In Inima de arici, Massimo Vacchetta detaliaza experienta de medic veterinar care alege sa se dedice exclusiv salvarii si ingrijirii aricilor, conturata in volumul 25 de grame de fericire, scris la patru miini cu Antonella Tomaselli. Dincolo de intimplarile autobiografice gravitind in jurul relatiei autorului cu mama sa, se intrezareste duiosia cu care acesta priveste viata aricilor in vreme ce nu conteneste sa lupte impotriva pericolelor ce ii ameninta si a indiferentei semenilor.
O carte educativa, ce incurajeaza respectul pentru natura, facindu-ne sa reflectam la frumusetea firii si la responsabilitatea pe care toti o avem in mentinerea echilibrului fragil prin care, rabdatoare, lumea noastra ne ocroteste zi de zi, chiar daca, adesea, noi uitam s-o admiram si s-o pretuim.
Scritto in modo semplice e coinvolgente, si legge in un soffio, fa leva sull’emotività (e io ci sono cascata in pieno, mani e piedi); tenero, commovente. Ma giù il cappello davanti al dottor Vacchetta e ai suoi collaboratori (tutti volontari) per la dedizione con cui si prendono cura di questi piccoli animaletti selvatici nel Centro di Recupero Ricci “la Ninna” di Novello (CN), nelle Langhe. Una iniziativa davvero encomiabile.
Tre stelle perché è un libro semplice che narra una storia vera. Ma vorrei mettere cinque stelle per questa storia che mi fa tanta tenerezza, animali e persone che se ne occupano con passione. Senza dimenticare che quei bellissimi animaletti sono selvatici e devono poter vivere in natura dopo essere stati curati.
Ho accolto l’uscita di questo nuovo libro di Massimo Vacchetta, con grande entusiasmo: non vedevo l’ora di trovarmi di nuovo in compagnia della sua sensibilità, ma soprattutto dei suoi riccetti adorabili. Avevo già avuto modo di apprezzare il coraggio di Massimo e la sua scelta di abbandonare la professione redditizia di veterinario dei bovini, per dedicarsi alla salvaguardia dei ricci in difficoltà, nel suo precedente libro “25 grammi di felicità” . In quel libro avevo assistito con emozione al cambiamento avvenuto nel suo cuore, dopo l’incontro con Ninna, la riccetta dolcissima che dà anche il nome al suo “centro di recupero ricci”. Un essere così piccolo, con la sua semplicità, è stato in grado di cambiare, in meglio, la vita di un uomo che aveva perso un po’ la sua strada. In questo nuovo libro, la missione di Massimo è ancora più deteriminata, il suo impegno e la sua dedizione lo portano persino a trascurare se stesso, i suoi amici ed i suoi familiari, per aiutare questi esserini in difficoltà: il centro è ormai conosciuto e gli spinosetti feriti, spesso per l’incuria dell’uomo, arrivano lì, sempre in maggior numero e lui non riesce a dire di no a nessuno..gli basta guardare in quegli spilli neri che sono gli occhietti dell’animaletto malato, per esserne completamente conquistato. La bellezza di tutto ciò sta nel legame che riesce a creare con ognuno di essi, che diventa quasi viscerale con qualcuno in particolare ed in questo racconto c’è la piccola Lisa a rubare il suo cuore. Attraverso l’amore per i ricci, l’autore riesce a capire più profondamente anche se stesso e grazie al cambiamento che avviene in lui, riesce a riconquistare anche il rapporto che aveva con sua madre. Per tutta la lettura ho tenuto sempre a portata di mano dei fazzoletti e li ho usati in abbondanza, tanto il libro è pieno di sentimenti e tenerezza. Ma non sono mancati neanche i sorrisi, assistendo assieme a Massimo, ai progressi dei suoi piccoli amici, dopo le sue amorevoli cure. E poi, come non innamorarsi delle foto che ci sono alla fine del libro? LE avrò riguardate almeno venti volte!
La storia è molto toccante, ma lo stile e il linguaggio, quest’ultimo spesso troppo colloquiale, lasciano molto a desiderare. Evidentemente l’intento dell’autore (il cui lavoro principale, non dobbiamo dimenticarlo, non è scrivere ma curare gli animali) era proprio arrivare dritto al cuore di più persone possibili e per sensibilizzare e catturare l’attenzione di ogni tipo di lettore, ha dovuto per forza impiegare uno stile che fosse alla portata di tutti. Il fine, in questo caso, giustifica ampiamente i mezzi, ma personalmente non l’ho apprezzato e l’ho trovato a tratti irritante. Nonostante questo, ammetto che i suoi sentimenti mi hanno letteralmente attraversato l’anima e che ho versato lacrime quasi su ogni pagina. È una storia leggera nella forma, ma molto profonda nel contenuto, che porta inevitabilmente a porre in discussione il nostro comportamento e il nostro rapporto con tutti gli esseri viventi. È proprio per questo che avrei apprezzato un po’ più di cura nello stile ed è per questo che attribuisco soltanto tre stelle, ma resta una lettura che consiglierei a tutti, soprattutto ai piccoli e ai giovani lettori.
Volné pokračování knihy "25 gramů štěstí" mě hodně chytilo za srdce. A to i přesto, že jsem byla připravená na příběh o ježečkovi a možná se trochu víc pozornosti dostalo osobnímu životu Massima - hlavně komplikovanému vztahu rodič-dítě. Ale na druhé straně všechno souvisí se vším a domnívám se, že jednotlivé roviny života nelze striktně oddělovat. Ať chceme či ne, vždy se navzájem ovlivní a určitým způsobem prolnou. Na jedné straně to bylo čtení o smutku, vyčerpanosti, bezradnosti a určitém druhu naštvanosti. Na druhé straně to byl příběh o pozvolné cestě porozumění, přijetí a uvědomění si. A samozřejmě o ježečcích! Jsou to úžasní tvorové, kteří si zaslouží pozornost, lásku a v neposlední řadě již zmiňované porozumění. Není snadné být tak malým tvorem v tak velkém světě. Zas a znovu jsem musela obdivovat houževnatost ježků. Kéž by jim lidé víc rozuměli. A nejen jim, ale i všem ostatním zvířatům.
Trama: il dott. Vacchetta, stimato veterinario esperto in bovini, decide di cambiare vita e apre un Rifugio per ricci, chiamato la Ninna. In questo libro ci racconta la sua quotidianità, ci parla di alcuni dei riccetti che entrano a far parte della sua vita, della Ninni, la donna che dopo tanto tempo gli ruba il cuore e della sua Franchina, la tanto amata mamma che purtroppo viene a mancare a causa di una malattia cronica. Recensione: questo romanzo è una piccola perla fatta di dolcezza, sacrificio, amore e dedizione. Più volte il dottore ci ricorda che l'amore è amore, che non c'è alcuna distinzione tra il prendersi cura delle persone e il curare gli animali, piccoli o grandi che siano. Tenere e commoventi, le storie che l'autore ci racconta sono un toccasana per l'anima e ci rincuorano con il pensiero che le belle persone, per fortuna, esistono ancora.
Il secondo libro di Massimo Vacchetta non delude le mie aspettative. Racconta la sua vita insieme ai suoi ricci e parla di se e della sua mamma. Tenero, impegnato, dedica la sua vita ai ricci. Un esempio da seguire. Per aiutarlo in qualche modo, comprate il suo libro!
Chi ama gli animali non può non venire coinvolto da una narrazione intensa e delicata allo stesso tempo in cui la dedizione per i ricci e l'amore per i cari si fondono in una piccola grande storia.