«Il cervo vecchio chiese al cane cieco: “Ma gli uomini, sono tutti adulti?”. E il cane cieco rispose: “No, ve ne sono anche di saggi: li chiamano bambini.”» Questa brevissima storia racconta di un cervo ucciso da un cacciatore a caccia con il figlioletto di cinque anni. L’animale era in fin di vita e il bambino abbracciò il suo forte collo. Il cervo vecchio allora parlò all’anima del piccolo di come, nel tempo lungo della sua esistenza aveva imparato a conoscere l’uomo.
Dopo una laurea in Economia e una lunga attività come manager d'azienda, ha scelto di dedicarsi esclusivamente alla scrittura ed è tornato a vivere a Tai di Cadore, tra le Dolomiti. Ha pubblicato: Il selvaggio (Carabba 2005), Signore delle cime (Carabba 2007), Siro (Minerva 2011, premio Cortina d'Ampezzo per la letteratura di montagna e premio eLEGGERE LIBeRI di Tione di Trento), Zoe (Minerva 2012), Oceano (Minerva 2014, premio Torre Petrosa e premio Latisana per la letteratura del Nord Est).
Una gran bella storia per bambini e per aspiranti tali. Storia ben scritta e piena di dolcezza. Non è propriamente il mio genere, ma mi è piaciuto veramente tanto!
Questa storia racconta di un cervo ucciso da un cacciatore a caccia con il figlioletto. L’animale era in fin di vita e il bambino abbracciò il suo forte collo. Il cervo vecchio allora parlò all’anima del piccolo, raccontando la sua lunga vita tra le montagne, di come nel tempo lungo della sua esistenza aveva imparato a conoscere l’uomo. Anche questo libro, come il precedente, mi ha emozionata e colpita molto, per questo ho deciso che ve ne parlerò riportando alcune delle frasi, le più significative, che ho sottolineato durante la lettura e che fanno capire il messaggio del libro. “Mi accorsi che nemmeno il più feroce degli animali riduce in schiavitù le proprie prede come invece fa l’uomo.” “Gli uomini sono tutti così?” “No, ve ne sono di migliori. Li chiamano bambini”
Un racconto semplice, diretto, colmo di metafore e di piccoli, o almeno pare, “insegnamenti” di vita. Divorato in pochissimo tempo. Consiglio di leggerlo anche in compagnia dei bambini: mi è piaciuto moltissimo!
Un racconto breve ma di una intensità pazzesca. Un rapporto, quello fra animali e umani, raccontato a “pelle” da un cervo in fin di vita ad un bambino, accorso per abbracciarlo. Un dialogo che convince il bambino ad essere un adulto migliore.
È un piccolo gioiello. Il dialogo “attraverso la pelle” tra un cervo e un bambino racconta con delicatezza il rapporto tra uomo e natura. Un contatto che diventa linguaggio e cura. Un racconto dolce, poetico e intenso adatto ad adulti e bambini.
Questo libricino racconta la vita attraverso gli occhi di un cervo.
Racconta di come gli animali hanno subito l’evoluzione umana. Come correvano liberi nei boschi prima della costruzione delle strade, degli accampamenti, dei periodi di caccia.
Questo cervo può comunicare attraverso la palle, è così che capisce le intenzioni umane. Quando un essere umano lo accarezza lui capisce, dal contatto fisico, se vuole ammaestrarlo o ammirarlo… così durante la sua vita si avvicina agli altri animali e chiede loro, che sono stati più a contatto con l’uomo, perché mentono, perché litigano, perché fanno la guerra, perché li catturano per poi imbalsamarli e appenderli come trofei.
🌳”E come hanno fatto a domarti?” domandai curioso. “Ha strappato via la mia natura e me ne ha imposto un’altra. Mi ricompensava quando non ero io e mi picchiava con un nervo di bue quando invece lo ero. Per non soccombere mi sono abituato a dimenticarmi di me.” rispose il cavallo. “Vieni via, scappiamo insieme. Ti terremo nel branco e sarai uno di noi. Ritornerai libero” gli dissi Il cavallo fremette e raspò la terra con lo zoccolo, accesa da un antico istinto ma subito smise. “Non posso” rispose “E perché?” “Non mi ricordo più come si fa a essere liberi”
Quando l’uomo ha paura di qualcosa che non comprende, lo prende e lo sottomette…
🌳”Mi accorsi allora che nemmeno il più feroce degli animali riduce in schiavitù le proprie prede come invece fa l’uomo”
Primo libro che leggo di questo scrittore, vivo nel bellunese per cui è un piacere leggere delle Dolomiti. Questa storia mi ha emozionato e colpito molto. Un libro che ti fa riflettere su quanto siamo solamente ospiti di questa terra. Poetico e profondo. Mai letto modo migliore per esprimere il concetto di “sentire a pelle”.