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I domani che verranno

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Nulla quanto la guerra intreccia i destini delle persone, condizionando le scelte, la vita, l’amore di chi ne viene toccato. Francesca, Elena, Mavi, Lucia… donne che rivendicano il diritto di vivere la loro giovinezza nonostante gli angusti limiti imposti dal conflitto. Ciascuna a modo suo. Fabriano fa da cornice a una storia intensa e contraddistinta dalla precarietà che sopravviene nella fase bellica più dura. Francesca conosce Vittorio, sottufficiale dell’esercito italiano in Albania quando, in uno slancio di fervore patriottico, diventa madrina di guerra e scrive “al soldato che oggi non riceve posta”. Nessuno dei due immagina che le prime formali lettere che si scambiano saranno la scintilla di un grande amore. Con l’armistizio dell’8 settembre ’43 e l’innescarsi della Resistenza, Vittorio preferisce unirsi ai partigiani che combattono in clandestinità, piuttosto che aggregarsi alla rinata R.S.I.A Francesca si affiancano Elena e Mavi, sorelle di lei; ma anche Rebecca, la ragazzina ebrea che riesce a sfuggire ai lager nazisti. E poi c’è Lucia, la moglie del fratello Eugenio, combattente sul fronte greco, la quale, con un voltafaccia inaspettato, inizia a collaborare con fascisti e tedeschi. "I domani che verranno" si dipana sullo sfondo di una guerra differente da quella affrontata dagli uomini, racconta le battaglie quotidiane di coloro che sono rimaste a fare i conti con le aberranti conseguenze di un conflitto che non ha concesso tregua né respiro. Donne che si alternano sulla scena di una narrazione a più voci. Donne forti che lottano contro la paura, la fame, le violenze di anni e giorni senza pace per costruire i domani fatti di luce, di ritorni, di speranze.

364 pages, Kindle Edition

Published July 29, 2020

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About the author

Mariangela Camocardi

74 books38 followers
Vive da sempre ad Intra, sposata, due figli e tre nipoti, si è avvicinata alla scrittura quando, nel 1983, una grave crisi industriale colpisce la provincia di Novara e lei, come tante altre operaie, perde il posto di lavoro. Decide così di realizzare il sogno che accarezza da lungo tempo: scrivere un libro e farlo pubblicare. Il “sogno nel cassetto” si avvera, e dal primo romanzo “Nina nel tricolore”, che Mondadori pubblica nel 1986, l’autrice ha dato alle stampe altre trenta opere sempre accolte con entusiasmo da un nutrito stuolo di lettrici appassionate dalle sue storie d’amore a sfondo storico.

Le sue opere più importanti sono: “I pirati del lago”, “Tempesta d’amore”, “Dimmi di sì”, “Sogni di vetro”, “Appuntamento al buio”, e “Lo scorpione d’oro”, tutte edite da Mondadori, “Il Talismano della Dea” ( Harlequin Mondadori)

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Romanticamente Fantasy.
7,977 reviews237 followers
October 7, 2020
Emanuela - per RFS
.
La storia si svolge nelle Marche, in piena seconda Guerra Mondiale e ha come protagoniste donne unite da legami di parentela diretta e indiretta. Femmine forti, caparbie e resilienti, il cui spirito sarà più forte delle brutture del conflitto.

Non posso dire che esista un’unica protagonista, bensì le protagoniste, che riescono sempre e comunque a sovrastare la figura degli uomini. Una costante nelle storie della Camocardi, biglietto da visita di rilievo, in tutte le sue opere.

Per prima, si annuncia Francesca che intrattiene una fitta corrispondenza con un soldato al fronte, di cui non conosce il volto. Le sue lettere hanno l’obiettivo di mantenere alto il morale dell’uomo, ma tra le righe, ella aprirà il cuore a quello sconosciuto.

Il destino permetterà ai due di incontrarsi, e di approfondire un sentimento nato improvvisamente in un momento brutto e disperato, formando insieme una coppia bellissima che è il fil rouge del romanzo.

Le sorelle di Francesca, la dura Elena e la sensibile Mavi, insieme con la madre Antonia (rimasta vedova), formeranno un gruppo di rocce contro la rovina. Vittime in prima persona dei bombardamenti, fuggiranno in campagna vivendo da sfollate ma, resteranno sempre unite dall’affetto familiare che le lega indissolubilmente.

L’altra figura femminile, che rappresenta apparentemente l’antitesi del quartetto, sarà la cognata Lucia che, pur di dare da mangiare alle sue due bambine, non esiterà ad accompagnarsi al nemico gestendo abilmente, dietro la sua facciata da collaborazionista, l’attività partigiana. Sebbene la donna sia ben consapevole dell’odio che il marito le riserverà al ritorno dal fronte, e del disprezzo che la famiglia le tributerà, Lucia non indietreggerà e porterà avanti la sua decisione fino alla fine, con il coraggio di una leonessa.

