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Turismo di massa e usura del mondo

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Se si è passati in poco tempo dall'uso del mondo all'usura del mondo, è perché la massificazione del desiderio turistico, camuffata da libertà di movimento, è avvenuta all'interno di una logica industriale che ha distrutto la dimensione simbolica del viaggio, trasformandolo in una «fuga d'evasione» da fare in tempi e luoghi deputati, e soprattutto passando sempre alla cassa. Ponendosi al servizio del consumo mondiale, il turismo è diventato, insieme alla televisione, agli antidepressivi e al calcio, uno dei più potenti anestetici che la società contemporanea elargisce ai suoi logorati cittadini, immersi in una ipermobilità che dà la misura della loro insoddisfazione. Eppure, nonostante la standardizzazione dei desideri e il saccheggio ambientale, il turismo mantiene intatto il suo potere incantatore. Forse perché il turista, lontano dal suo territorio originario, che ormai non conosce più, nutre la confusa speranza di trovare altrove ciò che gli manca a una vita conviviale in un territorio ancora carico di senso. Senza accorgersi però che con la sua stessa presenza distrugge ciò che è venuto a cercare.

Kindle Edition

First published September 1, 2014

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About the author

Rodolphe Christin

17 books7 followers
Écrivain et sociologue (thèse de doctorat en 1999), Rodolphe Christin vit actuellement au pied des Alpes.

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Displaying 1 - 6 of 6 reviews
Profile Image for Gianni.
394 reviews50 followers
August 28, 2025
In un epoca di omologazione del pensiero e dei costumi, non potevano sfuggire alla bulimia capitalistica le dimensioni del tempo libero, del viaggio e del turismo. Siamo all’induzione dei bisogni anche in questo campo, dove diventa impossibile qualsiasi reale esperienza di crescita, di svago e anche di ozio al di fuori di un’impianto che la rende artificiale e oggetto di sfruttamento per ricavarne profitti. Turista da banane chiosava Simenon una novantina di anni fa. Non è un libro di denuncia, né una carrellata di situazioni esemplari, ma una disamina di ciò che è diventata, dal punto di vista del pensiero critico-filosofico e politico, una delle più imponenti industrie degli ultimi decenni.
Profile Image for Bobparr.
1,151 reviews91 followers
November 3, 2019
Più che un saggio potrebbe essere letto come un insieme di saggi, uno per capitolo, che riescono anche a vivere in autonomia - e questo è un valore aggiunto, perché si può mollare il libro per stanchezza e riprenderlo senza problemi qualche giorno dopo. Di lettura non troppo agevole, il testo è comunque molto interessante. Ovviamente tanta sociologia, alla fine anche un poco di politica "spiccia". Se dovessi isolare una tesi - dopo pagine e pagine di esposizione che mi trovavano tranquillamente d'accordo su tutto - non ce la farei. Ce ne sono tante, troppe, tutte condivisibili.
Profile Image for Ruppe.
514 reviews50 followers
November 26, 2019
Allo stesso tempo una critica spietata e senza concessioni ma... priva di mordente e concretezza; esageratamente e pesantemente teorico.

Avevo tanta aspettativa e sono rimasto semi-deluso.
È come se ci fossero tanti, tanti aspetti che siano stati trascurati per rimanere più che altro sul piano filosofico-sociologico.

Scarsissimi riferimenti all’ecologia, alla gentrificazione, agli sfruttamenti delle popolazioni locali, al ruolo dei media e dei social network, alle situazioni concrete e ai dati; per l’autore sembra trattarsi perlopiù di una questione morale e di ideale, o al massimo storico-etnografico-psicologica.

Questo lo rende meno attuale e caustico di quel che avrei sperato, e lascia spazio in futuro a critiche più concrete e realmente sociali/economiche: ecco cosa mi piacerebbe leggere presto sull’argomento, qualcosa di spirito meno “datato”
Profile Image for CLARA.
85 reviews8 followers
March 9, 2020
Ensayo sensible y ameno, de capítulos cortos; alguien diría que a prácticamente a modo de pildoras, yo podría decir que cada capítulo funciona como una introducción. Este detalle tiene su lado positivo y su parte negativa; lo positivo deriva de la sencillez, lo negativo radica en -tal vez- la falta de una bibliografía de consulta que acompañe este primer contacto.

Aunque lo señalo como algo negativo, no es algo que eche a perder la experiencia de su lectura ni mucho menos. De hecho destaco la fluidez y delicadeza con el que cada capítulo ha sido escrito centrándose en "aquello" que realmente quiere destacar R. Christin en cada uno de ello porque él como todos vive impregnado de todos los mecanismos capitalistas con los que el sistema desviste a la vida de su sentido y rodeado de todas las herramientas que éste ofrece para rellenarla, embutirla. Rodolphe se descubre inmerso y cuando señala cada elemento de presión lo hace con una veracidad y sensibilidad nada desdeñable.
4 reviews1 follower
August 3, 2023
Si el viaje era una experiencia transformadora la economía de consumo lo ha convertido en una experiencia más de usar y tirar.
Esta idea es explicada y desarrollada en el libro con conceptos más o menos sencillos y amenos.
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