Varlam Tikhonovich Shalamov (Russian: Варлам Тихонович Шаламов; June 18, 1907–January 17, 1982), baptized as Varlaam, was a Russian writer, journalist and poet.
Alternate spellings of his name: Варлам Шаламов Varlam Chalamov Warłam Szałamow Warlam Schalamow V. T. Shalamov Varlam Șalamov
“…andai a lavorare in un giornale, alla redazione di una rivista, grazie a Volkov-Lannit, che conoscevo dal circolo di Brik e Tret’jakov e che mi trovò una sistemazione. Capii allora che il lavoro giornalistico e il lavoro dello scrittore sono due cose differenti. Non si tratta solo di due livelli diversi, bensì di due mondi diversi, e niente è più deleterio per uno scrittore, niente è più antitetico, del lavoro per un giornale. Quella scuola non gli è soltanto inutile, ma persino dannosa. Per uno scrittore è meglio fare il commesso in un negozio. Piuttosto che lavorare in un giornale. Lo scrittore è giudice del tempo. Il giornalista, solo un garzone dei politici”. (Višera, p.169) Questo nella Russia di Stalin, ma adesso, nell'Italia renzoberlusconsalvinperacotmafiocorrutfascioista è sempre valido questo "distinguo"? Boh? E' che ci sono pessimi scrittori, anche garzoni dei politici, e ci sono invec giornalisti coraggiosi e indipendenti... Certo, che guardando ai vari TG, o a Il Giornale ex Indro, o ai Libero, etc., vien voglia di dargli ragione, a Varlam Tichonovič Šalamov, che oltre tutto ha pagato di persona ai tempi del Terribile.
"Il lager è un calco anche perché dentro al lager tutto è come fuori: il sangue è sangue, spie e informatori sono altrettanto zelanti, si avviano nuove pratiche, si richiedono referenze, si svolgono interrogatori e arresti, quancuno viene rilasciato, qualcun altro viene acciuffato. Disporre del destino altrui nel lager è ancora più facile che fuori. Tutti passano le giornate a lavorare, come fuori, e la perfezione sul lavoro è l'unica via per il rilascio; anche se, come fuori, sono tutte leggende che si rivelano mendaci e che al rilascio non portano."