Il suo, è il personaggio che ho preferito in assoluto, e sono contenta che l’autrice non le abbia destinato un futuro infausto perché non se lo sarebbe meritato.

Una storia vera dunque, priva di orpelli, ma costruita sulla base di vite reali, condotte da tante donne che vissero sulla propria pelle le brutture della guerra, ma senza rinunciare alla speranza e agli affetti.

Un grandissimo applauso alla grande Mariangela Camocardi, che è riuscita a creare un inno alla vita e a tutto quello che di buono c’è stato, e c’è ancora, nel nostro Paese.
Profile Image for Daniela Colaiacomo.
294 reviews4 followers
February 17, 2021
Fabriano, 1942. Qui vivono e lavorano le sorelle Guarneri, Elena, Francesca e Maria Virginia, belle, determinate, piene di vita. Antonia, insieme a Pietro, mancato alla vigilia della guerra, le ha cresciute bene, prive di artifici estetici, "fiere di appartenere a una famiglia rispettabile dove affetto e solidarietà" non sono concetti astratti.
E c'è Lucia, la moglie di Eugenio, il figlio maschio di stanza in Albania, con le sue due bambine e la madre Marianna. Lucia ha rinunciato a combattere la vita di stenti cui è soggetta in conseguenza della guerra e affianca Fulvio Signorini, federale e stretto collaboratore del prefetto e del podestà, ai ricevimenti e ai "festini". Questa relazione le consente di vivere agiatamente e aiutare l'amica malata Eva e i suoi figli, Cristina, Ugo, Piero e Luca.
Donne diverse che affrontano i rigori della guerra in modo diverso, come lo sono i loro caratteri.
Elena, la maggiore delle Guarnieri, pragmatica e ottimista ma un po' rigida, avversa a gesti impulsivi, è bellissima, "una fata della gastronomia", fidanzata, anche se non ufficialmente, con Umberto, anche lui al fronte.
Francesca e Mavi fanno magie con forbici, ago e filo, rigenerando abiti usati: "Uno scampolo comperato sulle bancarelle del mercato si trasformava in un modello che, indossato dalle Guarneri, enfatizzava la loro femminilità".
Francesca sogna l'amore che trova quando, nella ricerca di sentirsi utile come italiana, diventa madrina di guerra, e, tramite il rapporto epistolare, conosce Vittorio Rovesti, un sergente maggiore di ventotto anni.
Mavi, la piccola di casa, protettiva e accomodante, ottimista a oltranza, si dimostra un aiuto fondamentale per la famiglia, e dovrà crescere e maturare rapidamente.
Ad affiancare le loro vite c'è Antonia, la madre, "una signora con la S maiuscola", bella, buona, caritatevole, nobile d'animo, altruista come nessuna, con la mente aperta, non incline a rapportarsi con il ruolo di donna dell'epoca, vive nel rimpianto del marito insieme al quale ha instillato nei figli la voglia di lavorare, il rispetto.
Vittorio entra a far parte della famiglia in modo naturale e presto ne diventa un sostenitore fondamentale: un uomo retto dai principi saldi, impetuoso e fervente sostenitore della Patria.
Non voglio dilungarmi sulle vicende di questa storia che rivelerà soluzioni impreviste, ma voglio descriverne la suggestione.
Come sempre, quando sono frutto della penna di Mariangela Camocardi, i protagonisti sono definiti in modo accurato e puntuale, le emozioni trasmesse sono forti; il conflitto degenerato durante la guerra civile, dove gli italiani combattevano l'uno contro l'altro, è decritto, drammatico e doloroso, in modo vivido, talmente intenso da percepire lo scoppio delle bombe e la sofferenza della distruzione.
In tutto questo dolore emerge la famiglia, il senso più intimo e amorevole dei personaggi che la compongono, i familiari che fanno da cornice, con le loro peculiarità, buone o cattive che siano, e l'autrice dimostra la sua maestria nel riportare il vissuto sulle pagine di questo libro bello e ben scritto.
Personalmente apprezzo molto i lavori della Camocardi, della quale ho letto quasi tutti i libri pubblicati, e questo ultimo, secondo il mio parere, non è da meno degli altri.
311 reviews4 followers
August 25, 2020
A fine romanzo non posso non dire che si tratta di un gran bel lavoro.
Ho apprezzato tantissimo la meticolosa cura dei particolari storici ed ambientali che rendono tutta la storia estremamente realistica. Da marchigiana mi sono veramente immedesimata nelle vicende.
