliato!
Every time I read a thing written by Eleonora she has this inner strength and capacity to make me willing to leave and travel to places out of the mass tourism. Thank you for making me dream.
È stato bellissimo viaggiare tra le pagine di questo libro, scoprendo parole nuove che racchiudono esperienze e avventure, sognando di poter un giorno visitare i vari luoghi descritti dall’autrice.
Tra i libri di viaggi letti, sicuramente è originale per il fatto che è diviso per argomenti, rigorosamente elencati in ordine alfabetico, e non per destinazione. Carini gli intermezzi in cui vengono descritti suggerimenti di viaggi. Scritto bene, niente da dire su questo, ma per qualche ragione non mi ha preso.