E da donna. Perché donne sono le protagoniste di questo spaccato sugli ultimi anni dell'invasione tedesca in Italia. Si tratta di un'opera corale, si intrecciano le vicissitudini di tre giovani sorelle e dei loro familiari, ognuna con la propria personalità, le proprie aspettative, i propri sogni. Orfane di padre cercano di arrangiarsi con dignità per sopravvivere quotidianamente alle ristrettezze della guerra, all'imprevedibilità degli avvenimenti, alle angherie degli invasori rimanendo salde nei propri principi.
Francesca, Mavi, Elena con la madre Antonia, donna tanto saggia quanto buona, affrontano le avversità con coraggio, stoicismo e determinazione cercando di vedere sempre la luce in fondo al tunnel. Agli affanni quotidiani si alternano gli affanni del cuore. Elena ha uno spasimante impegnato in guerra, Francesca si innamora del valoriso soldato, Vittorio, conosciuto per corrispondenza che diventerà un eroico partigiano, Mavi sospira per un giovane militare che spera di non perdere di vista.
Accanto a loro c'è Lucia, la giovane cognata, moglie del fratello Eugenio che milita in Albania, che è il personaggio che più mi ha affascinato e mi ha fatto riflettere. Vuoi per carattere personale o background di formazione, reagiamo ognuno in modo diverso di fronte all'avversità. Lucia rappresenta coloro che si adattano, che si plasmano all'evenienza e alla convenienza cedendo ai compromessi. Per garantire non solo la sopravvivenza ma anche un certo tenore di vita per sé e le sue figlie, diventa un'adultera che vende sé stessa al regime in cambio di protezione e denaro. Ovviamente viene giudicata e additata come una poco di buono. L'autrice scava a fondo sulle sue motivazioni e nella sua personalità e mi sono trovata a provare profonda empatia per il personaggio che affronta una quotidiana lotta interiore per far pace con sé stessa.
La storia merita sicuramente di essere letta con attenzione anche se ammetto di aver fatto difficoltà a reggere il ritmo della narrazione. Si alternano paragrafi interessanti ed avvincenti a paragrafi più lenti, meramente descrittivi, un po' pedanti. Il linguaggio sia della narrazione che dei dialoghi è ricercato, desueto, in linea coi tempi ma per i miei standard penalizza la scorrevolezza della lettura. Alcuni dialoghi tra i personaggi mi sono sembrati fin troppo elaborati stilisticamente, con utilizzo di toni ed espressioni che poco si addicono ad un linguaggio quotidiano per delle persone del popolo, per quanto erudite possano essere.
Non sono solita prestare attenzione alle copertine dei romanzi che leggo ma questa mi ha colpito, molto appropriata e bella.
This entire review has been hidden because of spoilers.
Profile Image for Lilith.
143 reviews2 followers
September 16, 2020
Questa non è una storia facile. Qui ci viene narrata una guerra, una delle più cruente che il Novcento abbia vissuto: la Seconda Guerra Mondale. Siamo nel pieno periodo fascista, l’Italia è immersa in una guerra che – giornalmente – vede uomini e donne impegnati su più fronti. Se, difatti, milizie e camerate vengono impiegate in assetto di guerra contro le forze che diveranno dopo anni alleati, le donne vivono una guerra di sacrifici, di ansie, di paure. E’ in questo contesto che si affaccia la famiglia di Mavì, Francesca, Elena e della loro mamma: un legame speciale, unico, unito in una preghiera comune verso l’uomo di casa, Eugenio, mandato in Albania a combattere. A scandire le giornate c’è il bucato, c’è la poca spesa, ci sono le chiacchiere e il rapporto contrastato con Lucia, la moglie di Eugenio, che per sopravvivere insieme alle sue bambine ed all’amata madre Marianna, intreccia relazioni con le alte sfere militari, lasciando che le cognate e tutto il paese di Fabriano le cucino addosso la personificazione della sgualdrina.
Ma quanta finzione c’è dietro ogni vita. Quanti segreti custodisce l’animo umano.

E’ una storia di vita, è una storia che ci fa percorrere con empatia estrema ciò che è accaduto meno di 70 anni fa, che si percuote ancor oggi nel tempo, nei ricordi. E’ una storia che è simile alla nostra, perchè le lotte, gli egoismi, le speranze sono sempre lì, negli occhi e nei cuori di chi spera, che forse i domani che verranno saranno migliori.

Lo stile di Mariangela, in questo nuovo romanzo, è intenso ed al contempo delicato: ti accompagna pian piano nelle vite dei personaggi, te li mostra nei loro pregi e nei loro difetti. Te li fa amare o odiare. Ti fa parlare con loro, ragionare con loro.

Brava Mariangela, hai creato un piccolo gioiello!

https://illibrosulcomodimeg.wordpress...
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